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Agiografia di San Giovanni Maria Scolarici

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Agiografia di San Giovanni Maria Scolarici


Si è concluso Domenica 27 Settembre 2009 ad Anguillara Sabazia (RM) il Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa in Italia, con la Divina Liturgia pontificale concelebrata con tutto il clero. Nel corso della stessa Liturgia sono stati canonizzati San Giovanni Maria Scolarici e suo figlio San Giuseppe Scolarici, martirizzati nel 1544 a Piraino (ME) dai pirati barbareschi agli ordini dell'ammiraglio ottomano Khayr al-Din Barbarossa. Ne pubblichiamo l'agiografia insieme al decreto di canonizzazione.


AGIOGRAFIA DI SAN GIOVANNI MARIA SCOLARICI MARTIRE PER LA FEDE

Prefazione
Con molto piacere, con gioia, ma anche timore e trepidazione, mi accingo a presentare San Giovanni Maria Scolarici, del quale ho l'onore di essere corregionale e del quale indegnamente provo a magnificare le gesta nobili e sante.
"Magnificate Dominum mecum"! Lodate e benedite con me il Signore, voi tutti cristiani, ma soprattutto voi cristiani ortodossi.
Abbiamo con noi un campione della fede in Gesù Cristo, dimenticato nei secoli, messo in disparte, e per noi è un compito importante rimetterlo nella giusta luce, in modo tale che il Signore abbia a glorificarlo in terra per essere a tutti noi esempio di eroica testimonianza.
"Cantate Domino canticum novum!". Diciamo con il salmista "cantate al Signore un canto nuovo", perché e gli ha fatto cose meravigliose.
Padre Giovanni ha offerto la propria vita al Signore perché era un uomo, un sacerdote, veramente pieno di fede, tanto da offrire il proprio sangue perché l'Eucaristia non fosse pro fanata.
Chi sono i santi? Sono persone come noi, anch'essi pieni di difetti come tutti gli uomini, ma che non hanno avuto difficoltà nel correggersi quotidianamente e nell'abituarsi, con grande sacrificio ed eroismo, a mettere in pratica le virtù cristiane.
Padre Giovanni ha reso in sacrificio la propria vita al Signore, ed allo stesso modo tante altre anime elette e sante hanno offerto la propria testimonianza crocifiggendo se stesse e le proprie passioni, acquistando pian piano le relative virtù. Il Signore ci dice di essere perfetti come è perfetto il Padre che è nei cieli: naturalmente ce lo chiede in quanto creature, in quanto esseri dalla natura umana che, ferita dal peccato, si rigenera continuamente attraverso la Grazia. L'esempio di questo nostro sacerdote deve farci seriamente meditare sulla nostra Chiesa, sulle nostre comunità cristiane ortodosse.
Tutti noi, vescovi, sacerdoti, diaconi, monaci e il popolo intero di Dio, dobbiamo incamminarci sulla strada giusta, stretta, irta, piena di difficoltà, ma che è anche quella vera, sicura, che ci conduce a Cristo. Egli è la nostra unica salvezza, fonte di ogni bene e certezza. Il culto dei santi è buono e salutare : essi sono i nostri avvocati presso Dio, con in testa Maria, Madre di Dio e madre nostra. I santi sono dunque i nostri prototipi: la Chiesa Ortodossa ha molta cura del culto dei santi, anche perché la storia ci insegna che un certo imperatore, Leone III Isaurico, abolì il culto dei santi; culto ripristinato poi dalla medesima Chiesa Ortodossa, che fa gran festa nella prima Domenica di Quaresima, chiamata appunto "Domenica dell'Ortodossia", e nella prima Domenica dopo Pentecoste, festa di tutti i santi. Chi dipinge le icone prega, digiuna, chiede ispirazione : una volta completate e benedette, esse vengono poste sotto l'altare per quaranta giorni e poi esposte al culto dei fedeli. Si tratta di un culto di dulìa o venerazione, perché il culto di latrìa o adorazione si deve soltanto a Dio.
Attenzione! Mi rivolgo soprattutto ai fedeli che potrebbero avere della confusione nella propria mente. Occorre tener presente che i miracoli sono compiuti soltanto da Dio per intercessione di Maria o di questo o quell'altro santo: se qualcuno pensasse che essi sono operati direttamente dai santi, ciò sarebbe sbagliato e si rischierebbe l'eresia, dando ragione alla contrarietà al culto dei santi propria del protestantesimo.
Quindi è il Creatore onnipotente ed onnisciente che opera, tutte le innumerevoli schiere di santi non fanno altro che perorare la nostra causa di intercessione presso Dio.
è proprio il caso di dire: "è mirabile Dio nei suoi santi". Chiediamo aiuto e grazie a Dio tramite l'intercessione di padre Giovanni Maria Scolarici, perché in lui il Signore sia glorificato. Chiediamo, tramite la sua intercessione, la vera umiltà per essere strumenti validi dei quali Dio si può servire, e cerchiamo quindi di essere sempre disponibili, di renderci tramiti di pace e di amore, cantando con il salmista: " servite il Signore in letizia".
La Chiesa è bella e santa perché è di Gesù Cristo: noi dobbiamo essere lo splendore del Padre, dei "Cristofori", perché da Lui divinizzati, ostensori viventi per mostrare agli altri quello che Egli dà a noi e per coinvolgere tutta la famiglia umana affinché sia elevata fino a Lui. Preghiamo allora perché la canonizzazione di questo eroe sia fulgido esempio di amore cristiano e sacerdotale. Ringrazio quanti hanno contribuito e contribuiscono in ogni modo nel presentare e far conoscere padre Giovanni Maria Scolarici.
A Dio ogni lode e onore.

