Chiesa  Ortodossa  d' Italia ORGANIZZAZIONE REGOLE DA OSSERVARE RIFLESSIONI DEL PRIMATE SPIGOLATURE SUI SALMI
Chiesa  Ortodossa  d' Italia
ORGANIZZAZIONE
REGOLE DA OSSERVARE
RIFLESSIONI DEL PRIMATE
SPIGOLATURE SUI SALMI
CAVALIERATO
ACCADEMIA SAN CIRILLO
SAN GIOVANNI MARIA SCOLARICI E PREGHIERE
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Sua Beatitudine Basilio I
basilio




















P R E F A Z I O N E


 

Da alcuni anni ho pensato di fare catechesi in forma semplice e comprensibile, nonché breve, per aiutare i giovani ed i meno giovani, gli intellettuali ed i meno acculturati a riflettere su svariati ed importanti argomenti della vita, soprattutto per quanto riguarda quella spirituale. Ho notato, da professore prima e da Vescovo poi ed attualmente, la grande ignoranza che esiste nel campo spirituale anche da parte di persone di una certa cultura. C’è un vuoto pauroso di catechesi: giovani ed adulti hanno estremo bisogno di essere catechizzati, istruiti, dopo essere stati ascoltati dal sacerdote e dal Vescovo. Siamo in un’ era della globalizzazione, del “fai tutto presto e subito”, e se da un lato questo è positivo, dall’ altro bisogna constatare che nel campo spirituale c’è vuoto, assenza, ignoranza parziale e tante volte totale. Ho pensato quindi di dedicare un po’ del mio tempo e riflettere e a far riflettere sulle cose dello Spirito che sono così basilari, per cui da parte del Clero soprattutto, ma anche del laicato impegnato e coadiuvante, bisogna impegnarsi ad istruire nei modi e nei tempi dovuti. È obbligo nostro offrire agli altri quello che gratuitamente abbiamo ricevuto. Spero e mi auguro che questi miei scritti siano un modesto aiuto alla causa di cui stiamo parlando. Iddio benedica, custodisca ed illumini tutti gli Evangelizzatori e gli Evangelizzati nel nome del Nostro Signore Gesù Cristo. A lui la gloria e l’ onore sempre.





                                                                245 GLI ULTIMI



Nella società umana sempre: ieri,oggi,domani vi sono i cosiddetti primi,quelli che contano,che comandano,che hanno il potere o per censo(una volta nobiliare) o per pura sopraffazione.Essi si impongono in forma tirannica,dittatoriale in assoluto.Sono coloro che hanno sempre ragione,che hanno l'ultima parola ed in verità,per fortuna,sono pochi.Una grande moltitudine è schiacciata,oppressa,schiavizzata,sono le  tante persone che non contano,non hanno voce in capitolo,sono i poveri,i diseredati,i senzatetto,i senzaquattrini,affamati,sofferenti nel corpo e nello spirito.Come può dirsi oggi,XIX sec. dell'era Cristiana che questa società e progredita?Quando emergono da ogni continente,da ogni angolo della terra,soprusi di ogni genere?Vi è gente che non ha da mangiare,che non ha un tetto,mentre altri sprecano e buttano il cibo,hanno case e ville al mare ed ai monti,persone che hanno magari disonestamente milioni e milioni e tante altre neanche il necessario per vivere dignitosamente.Noi Cristiani,noi Chiesa di Oriente ed Occidente dormiano,ci adagiamo tranquillamente,noi Clero noi Popolo Santo di Dio esaminiamo attentamente la nostra coscienza e diamo una risposta a noi stessi,al prossimo e soprattutto a Dio dal quale un giorno non lontano saremmo giudicati.Noi soprattutto Cristiani,con tenacia e decisione,dobbiamo fare guerra alla guerra ed a tutte le miserie umane.Svegliamoci da questo prolungato sonno,armiamoci dell'armatura della Federe,della Speranza ma soprattutto della Carità ,quella vera,quella fattiva,manca la nostra testimonianza che i Santi ci hanno sempre insegnato.Gli ultimi nel contesto evangelico saranno i primi.Noi Clero e Popolo Cristiano dobbiamo essere i primi combattere la battaglia dell'amore e della pace perchè gli ultimi di questa terra siano anche qui in terra i primi e perchè i primi del mondo tramite gli ultimi siano primi un giorno tramite la profonda,sincera e costante conversione.





                                                             








                                                          244 SILENZIO (BIS)


Oggi il  silenzio fa paura a molte persone, compresi i Chierici ed i Religiosi,perchè si vuole attutire quanto la coscienza potrebbe rimproverare.Nel silenzio parla al cuore ed alla mente Nostro Signore e si è maggiormente coscienti del nostro stato.E' bene spesso parlare meno ed ascoltare,è bene operare,anzichè chiacchierare,è bene raccogliersi nella preghiera e sentire ciò che Dio suggerisce all'uomo e ciò che l'uomo saggio e santo può suggerire all'insipiente,al loquace e facilone.La paura che ha l'uomo di oggi del silenzio fa si che tutto si svolga nel chiasso,nel rumore,e nella confusione.Questa continua distrazione attutisce l'opera di Dio in noi e comporta tanta superfiialità,poca stabilità e nessuna perseveranza nel bene per cambiare la nostra esistenza,la nostra condotta poco corretta.Nel silenzio,nella solitudine e nel raccoglimento Dio parla abbondantemente all'uomo perchè si converta e viva,perchè l'umano si divinizzi.Il rumore,il frastuono della vita dinamica di oggi non favorise certamente l'incontro con Dio che inevitabilmente dovrebbe essere incontro corretto con il proprio simile.Poi bisogna educare i giovani ed i meno giovani al silenzio per far parlare Lui,per ricevere qualcosa di sapiente da chi ci offre l'esempio di disponibilità con la propria condotta.Anche se non per tutti è necessario vivere in una Certosa o in una Trappa o in un Monastero in piena clausura,è opportuno per tutti raccogliersi nel silenzio della propria camera,in una Chiesa o in un bosco quanto non ci offre questa società cosiddetta moderna e progredita.Nel silenzio potremo imparare molte cose,nel silenzio saremo vittoriosi contro ogni male,nel silenzio ameremo ad amare Dio ed il prossimo,poichè la confusione ed il chiasso sono sicura fonte di peccato.Imparariamo da Maria e Giuseppe,impariamo da tante anime che nel silenzio e nell'ascolto ci insegnano l'amore.






                                                           








                                                             243  LA SENILITA'


Si ritorna bambini,si vive di ricordi ecco perchè nonni e nipotini stanno bene insieme,e' l'inverno dell'esistenza terrena.Non si ha il passato vigore sia fisicamente che moralmente.Chi ha condotto una vita onesta e dinamica rimane tale in qualche modo e sa abbastanza barcamenarsi,il fannullone e chi poco di buono ha realizzato,naturalmente giace nel suo triste passato.Gli anziani hanno bisogno di stare in mezzo ai giovani,sia per rivivere il loro passato,sia per stare su e non abbattersi.L'anziano deve amare ed ascoltare il giovane,il quale,a sua volta,deve essere da lui amato,consigliato,incoraggiato.Se vi è questa bella comprensione la vita dell'anziano sarà dolce e la fatica della sopportazione di tanti dolori meno amara.Il giovane deve comprendere che anche a lui un giorno toccherà la stessa sorte.Ci deve essere armonia tra la primavera della vita e l'inverno della  vita.Il giovane deve ascoltare i consigli dell'anziano ed avvalersi della sua passata esperienza ed allora di puo dire con il Salmista:'' quanto è bello e soave che i fratelli stiano insieme ''.Spesso,purtroppo,non è cosi.Gli stessi figli abbandonano in un angolo i propri genitori,parenti ed amici.Non ti scordar di me perchè gli altri un giorno,a loro volta non si scordino di te.O veneranda senectus (anzianità),rughe e capelli bianchi insegnino al mondo quanta strada deve ancora fare il cosiddetto universo civile,per fortuna spronato da tanti esempi di Cristiani Santi.






                                                                   


                                                                 242 LA ROSA



Colori svariati,variopinti ha la rosa che con il suo profumo ti inonda e ti estasia.Ma,come si sa,non c'è rosa senza spine cosi' è il profumo della tua anima che ha dovuto sopportare sofferenze,dolori e fatiche prima di emanare il profumo di tante belle virtù e renderne partecipi gli altri.I suoi petali cadendo ti fanno riflettere sulle virtù che già acquisite potrebbero avvizzire e sparire.Allora altre rose compaiano come nel giardino,cosi' all'orizzonte della tua anima che povera prima si è arricchita poi offrendo agli altri le acquisite ricchezze.O Rosa,creatura bella e splendida qual sei fammi capire cosa devo fare per essere come te,per incantare le creature alla ricerca spasmodica del tuo profumo.




                                                       



                                                                241 IL CROCIFISSO


E' il libro per eccellenza,unico al mondo,sul quale si legge il poema dell'Amore di Dio verso l'uomo creato ad immagine e somiglianza divina.In esso si può leggere ogni proprietà divina riferita all'umano.Come non essere stupiti,come non esultare di gioia infinita per tanto delicata attenzione del Creatore verso la creatura?Il Crocifisso è l'infinita ricchezza dell'uomo,è la salvezza,è la fonte dalla quale scaturisce l'inesauribile acqua che disseta,che rinfresca ogni anima assetata di bello,di vero,di santo ,di eterno.Un cristiano convinto penso che non pensa e non debba vivere senza la visione continua del Crocifisso.E' un libro che parla tanto,che racconta la storia della nostra salvezza e che eloquentemente ci dice che il Signore ha voluto e vuole sempre divinizzare l'uomo che si è allontanato dal divino,che si è il qualche modo scisso.Per colmare l'abisso che il peccato ha prodotto nell'uomo,il Signore con il suo sangue ha ricucito la ferita,ha sanato tutto,restituendo la primitiva bellezza che purtroppo si può perdere.Egli dall'alto della Croce,a braccia aperte,sollecita il nostro ritorno a Lui,ci dice quanto è grande l'Amore verso di noi,ci sollecita a voler ritornare,nonostante la nostra sordità,nonostante la nostra miopia.Egli è sempre li e noi ingrati ed indifferenti non sappiamo rispondere a tanta bontà.Ciascun cristiano dovrebbe stringere a sè un Crocifisso e portarlo con sè:è la storia di ciascuno di noi,è l'Amore di Dio diffuso nei nostri cuori,nelle nostre menti è luce del nostro cammino,è ristoro alla nostra vita,stanca ed affaticata.Sia sempre il nostro emblema,gloriamoci di Lui che è sempre con noi.O viandante di questo mondo,stanco,disorientato:fermati,leggi,osserva,rifletti sul Dio-uomo crocifisso,poi sepolto,ma gloriosamente resuscitato,che ama nella sua divina umanità,che a braccia aperte di attende e ti custodisce,ti assiste e ti consola.O figlio benedetto ed amato,apri il tuo cuore e la tua mente a Lui,vivi con Lui,in Lui,per Lui.






                                                            240 IL REGALO 


Ormai è una consuetudine abbastanza consolidata fare dei regali a parenti ed amici in svariate ricorrenze come compleanni,onomastici,nozze,Battesimi,Cresime,Prime Comunioni,lauree,venticin
questimi e cinquantesimi,per il Santo Natale,etc...E' bello offrire a tutte le persone care un segno della nostra stima,della nostra amicizia,del nostro affetto.Ma c'è sempre in ogni cosa il rovescio della medaglia,a volte in senso positivo,purtroppo sovente in segno negativo.Si fanno dei regali ed anche consistenti,per farsi ammirare,lodare,forse stimare,avviene pure che i regali sono concepiti per interessi perchè si attende dall'altra persona qualcosa come ricompensa,potrebbe essere il lavoro per il figlio e quindi si pretende una raccomandazione oppure si fa anche per farsi stimare dagli altri per quello che non si è affatto.Il regalo va fatto senza alcun interesse,ricompensa o stima,dovrebbe bastare un semplice ''grazie''.E poi il regalo va fatto spontaneamente per il vincolo di amicizia e di affetto verso l'altra persona.Dobbiamo affermare che spesso siamo gretti e meschini.La nostra stima,la nostra amicizia è vera e ben radicata quando si pensa e si agisce con retta intenzione senza secondi fini.Abituiamoci ad essere limpidi e trasparenti,come ci insegna il nostro Divin Maestro.La falsità proviene dal demonio,non lasciamoci insidiare da costui ma guardiamo l'esempio di tutti i nostri Santi.A Dio,nostro Signore,onore e gloria sempre !




                                                           
                                                 


                                                             239 ECUMENISMO



La Parrocchia di Sant'Andrea Apostolo,sita in una città delle Puglie,sin dai suoi albori ha praticato l'Ecumenismo,grazie all'amicizia del Parroco con Sua Beatitudine Basilio I,Metropolita Primate della Chiesa Ortodossa d'Italia.Tutto è iniziato con la predicazione annuale per l'ottavario per l'unione dei Cristiani ed in seguito per l'amicizia nata tra l'Arcivescovo della Diocesi ed il Primate.Tutto si è alquanto intensificato con conferenze,dibattiti,e varie spiegazioni.Tra i due Confratelli nell'Episcopato si è creata una perfetta sintonia,per cui il lavoro per la comune causa è aumentata.Pregare insieme più volte l'anno è importante,necessario e salutare.Si invoca insieme lo Spirito Santo perchè illumini le menti e riscaldi i cuori dei membri delle due Chiese Sorelle per essere presto,a Dio piacendo,unite.La buona volontà e tutte le iniziative che si possono prendere fanno ben sperare.Tanti parrocchiani ora conoscono bene l'Oriente,sanno che abbiamo gli stessi Sacramenti,conoscono le quattro difficoltà che ci tengono separati.Certamente tanto cammino c'è ancora da fare,è necessario debellare l'ignoranza,la prevenzione e tutto quanto ostacola il dialogo,l'amicizia,l'amore fraterno fra Cristiani Cattolici ed Apostolici dell'Oriente e dell'Occidente.E' bello mettere insieme le comuni ricchezze spirituali,i Riti,la dottrina dei Santi Padri,la Liturgia,l'Aghilogia.Del resto aveva ragione ed ha ragione San Giovanni Paolo II :'' La Chiesa deve respirare con due polmoni:Oriente ed Occidente.'' Naturalmente bisogna lottare contro il nostro egoismo,il modo di pensare gretto e meschino,sia da parte del Clero.come dei Laici.Qualcuno ancora guarda in cagnesco e non accetta l'altra parte,sia per ignoranza come per presa posizione.Si deve andare oltre,anche se le difficoltà ci sono,dobbiamo guardare Gesù Cristo,capo e fondatore della Chiesa ed offrire la nostra testimonianza di continuo sforzo a chi è lontano dalla Chiesa perchè ne possa poi far parte.Questa Parrocchia,nel  suo piccolo,sarà sempre parte attiva per la gloria di Dio ,la salvezza e santificazione delle anime.






                                                         






                                                            238 NOI CROCIFISSI 




Il nostro Divin Maestro Gesù Cristo è il primo Crocifisso.Noi Cristiani sappiamo bene che l'albero della Croce è la nostra unica,sicura ed eterna salvezza perchè su di esso Dio-Uomo è stato crocifisso.Noi Cristiani,quindi unti,scelti dal Signore siamo sue membra vive,scelti da Lui per seguirLo ed in certo senso per completare la Sua Passione.Non tutti su questa terra,valle di lacrime,siamo dei crocifissi  nel  nostro piccolo e quindi compartecipi delle sofferenze e dei dolori di nostro Signore.Sopportare il prossimo in tutte le sue debolezze,sopportare noi stessi è talmente bello,nobile e grande da poterci,in un certo senso,considerare collaboratori della Passione del nostro Capo.Il dolore,le varie sofferenze purificando la nostra anima contribuiscono sapientemente all'avvento del Regno di Dio in noi.Tanti Santi hanno chiesto al Signore di voler patire e soffrire con Lui per la salvezza e la santificazione di tante anime e qui si sfiora l'eroicità che si realizza con la  forza soprannaturale offerta dal Signore.Noi almeno,nel nostro piccolo,accettiamo quanto Dio vuole o permette da noi.Gesù Crocifisso è risorto,anche noi,sua parte integrante,crocifissi con Lui,con Lui risorgeremo.Al contrario di quanto pensa il mondo,certamente non è comprensibile sotto l'aspetto umano.La Croce è la nostra salvezza,il nostro rifugio,la nostra vera consolazione,ripeto,ce lo insegnano la schiera innumerevole dei Santi provenienti da ogni tribù,popolo e nazione,sono quelli che provengono da grande tribolazione ed hanno bagnato le loro candide vesti nel sangue dell'Agnello.



                                                     







                                                     237 LA FAMIGLIA (BIS)

E' un argomento di fondamentale importanza e non basterebbero volumi e volumi per parlarne.Tuttavia indicativamente diciamo,ed è la vera realtà,che la Famiglia è il perno della società e della Chiesa.Oggi più che mai possiamo dire che assistiamo allo sfacelo della medesima,perchè non consideriamo certi valori dimenticati,messi da parte,qualcuno dice obsoleti.Povera umanità!Alla cellula della società,che è la famiglia,si preferiscono altre mete,altre soluzioni che non porteranno da nessuna parte,anzi sono la rovina della famiglia,che Dio ha voluto ed ha creato.Sembra che l'uomo oggi si diverta a scombussolare l'ordine del creato a cominciare dalla stessa.Ecco perchè l'amore vero è relegato quasi in soffitta,ecco perchè per interesse ed egoismo si uccide con tanta facilità,il marito contro la moglie,i figli contro i genitori.Quale famiglia umana consegneremo noi ai posteri?Ciò non vuole Dio e noi impassibili continuiamo a dire che i tempi sono cambiati e non comprendiamo che certi valori sono eterni,immutabili,basilari per la nostra vita,altrimenti saremo,anzi siamo peggio dello bestie.Il quadro non è bello,sta a tutti noi cambiarlo ed esercitare sugli altri quel senso di credibilità quasi inesistente,agiamo subito,domani potrebbe essere troppo tardi ! Il Signore ci benedica !






                                                                  
                                                              236 L'ORDINE 


Sempre l'ordine esteriore rispecchia quello interiore e l'uomo è anzitutto servitore di se stesso e subito dopo degli altri.In qualsiasi età,ragazzo,giovane,uomo maturo,anziano se non è osservato l'ordine esterno,materiale in ogni campo ed in ogni situazione,Chiesa,scuola,lavoro intellettuale e materiale,nelle fabbriche,nei negozi,nella campagna,nel giardino,in casa,è indice di un vero e grande disordine interiore.La persona ordinata vive tranquilla e serena,si compiace dell'ordine che è attorno a lei,viceversa chi è disordinato ha la coscienza sporca e non è in pace con se stesso ed i fratelli.Oggi gli errori di ogni genere sono tanti perchè l'uomo non ambisce all'ordine,è tutto trasandato materialmente e moralmente.Ciò è un male per ciascuno e per l'intera comunità,civile e religiosa.Il disordine è non osservare i Divini Comandamenti,perciò tutto è lecito,tutto si può fare a detrimento proprio ed altrui.Chi ha un animo delicato e sensibili è ordinato in tutto e per tutto,con una precisione matematica,costui certamente è benedetto dal Signore.La tranquillità e la pace vera si ha mettendo sempre ordine nella nostra vita.Il Signore ci aiuti ad essere ordinati !





                                                             







                                                           235 IL SILENZIO



Serve moltissimo stare zitti per ascoltare gli altri,ma soprattutto il Signore che parla al nostro cuore,alla nostra coscienza.E' importante l'ascolto per esaminare noi stessi e per essere sempre disponibili alle necessità altrui.Il  loquace non è sapiente e saggio,ma alquanto superficiale.Oggi,in modo particolare i giovani,non solo sono chiassosi,ma vogliono vivere nel chiasso ed hanno tanta paura del silenzio perchè nel silenzio il Signore ci ricorda la Verità,ci rimprovera il nostro comportamento poco corretto e nello stesso tempo ci aiuta ad essere migliori.Occorre che tutti noi siamo prudenti ed accorti nel sapere ascoltare,tacere ed essere disponibili nell'ascoltare i consigli degli altri che dobbiamo sempre considerare più assennati di noi.San Benedetto nella sua Regola raccomanda ai suoi Monaci il Silenzio che deve valere per qualsiasi Cristiano.Saper ascoltare sempre è principio di saggezza e di piena disponibilità,dimostra tanta umiltà.Il Signore ci aiuti in questo cammino.





                                                             


                                                         










                                                              234 IL PERDONO


Spesso,anche noi Cristiani siamo tanti restii a perdonare chi ci ha offeso e noi non pensiamo che Dio è sempre pronto a perdonare il nostri pecccati?Ma come possiamo chiedere perdono a Dio se non perdoniamo i nostri nemici?Diciamo nel  Padre Nostro,preghiera insegnataci da Nostro Signore''Rimetti a noi i nostri debiti,come noi li rimettiamo ai nostri debitori''.Se poi nella pratica ciò non avviene,come pretendiamo di essere perdonati da Dio?Allora cambiamo condotta ! Dio è sempre Padre di Misericordia e di Amore,impariamo da lui,nostro Maestro.Sempre dobbiamo essere per primi pronti al perdono,all'abbraccio,come veri fratelli in Cristo che si amano e si rispettano e che vogliono edificare insieme la Chiesa del Signore.La pace deve regnare,altrimenti non siamo Cristiani,ma pagani.Il perdono ci rende liberi e ci purifica dai nostri peccati.Dobbiamo offrire agli altri il nostro esempio ed essere primi nel venire incontro al fratello che ha sbagliato mettendolo a suo agio.Pratichiamo subito senza indugio l'insegnamento di Nostro Signore.





                                                                 



                                                               233 LA SALUTE


Dobbiamo sempre ringraziare il Signore per questo dono della salute,sia fisica che spirituale.L'uomo è composto dalla materia e dallo spirito,l'una parte richiama l'altra ed ambedue si completano a vicenda.Per poter lavorare,essere attivi,dinamici pronti a servire gli altri in famiglia e nella società occorre star bene,essere pronti a qualsiasi fatica per contribuire al bene comune.La salute ci aiuta in tutto e per tutto e costituisce la  parte vitale della nostra esistenza.Non dobbiamo trascurarci,ma è necessario condurre una vita consona alle nostre possibilità  ed anche alla nostra età.In gioventù  bisogna dare il massimo per essere poi felici nella vecchiaia in quanto si è dato e si è fatto tutto quanto era possibile.Dobbiamo riflettere su questo perchè  dobbiamo realizzare quanto il Signore vuole da noi,cioè la missione che tramite Suo mandato dobbiamo compiere,non stanchiamoci,ma siamo fedeli nel realizzare questo mandato.Sappiamo gestire la nostra esistenza secondo i dettami di Dio,Nostro Padre.





                                                               




                                                                232 LA GLORIA


La gloria umana è sinonimo di vanità,di presunzione e di superbia.Noi spesso e volentieri la cerchiamo pensando di essere superiori agli altri,noi valiamo qualcosa,gli altri sono nulla e non meritano considerazione alcuna.Siamo stolti,non pensiamo che la gloria di questo mondo è tutto fumo e non vale nulla.Pensiamo di essere felici,di conquistare il mondo,non è cosi',il nostro modo di agire non è da saggi,ma da stolti che si lasciano trasportare da impulsi insani che non hanno alcun fondamento e che svaniscono. La vera gloria è il Gesu' Cristo,è riconoscere che se qualcosa di buono c'è in noi non è opera nostra,ma del Signore e che noi siamo nulla,dobbiamo stare al nostro posto perchè pieni di miseria e di peccato,dobbiamo esserne veramente convinti perchè il nostro atteggiamento,il nostro modo di essere e di agire sia lo specchio di una vera e profonda umiltà dinnanzi a Dio ed agli uomini,non servono pompe,onori etc... ma dobbiamo gloriarci solamente di Gesù Cristo,nostro unico Bene.




                                                             







                                                             231  IL LAVORO (BIS)


Esso può essere di duplice natura: intellettuale e manuale.Anche senza il peccato originale avremmo ugualmente lavorato,ma con piacere e senza fatica. Il lavoro nobilita l'uomo,aiuta nella realizzazione di tante cose belle e poi è un mezzo validissimo per il nostro sostentamento quotidiano  e per tutti i nostri bisogni di svariato genere. Ogni lavoro è utile e dignitose se esercitato con impegno e soprattutto con onestà.Non bisogna avere vergogna di esercitare lavori umili perchè nella società ogni lavoro contribuisce alla convivenza comunitaria,l'uno ha bisogno dell'altro e l'uno e l'altro ci completiamo a vicenda essendo tutti noi esseri limitati,ce lo insegna San Benedetto,Patrono d'Europa,perchè non solo la vita del Monaco deve essere scandita tra preghiera e lavoro,ma anche la vita di qualsiasi cittadino nel proprio ambito.Cosi' il Signore benedirà il nostro cammino e saremo i diretti collaboratori di Dio,contribuendo alla crescita della società intera.





                                                           


                                                           


                                                                   230 LA CASTITA'


E' una delle virtù molto difficili,ma non impossibile.Il Cristiano al di fuori del Matrimonio dovrebbe mantenersi casto,pochi osservano questa virtù,ma per il Religioso che ha emesso il voto dovrebbe essere normale mantenersi puro e casto ricordandosi della sua totale donazione a Dio,anima e corpo.Dice San Paolo che il nostro corpo è tempio dello Spirito Santo e tale deve mantenersi,purtroppo anche da parte di tanti Religiosi questa virtù non è tanto osservata,ci sono però schiere di Religiosi che l'osservano,non bisogna però gloriarsene tanto anche percè nel momento che pensiamo di essere forti siamo deboli,''lo spirito è pronto,ma la carne è debole''.Qualora si cadesse in continuazione è palese che bisogna cambiare rotta ed avere il coraggio di lasciare la vita religiosa,specialmente quando si cade non da soli,ma con altre persone.Indubbiamente la castità è un valore e ci rassomiglia agli Angeli,loro solo spirito,noi carne e spirito.Certamente il celibato dei Sacerdoti latini sappiamo che è una disciplina imposta da un Papa (Gregorio VII)nel Medioevo ed esistente fino ai giorni nostri.Sarebbe bene abolire tale disciplina,anche se bisogna ammettere che tanti santi Sacerdoti osservano scrupolosamente questa disciplina.Per quanto riguarda le Chiese orientali,invece,il celibato è stato ed è sempre libero,per cui ci sono anche Preti celibi,ma la maggioranza è uxorata,naturalmente prima del Diaconato.Certamente nei casi in cui dei Sacerdoti si rivelano omosessuali,pedofili,e quant'altro è opportuno e doveroso da parte del Vescovo rimuoverli e ridurli allo stato laicale perchè gli scandali hanno sempre brutee conseguenze.La Madonna guidi e protegga i Sacerdoti,i Religiosi e le Religiose nel candore e nella trasparenza perchè siano vera guida spirituale del popolo santo di Dio.



             
                                     



                                         229 AMA DIO CON TUTTO IL TUO CUORE



1)Come rispondiamo all'Amore di Dio creatore ed a tutti i suoi doni naturali (vita,salute,lavoro),preternaturali (intelligenza,sapienza e tutti gli altri talenti).Sono cristiano,sono un figlio di Dio,un consacrato,un Prete,un Vescovo ?

2)Come rispondiamo al dono dell'essere genitori,cocreatori o alla paternità spirituale(Prete,Vescovo,etc) ?

3)Come rispondiamo alla nostra Redenzione da parte di Gesù Cristo ed ai lumi dati a noi dallo Spirito Santo ?

4)Come rispondiamo al dono dei Fratelli offertoci dal Signore ?

5)Diciamo spesso che Dio è sordo alle nostre suppliche e rispondiamo con l'ingraditudine,non riconoscendo che anche nel dolore,nelle prove,i disegni di Dio su noi sono pieni d'Amore.

6)Amiamo noi stessi,le creature,le ricchezze terrene più di Dio?

7)Amiamo Dio perchè egli ci ama veramente,anche quando ci allontaniamo da lui.Diventiamo sempre più suoi Amici intimi e formandoci un cuore cristocentrico.

                                
                                                 Ama il prossimo tuo come te stesso

1)Non fare agli altri ciò che gli altri non vorresti che facessero a te.

2)Fare agli altri quanto vorresti che gli altri facessero a te.

3)Fratellanza ed amore perchè nel prossimo c'è l'immagine di Dio.

4)Dire che si ama Dio che per ora a noi è invisibile e non amare il prossimo che è visibile è essere bugiardi.