Parte prima

Capitolo primo


La Sicilia
Secondo una delle possibili etimologie, la Sicilia sarebbe la "terra di fichi e di olive".
è un paese ridente, ricco di sole e di vegetazione, isola del Mediterraneo da sempre bitata da popolazioni eterogenee. Dopo i sicani ed i siculi, fenici, greci, romani, arabi, normanni e spagnoli sono stati qui per secoli, portando le loro abitudini, usanze, costumi e tradizioni. Sembrerebbe impossibile ed inverosimile che proprio qui, dopo un miscuglio così vario di lingue, possa essere nata la lingua italiana. Sì, in Palermo, alla corte di Federico II, ove si trovavano filosofi, letterati, artisti, geografi, ecc., nacque la lingua italiana, figlia diretta del latino volgare, che in seguito si
svilupperà ed affermerà in Toscana (Firenze, Siena, ecc.). In quest'isola è venuto San Paolo ad annunziare la lieta novella, il Vangelo di Gesù Cristo (come testimoniano le Catacombe di San Giovanni a Siracusa). Qui i greci bizantini sono stati per secoli ed hanno rafforzato le radici di un albero rigoglioso del cristianesimo ortodosso.
Nonostante la brutta piaga moderna della mafia, un'ombra che si è addensata su quest'isola e che è stata combattuta con coraggio dagli stessi siciliani, non è mancata la luce di poeti ed artisti, ma soprattutto la luce dei santi. Basta indicare solamente tre donne, due martiri ed una vergine: Lucia di Siracusa, perseguitata sotto l'imperatore Diocleziano, Agata di Catania, uccisa durante l'impero di Decio, e Rosalia di Palermo, vissuta in età normanna, che ha condotto una vita santa nella testimonianza della vita quotidiana. Tralascio la testimonianza di tanti santi monaci e preti ortodossi per parlare di un santo martire ortodosso, padre Giovanni Maria Scolarici, martirizzato dai saraceni nel 1544 a Piraino (ME).


 

 

Capitolo secondo

L'ambiente di padre Giovanni Maria Scolarici


In un paese chiamato Piraino, nell'odierna provincia di Messina, nell'Arcidiocesi di Messina e diocesi di Patti, ha condotto la sua vita il santo martire, sacerdote sposato (come si sa nella disciplina del clero ortodosso è ammesso il matrimonio), padre Giovanni Maria Scolarici. In quel periodo le scorrerie dei pirati saraceni, detti anche barbareschi, infestavano l'isola: sappiamo che costoro erano di religione musulmana e quindi avversi al cristianesimo. Essi, quando depredavano un territorio cristiano, o uccidevano i cristiani o, per convenienza, li riducevano in schiavitù. Nel 1544, questi pirati barbareschi, guidati dall'ammiraglio ottomano Khayr al-Din Barbarossa, devastarono la costa settentrionale della Sicilia, compreso il territorio di Piraino.
Padre Giovanni, conducendo una vita santa insieme alla sua famiglia, era così innamorato dell'Eucaristia che, nell'infuriare della scorreria saracena, si ricordò che le Sacre Specie erano in pericolo, e senza esitazione tornò indietro con il figlioletto per salvarle insieme agli oli santi. Sicuramente la forza che attinse dal Signore lo aiutò a subire il martirio tenendo in mano le Sacre Specie.
è un bell'esempio di grande amore che tutti i vescovi, i sacerdoti ed ogni cristiano dovrebbero avere per Gesù Cristo. Per diversi secoli padre Giovanni è rimasto sepolto nel luogo stesso del martirio, dopodiché fu traslato nella chiesa madre del paese, dove il suo corpo intatto giace ed emana l'odore di Cristo. è giusto e doveroso da parte nostra, Chiesa Ortodossa in Italia, elevarlo all'onore degli altari, così da avere un altro protettore in cielo, dove l'innumerevole schiera dei santi loda e benedice Dio in eterno, in consonanza con la Chiesa terrena che soffre, combatte e prega.
Questa corrispondenza di grande e vero amore, lega il terreno al divino: la Terra un giorno finirà ed il divino avrà l'eterno sopravvento. L'ardore e l'amore di padre Giovanni per l'Eucaristia, Sacramento dei Sacramenti, deve farci riflettere sulle ricchezze che noi possediamo e che non dobbiamo mai perdere con il peccato, frutto di mancata amicizia con Dio.

Capitolo terzo

L'insegnamento di padre Giovanni
Padre Giovanni ci dice come essere dei seguaci del Signore, ci suggerisce come servirlo ed amarlo. Ogni nostra azione buona è ispirata, suggerita e voluta da Dio, che tanto ci ama e ci segue come Padre e Pastore. Lo Spirito Santo infonde sempre nei nostri cuori e nelle nostre menti quell'amore unico, che ciascuno di noi riceve, che si espande ed esplode.
Ciò che Dio dà a ciascuno di noi deve naturalmente ridondare nel prossimo. La fonte e la sorgente dove attingere forza e coraggio per essere testimoni e campioni di fede cristiana è, senza dubbio, l'Eucaristia.
Durante la sua fuga dai saraceni padre Giovanni si ricordò che in chiesa era rimasta l'Eucaristia e controbattendo al figlio Giuseppe, che lo invitava a scappare, gli rispose: "no, Giuseppe, devo ritornare in chiesa a prendere e salvare l'Eucaristia , perché quando il vescovo mi ordinò sacerdote, consegnandomi l'agnello, mi disse: 'ricevi questo Pane e conservalo gelosamente fino al giorno della nuova venuta di Nostro Signore Gesù Cristo che te lo richiederà'". Ritornò quindi indietro per prendere e salvare l'Eucaristia e venne ucciso insieme al figlioletto Giuseppe. Padre Giovanni è arrivato al martirio effondendo il proprio sangue, perché già martire nella sua vita, nel suo ministero sacerdotale; così ha saputo trasmettere il messaggio dell'amore, ha saputo essere l'eroe. Non a tutti è concesso il martirio di sangue, ma a tutti è possibile, anzi necessario, opportuno e salutare, il martirio della propria vita quotidiana, impregnata di atti di coraggio, anche piccoli, ma significativi, dimostrando agli altri che si può essere scelti dal Signore, come veri suoi discepoli e seguaci.

Dobbiamo sentire la necessità, il bisogno, l'anelito ad alimentarci di questo Pane, ad essere nutriti per crescere nella santità, percorrendo l'unico grande cammino, quello che porta noi ed i fratelli a Lui. Ecco il fervore, l'ardore per il quale ogni sacerdote deve essere infiammato per trasformare gli altri: così deve fare ogni cristiano, perché Gesù si è dato a noi affinché noi fossimo divinizzati, "Cristificati", per essere veramente "Cristofori" davanti a questa umanità, mancante di spina dorsale, forza e volontà, poiché sbattuta dalle onde del mare.