 
                                                         




                                                          228  I CHIRICHETTI


Sono Ministri inferiori che servono all'Altare.Purtroppo noi Pastori di anime,Vescovi e Sacerdoti spesso non prepariamo bene questi ragazzi e quando sono adolescenti o giovani  si allontanano da questo sacro servizio per non dire che quasi si vergognano.Ciò vuol significare che non hanno ben percepito cosa comporta e cosa è tale e sacro servizio.Noi,loro educatori,abbiamo una grande responsabilità e se dopo tanti anni di servizio non hanno capito cosa è stato il loro stare attorno all'altare,qualcosa non funziona e fa allontanare i giovani dalla Chiesa.Dobbiamo quindi inventare,se cosi' si può dire,un sistema che faccia capire loro l'importanza del servire all'altare.Oltre al Sacerdote,il Catechista o chiunque prepara al servizio questi ragazzi deve assolutamente essere di grande supporto alla loro preparazione e costanza.Quale grande onore si ha quando si sta nel sacro,quando si serve il Signore nel luogo sacro come la Chiesa,fortunati i loro genitori,dai Chirichetti può venire fuori qualche vocazione al Sacerdozio.





                                                       





                                                        227 ALLA STAZIONE


Quante volte chiunque di noi è andato alla stazione per partire,oppure per attendere una persona cara,ma poi la stazione è quella di una grande città,possiamo osservare tante cose. Non solo c'è chi sta partendo e chi arriva,ma si notano volti lieti e tristi,gente che corre e s'affretta, altri che vanno con tanta calma,qualcuno è sereno e gioioso,qualche altro sembra isolato,triste,avvilito.In mezzo alla folla purtroppo,a volte,ci sono dei maleintenzionati,borseggiatori,altri curiosi osservatori.In mezzo a tutta questa gente c'è un posticino per Dio o è del tutto assente ? Speriamo che Dio sia presente.Tanti partono e non ritornano,questo si può paragonare alla nostra vita terrena perchè quando è stato stabilito da Dio faremo un biglietto di solo andata e speriamo che sia per la Celeste Gerusalemme e non per la dannazione.Chi parte di solito prepara accuratamente la valigia e pensa di non dimenticare nulla.Stiamo preparando la nostra valigia per la vita eterna,siamo pronti non perdiamo tempo ! Il nostro bagaglio sia pieno di virtù cristiane.La stazione ci attende,prepariamoci adeguatamente !




                                                         


                                                             226  LA CHIESA

L'edificio come luogo di culto è il più sacro e santo rispetto a tutti gli altri. E' vero che Dio è presente ovunque ed ovunque Lo si può pregare,ma è altrettanto vero che nella Chiesa si riunisce,soprattutto la Domenica,l'Assembrea dei credenti prega ed eleva a Dio l'inno di lode e di ringraziamento con la celebrazione della Divina Liturgia,dei Sacramenti e di tutte le altre Ufficiature.Proprio qui le membra di Cristo pregano insieme e si riconoscono fratelli,facenti parte del Corpo Mistico di Cristo.La Chiesa deve essere bella perchè l'uomo offre le cose più belle al Signore,quindi massimo splendore,funzioni sacre celebrate sempre con la massima solennità perchè devono spronare tutti al raccoglimento,al silenzio,al culto esercitato con la massima preparazione e serietà.Qualcuno obietta che Gesù è nato in una grotta e che non ha bisogno di tanto sfarzo,ma noi creature tributiamo il massimo onore,l'adorazione al nostro Unico,Somma ed Eterno Dio.L'edificio sacro,i paramenti,le sacre Icone,devono spingerci alla massima devozione,che è contatto diretto con Dio.Il senso di povertà deve riguardare noi stessi,non l'edificio di culto,dove si celebra l'Eucarestia,si prega e si adora nostro Signore.Nello stesso tempo è raccomandabile il massimo raccogliemento,altrimenti saremo sgridati e cacciati via dal Tempio come fece nostro Signore nella sua vita terrena:''la mia Casa è Casa di preghiera e voi ne avete fatto una spelonca di ladri''.Facciamoci pure paladini per la costruzione di nuove Chiese perchè tanti nostri fratelli non hanno un luogo di culto dove pregare.Iddio benedica gli apostoli costruttori di nuovi edifici di culto.







 



225 VI E IX COMANDAMENTO:NON COMMETTERE ATTI IMPURI NON DESIDERARE LA DONNA DI ALTRI.



Questi due comandamenti vanno trattati insieme perchè l'argomento è il medesimo.Si tratta di rispettare il nostro corpo che è tempio dello Spirito Santo.Non è da condannare il sesso in sè,ma l'uso disordinato fatto dalla creatura umana.Il creatore ha stabilito nell'uomo e nella donna il piacere del sesso,ordinato non solo per la procreazione ma anche,come affermano i teologi come rimedio ordinato della concupiscenza,quando esercitato nel Matrimonio.Al di fuori per legge divina è disordine e quindi peccato.Non desiderare la donna che non è tua,compiere atti sessuali con lei è adulterio bello e buono e quindi va condannato perchè peccato.Sappiamo che la debolezza umana,la fragilita può farci anche sbagliare,ma se ciò dovesse accadere bisogna risorgere chiedendo perdono a Dio e facendo uno buona Confessione sacramentale con pentimento sincero.Il Signore è padre di misericordia e di amore,ma non dobbiamo abusare e dobbiamo combattere alacremente per correggerci immantinente.Se siamo puri saremo meglio accetti a Dio e potremo fare tanto bene al prossimo.Chiediamo con la  preghiera costante al Signore ed a Maria,sua e nostra Madre,il dono della purezza per capire sempre più e meglio le cose celesti.




             

            




          224 VIII COMANDAMENTO: NON PRONUNCIARE  FALSA TESTIMONIANZA 



Affermare il falso reca danno agli altri ed a se stessi.Gesù afferma:'' il vostro parlare sia si si ,no no''.
Dobbiamo sempre essere veraci e mai menzogneri,potremmo sicuramente rovinare altre persone innocenti ed avere un grave peso sulla nostra coscienza.La verità  vi renderà liberi;è questa un'asserzione da tenere sempre presente nella nostra vita,nella nostra condotta,diversamente potremmo rovinare delle persone per cui ne dovremo rendere conto dinnanzi al tremendo tribunale di Cristo.E poi teniamo presente che mai dobbiamo fare agli altri ciò che non vorremmo fosse fatto a noi stessi.Come potremmo stare tranquilli nei nostri rapporti con Dio ed il prossimo sapendo di aver affermato il falso? Se viviamo alla presenza di Dio,siamo timorati del Signore,giammai affermeremo il falso.Facciamo un profondo esame di coscienza della nostra vita onde pentirci se qualcosa di poco buono c'è stato e facciamo un fermo proposito che per l'avvenire in noi sia tutto limpido e sincero.








 

  223 VII e X COMANDAMENTO: NON RUBARE-NON DESIDERARE LA ROBA DI ALTRI



Oggi quanti furti,rapine,etc... Non devo impadronirmi di ciò che non è mio. L'onestà richiede con precisione di non commettere atti che ledano quello che è degli altri.Tutto ciò vale non solo quando ci si appropria materialmente di ciò che non è nostro, ma il mancato o ridotto pagamento da parte del datore di lavoro all'operaio è rubare.Ruba il lavoratore se non da la sua opera per le ore di cui è retribuito,ruba lo Stato se fa pagare tasse ingiuste ai cittadini.E' ladro chi con raggiri ti inganna,è ladro chi criticando,disprezzando,calunniando toglie l'onore,il rispetto ad un'altra persona per cui gli altri la stimeranno diversamente.Io Cristiano,Sacerdote,Vescovo,rubo se non do il superfluo a chi è in necessità,rubo se accetto ciò che non merito.Non rubare ci dice di essere giusti con se stessi e con il prossimo perchè ciascuno abbia giustamente il suo.Ci sarebbe da fare migliaia di considerazioni a livello personale e comunitario in tutti i campi ed in tutte le istituzioni.Certamente il non rubare implica ''Non desiderare la roba di altri''. Dobbiamo essere contenti e non invidiosi perchè il prossimo stia bene.L'onestà deve essere nostro punto costante di riferimento,deve essere la normalità della nostra vita cristiana.












                                       222 V COMANDAMENTO: NON AMMAZZARE



Purtroppo in ogni epoca storica dell'umanità ed anche oggi l'uomo uccide il proprio simile per futili motivi. La guerra fra nazioni e quella civile fa il resto.Spesso ci si comporta peggio delle bestie dimenticando che ognuno di noi è dotato di razionalità ed il comportamento spesso indica nella realtà l'irrazionalità dell'uomo.I motivi che conducono l'essere umana ad una tragedia e alla rovina di se stessi e degli altri sono molteplici,ma inescusabili in assoluto.Ogni giorno i mezzi di comunicazione sociale ci informano su svariati delitti.E' civiltà questa? Neanche per sogno ! E se poi vogliamo considerare tutte quelle persone che ammazzano il prossimo moralmente, che cosa ne deduciamo? Qualcosa sicuramente non funziona. La coscienza della creatura umana è come non esistesse, i valori non esistono più,allora si crea disordine,disarmonia,è lo sfacelo completo ! Come reagire? Il timore di Dio deve toccare il cuore dell'uomo,illuminare la sua mente,altrimenti tutto si distrugge e niente si edifica. Non autodistruggiamoci, ma corriamo subito ai ripari facendo funzionare il meccanismo che il Signore si è degnato offrirci con i suoi immensi doni:costruiamo una società migliore,non con le armi,ma con l'amore che deve ricreare le nostre coscienze e tutto il nostro essere anima e corpo perchè non si ripeta l'azione commessa da caino che purtroppo è continuamente ripetuta nella nostra cosidetta società progredita e civile





                   

                   

                  
                        221 IV COMANDAMENTO : ONORA IL PADRE E LA MADRE



Il Signore vuole da noi massimo rispetto,piena obbedienza verso coloro che sono stati i diretti collaboratori della nostra esistenza.Bisogno sopratutto amare i nostri genitori come si conviene a figli.Non si deve loro obbedire solamente in due casi: quando sono contrari alla nostra chiamata al Sacerdozio o alla vita religiosa e quando ci comandano di peccare. Solamente in questi casi non bisogna obbedire perchè al di sopra di tutti c'è il Signore.Oggi purtroppo quanti,non solo disobbediscono ai genitori,ma li trattano male ed in alcuni casi tolgono loro la vita,cosa del tutto aberrante. Non c'è in generale l'ascolto docile verso i genitori che si sacrificano continuamente per l'esclusivo bene dei figli.Certamente costoro non sono benedetti dal Signore e si mettono in serio pericolo.E' doveroso aiutare in tutti i sensi i propri genitori,pregare per loro ed essere tanto,ma tanto riconoscenti,rispettarli sempre ma sopratutto nella loro anzianità ed invalidità,un giorno toccherà la stessa cosa ai figli quando saranno genitori.Sia allora il nostro atteggiamento consono a dei figli che amano il proprio padre e la propria madre,non ci sarà mai pentimento anzi sarà un vantaggio per poter educare i propri figli.

         

            









                 220 TERZO COMANDAMENTO:RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE



Sappiamo che la Domenica è il giorno del Signore e quindi dobbiamo dedicarci a Lui  più di ogni altro giorno.E' il giorno della Resurrezione.Dobbiamo pregare e la preghiera per eccellenza è la Divina Liturgia.In essa rinnoviamo per mano del Ministro del Signore il Sacrificio della Croce incruentemente.E' giusto e doveroso che ci asteniamo da ogni lavoro intellettuale e manuale e che ci riposiamo fisicamente,possiamo anche dedicarci,dopo aver messo al primo posto Dio,nostro Padre,ad un sano divertimento.Sono molti,anche cristiani che non osservano questo comandamento o che mettono Dio all'ultimo posto,tanti sembrano autosufficienti ed incoscientemente tralasciano la preghiera,dicono che non hanno tempo,spesso è tutta pigrizia,disattenzione ed indifferenza.Se Dio non è al  primo posto non abbiamo capito nulla della vita cristiana.Dobbiamo adorare,ringraziare il Signore e chiederGli perdono per le nostre continue mancanze e per ultimo chiediamo grazie e benefici spirituali e materiali,sempre secondo la sua Divina Volontà.Non siamo presuntuosi o tornacontisti.Questo Padre ci ama e sa perfettamente quale è il nostro vero bene,noi dobbiamo essere sempre attenti e pronti a quanto il Signore vuole da noi perchè soltanto cosi' il Cristianesimo vero arricchisce il nostro animo,riempe di gioia e di felicità il nostro cuore.






          






         219 SECONDO COMANDAMENTO: NON NOMINARE IL NOME DI DIO INVANO



In ogni ambiente, eccetto quello Ecclesiastico,la bestemmia contro Dio,la Madonna,gli Angeli ed i Santi è all'ordine del giorno. Direi anzi che molte persone hanno questa pessima abitudine cosi' radicata che non se ne accorgono neanche e ogni due parole sono intercalate da una bestemmia,cosa del tutto disdicevole,soprattutto se pronunziata da cristiani e quindi da credenti,anche praticanti.E' un peccato grave bestemmiare.Coloro che si dicono atei e bestemmiano non sono coerenti e non rispettano il prossimo credente.Chi sente bestemmiare deve subito benedire e lodare Dio in riparazione e nello stesso tempo con carità fraterna deve riprendere chi sbaglia.L'errante,non solo fa male  a se stesso ma anche agli altri,soprattutto ai bambini ed ai ragazzi,i quali,a loro volta,acquisteranno questa cattivissima abitudine.Cerchiamo di riparare questi peccati con la preghiera e la penitenza per i figli ingrati e non consapevoli di tanto Padre,al quale osano rivolgere parole poco simpatiche.



           


          
     


           218 PRIMO COMANDAMENTO: IO SONO IL SIGNORE DIO TUO,NON AVRAI                                                             ALTRO DIO ALL'INFUORI DI ME



L'uomo sempre,nonostante il comando divino,proprio in conseguenza del peccato originale,che è stato la rovina dell'umanità,col primo dei vizi capitali,la  superbia,ha cercato di essere superiore al suo Creatore e Signore.Egli vuole mettersi al posto di Dio e quindi disprezza il proprio simile,si crede superiore a tutti gli altri ma per far questo,pensa,poveretto,di farcela adorando idoli falsi e bugiardi,come il  denaro,la ricchezza,il piacere,il potere.Non vuole capire che la creatura nei confronti del  Creatore è una formica,è niente e nulla.Un altro grande errore è addirittura negare l'esistenza dell'essere superiore,il cosidetto ateo pensa di fare a meno di Dio,è invidioso,superbo,altero e tutto e tutti fa orbitare attorno alla propria persona.Quanta stoltezza e di conseguenza è frutto di commiserazione,non sa che pensare agendo come se Dio non esistesse è la più grave delle colpe,è buttarsi la zappa sui piedi.Basta osservare tutto quanto il creato per potere affermare l'esistenza,l'onnipresenza e l'onnipotenza divina.Noi dipendiamo in tutto e per tutto dal nostro Creatore,il Quale ci ha dato il  libero arbitrio,sta a noi sapere come comportarci,viviamo in una società dove Dio è assente e ci si comporta come se noi fossimo autosufficenti,come se noi potessimo agire al posto suo.O uomo insensato,convertiti e pensa di avere un Padre tuo Signore e Creatore che ti ama e ti usa grande ed infinita Misericordia sempre !