Capitolo quarto

Padre Giovanni: l'Eucaristia e il sacerdozio
L'Eucaristia è il sacramento dei sacramenti, il Mistero per eccellenza, in quanto nel pane e nel vino consacrati dal sacerdote vi è presente realmente Gesù Cristo, in ogni particella e goccia.
Con la sua bocca il ministro del Signore trasforma, mediante l'invocazione allo Spirito Santo, quel pane e quel vino, ed ha così nelle sue mani il Figlio di Dio.
Neanche San Michele Arcangelo ha questo potere: si fa sì che Gesù scenda
sull'altare. Grande creatura è il sacerdote, la più potente che possa esistere!
L'Eucaristia è il nostro cibo spirituale, è l'alimento dell'anima. Pertanto è bene accostarsi spesso a questo sacramento, anzi sarebbe auspicabile farlo durante ogni Divina Liturgia. Tutti siamo malati nello spirito e quindi abbiamo bisogno del medico, che per antonomasia è Gesù Cristo. La forza che ebbe padre Giovanni sicuramente l'attinse dall'unica sicura fonte. Di certo egli è stato un apostolo dell'Eucaristia ed ha saputo offrire alle anime affidate alle sue cure lo strumento valido, il Pane della Vita, per affrontare tutte le battaglie contro ogni male.
La sua eroica testimonianza di fede ci fa pensare ad un altro grande martire, che offrì la sua vita come frumento, affinché il suo sangue fosse seme di altri cristiani: mi riferisco a Sant'Ignazio di Antiochia, che fu, per i cristiani di quella comunità e per l'intera Chiesa di allora, colonna portante. Padre Giovanni si può definire come una lampada nascosta per secoli, che per permissione divina ora risplende sia per gli uomini dei secoli passati, sia per quelli del nostro tempo, così avulso spesso al divino,
lontano dal soprannaturale. Riferendoci alle sante parole dell'Apostolo delle genti, possiamo pertanto affermare: "homo animal non percepit ea quae sunt spiritus Dei" ("l'uomo naturale non comprende le cose dello Spirito di Dio").
L'amore all'Eucaristia, come ci ha insegnato padre Giovanni, sarà l'ago della bilancia della nostra vita terrena, l'equilibrio vero che ci potrà condurre ai pascoli ubertosi del regno celeste. Occorre pregare ed operare perché il padrone della Messe mandi operai nella sua vigna. Vescovi e sacerdoti, santi, saranno capaci di trasformare il mondo martoriato da tante difficoltà, spesso create dallo stesso uomo. è necessaria una mentalità diversa, un modo di concepire le cose secondo la legge del Signore: soltanto così potrà esserci amore vero tra cristiani, che poi si riverserà sull'umanità intera.
O padre Giovanni, insegnaci ad amare l'Eucaristia, questa fonte di Vita e di Acqua viva e pura!

Parte seconda

Guarigioni per intercessione di padre Giovanni Maria Scolarici
Il Metropolita mons. Antonio (De Rosso) aveva già fatto due ricoveri ospedalieri per aver subito due infarti ed un'ischemia. Il giorno 21 maggio del 2007 venne ricoverato all'ospedale civile di Teramo, nel reparto di cardiochirurgia, al fine di essere operato al cuore per la sostituzione della valvola mitralica ed aortica. Egli, dopo essersi sottoposto a tutti gli esami del caso e dopo aver consultato diversi medici cardiochirurghi, era pronto per entrare in sala operatoria.
è da premettere che da tempo si era rivolto a padre Giovanni Maria Scolarici perché intercedesse presso il Signore per la sua guarigione. Da lunedì a mercoledì sera fu sottoposto a tutti gli esami, in preparazione dell'operazione. Il giovedì mattina il chirurgo, accompagnato dalla sua equipe, lo visitò e gli disse: "allora, monsignore, sabato mattina tocca a lei! La opereremo".
Caso strano, il medico diede ordine di ripetere tutti i controlli nei laboratori di analisi.
Monsignore pregava sempre con grande fede chiedendo l'intercessione del martire siciliano ed avvenne che la notte tra mercoledì e giovedì padre Giovanni gli apparve in sogno. Il Primate vide un sacerdote ortodosso insieme ad un gruppo di persone e, come raccontò lo stesso mons. Antonio, "dal gruppo si staccò il presbitero che venne verso di me; ero sicuro al 100% che quel sacerdote fosse padre Giovanni Scolarici, il quale mi si avvicinò e mi ripeté per tre volte: 'stai tranquillo, non succederà niente, tutto andrà bene', e poi sparì".
Il Metropolita Antonio si svegliò e appena giunse l'alba telefonò a sua sorella Giuliana e al monastero, raccontando il sogno e dicendo che certamente padre Giovanni aveva ascoltato le sue preghiere. Eppure la mattina il chirurgo gli aveva detto nuovamente: "sabato la opereremo". Il vescovo non disse nulla del sogno ai medici, ma in cuor suo era sicuro che qualcosa stava accadendo.
Il chirurgo, come già detto, ordinò di ripetere tutti gli accertamenti del caso e ciò fu fatto. Il venerdì mattina il medico, insieme all'equipe, passò nuovamente e rivolgendosi a mons. Antonio disse: "monsignore, lei non ha bisogno di essere operato; domani, se vuole, può andare a casa". Il Metropolita Antonio non raccontò ai medici del sogno, ritenendolo un fatto personale: accolse con grande gioia la notizia che gli veniva data, chiamò al monastero e chiese che qualcuno venisse a prenderlo.
Sabato mattina, 26 maggio 2007, ritornò a casa sano e salvo, senza avvertire più disturbi al cuore. è stupendo quanto è accaduto, umanamente inspiegabile. Non ci resta pertanto che ammirare l'opera del Signore, essendo valido avvocato il nostro caro padre Giovanni.

Testimonianze d'infanzia di alcuni anziani di Piraino

Il 23 gennaio 2009 alle ore 11 la signora Angela Giardina, vedova di Salvatore Serraino, nata a Piraino il 21 aprile 1930 ed ivi residente, ricordando la sua infanzia,
alla domanda se avesse mai visto o saputo che a Piraino era stato decapitato dai saraceni il sacerdote arciprete Giovanni Maria Scolarici, ha risposto: "io sono venuta a conoscenza di ciò da suor Dorotea di Piraino poiché, prima della seconda guerra,
noi bambini eravamo condotti a visitare i resti di padre Scolarici. Ricordo che ho visto in una cassetta, nella parte frontale, il teschio e le costole. Si notava pure che nella cassetta c'erano due ampolle di sangue. Le suore ci hanno spiegato che egli erastato decapitato dai saraceni perché era andato a prendere i sacramenti (l'Eucaristia) nella chiesa della Badia, che è la chiesa più antica di Piraino. Nel viaggio di ritorno era stato catturato e assassinato con un colpo di scimitarra sul collo. Pare che il sangue dopo alcuni giorni fosse ancora allo stato naturale, senza aver subito alcuna trasformazione. Da quel momento non ho saputo più nulla, malgrado avessi il pensiero di vedere nuovamente il luogo dove era sepolto".
La signora Antonina Serraino, anch'essa del luogo, in merito all'arciprete Scolarici ha raccontato che il signor Antonino Caputo, persona di fiducia dell'arciprete latino Butera, si era fermato nella bottega di calzature e rivendita di vino del padre, dicendo che avevano rimosso dalla sepoltura le spoglie dell'arciprete Scolarici e che il giorno successivo sarebbe stato posto nell'attuale sepolcro. Costui affermò altresì che se desideravano vedere le spoglie dovevano andare di mattina presto, poiché poi non sarebbe più stato possibile vederle, in quanto l'arciprete Butera le avrebbe messe personalmente nell'attuale urna. La signora Serraino ricorda che quella mattina circa quindici persone si sono recate a rendere omaggio per la sepoltura, compresi i figli di questa. L'arciprete Butera, anziché allontanare i figli delle donne presenti, che erano ancora minori, prese il teschio e lo rivoltò verso il pavimento, pronunciando la frase: "siete ancora bambini, vi faccio vedere solo la parte posteriore, per non impressionarvi". La stessa continua dicendo che si vedeva il punto in cui era stato colpito con la scimitarra e che la carne sembrava essere ancora fresca, come se il colpo fosse stato inferto da poco.
P.S.: queste due testimonianze sono state raccolta dal signor Giuseppe Lamonica

DIVINA LITURGIA DI SAN GIOVANNI CRISOSTOMO IN ONORE DEI
SANTI MARTIRI GIOVANNI MARIA E GIUSEPPE SCOLARICI


Tropari

Dio, Padre di amore e misericordia, che fai risplendere il sole sui giusti e sugli ingiusti e su di essi fai scendere piogge feconde, tu che hai accettato da Giovanni, vero Martire d'amore, insieme a suo figlio Giuseppe, il supremo sacrificio della sua vita terrena, ascolta le nostre insistenti suppliche perché il suo eroico esempio ci sproni sempre al tuo amore. Fa' che saziati e corroborati dal tuo Pane celeste possiamo affrontare con slancio tutte le insidie diaboliche ed i terreni pericoli. Te lo chiediamo nel nome e per intercessione del presbitero Giovanni e nel nome del tuo Figlio Gesù Cristo Signore Nostro. Amen.