                                                              






                                                              TERZO VOLUME

                                                         
                                                       


                                                        217 I COMANDAMENTI


Le Tavole della Legge consegnate dal Signore a Mosè sul monte Sinai costituiscono regole valide in ogni tempo ed ogni luogo per regolare i rapporti dell'umanità con la divinità ed i propri simili.Esse (leggi) sono immutabili perchè di origine divina perchè attraverso il tempo si potrà cambiare il modo di presentarle,commentarle ma nessun cambiamento potrà essere fatto.Invece le leggi compilate dagli uomini,non solo devono essere giuste,ma si devono rapportare alla Legge divina,ne devono essere il completamento e quindi non potranno mai contrastare quanto Dio ha stabilito tramite esse.Se ognuno di noi compie il proprio dovere nei confronti di Dio ,del prossimo e di se stesso ,naturalmente di crea un'atmosfera di armonia,serenità e progresso vero,mentre trasgredire un Comandamento divino porta disordina,malessere per l'individuo e l'intera società.Tocca a noi osservare le regole stabilite,bisogna trasmetterle ai nostri figli educandoli all'osservanza,alla consapevolezza che portano il benessere vero,quello desiderato,voluto da Dio e da tutti noi.Cerchiamo di essere paladini nell'osservanza e nello sforzo continuo,perseverante,affinchè la comunità umana sia l'espressione vera dell'Amore divino.




                                                             


                                                               216 LA MALATTIA


Tutti noi durante il percorso della nostra vita terrena siamo ammalati,sia nel corpo che nell'anima.Generalmente però ci accorgiamo di essere ammalati nel corpo e con sollecitudine ricorriamo al medico preoccupati per la nostra salute,mentre non abbiamo la stessa sollecitudine per la nostra anima,siamo pigri,indolenti e non ci preoccupiamo minimamente della nostra,a volte lunga malattia,perchè?E' una domanda che ciascuno di noi deve porre a se stesso. Il medico della nostra anima, sempre pronto a darci medicine salutari,a guarirci,è Gesù Cristo che si serve dei suoi Ministri onde donarci i mezzi idonei per guarire.Dobbiamo stare molto attenti perchè il nemico della nostra anima,il demonio,usa tutti i mezzi,i congegni per allontanarci da Dio per dirci che è perfettamente inutile cercare il rimedio.Svegliamoci dal Sonno,dal torpore,dalla pigrizia perchè la nostra anima ammalata deve guarire e quindi bisogna ricorrere ai rimedi,ai ripari che il Signore sempre ci offre.Come possiamo essere cosi' insensati ed indifferenti?Gesù vuole non la morte del peccatore ma che guarisca e viva.Sta a noi e soltanto a noi ricorrere al rimedio salutare,pondoci in una situazione di richiesta di aiuto,conforto,con soluzione da parte del medico per eccellenza Gesù Cristo.












                                                    215 PREGHIERA LITURGICA


La Preghiera liturgica per eccellenza è la Divina Liturgia (Santa Messa per i latini)che è la rinnovazione del Sacrificio della Croce in forma incruenta.Il celebrante prega per tutta l'assemblea e con l'assemblea,offre la vittima immolata per i nostri peccati.Dopo c'è l'Ufficio divino delle Ore canoniche (Matutino e Lodi,Prima,Terza,Sesta,Nona,Vespro e Compieta) cantato dai monaci e dai canonici nelle Cattedrali di oriente e di occidente.Sia i Sacerdoti che i Monaci ed i Religiosi che hanno il coro in occidente pregano per tutta la Chiesa.L'ufficiatura nella maggior parte è costituita da Salmi,Tropari,Antifone,Letture etc...etc...Nelle chiese orientali esistono pochissime devozioni private come la Preghiera del Cuore,l'Akhatistos alla Madonna,agli Angeli ed ai Santi,il Molieben (ufficiatura votiva a Nostro Signore,alla Madonna,ai Santi ed agli Angeli).In occidenti sono molte le devozioni private come il Rosario,la Via Crucis,Novene,Settenari,Tridui etc.Mentre per tutto il Clero è obbligatoria la preghiera liturgica per il popolo è consigliabile e sarebbe bene fosse educato alla preghiera liturgica.La preghiera che è elevazione della mente a Dio,respiro dell'anima,è vocale,specialmente quella comunitaria,è mentale ed infine può e deve essere intimo colloquio con Dio.E' anzi tutto adorazione,ringraziamento,richiesta di perdono ed infine domanda di cose spirituali e materiali sempre secondo il volere divino.










                                                         214 IL MONACHESIMO



Il Monachesimo nasce in oriente,prima in forma eremitica e poi nella forma cenobitica.Basta indicare Sant'Antonio Abate,San Paolo primo eremita.Pacomio invece organizza la vita cenobitica.Basilio fonda i monasteri vicino le città e poi la Basiliade ove i monaci in parte si dedicano a tante opere di carità come ospizi,scuole etc... etc... La vita del Monaco che ha rinunziato ai beni terreni con il voto di povertà,alla famiglia con il voto di castità ed alla propria volontà con il voto di obbedienza e consacrazione a Dio nella preghiera e nella penitenza,nello studio e nel lavoro manuale.In occidente San Benedetto fonda i monasteri dove i Monaci pregano,lavorano e studiano,fanno i copisti tramandandoci la cultura greca e latina rescrivendo su pergamena tutti i classici.I Monaci,sia in oriente che in occidente,sono faro di civiltà,i barbari vengono civilizzati dai Monaci,luce di verità e quindi di ortodossia.Tutte le opere necessarie all'uomo sono state tramandate dai Monaci:ospedali,scuole,etc...etc...Oggi li gestisce lo Stato.Dobbiamo essere grati a tutte queste persone pioniere di fede e di civiltà.Oggi esistono tanti monasteri sia in oriente che in occidente.In oriente basta ricordare il monte Athos,repubblica unica al mondo,dove in venti monasteri e diversi romitori vivono quasi 3mila monaci che pregano,studiano,lavorano nella semplicità,nel silenzio,e nell'interiorità,abbiamo tanto da imparare da loro in un mondo cosi' superficiale e lontano da Dio.La forma di vita monastica può essere triplice:
Vita eremitica:il Monaco vive da solo a contatto diretto con la natura e con Dio.
Vita cenobitica:i Monaci pregano,studiano e lavorano insieme.
Vita Idioritmica:i Monaci passano parte della giornata in monastero ed un'altra parte all'esterno operando apostolato a contatto con la gente.

Sarebbe bene essere a contatto con questi monaci,uomini di Dio che offrono la loro vita al Signore nella totale consacrazione per il bene dell'umanità.







                          213 CANTERO' IN ETERNO LE TUE MISERICORDIE



Tutta la creazione ti loda e a Te canta,tutto dice armonia perfetta,consonanza ed ordine.Solamente l'uomo,costituito dal Signore Re del creato,spesso è in perfetto disarmonia con il Creatore e con i propri simili.Ciò dipende dall'allontanamento dell'uomo dal suo Unico Vero e Grande Bene.La ferita inferta dal peccato originale ha lasciato un segno che attraverso il tempo ha impresso nella storia umana questo distintivo al negativo e quindi ecco il disordine,la dissonanza che produce uno stonato concerto spregevole e non gradito a Dio.Allora il nostro atteggiamento deve essere di completa umiltà verso Dio e verso il prossimo riconoscendoci colpevoli,degni del dovuto castigo.Il Dio Padre di misericordia e di amore comprende bene la nostra miseria e fragilità e a braccia aperte sempre ci attende perchè il nostro ritorno a Lui sia più che sollecito.Andiamo con fiducia al trono della grazia,non indugiamo,perchè sia ricostituita l'armonia perduta e possiamo sempre cantare l'immensa Misericordia Divina.Dobbiamo pure imparare dal Signore il perdono ai nostri fratelli che forse ci hanno offeso,non recitiamo forse nel Padre Nostro ''rimetti a noi i nostri debiti,come noi li rimettiamo ai nostri debitori'' ?Noi siamo l'oggetto costante della costante Misericordia Divina.Allora non stanchiamoci di gridare ai quattro venti,dall'oriente all'occidente grande ed infinita la tua Misericordia ,o Signore!







                                                                    212 IL POVERO


Ecco lui che non ha i mezzi necessari di sussistenza per poter vivere dignitosamente e serenamente.I motivi per cui si è in tale situazione sono molteplici:mancanza di lavoro e di salute,fallimento o sperpero etc...etc...Chi è privo dei beni elementari deve essere aiutato dal prossimo,che,qualora si professa cristiano,deve comprendere che il fratello in difficoltà va aiutato e sostenuto,non con una semplice elemosina,ma con tutti i mezzi necessari perchè possa condurre la vita con tranquillità.Purtoppo noi stessi siamo indifferenti al bisogno altrui,perchè l'egoismo ci porta a pensare a noi stessi e tutta la nostra attenzione è strettamente rivolta al nostro esclusivo circuito.E' necessario allargare gli orizzonti non solo perchè tale situazione domani potrebbe capitare a noi ma perchè nel prossimo c'è mio fratello e l'immagine sofferente dello stesso Gesù Cristo.Dobbiamo essere distaccati dai nostri beni,far partecipi gli altri per non accumulare tesori per la terra,ma per il cielo.Un Cristianesimo di coerenza aiuta se stessi e gli altri a crescere nell'amore di Dio e del prossimo.L'indigente nel corpo potrebbe esserlo spiritualmente e tale indigenza è molto pericolosa per l'anima,aiutando il povero materialmente ci si arricchisce tanto nell'anima ed è quello che noi cristiani dobbiamo fare per aiutarci a vicenda onde il distacco dai beni terreni ci faccia acquistare quelli celesti.











                                                             211 IL MATERIALISMO




Sempre nella storia umana,ma oggi più che mai assistiamo ad una drammatica corsa ed uno sfrenato materialismo che pensa di fare a meno di Dio.Si sono invertiti i valori.E' il dio denaro che attanaglia i cuori di tante persone,anche di tanti praticanti cristiani.La storia ci insegna come la creatura umana,essere intelligente,dotata di tanti doni offerti gratuitamente da Dio,è purtroppo capace di allontanarsi e di negare il suo Creatore il Signore.Sappiamo come razionalismo,modernismo,comunismo hanno intrapreso una battaglia senza quartiere contro il Padre comune che ama sempre i suoi figli e attende sempre a braccia aperte chi lo rinnega,chi lo insulta,chi,in una parola,non lo riconosce.Ecco perchè il mondo va a rotoli,ecco le guerre e le frequenti discordie.L'uomo non pensa al proprio Padre di Misericordia e di Amore e conseguentemente è in continua lotta con i propri simili per una supremazia dannosa a sè ed agli altri.Pensare che nulla esiste dopo questa tanto breve vita terrena significa essere molto limitati,insensati etc...etc...La materia è molto transeunte,lo spirito è quello che conta.L'uomo è composto di anima e di corpo e la materia è al servizio dello spirito,Certamente la Fede,che è un dono di Dio,ci fa vedere e capire ogni cosa in un'ottica diversa,purtroppo anche tanti cristiani vivono la loro vita come se non avessero ricevuto questo dono.Occorre rivedere la nostra vita per ricreare quell'armonia tra materia e spirito che abbiamo tanto trascurata.







                                                           210 IL PARADISO



Dio stesso è il Paradiso,stare accanto a Lui sempre ed essere amati da Lui,amare Lui.La nostra vita terrena è una brevissima attesa per conquistare la Patria Celeste.Il cammino di ciascuno di noi verso la meta consiste nel compiere la missione affidataci dal Padre.Il tempo trascorso sulla terra è costellato da tante prove,difficoltà,dolori e sofferenze che da soli non potremmo minimamente sopportare,ma con l'aiuto e la grazia di Dio,possono essere superati.Dopo questa attesa,lunga nel tempo,ma molto breve per l'eternità,il grande premio è l'eterno godimento di Dio,Nostro Sommo ed Unico Bene.Siamo tutti chiamati alla santità,a praticare le virtù cristiane,le quasi si riassumono tutte in un'una sola:l'amore di Dio e del prossimo.Tanti Santi già in terra hanno pregustato il Paradiso,vero antidoto,antipasto della visione beatifica.Allora vale la pena lottare,sacrificarsi,subire tante prove che Dio permette o vuole per il nostro bene.In tal modo e nell'ottica della Fede,della Speranza e della Carità tutto sarà più agevole perchè sappiamo che il breve cammino terreno ci condurrà alla Gerusalemme Celeste ove saremmo nella gloria di Dio e degli Angeli e dei Santi con Maria nostra madre.Coraggio,il cielo ci attende!
                                                           










                                                           209 L'EQUILIBRIO


Madre di ogni virtù è l'equilibrio.Esso è necessario a tutti ,ma in modo particolare agli educatori:genitori,professori,Sacerdoti,a chi è al posto di qualsiasi comando.Dobbiamo capire che ogni eccesso in qualsiasi senso non è buono e fruttuoso.E' necessaria tanta pazienza,calma,riflessione,e tanta padronanza di se stessi.L'esperienza insegna che ogni nostro agire deve essere dotato di un vero ed oculato equilibrio per poter dare e trasmettere agli altri,specialmente ai nostri educandi,quel senso di staticità,discrezione nel sapere operare.L'agire sbagliato ha conseguenze disastrose,comporta nel tempo delle cose negative che avremmo potuto evitare per il bene di tutti.E' bene essere ben formati,saper bene obbedire per formare a suo tempo e fare in modo di saper comandare per essere opportunamente obbediti.Dobbiamo saper trasmettere alle future generazione qualcosa di buono,di bello e di santo e purtroppo nessuno può dare ciò che non ha,per cui immagazziniamo prima noi ciò che a suo tempo daremo agli altri,soprattutto l'equilibrio.Lasciamo plasmare per ben plasmare gli altri nelle belle virtù,soprattutto nell'altruismo e per fare tutto ciò occorre,coraggio,determinazione e serietà affinchè il nostro compito non fallisca.Se vogliamo una società progredita,civile,prepariamo prima noi stessi e poi i nostri figli ad un futuro sempre migliore.