* * * *

O padre Giovanni, il tuo zelo per la Divina Eucaristia ha infiammato il tuo cuore ed illuminato la tua mente, al punto di offrire te stesso insieme al tuo figlio Giuseppe come grande dono tramite la mano del carnefice. Insegnaci come essere sempre la vivente dimora di Nostro Signore. Amen.


* * * *

O Signore, che hai infuso nel cuore di Giovanni e Giuseppe suo figlio il grande amore nel dare la propria vita, volendo salvare il Santo P ane nel quale si adora la tua reale presenza, infiamma il nostro spirito nel testimoniare con la nostra vita il tuo
divino splendore. Amen.

* * * *

Come un agnello sei andato al macello per essere cibo spirituale a tante anime assetate d'amore divino, o Giovanni, insieme a Giuseppe testimone dell'amore per la Santa Eucaristia, aiutaci a ben alimentarci di questo pane celeste per crescere nell'amore di Dio e del prossimo. Amen.

* * * *

La tua spirituale paternità sacerdotale sia esempio costante a tutti i presbiteri che, lottando con il demonio, il mondo e la carne, trovino la forza nella Santa Eucaristia, unica via di vera Luce in questa valle tenebrosa. Amen.

Versetti
Mirabile è Dio nei suoi santi, il Dio di Israele.
Per i santi che sono nella sua terra, il Signore ha reso mirabili in loro tutte le sue volontà.
Apostolo: 1° Corinti, cap. 4, 9-16
Prokeimenon: tono plagale 4
Alleluia! Per tutta la terra è uscita alla sua terra e sino ai confini del mondo le sue parole. Alleluia!
Vangelo: Matteo, cap. 21, 33-42


Preghiera di intercessione a San Giovanni Maria Scolarici, sacerdote e martire ucciso in odio alla fede insieme al figlio Giuseppe dai saraceni nel 1544

O glorioso martire San Giovanni Maria Scolarici, che hai testimoniato la tua fede offrendo la tua vita per portare in salvo la Santissima Eucaristia dalle mani sacrileghe dei saraceni, ascolta benigno le nostre preghiere e presentale a Nostro Signore e Dio Gesù Cristo perché le esaudisca. La tua fede non fu superata dal timore e la tua testimonianza oggi come allora scuote le nostre coscienze quando ricordiamo ciò che dicesti al tuo santo figlio Giuseppe, che insieme a te offrì la sua giovane vita:
"Giuseppe, figlio mio, quando il vescovo mi ordinò sacerdote, consegnando nelle mie mani l'agnello immacolato ed immolato, mi disse: 'ricevi questo Pane e conservalo gelosamente fino al giorno della nuova venuta di Nostro Signore Gesù Cristo, che telo richiederà', io non posso lasciare che cada in mani sacrileghe, ma devo salvarlo".
Fa' che anche in noi aumenti la fede in Cristo, nel Suo Vangelo e nella Sua reale presenza nella Santissima Eucaristia, affinché possiamo essere pronti a dare la vita per la Verità, che ci rende liberi anche dalla paura di morire e ci fa testimoniare con il sangue la nostra fede.
Il tuo fulgido esempio abbatta le barriere della nostra incredulità, il tuo coraggio ci aiuti a vincere la tiepidezza e la superficialità ed a progredire nel nostro cammino, il tuo martirio ci sproni ad una fede profonda ed irremovibile. Siamo certi di trovare in te un fratello ed un amico che intercede presso il trono della misericordia divina, in modo che ogni nostra supplica e ogni nostra umile preghiera possa essere ascoltata ed esaudita.
Confidando quindi, o Santi Giovanni Maria e Giuseppe, nel vostro aiuto e fiduciosi nella vostra intercessione, vi chiediamo di non abbandonarci in questa valle di lacrime, sicuri che l'offerta della vostra vita sia fonte di impetrazione delle grazie che vi chiediamo di ottenerci per la nostra guarigione spirituale e fisica e per ogni altra necessità.
Poiché il nostro Dio è buono e misericordioso e ci concede tutto quello che chiediamo nel nome di Gesù Cristo, Suo Figlio e Nostro Signore, che viene glorificato nei suoi santi, e noi re ndiamo gloria, grazie ed adorazione alla Santa, Indivisa e Consustanziale Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