                                                                 


                                                             208 LA GUERRA


Trattare oggi questo argomento dovrebbe essere obsoleto per uomini civili come osiamo definirci ed ancora di più se si tratta di persone che si dicono cristiane ha maggior peso la questione.L'uomo non ha ancora capito l'inutilità della guerra e delle sue nefaste conseguenze.Bisogna essere veramente ottusi! Il motivo principale per cui un uomo,una comunità,una nazione fa guerra all'altro è l'egoismo,la superbia,la sopraffazione,l'accaparramento.Dobbiamo seriamente riflettere su questo tema cosi importante: morte e distruzione non sono e non devono mai essere la meta dell'uomo.La vera civiltà deve consistere nel far tacere le armi,anzi nell'abolirle.Siamo tutti d'accordo,nella pace e nell'armonia, un popolo,una nazione può vivere bene e può costruire l'avvenire dei propri figli.Come siamo insensati,disumani,non cristiani,ma pagani.Tutto ciò che c'è di abominevole e di orribile è senz'altro frutto di odio,rancore, non siamo bestie ma uomini,con una razionalità che spesso non usiamo per nulla.Il mondo,oggi più che mai,devastato non è la globalizzazione dell'amore,della serenità e del progresso vero,purtroppo siamo tanto e tanto lontani dalla civilità dell'amore perchè i vizi e la disonestà sono patrimonio nefasto di questa umanità. E' fortemente necessario un cambiamento di rotta,una metamorfosi del cuore e della mente di ogni uomo.Imploriamo e chiediamo al Signore che la virtù prenda il posto del vizio e che al posto del disordine alberghi nell'umanità l'ordine dei figli di Dio.




                                                           



                                                             207  LA VITA (BIS)

La vita è  senz'altro un dono grande del Signore che ci deve far riflettere sull'importanza che ha per ognuno di noi.Comporta quindi un grandissimo rispetto nei confronti di noi stessi e degli altri.Essa va difesa,conservata ed amata in quanto Dio ce l'ha donata per servirLo ed amarLo nei fratelli.Purtroppo oggi l'umanità è molto sbadata e distratta a tal punto che tanti decidono di toglierla a se stessi ed agli altri.Si parla tanto di progresso civile,dobbiamo purtroppo affermare che il progresso tanto decantato da una parte della società non è altro che regresso bello e buono.Se si vuole mettere al posto di Dio sentenziando a destra e a manca con inopportuni e fantomatici giudizi che annullano il vero senso della vita.Si uccide un essere umano cosi' facilmente da annullare il vero senso della vita,nonchè il valore della stessa.Occorre una profonda presa di coscienza,voltare pagina e mettere al posto giusto la gerarchia dei valori onde realizzare una metamorfosi umana che riscopra quanto Dio è il grande benefattore dell'umanità.La vita va custodita dalla concezione fino all'ultimo respiro.Il Signore non è Dio della morte ma della vita,e noi non solo dobbiamo vivere bene fisicamente,ma anche e soprattutto spiritualmente.Ricordiamoci che l'uomo è un' unità psicofisica,lodiamo il Signore per le meraviglie operate in noi tutti.





                                                             






                                                          206 LO SCONFORTO

Spesso capita a noi tutti di lasciarsi prendere dallo sconforto,per svariati motivi.Sono momenti poco belli e del tutto dannosi che tante volte ci costringono all'inazione ad essere veramente diversi da annientare addirittura la nostra personalità.Tutto si ferma e siamo quasi impotenti.Ciò può sconvolgere una persona e cambiarla,poi per risorgere ci vorrà del tempo.Ci viene incontro il Signore dicendoci:''Alzati e cammina''ci sono Io accanto a te!. Allora dobbiamo con tutte le nostre forze alzarci e senza tentennamenti andare incontro a Lui che ci attende a braccia aperte.Sappiamo che ci attende ed allora con slancio ponendo termine alle nostre lamentele,al nostro continuo piagnucolare con decisione e tanta fede corriamo,poichè Egli ci darà quanto abbiamo bisogno.Dopo essere stati rinfrancati dal Signore potremmo anche confidarci con qualche vero amico poichè dice la Sacra Scrittura:''Chi ha trovato un vero amico ha trovato un tesoro''.Dobbiamo però essere consapevoli di mettere sempre al primo posto il Creatore e poi in secondo ordine la creatura perchè quando si pensa giustamente e rettamente si è nella giusta linea ed il Signore sicuramente benedirà il nostro operato e lo sconforto scomparirà.Sappiamo di essere fragili,deboli ed impotenti ma accanto al Nostro Padre e Maestro tutto cambia,tutto si trasforma e non saremmo mai nel buio,ma la luce sarà la guida del nostro cammino.Maria,Madre del Perpetuo Soccorso, sarà causa della nostra gioia perchè Ella ci conduce sempre a suo figlio.








                                                 205 I SACRAMENTI - MISTERI


Caratteristiche:

1)Istituzione divina
2)Segni sensibili e gesti liturgici
3)Confereminto della Divina Grazia

BATTESIMO: Matteo 28,19-20
Giovanni 3,5

CRESIMA: Att. 8,14-17
19,2 II Cor.1,21-22

EUCARESTIA: Matteo.26,26-29
Marco.14,26-28
I Cor.11,19-26
Luca 22,19-20
Giov.6,48-59

ORDINE SACRO: Il Sacerdote sta tra Dio e i fedeli
Matteo.10,1-4
Luca.6,13-15
Marco.3,13-19
Matteo.28,20
Luca.22,10
Giov.20,21-23
Luca.10-16
Matteo.18,10
Luca.22,19
Atti.1,15-26
6.1-6
Atti.13,3
Atti.14,23
Tito.1,5
Matteo.28,18-20
I Tim.4,14
II Tim.1,6
Giov.20,21-22
I Cor.11,23-25

Sant'Ignazio Martire:nella sua lettera ai Tralliani parla dei degradi del Sacerdozio e dice:''Senza di questi non c'è Chiesa''.

Tertulliano:parla dei Vescovi,Presbiteri e Diaconi in '' De Bapt.Ver.13 ''

San Policarpo:parla del degrado del Sacerdozio ai Filippesi e paragona la triplice Gerarchia ecclesiastica a quella angelica.

San Giovanni Crisostomo: ''De Sacerdotio.''

Successione Apostolica La parità tra i dodici Apostoli esclude ogni pretesa di supremazia.

I gradi del Sacerdozio

Diacono: I Atti,6;6

Presbitero: I Timoteo,5,22
II Timoteo,1,5

Vescovo I Timoteo,4,14
II Timoteo,1,5

Segni sensibili: orazione consacratoria ed imposizione delle mani.

Titoli amministrativi: Igumeno,Archimandrita,Arciprete,Protopresbitero,Arcidiacono,si conferiscono ciauscuno con una funzione propria.

Anche i titoli: Metropolita,Arcivescovo,Papa,Patriarca formano parte della superiore Gerarchia Ecclesiastica e si conferiscono con una funzione di Intronizzazione (Sacramentale).

Monaci minori: Rasofori e Microschimi

Monaci maggiori: Megaloschimi

Il primo Concilio Lateranense (1123) prescrisse il celibato per tutti i gradi del Sacerdozio nella Chiesa Latina.

Requisiti della vocazione: pietà,virtù,studi,spirito di sacrifico ed apostolato.

Matrimonio: Efe. 5,21-23; Atti.1,3

S.Ignazio di Antiochia parla del consenso del Vescovo.

S. Clemente Alessandrino (215) dice che si santifica il Matrimonio celebrato ragionevolmente.

Tertulliano Ad uxorem,il Matrimonio Cristiano è collegato alla Santa Liturgia e coronato dalla Sant a Comunione.

Origene (182) rileva che il Matrimonio è opera di Dio ed ha come risultato il carisma(dono)ai coniugati.

San Giovanni Crisostomo parla dell'invito al Sacerdote da parte degli interessati a benedire il Matrimonio.

Rituale Leonianum: Vescovo di Roma (538)
La Chiesa Ortodossa in caso di scioglimento del Matrimonio,ne permette un secondo e ne tollera un terzo.

Segni sensibili sono il consenso dei coniugandi,la congiunzione delle mani,l'incoronamento,la benedizione consacratoria ed i gesti liturgici.

Effetti del Sacramento conferisce la Grazia di reciproco affetto nel compiere i doveri,Amore vero e santo fondato sul rispetto della persona propria ed altrui,fedeltà,tolleranza reciproca,reciproco aiuto,conforto,comprensione,educazione,allevamento della prole.

Monogamia: quello che Dio ha congiunto,l'uomo non separi.

Ripudio: per fornicazione Matteo 19,4-11

La Verginità è superiore al Matrimonio:Matteo 19-11: I Cor.7,38-40
(Monachesimo)

Ministro del Matrimonio è il Vescovo o il Sacerdote,nella Chiesa Romana gli stessi sposi.

Penitenza: Matteo.16-19; Giov.20,21-23;Matteo.28,20,Atti19,19-19
S. Giacomo 5,16 Didachè Cap. 14; Filippesi (6,1) Giov. 20,16
Matteo 16,19 18,17-18

Ordine Sacro: Marc.16,15;Matteo 28,18; I Cor.4,1; II Cor 5,20; Matteo 16,18

Matrimonio: Efes.5,23-16; I Cor. 7,16-39

Olio Santo: Giac. 5,18-19

Eucarestia: Per la Chiesa Romana Transustanziazione (sostanza e accidente)
Per la Chiesa Ortodossa Trasmutazione,essa è incomprensibile e si effettua per opera
dello Spirito Santo.
Il Concilio di Costanza (1415) per i Latini soppresse il calice ai laici,confermato poi nel Concilio di Trento.

Parte della Liturgia: 1)funzione della Prothesis ;
2)Liturgia dei Catecumeni
3)Liturgia dei fedeli





                                                         





                                                        204 IL VESCOVO


Egli è il successore degli Apostoli e possiede,grazie ai doni dello Spirito Santo la pienezza del Sacerdozio.Deve reggere una porzione del gregge,quindi governare,insegnare e santificare.Poichè non può essere dappertutto è coadiuvato da un Colleggio di Presbiteri per l'amministrazione dei Sacramenti,per l'avvento del Regno di Dio e la salvezza e la santificazione delle anime.San Paolo enumera le qualità che deve possedere il Vescovo il quale è certamente uomo come gli altri e quindi passibile di debolezze come gli altri,ma con la Grazia di stato che l'assiste sempre e con la propria forza di volontà potrà guidare i propri fedeli.Egli è unito a tutti gli altri Vescovi come lo era il Collegio Apostolico.Grande è la sua responsabilità dinnanzi a Dio e dinnanzi agli uomini,deve essere conscio del proprio compito,che è autentico servizio Dio ed alla Chiesa intera.E' dovere di tutti i Fedeli pregare per il proprio Pastore perchè possa pascerli sempre con dolcezza,umiltà e carità insegnando loro sempre con la parola e con l'esempio la via per il cielo.




                                                         





                                                         
                                                            203 IL PRESBITERO 

L'etimologia di questa parola significa ''anziano'',non di età ma di testa.Egli è la ''longa manus'' del Vescovo ed è dispensatore dei Divini Misteri.Accompagna il fedele dalla culla alla tomba ed è presente come medico dell'anima nei momenti più importanti della vita del proprio gregge.Deve possedere tanto equilibrio quanto è necessario e si addice ad un Ministro del Signore sempre pronto ed al servizio dei fratelli.Deve ricordarsi che è stato chiamato da Dio per servire il prossimo e per accompagnarlo sempre come medico dell'anima.Alta è la sua missione e deve rendersene conto per essere di esempio al prossimo soprattutto con l'azione e nel vedere sempre nel fratello l'immagine vera e reale di Nostro Signore.I Fedeli devono prodigarsi sempre con la preghiera e l'apostolato sia per le nuove leve sia per i Sacerdoti perchè santamente possano guidare il popolo da veri Pastori.






                                                       






                                                               202 IL DIACONO


Sappiamo che il Diaconato è di orgine prettamente Apostolica,e che significa servizio.Il Diacono è un valido aiuto al Vescovo e del Sacerdote,non solo all'Altare,ma nella vita ecclesiale in genere,nella Parrocchia ed in ogni ambito sociale.E' colui che serve con amore,consapevolezza e preparazione nella Chiesa intera.Sappiamo  pure che il il primo gradino nella Gerarchia ecclesiastica è che Diacono,Sacerdote e Vescovo la costituiscono formando un'armonica unione nei compiti diversi loro affidati dallo stesso Nostro Signore.E' importante che il Diacono  come il Sacerdote sia unito al proprio Vescovo,offrendo cosi' ai fedeli un esempio di unione onde cosi' lo stesso si possa dire di tutti i fedeli.In tutta la Chiesa si deve parlare di Diaconi,di servizio per  aiutarsi gli uni gli altri e camminare cosi' insieme come la  vera,unica,santa Cattolica Chiesa di Cristo.E' sempre quindi auspicabile questa completa unione che sicuramente offrirà ai credenti ed ai non credenti un alto esempio.


                                           
                         





                               



                                       201 GESU' CRISTO UNICA FONTE DI SALVEZZA


Signore da chi andremo? Tu solo hai parole  di vita.Tu solo sei l'Amore infinito.Cerchiamo l'amore in famiglia,nei parenti,nei  coetani,nei superiori,negli amici.Quanta illusione e delusione ! Quanti pianti,quante amarezze,quanti dolori e quante sopraffazioni...Abbiamo avuto fiducia nel  prossimo ma ahime' spesso quante amare risposte,quanto veleno.Non abbiamo proprio capito che la  nostra felicità,il nostro benessere,il nostro Paradiso in terra è Gesu' Cristo ? Siamo proprio cocciuti! ''Quaesivi et non inveni'' ho cercato,ho cercato invano e non l'ho trovato nelle creature.Bisogna essere insensati ! Cerchiamo di ragionare.Forse quando siamo al tramonto della nostra vita terrena potremmo capire che la nostra ricerca è stata vana.Il Signore ci dice:sono qui accanto a te e tu non lo sai perchè distratto da altre cose che sono chimere,sono sirene che ci vogliono incantare.Pensiamo,meditiamo riflettiamo,il Signore è sempre accanto a noi !





                                        
                                 

                                         


                                        200 IL RITORNO ALLA CASA DEL PADRE

Non dobbiamo affatto aver paura di pensare ad anelare alla nostra celeste vera e duratura Patria.Lasciare questo mondo non deve dispiacerci,qui siamo dei viandanti che guardano alla meta e vogliono presto raggiungerla,consci di questa grande e bella verità,il nostro comportamento nei riguardi di noi stessi,degli altri e di Dio soprattutto,sarà del tutto diverso dal nostro comune pensare,laici e Clero compreso.Se riflettiamo bene,se crediamo e speriamo,soprattutto se abbiamo tanta Fede,la nostra vita e dei nostri fratelli potrà e dovrà essere completamente diversa.Regnerà serenità,pace,tranquillità ed amore che ci infiammerà e ci farà vedere ogni cosa,tutto in un'ottica completamente diversa.Siamo qui nell'attesa della Beata Speranza,siamo qui nella prova,nel combattimento perchè sappiamo quello che ci aspetta e possiamo quindi concludere,come diceva un Grande Santo dell'occidente: ''E' tanto il bene che mi aspetto che ogni pena mi è diletto''




                                                         





                                                   199 OASI DI LUCE DIVINA

Ogni qual volta un cristiano si ritira nella sua cella,non solo esteriore ma anche e soprattutto interiore ed invoca lo Spirito Santo anima della Chiesa. è illuminato da una luce che abbaglia tutto il suo essere.Tutti abbiamo bisogno di luce divina in questo mondo dove satana scorazza e dove i suoi amici vanno per la maggiore.Gesù ci ricorda che i figli delle tenebre sono più astuti dei figli della luce e che dobbiamo essere pronti ad un continuo combattimento.Lontano da ogni rumore,frastuono o quant'altro ci può allontanare da Dio possiamo costruirci una piccola oasi dove attendere dall'altro quanto ci può aiutare  a vedere anche da lontano il nemico.Quando lo Spirito Divino ci ha conquistati siamo tranquilli per il nostro cammino che sarà sempre sicuro e non solo lungo il tragitto di questo nostro terrestre cammino,con l'aiuto dello Spirito Santo saremo capaci di illuminare i nostri Fratelli e farli camminare con noi con maggiore facilità.Persuasi di ciò dobbiamo spesso cercare per noi e per gli altri oasi di luce divina per lasciarci trasportare nel mondo che un giorno sarà il nostro pregustandolo in antecedenza.



                                                             





                                                                  198 L'ACQUA

E' un bene prezioso e molto necessario donatoci da Dio e che l'uomo molto spesso non sa apprezzare.Ce ne serviamo ogni giorno per il nostro corpo,per gli indumenti da lavare,per innaffiare le piante,per lavare i cibi da mangiare etc...Purtroppo noi stessi non ne facciamo un uso intelligente anzi spesso la sprechiamo e quello che è ancora più grave,la inquiniamo per i nostri profitti e tornaconti a scapito del prossimo.Come sprechiamo veramente un dono di Dio cosi grande !Siamo stolti ed insensati,non capire il bene che abbiamo è cosa disdicevole.purtroppo è cosi e quando ne siamo privati lo capiamo veramente.Perchè non agiamo come i Santi che rispettavano e rispettano tutta quanta la natura? Poveri tapini;quanto siamo lontani dal pensiero dei Santi che ci insegnano come comportarci.I fiumi,i laghi,le sorgenti etc... sono inquinati per colpa esclusiva dell'uomo,il quale non comprende che tutto ricadrà su se stesso con le malattie che precurerà il medesimo inquinamento.Bisogna fare pulizia e non inquinare più.rispettare la natura,i propri simili e se stessi,allora saremo persone per bene,altrimenti non siamo degni figli di Dio.



                                                   
                                                             






                                                                  197 IL MERCATO

Ciascuno di noi per necessità continua,materiale si reca al mercato per acquistare generi alimentari onde potersi nutrire e le suppellettili necessarie al nostro corpo.Ciascun mercante vende le proprie cose e le elogia perchè deve far capire all'acquirente che vende tutta roba buona.Come sappiamo alcuni dicono la verità,altri mentono perchè non hanno roba buona e la vendono come tale.Cosi è nel campo spirituale,spesso ci facciamo circuire da personaggi che ci vogliono incantare dicendo il falso con tanta malizia e furbizia da farcelo credere.Sono degli autentici impostori che con raggiri ci fanno credere a cose non buone.Bisogna essere preparati.Queste persone saranno riconosciute dai loro frutti.Facciamo attenzione e sappiamo distinguere il bene dal male.Il divolo la sa molto lunga,ma noi ci affidiamo allo Spirito Santo che possa illuminare le nostre menti onde saper discernere.



                                                       







                                                             196 IL CULTO DIVINO

E' giusto,necessario e doveroso che la creatura lodi,ringrazi e benedica il suo Creatore e Padre e quindi se Dio è presente ovunque e comunque ci possiamo rivolgere a Lui è bene che ci siano luoghi di culto dove l'uomo accanto ad altri suoi simili possa tributare al Signore la dovuta lode anche perchè il Vangelo afferma per bocca di Gesù : ''dove due o più sono riuniti nel mio nome là ci sono io''.Non basta però il momento di preghiera ma tutta la nostra vita,le nostre azioni devono essere sempre e dovunque un'inno di lode al Signore.La preghiera comunitaria deve servire ad accrescere sempre più la nostra fede nell'operare,cosi anche la pratica dei Sacramenti,la Divina Liturgia devono essere la leva del nostro spirito,un mezzo sicuro per camminare nelle vie del Signore che attende sempre la nostra dinamica forza nell'affrontare ogni cosa.Allora dobbiamo imparare che si rende veramente il culto a Dio quando alla preghiera segue l'azione buona,per cui nella vita quotidiana non siamo dei bugiardi.



                                                           









                                                           195 LE APPARIZIONI

Sappiamo che il tempo della Divina Rivelazione si è chiuso con la morte dell'ultimo Apostolo Giovanni Evangelista.Però nella storia della Chiesa d'Oriente e d'Occidente si sono avute e magari si avranno apparizioni di Nostro Signore e di Maria Santissima Sua Madre.Certamente la Chiesa docente pratica giustamente molto prudenza nel pronunziarsi perchè una volta espressasi in positivo non può più tornare indietro e quindi molto è il lavoro e l'attesa nel tempo.Tante apparizioni e rivelazioni sono state approvate dalla Chiesa e quindi anche il relativo culto.Spesso sono richiami dall'alto per noi poveri peccatori,per una nostra vera conversione e per aiutarci e camminare sulla retta via.Chiaramente non dobbiamo essere attaccati al luogo dove avvengono perchè il Signore è presente ovunque,ciò avviene soprattutto per i lontani ma anche per tutti gli altri perchè essendo voluti bene da tanto Padre,il richiamo è ovvio.Ciò ci deve far comprendere che la presenza di Dio deve essere una costante nelle nostre azioni.








                                                           













                                                         194 LA CATTEDRALE


E' chiamata Cattedrale la principale Chiesa della Diocesi dove il Vescovo dalla Cattedra esercita il suo mandato di insegnare e governare le anime a Lui affidate.Solitamente l'edificio è bello,artistico e spazioso.Noi Orientali incensiamo la Cattedra ,anche in assensa del Vescovo perchè rappresenta Gesu' Maestro,Nostro Unico e Supremo Docente.In essa conviene tutto il Clero della Diocesi e gran parte del popolo particolarmente nelle grandi Solennità perchè il Vescovo,che è il rappresentante della Diocesi è una porzione della Chiesa universale.Giustamente,specialmente nel passato,tanti eminenti artisti si sono prodigati nel renderla bella ed accogliente perchè le cose migliori che abbiamo dobbiamo offrirle al Signore,anche se non sarebbe necessario perchè egli vuole il cuore dell'uomo.Tutte le Cattedrali del mondo,sia in oriente che in occidente,sono piene di storia religiosa e civile.Dobbiamo amare la nostra Cattedrale,Madre di tutte le chiese della Diocesi e dobbiamo essere grati al Signore per un dono si' grandi perchè ivi risiede solitamente il Vescovo che è il successore degli Apostoli e quindi ha la pienezza del Sacerdozio.Onoriamo e curiamo questo luogo sacro ed utile a noi tutti.









                                                               193 IL FUNERALE

Mi capita spesso o di celebrare funerali o di assistervi.Tanta gente piange,qualcuno addirittura si dispera,altri sono indiferenti ma quasi tutti dicono che il caro istinto/a era una brava persona.Magari in vita non è stata rispettata ed amata dalle stesse persone,probabilmente le hanno recato o procurato dei dispiaceri.Non è cosi' che si tratta il prossimo.Ora e qui bisogna rispettarsi ed amarsi ,bisogna evitare piagnistei e false considerazioni.Non vale nulla mettere un fiore sulla tomba,accendere un lume,l'unica cosa buona che si può fare è pregare,far celebrare dei suffragi e compiere opere buone per la persona amata.Bisogna quindi cambiare mentalità a riguardo perchè il nostro sentire sia in armonia con il pensiero della Chiesa,nostra Madre.I nostri cari trapassati sono vicini a noi,pregano per noi,ci assistono e sono nostri intercessori presso il trono dell'Altissimo.Noi dobbiamo stare vicino a loro con la nostra preghiera di suffragio ricordandole come persone che ci hanno beneficato e che ci attendono in Paradiso.Il culto dei morti quindi si pratichi nel modo più ortodosso possibile,senza mischiare il cristiano con il pagano.









                                                             192 LA DISCORDIA


Ognuno di noi ha le proprie idee che non sempre concordano con quelle degli altri in ogni ambito,dal familiare a quello comunitario.E' bene che l'uno rispetti il pensiero dell'altro,che ascolti e dialoghi per addivenire ad un accordo.Non deve prevalere sempre e dovunque il nostro pensiero,che è frutto di orgoglio,superbia e prepotenza.Dobbiamo saper perdere,dobbiamo anche saper accettare il pensiero dell'altro che tante volte ci può aiutare ed interessare.Quando sappiamo cedere,la discordia non ha più modo di essere,dicendo si all'altro procuriamo pace e serenità agli altri ed a noi stessi.E' indice di carità e di fratellanza cedere il passo all'altro ci insegna ad essere umili e quindi ad acquistare una bella virtù.La concordia deve regnare in ogni ambito sociale e se noi Cristiani sappiamo cedere,sappiamo perdere,è un ottimo tassello per la costruzione di un mondo migliore.La nostra breve esistenza terrena deve comportare la costruzione della pace e dell'amore,non della discordia.Oggi per un nonnulla si bisticcia e poi con un crescendo sempre allarmante,spesso per inezie per futili motivi.Siamo allora i costruttori di pace,armonia e serenità in modo da offrire un bell'esempio a chi è lontano da Dio ed ai fratelli.










                                               191 L'OPERATORE ECOLOGICO


Ogni lavoro è utile e dignitoso se esercitato con impegno ed onestà .La società è come un'orchestra che ha svariatissimi strumenti più o meno importanti ma tutti necessari,per rendere armonico un concerto.Pensate se le strade fossero sporche e che i rifiuti rimanessero nelle nostre case,in quale difficoltà incapperemo,tutti e nessuno siamo necessari ed utili,ma ognuno di noi nella sua limitatezza ha bisogno dell'altro.L'operatore ecologico va rispettato come il Presidente della Repubblica,il Sacerdote,il Professore,il Magistrato.Se comprendessimo bene certe cose,la vita comunitaria sarebbe meglio condotta e tutti noi staremmo veramente meglio.Purtroppo spesso ognuno di noi per egoismo tira l'acqua al proprio mulino e non si interessa degli altri.Il compito dell'operatore ecologico è importante come qualsiasi altro e quindi sta a noi capire l'importanza di qualsiasi lavoro.Dobbiamo cambiare mentalità ed essere sempre pronti ad offrire il nostro contributo per il bene dell'intera società.Interessante è che ognuno di noi esplichi il compito che gli è stato affidato con slancio e scrupolosità.









                                                                190 I PARENTI

Sono tutti coloro fra i quali scorre lo stesso sangue nelle vene,quindi deve esserci rispetto,affetto e comunanza reciproca di intenti.Spesso purtroppo non è cosi',ma esiste indifferenza,liti,magari per il proprio prestigio ed interesse.Tutto ciò è inqualificabile,dannoso e per niente cristiano.E' un comportamento biasimevole,poco civile,perchè se non c'è intese fra consanguinei è cosa,molto,ma molto grave.Un proverbio popolare afferma che ''i parenti fanno male come i denti''.Non dovrebbe essere cosi',siamo molto,ma molto lontano dal pensiero evangelico e quindi agire diversamente da quanto ci insegna,è inopportuno e dannoso a se stessi e agli altri.La concordia,l'armonia,la pace e la comprensione dovrebbero e devono regnare fra parenti,litigare per un non nulla o per il proprio tornaconto non aiuta nessuno e non si va da nessuna parte.Bisogna senz'altro cambiare condotta,riesaminare la propria coscienza,il proprio operato ed essere amabili,disponibili ed accoglienti,portanto gli uni i pesi degli altri,come asserisce Paolo Apostolo.Soltanto cosi' la nostra vita sarà più serena e gioiosa e saremo un esempio vivente per gli altri.











                                                189 IL GIUDIZIO UNIVERSALE

Concludendosi la storia dell'Umanità è giusto che il nostro Creatore,Redentore e Salvatore,non solo ci giudichi alla fine della nostra esistenza terrena,ma lo faccia pure dinnanzia a tutta l'umanità.Egli ha usato misericordia per tutta la nostra vita terrena,poi come giusto giudice,vuole la resa dei conti del nostro operato.Sarà un momento tremendo e pauroso la fine di questo mondo,ma i giusti,gli eletti,non dovranno avere paura perchè attendono la gloria,mentre i reprobi l'eterne e terribile condanna.I tribunali di questo mondo sono ingiusti spesso e capovolgono i giudizi,tante sentenze sono false,cosi' il Sommo Giudice terrà un giorno conto di tutto questo e le falsità saranno smascherate.Tutto questo non deve recarci paura o timore,ma deve farci riflettere per migliorare la nostra condotta secondo la legge divina,soprattutto secondo la legge dell'amore per cui potremmo essere tranquilli con la nostra coscienza e nei confronti di Dio e del prossimo.Questo mondo,come ha avuto un inizio,avrà una fine,noi tutti cesseremo di vivere nella dimensione terrena per vivere in quella celeste.

 

                                                       



                                                            188 L'OROLOGIO

E' quello strumento che segna i minuti e le ore per avvertire che il tempo scorre inesorabilmente e l'eternità si avvicina sempre di più.Ci aiuta a capire anche che il tempo è prezioso ed è un dono di Dio del quale dobbiamo ben servirci.Ben servirci significa operare bene per compiere la missione affidata dal Signore a ciascuno di noi.Il tempo e lo spazio un giorno saranno eliminati,esistono ora per aiutarci in questo cammino peregrinante.Deh ! Che non abbiamo a pentirci nel constatare che usiamo male il tempo.L'orologio è un continuo richiamo alla nostra condotta,bisogna operare bene.L'orologio ci avvere che il tempo,tramite le ore,i giorni,i mesi,gli anni,passa lasciando il nostro segno nel libro della nostra vita della quale Nostro Signore darà il suo finale Giudizio.Allora dobbiamo abituarci a vivere alla presenza di Dio,soltanto cosi' saremo veramente più accorti nel nostro operato cosi' consono alla volontà di Dio,qualora però saremo convinti di tutto questo.L'orologio è un continuo richiamo per noi.