Bibliografia
Rosario Tresoldi, "Notizie storiche etnografiche su Piraino", Capo d'Orlando 2000, pagg. 37, 40, 211 e ss.
Roberto Princiotta, "La terra di Piraino e la sua storia", Messina 2008, pagg. 20, 51, 56, 115, 189, 208 e 224.
Padre Nunziato Mancuso, "Una storia per Piraino", Messina 2002, pagg. 44, 59, 76 e 105.


 

 

 

 

 

 

Prot. n°207
Decreto n°88

BOLLA DI CANONIZZAZIONE DI PADRE GIOVANNI MARIA E GIUSEPPE SCOLARICI

Noi Basilio, per Grazia di Dio, per la benevolenza della Santa Chiesa e per volontà del Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa in Italia Arcivescovo di Ravenna e di L'Aquila Metropolita Primate d'Italia esaminata la vita del presbitero padre Giovanni Maria Scolarici e quella del figlio Giuseppe, preso atto che sono sicuramente martiri per la fede in Gesù Cristo, essendo stati trucidati dai saraceni in odium fidei, esaminate le varie testimonianze scritte ed orali sull'avvenuto loro martirio, esaminati altresì i miracoli avvenuti per intercessione dei suddetti martiri, per l'autorità concessaci come successori degli Apostoli da Nostro Signore Gesù Cristo, dopo aver lungamente riflettuto ed invocato più volte l'aiuto divino ed ascoltato il parere del nostro Santo Sinodo, ad onore della Santissima Trinità, per l'esaltazione della fede cristiana e l'incremento della
medesima, dichiariamo e definiamo santi padre Giovanni Maria Scolarici ed il suo figlioletto Giuseppe, stabilendo che la loro festa liturgica sarà celebrata ogni anno il 18 ottobre, data del ritrovamento del corpo di San Giovanni. Sia lode e gloria a Dio onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo, che fa risplendere a noi, tramite i suoi santi, la luce divina per trasformare le Sue creature e farle ascendere al trono dell'Altissimo.

in Anguillara Sabazia (RM)
27 settembre 2009

+ Mons. Basilio (Grillo Miceli)
Arcivescovo di Ravenna, di L'Aquila
Metropolita Primate d'Italia


PANEGIRICO IN ONORE DI SAN GIOVANNI MARIA SCOLARICI E DEL FIGLIO SAN GIUSEPPE


Eminenze reverendissime, reverendi sacerdoti, diaconi, autorità tutte e popolo santo di Dio: la pace e la gioia di Nostro Signore Gesù Cristo siano sempre nelle nostre menti e nei nostri cuori.
Esultiamo il Signore per la grande grazia che ci è offerta nel proclamare oggi santi due grandi campioni della fede cristiana, il nostro sacerdote padre Giovanni Maria Scolarici assieme al suo figlioletto Giuseppe. Essi furono martirizzati nel 1544 ed il luogo del loro martirio fu scoperto nel 1771, allorché fu così fatta la prima ricognizione.
La Chiesa è stata sempre perseguitata e lo è anche oggi: cambiano i metodi e le modalità, ma i nemici di Cristo sono sempre in agguato. Questi due martiri, quindi, furono riportati alla luce, per così dire, dopo alcuni secoli, per essere lampade vive a coloro che giacciono nelle tenebre. La santità è di ogni tempo e di ogni luogo, di ogni persona e di ogni posizione sociale. Essa sembrerebbe nel nostro tempo qualcosa di
lontano, al di fuori dei nostri parametri, non soltanto per chi si dice non credente; purtroppo anche tanti cristiani non hanno capito per nulla il senso del vocabolo "santità".
Spesso ci si trincera dietro la difficoltà del potere e dovere diventare santi. Non si comprende che la santità è l'unico scopo della nostra vita terrena, per cui tutti i nostri sforzi, l'ideale unico della nostra esistenza, sono rivolti all'amicizia della creatura con il Creatore. Gesù Cristo è fondatore e capo della Chiesa, Una, Santa, Cattolica, Apostolica, nonché Ortodossa: noi siamo sue membra e per essere tali dobbiamo diventare membra vive, la linfa vitale del divino, perché l'umano mischiato con esso divenga santo, perfetto, luce che rischiara nelle tenebre di questo mondo.

Un mondo così tanto malato e lontano da Dio, sempre in cerca della felicità nei beni effimeri e passeggeri.
Non così è il cristiano, qualunque sia la sua posizione, ovunque e sempre è colui che testimonia con la sua vita Cristo crocifisso, ma anche il Cristo glorificato.
San Giovanni e San Giuseppe, padre e figlio, hanno testimoniato la fede in Dio offrendo il proprio sangue per Gesù Cristo e per tutta la Chiesa, amando veramente il Corpo ed il Sangue di Nostro Signore.
"Non chi dice 'Signore, Signore' entrerà nella casa del Padre mio, ma chiunque fa la sua volontà". Non a tutti è richiesto questo supremo sacrificio, ma è altrettanto sacrificio e testimonianza la vita quotidiana di ciascuno di noi, è veramente cammino verso la santità che richiede costanza e perseveranza, coraggio e grande fede. Tutti noi, clero e laici, dobbiamo imparare a vivere veramente una vita cristiana, essendo veri amici del Signore, e per essere tali la nostra condotta deve rispecchiare le virtù cristiane, soprattutto l'umiltà e la carità.
Essere cristiani oggi, come ieri e domani, significa essere persone ottimiste, significa vedere tutto nell'ottica della fede, avendo come armatura per combattere nemici e difficoltà spirituali le virtù teologali di fede, speranza e carità: significa possedere Gesù Cristo, unica via sicura alla santità. Questo è l'unico segreto per percorrere questa strada, per essere araldi del Vangelo, per far parte dell'innumerevole stuolo dei santi, di coloro che provengono da grande tribolazione, di coloro che non hanno esitato nel realizzarsi nella Chiesa e per la Chiesa.
L'esempio fulgido di San Giovanni e San Giuseppe ci sia di continuo stimolo per fortificarci nella fede, per ritemprarci nell'amore vero, non perdendo tempo perché tutto è dono di Dio. Colui che tende alla santità deve essere rigoroso con se stesso e remissivo verso gli altri. La santità è rinunzia a tante cose, che poi risulteranno di poco conto, perché capiremo quali sono i veri valori. Oggi c'è un capovolgimento totale, oserei dire, e si considerano valori degli idoli che non hanno nulla a che fare con la vera formazione della persona. Oggi c'è una schiera di giovani e meno giovani che hanno sete di verità, hanno sete di Dio e potrebbero imboccare strade tortuose,
vicoli pericolosi, ove si annidano sette e maghi. Sta a noi, vescovi e sacerdoti, nonché popolo santo di Dio, offrire loro ciò che i nemici di Dio non sanno e non possono dare: tocca a noi aprire loro le braccia, non con le chiacchiere ma col nostro comportamento di veri discepoli e figli di quel Padre che ama tanto i suoi figli.
Chi è lontano da Dio, chi è tiepido, ma anche chi, con buona volontà, sta percorrendo un cammino impegnativo, ha estremo bisogno di figure che hanno mescolato l'umano col divino, che hanno posto nel loro cuore Cristo medesimo. Ecco i santi, membra vive di Dio, ecco la Chiesa di Gesù Cristo, alla quale dobbiamo gloriarci di appartenere, nella quale e per la quale dobbiamo vivere per diffondere il buon odore del cristianesimo, degli unti dal Signore.
A tutti voi ed a me stesso auguro di seguire la scia luminosa lasciataci dai santi: lo chiediamo al Signore per mezzo e per i meriti di San Giovanni Maria Scolarici e del suo figlioletto San Giuseppe, per la gloria e l'onore di Dio Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen.

Anguillara Sabazia (RM)
27 settembre 2009

+ Mons. Basilio (Grillo Miceli)
Arcivescovo di Ravenna, di L'Aquila
Metropolita Primate d'Italia

 

 


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