                                         187 IL COMBATTIMENTO CRISTIANO

Qualsiasi Nazione è orgogliosa di avere un esercito,vigile,attento,preparato,pronto,ciò costituisce un vanto per i cittadini,ma naturalmente i sacrifici dei soldati sono tanti per essere compatti nell'affrontare al momento ogni evenienza,ogni sorpresa.Se ciò è per le cose umane,intendiamoci lecite e necessarie per difendere la propria patria dal nemico,quanto più vale per il nemico della nostra anima.I nostri nemici sono tanti e di svariate specie,cosa è necessario per tutti noi onde combattere,ma essere sempre vincitori?Anzitutto la preghiera ed i Sacramenti sono le nostre armi per sconfiggere nemici di tale portata,poi un buon Confessore,Padre Spirituale al quale affidare senza limiti la salute della nostra anima,la meditazione della Sacra Scrittura,dei Padri della Chiesa saranno un buon nutrimento dell'anima ed infine la continua vigilanza,l'essere pronti ad affrontare il nemico ovunque e dovunque.Noi siamo soldati di Gesù Cristo e quindi combattenti,sempre pronti per sconfiggere satana,il mondo e tutte le nostre cattive inclinazioni.E' necessario allora essere svegli,vigilanti ed attenti perchè mai dobbiamo soccombere ad ogni insidia e trappola.Se noi siamo tempio dello Spirito Santo e tali rimaniamo siamo sicuri di vincere sempre.






                                                             186 L'INQUINAMENTO


Esso è unicamente opera dell'uomo per svariatissime cause,soprattutto per il proprio tornaconto,il depecrato guadagno,la sete continua ed insaziabile del volere accumulare ricchezze.Cosi' si viene meno ad una legge divina che comanda di non recare male al prossimo.L'aria che respiriamo,il cibo con il quale ci nutriamo è tutto avvelenato e quindi reca danno all'uomo il quale,pur essendone consapevole,continua imperterrito a farsi del male,ecco le malattie,i tumori,da cui non si può essere indenni.L'inquinamente è un problema serio per la salute del nostro corpo.C'e' purtroppo un altro inquinamento altrettanto grave,cioè quello spirituale,che inquina tanto l'anima e che l'allontana,a volte,irreparabilmente da Dio.L'uomo non si rende conto del male che reca a se stesso e continua imperterrito a farsi del male.Si vede che non si vuole abbastanza bene,anzi per niente.Un proverbio dice:''chi è causa del suo male pianga se stesso''.Finchè l'uomo non si rende conto che il Signore ha fatto ogni cosa bella e buona e che l'autore di questo grande male è egli stesso,tutto è vano e non si potranno mai avere risultati positivi per disinquinare anima e corpo.Se vogliamo star bene ,sia fisicamente che spiritualmente,dobbiamo cambiare rotta ed incominciare a farci bene.Il Signore illumini i singoli,le autorità competenti e la società tutta a ben comprendere che il nostro operato deve operarci del bene e non del male,riflettendo pure che cosi' facendo dobbiamo pensare al futuro dei nostri figli e nipoti delle generazioni successive.






                                                     



                                                     185 LA LAMPADA ACCESA

Sappiamo come è preziosa e necessaria una lampada,non solo nel fare luce a tutti coloro che le stanno intorno,bensi' per lo splendore che essa emana.Ogni cristiano deve essere luce viva del Signore,guida certa e sicura del prossimo per camminare sulla strada maestra che conduce a Lui.La società di oggi non è portatrice di luce,ma attanaglia ogni uomo nelle tenebre per poi arrivare ad un vicolo cieco che non porta ad alcuna parte.E' quello che piu reca meraviglia è l'indifferenza di tanti che fanno capire di essere contanti cosi'.In effetti sono nella più profonda tristezza e desolazione,sono senza Dio in preda ad un continuo e soffocante ammaliamento demoniaco.La soluzione c'è ed è una sola : uscire dal cunicolo tenebroso e farsi inondare di luce,quella luce che il Signore solamente può offrire ed illuminare con il Suo splendore coloro che giacciono nelle tenebre e nell'ombra di morte.Siamo stolti e ciechi se vogliamo restare al buio,siamo poveri di una povertà che non arricchisce,ma che ci rende vuoti nell'attesa di una speranza inesistente mentre con Gesù Cristo saremmo arricchiti tanto da avere in abbondanza quello che tanti altri non possono offrirci,solo il Signore è lampada ai nostri passi,luce che inonda tutti noi nel cammino verso la Celeste Gerusalemme.


                                                           





                                                        184 LA QUARESIMA

Non è fine a stesso questo tempo accettabile e forte,ma un mezzo validissimo,una grande opportunità che ci offre il Signore per prepararci bene sia al  Santo Natale sia alla Santa Pasqua.Si richiede maggiore rigore,preghiera più intensa e penitenza per purificarci dai nostri peccati ed essere lindi,puliti nell'animo e nel corpo onde celebrare con serietà ed attenzione i Divini Misteri.Siamo poveri e miseri,molto limitati e deboli,la  penitenza non deve essere soltanto la privazione di alcuni cibi,di alcune distrazioni lecite,ma deve soprattutto essere occasione propizia per cercare di eliminare per quanto possibile il vizio che predomina in noi e che coarta il nostro slancio spirituale.E' importante quindi lo sradicamento delle nostre cattive inclinazioni che possono essere poi abitudini.Questo tempo accettevole,di grazia,ci aiuta a cambiare la nostra vita in meglio ed essere Apostoli del Vangelo di Nostro Signore.Bisogna perciò essere vigilanti e pronti,con le lampade accese,nell'attesa che il Signore venga per noi e per la nostra salvezza.Il tempo quaresimale non ci deve rendere tristi,quasi funerei ma allegri nel compiere questo cammino,nell'asportare della nostra mente e dal nostro cuore tutto ciò che è male per la nostra anima.



                                                         


                                                               




                                                                   183 SERVIRE

Questo verbo per il mondo significa valere poco o nulla perchè se una persona serve un'altra persona è sinonimo di sudditanza quasi di schiavitù e quindi non si è per nulla considerati perchè si pensa che non sanno fare qualcosa da se.Naturalmente il pensiero di Dio e del cristiano è diametralmente opposto.Lo stesso Nostro Signore dice: ''non sono venuto per essere servito ma per servire''. E se è vero che non c'è discepolo superiore al maestro,anche noi dobbiamo servire,non essere serviti e dobbiamo farlo con tanta dedizione ed amorre,poichè chi si umilia sarà esaltato.E' nostro preciso dovere capire questo perchè solamente l'umiltà e l'amore,che è dono di sè all'altro,è segno di vera cristianità e fraternità.Spesso ci comportiamo da veri egoisti non comprendendo in pieno la ricchezza e la profondità che magari inconsapevolmente rifiutiamo.Comandare drasticamente,farsi servire con tanta prosopopea impoverisce il nostro animo e mentre per il mondo siamo grandi e potenti,per Dio e noi stessi siamo persone di poco spessore e di poco valore.Dobbiamo senz'altro cambiare mentalità perchè quella che abbiamo sicuramente non è secondo il volere divino.Siamo poveri tapini e ci crediamo di essere chissà chi,siamo niente e nulla valiamo,ci arricchisce e ci fortifica il crederci veramente nulla e magnificando la grandezza di Dio e dei fratelli come una calamita saremo attratti a Lui e vivremo della Sua compagnia e staremo bene.




                                                                 





                                                              182 L'ALTARE 

Esso viene consacrato dal Vescovo e rappresenta Gesu' stesso,il Quale in ogni divina liturgia incruentemente si immola tramite il Suo ministro per farsi cibo e bevanda per tutti noi.E' il punto centrale e più sacro di ogni chiesa al quale si deve grande rispetto e venerazione.Durante il divino Sacrificio è invaso dagli Angeli che adorano cosi tanto mistero.I fedeli devono orientarsi verso di esso perchè  ha un'importanza vitale ed essi attingono la fonte della vita,la sorgente di ogni bene.Il massimo silenzio e raccoglimento deve permeare questo luogo perchè si possa sempre meglio comprendere il  Mistero Eucaristico, essendo noi essere limitati abbiamo sempre da scoprire le cose celesti che sono per noi pane di vita.Chierici e laici si accostano all'Altare per essere sempre più divinizzati.Allora è necessario il massimo rispetto,la  massima  pulizia e grande decoro perchè l'Altare è sede del divino che incontra l'umano e cosi' l'una parte integra l'altra per elevare l'uomo a tanta dignità.

                                                           










                                                          181 LO SCAUTISMO


Ho sempre  ammirato questa bella fondazione che mi piace tanto e fa onore alla Chiesa intera.Purtroppo c'è tanta gioventù bruciata,c'è anche però tanta gioventù bella  ed  accetta  al Signore che lavora veramente per  il Regno di Dio e la Sua gloria ed agisce cristianamente.I giovani sono la primavere della vita,l'avvenire della Chiesa e della società,sono i futuri cittadini,validi costuttori della Città di Dio.Tanto slancio,tanto entusiasmo e coraggio li circonda ed essi sono felici esecutori di un bellissimo progetto che rallegra il cuore della Cristianità.Gli Scaut sono gli Araldi del gran Re,i veri soldati di Gesù Cristi,le sentinelle  di un'aurora senza tramonto.Tanti sono i giovani innamorati di Dio ed essi imparano tante cose: coraggio,costanza,accomodamento,altruismo.Sia in loro ardente la fiamma dell'amore di Dio e dei fratelli per edificare un mondo migliore,più sano,e più rispondente ai bisogni altrui.Tutte le cose belle che immagazziano essi sono capaci di trasmettere agli altri,con tenacia,possanza e fervore.Il Signore Iddio benedica questi giovani affinchè la nostra Patria,la Chiesa intera sia benedetta dal prezioso dono di tutti costoro.



                                                                   

                                                               


                                                                  180 IL  BENE


E' tutto ciò che è retto,giusto,santo e che ci contrappone espressamente al male.E'  tutto ciò  che conforme alla  legge divina ed a quella umana che è il prosieguo consequenziale di quella divina.Il bene  Sommo e Supremo in assoluto è solo Dio ed il Bene che è nelle  persone e nelle cose è una emanazione di Dio.Come non essere stupiti e meravigliati ! Il Bene è Bontà,Amore,Pace,Gioia,Felicità.Come non possiamo non ringraziare il Signore per tanto ? Siamo tante volte meschini a non voler riconoscere ed apprezzare ciò che è Bene.Il Bene si manifesta attraverso le anime pie,consacrate a Dio che profondono  a piene mani questo tesoro,il quale è come un vaso di argilla,molto delicato,potrebbe essere inquinato da mani impure ed indegne e quindi occorre la massima attenzione.Siamo avvolti dal Bene e dobbiamo essere fieri di questo perchè tutti noi apparteniamo al Sommo Bene.Aiutiamoci a vicenda nel saperlo conservare.Non conturbiamoci nella tempesta perchè il Bene che possediamo è immenso !



                                                                   
                                                       



                                                                   179 IL MALE

Esso non è un ente.ma la mancanza del Bene,ci tormenta ,ci fa soffrire  e ci addolora.Sono le forze avverse che vogliono prendere possesso  di noi e  che ci vogliono fare credere che lontano da Dio si sta bene e si può fare quanto si vuole.Sappiamo che la nostra natura è  corrotta e quindi dobbiamo sempre combattere ed andare contro corrente.Chi si ferma è perduto,guai a noi ! Il male si impossessa facilmente di un'anima,non c'è per nulla fatica nell'essere di sua appartenenza.Il male è insidioso,furbo ed astuto,sia il demonia,sia il mondo che ci circonda,le cattive inclinazioni.Occorre reagire con tenacia,essere pronti ad ogni evenienza per combattere le forze avverse,siamo piccoli,poveri,meschini,ma c'è chi ci sostiene che non permette il nostro soccombrere,aabiamo il nostro punto fisso di riferimento:Gesù Cristo.Coraggio allora e avanti,canteremo sicuramente vittoria.






                                                         



                                                                 178 IL GAMBERO

Noi Cristiani sovente agiamo come il gambero destinato a retrocedere,a ritornare sui propri passi.Noi tante volte abbiamo fatto dei progressi inimmaginabili e poi per un non nulla retrocediamo,ci facciamo prendere dallo sconforto,ci scoraggiamo,ci affliggiamo.Dobbiamo nel tempo costruirci un'ossatura tale da non prevaricare al minimo segnale di arresa.Dobbiamo essere forti nella fede,confidare tanto in Dio ed avere anche fiducia in noi stessi,dobbiamo pure avere un briciolo di ottimismo,altrimenti,ad ogni comparsa di vento ci lasciamo trasportare facilmente come una canna.Siamo poveri e miseri,siamo deboli è vero,ma dobbiamo essere armati di buona volontà,di slancio,per sperare sempre cose migliori.Il nostro motto sia:voglio,fortissimamente voglio perchè la vita va affrontata con tutta la problematica complessa,che ognuno di noi,volente o nolente deve affrontare,allora saldi nella fede camminiamo senza tentennamenti.Siamo popolo che Egli pasce e ciò ci deve essere sempre di grande conforto.








                                                                 177   LA NEVE

Sarà capitato a tutti assistere allo spettacolo della caduta della neve,sia in città che in montagna.Come è bella candida la neve ! Rispecchia la purezza,l'immacolatezza dell'anima,il candore dei bimbi innocenti,la santità dei veri cristiani.Dobbiamo essere liberi da ogni macchia,risplendere come la neve al sole.L'anima timorata di Dio tiene tanto alla sua pulizia,al suo purificarsi continuamente perchè è gioia cristiana di figli di Dio essere puri ed immacolati al Suo cospetto.Alle tenebre di questo mondo dove in tanti posti e fra tante persone purtroppo regna satana,bisogna contrapporre da parte nostra la luce che emana da Cristo.Quando la neve cade in luoghi già inquiniati perde il suo candore,cosi la nostra anima non deve farsi inquinare da tante sozzure,da coloro che sono i nemici di Dio e quindi della Chiesa intera.Facciamocene una ragione esistenziale il considerare come contrapporre al male il bene che proviene dalla candida fonte di Nostro Signore,tutto deve essere in noi trasparenza,luce,limpidezza,cosi' la nostra vita spirituale ha un retto percorso per raggiungere la meta.










                                                           176 IL TORNACONTO


Tutti,chi più chi meno,siamo autentici tornacontisti in forza dell'egoismo che è in noi.Siamo amici spesso l'uno dell'altro poichè prima o poi avremmo bisogno di questa persona e quindi ce la teniamo ben cara,non perchè c'è affetto,stima o fratellanza ma per il nostro esclusivo interesse e quando ci accorgiamo che la tale persona non può più esserci utile la trascuriamo,la abbandoniamo,non ci interessiamo più di lei,anzi se ci accorgiamo che non ne possiamo trarne vantaggio alcuno non la cerchiamo più.Ci mostriamo amici e siamo premurosi verso coloro che prima o poi pensiamo di trarne qualche vantaggio,forse qualcuno con una certa cattiveria dopo che ha ricevuto tanto bene e tanti vantaggi da una determinata persona,poi la tratta male,si fa beffe di lei quando addirittura non le reca male.Ecco cosa siamo capaci di fare tutti noi,siamo quindi cattivi e non possiamo dire affatto di essere altruisti e tanto meno di amare il prossimo.Spesso facciamo del bene agli altri per essere stimati e lodati,non perchè si vuole veramente bene il prossimo.Come dobbiamo cambiare mentalità ! Altrimenti come possiamo chiamarci Cristiani ? Bisogno soprattutto esserlo ! E' difficile,ma con l'aiuto di Dio,Nostro Padre,tutto cambierà e potremo dire di vivere una bella realtà.












                                                     175 PRONTI PER L'ETERNITA'

Quante partenze e quanti arrivi in questo mondo,ma una volta,a Dio piacendo dobbiamo preparare una bella valigia per l'eternità,augurandoci che sia solamente piena delle nostre opere buone compiute con l'esclusivo aiuto di Dio.Non pensiamo che questo viaggio senza ritorno sulla terra sarà prossimo perchè siamo sempre attanagliati dalle cose di quaggiu',passeggere,effimere,credendo di stare qui chissà quanto.Il tempo fugge ed ogni giorno ci avviciniamo all'eternità.Ciò non ci deve spaventare,ma ci deve far riflettere su questa grande verità.Siamo per il cielo e non per la terra dove viviamo per un periodo molto breve da pellegrini che guardano al traguardo,alla meta.Non dobbiamo avere paura,ma dobbiamo farcene una convinzione tale da poter ribaltare i nostri pensieri ed i nostri progetti transeunti.L'Eternità ci attende,prepariamoci,compiamo bene la missione affidataci da Nostro Signore e poi ritornare a Lui dopo averla ben compiuta.Allora la morte non ci spaventerà,ma sarà di maggiore sprone per essere sempre vigili e svegli nell'attesa della beata eternità.

 

                                                                     

                                                                  174 LE TASSE

Sappiamo purtroppo che la giustizia di questo mondo è al lumicino e dovunque ci si gira si consumano ingiustizie ad ogni piè sospinto.Lo stato che fa le leggi dovrebbe essere giusto,spesso non lo è anzi i tutori della Legge e dell'Ordine sono i primi trasgressori.Sulla tassazione molto si è detto e si è scritto.Cosa deve fare il cittadino? Anzitutto deve pagare le tasse,ma quelle giuste e tutti devono pagare,altrimenti chi paga,paga non solo per se stesso,ma anche per gli altri.Quando si è veramente acclarato che lo stato in genere spende i nostri soldi ingiustamente presi dalle nostre tasche,allora si pone il problema morale grosso,cioè ribellarsi all'ingiustizia fatta abitualmente ed oserei dire che non bisogna pagare tributi che non spettano allo stato perchè significa diplomaticamente rubare al cittadino ,cosa ingiusta ed abominevole.Occore maggiore coscienza,sia da parte del cittadino contribuente,che paga per il bene della collettività,sia da parte di chi riscuote le tasse.L'onestà dovrebbe essere l'imperatrice di ogni legge ed ogni regola,diversamente un popolo è veramente arretrato ed apparentemente progredito.Le ingiustizie che si ripetono,specialmente da parte dell'autorità costituita dovrebbero far riflettere alquanto chi viene promosso ha delle responsabilità inerenti le responsabilità di una città,di una regione e di una nazione.Il Signore illumini tutti nel promuovere giustizia,equità e benessere di ogni cittadino.








                                                                173 L'ORFANO

Si nota subito una creatura umana priva dei genitori.Ella è avvolta da una velata tristezza che non può mai sfuggire ad un profondo osservatore.L'orfano è una persona debole,fragile,cagionevole ad ogni piè sospinto,ha bisogno di aiuto,stima,rispetto,affetto che si compendia e si racchiude nell'amore,ma quello vero che pensa esclusivamente al bene spirituale e materiale del medesimo.Dobbiamo proteggere chi è solo,abbandonato,indifeso,ciascuno di noi può e potrebbe essere nella stessa condizione,cosa che non è per niente bella.Immedesimiamoci di colui che abbiamo davanti,del suo dolore,delle sofferenze e difficoltà da superare,dei pericoli e delle incompresioni.L'orfano per il cristiano deve avere un posto particolare nelle attenzioni della vita quotidiana.Ricordiamoci pure che noi tutti,oltre a poter essere orfani fisicamente potremmo esserlo spiritualmente quando per nostro capriccio ci allontaniamo da Dio,nostro Padre,pensiamo di fare da soli chissa' che cosa e poi ci accorgiamo veramente che senza il nostro Padre Celeste nulla possiamo fare,mentre essere orfani dei nostri genitori non è colpa nostra,essere orfani del Signore è solamente e unicamente colpa nostra.Siamo allora vicini a Nostro Padre,saremo sempre difesi e felici.







                                                               172 LA MADRE

E' la creatura più alta ed eccelsa e la prima tra le madri è naturalmente Maria Santissima.Credo e ne sono convinto che nostro Signore nella Madre ha racchiuso i più bei tesori di questo mondo.Essa è una ricchezza unica ed inesauribile;il cuore di una madre è indescrivibili e l'amore dei figli per una madre è e deve essere grande,colei che ci ha generato nella carne,che ci educa ci guida ma soprattutto ci ama teneramente ed immensamente.Noi Cristiani dobbiamo tener presente la nostra Madre terrena che ci ha generato nella carne e la madre celeste Maria Madre di Gesu' e madre nostra che assieme a suo figlio Gesu' ci ha generato nello Spirito.Come siamo fortunati,non siamo soli perchè ambedue queste madri ci tengono stretti sotto il loro manto e fanno tutto sempre per il nostro bene,anche quando noi ci mostriamo figli ingrati e cagionevoli di rimprovero,siamo sempre protetti,aiutati e sostenuti.Quale grande dono ci ha fatto nostro Signore.Comprendiamo che l'amore di una madre è incommensurabile,pieno,dobbiamo essere felici perchè ci da ogni sicurezza e conforto.




 






           171 VERSO IL TRAMONTO TERRENO-SGUARDO FISSO ALL'ETERNITA'

Signore Iddio,Padre del Nostro Signore Gesu' Cristo grazie per avermi creato,fatto cristiano e redento,grazie per la tua discesa,o Santo Spirito,quando sono stato battezzato o cresimato,quando sono stato consacrato Sacerdote e poi Vescovo,grazie per tutte le benedizioni e le grazie celesti ricevute,grazie per avermi gratificato nell'educare ed istruire tanti giovani,grazie per tutte le conversioni avvenute,per la tua opera,ti si sei servito del tuo povero strumento cosi' peccatore,meschino e tanto lontano per le mie innumerevoli infedeltà.Tu,Signore,sai i dolori e le sofferenze della mia vita terrena,tutto ti offro in penitenza dei miei peccati e dei peccati di chi voglio bene ed anche quelli dei miei nemici.Tu sai quando verro' a Te e lascero' questa valle di lacrime,dammi forza e coraggio per lavorare ancora per il tuo Regno e per la salvezza e santificazione delle anime,preparami al tuo incontro bellissimo,illuminami e fa che cresca sempre il mio amore per Te e per i tuoi Fratelli.Sono qui a considerare quanto non faccio tesoro dei tuoi doni,del Tuo Amore Infinito.Signore fammi amare in Te,con Te e per Te !Dammi forza e coraggio,fammi capire l'Amore che non è amato,fa che io ami l'Amore.Mi avvio alla conclusione della mia vita terrena.Sono stupito per le esperienze negative e positive fatte e ringrazio mio Padre per tanti benefici ricevuti.Il mio pensiero è a te rivolto,Signore,paradiso,sono tuo figlio,anche se indegno,voglio stare con Te per tutta l'eternità assieme ai miei cari,assieme alle persone amiche ed a tutta la Gerusalemme terrena trasferita nella celeste.Gli angeli ed i santi mi assistano contro la lotta al demonio ed al suo esercito.












                                                    170 IL SINODO DIOCESANO

Sinodo deriva dal greco:sun=con; odòs=strada,via,quindi camminare insieme.Il Sinodo diocesano è presieduto dal Vescovo Ordinario del luogo ed è composto da tutti i Sacerdoti,Diaconi,Religiosi e Religiose ed alcuni laici impegnati nella varie parrocchie.Tratta argomenti pastorali e disciplinari.Dalle varie discussioni,dialoghi ed idee presentate dai vari componenti,solamente il Vescovo alla fine trae le conclusioni e redige un documento valido per tutt la Diocesi.Il Sinodo è previsto sia dal vecchio diritto canonico del 1917,sia dal nuovo codice dopo il Concilio Vaticano II (Si tratta della Chiesa Latina).Veramente prima dei sinodi sono stati istituiti i concili ,vedi quello di Gerusalemme.Il concilio può essere Ecumenico,cioè per la Chiesa Universale,come particolare riguardante un continente,una nazione o varie diocesi.In occidente il concilio,sia Ecumenico,sia particolare ha la definitiva approvazione dal Romano Pontefice.Il sinodo Generale nella Chiesa d'occidente è di recente istituzione,non quello diocesano,ripeto in occidente il sinodo dei Vescovi ha carattere consultivo non deliberativo.Invece per tutte le Chiese orientali il concilio panortodosso ha carattere deliberativo consistente nell'approvazione finale della maggioranza dei Vescovi.Quindi il sinodo dei Vescovi di ogni Patriarcato e di ogni Chiesa autocefalo od autonoma ha carattere deliberativo,mentre nella Chiesa romana il Sinodo Metropolitano od Eparchiale (Diocesano)ha l'esclusiva approvazione del Metropolita o dell'Eparca.Gli argomenti pastorali di solito trattano come svolgere il ministero sacerdotale,la predicazione,il Sacramento della Penitenza,la visita agli infermi,la benedizione delle case,la catechesi,solitamente affidata ai laici impegnati,i catechisti che già preparati ed aggiornati sotto la direzione del Parroco svolgono il loro servizio.L'aggiornamento disciplinare è un altro tema sinodale.Oggi fra le tante cose bisogna porre attenzione ai separati,ai divorziati,ai conviventi,il servizio ministeriale e catechetico negli ospedali,nelle carceri,l'educazione cristiana della gioventù,la catechesi agli stessi ed agli adulti,l'oratorio parrocchiale,l'educazione del popolo allo svolgimento ordinato di una processione come manifestazione di fede.Sono tematiche svariate che hanno la loro importanza poichè la Diocesi attraverso il lavoro dei propri Sacerdoti e dei laici impegnati possa crescere armonicamente per l'avvento del Regno di Dio,la salvezza e santificazione delle anime.Il Sinodo Diocesano è una bella occasione di grazia che costituisce per la Chiesa locale l'asse portante e la guida sicura per un cammino fatto veramente insieme.








          169 LA CHIESA ORTODOSSA ITALIANA ED IL SECOLO VENTUNESIMO


La nostra patria,una volta elogiata come terra di Santi,Poeti ed Eroi,oggi,senze voler essere pessimisti,soffre di un degrado spirituale e morale alquanto elevato.La causa principale e dovuta al capovolgimento della gerarchia dei valori.E' vero che l'umanità,nella sua miseria e povertà,ha sempre manifestato segnali di conclamata malattia intellettuale e morale,ma mentre prima,in qualche modo,si riconoscevano gli sbagli commessi,ora addirittura si esaltano quasi che l'eroe,il giusto sia chi commette maggiori colpe.La parte dei giovani ed anche dei meno giovani è importante l'avere e non l'essere,l'apparire e non il possedere dei veri valori.Si cerca il guadagno facile,tutto bisogna avere presto,subito.Buona parte della società corre dietro la frivolezza,l'apparenza,il futile ed il transeunte.Mancano punti fermi,ideali verso cui tendere e realizzarli mediante il sacrificio,la rinuncia e la costanza.Spesso l'uomo è abulico,non ha spina dorsale e si lascia trascinare dalla massa,dal branco,tanti giovani provano la noia dell'essere,dell'esistere,c'è attorno a loro il vuoto,il caos,il disordine programmato.Occorre formare le coscienze ed a tal proposito grande è la responsabilità degli educatori ed in primo luogo dei genitori,della scuola e quindi degli insegnanti in genere e per i credenti altrettanto grande è la responsabilità dei Vescovi e dei Sacerdoti.La Famiglia,prima cellula della società è minata da ogni angolo:separazioni,divorzi,infedeltà etc... tutti fattori che si riversano inesorabilmente sui figli.La scuola deve avere dei docenti preparati,non solo nozionisticamente ma devono essere dei veri educatori per la vita prossima e futura dei loro discepoli.Se poi parliamo dei Pastori di animi, Vescovi e Sacerdoti,bisogna esercitare questa paternità spirituale ed educativa,offrendo anzitutto testimonianza con l'esempio della propria vita formando soprattutto i giovani ad essere uomini e donne e poi modello di cristiani seguaci di Gesu' Cristo.La meta è alta, ma raggiungibile,l'ideale è nobile e vale la pena lavorare per realizzarlo.Bisogna formare le coscienze con basi ben solide per non costruire sulla sabbia ma su pietra perchè si costruisca una società nell'amore,nella comprensione reciproca,per debellare l'odio,l'egoismo ed essere veri cittadini.La madre di tutte le virtùè l'equilibrio,che non è facile ,ma possibile specialmente per tutti gli educatori che hanno in mano una pasta da modellare nel rispetto di ciascuno,perchè ciascuno ha la propria personalità che va difesa e messa in luce per offrire agli altri quanto di meglio possiede.Occorre quindi mettere ordine nella nostra menta,nel nostro cuore,nelle nostre azioni quotidiane allora ci potrà essere vero progresso quando nell'ottica della fede cristiana la creatura umana si impregna del divino e non delle brutture che le forze del male offrono all'inesperto,all'impreparato che corre verso qualsiasi sirena che promette ricchezza effimera.Bisogna sintonizzarsi sull'onda dei veri valori,quelli che fanno veramente l'uomo ed il cristiano,altrimenti saremmo dei poveri infelici sempre in cerca di quanto non possediamo e che solo Dio può offrire.Spesso siamo noi artefici dei nostri mali,poichè non abbiamo saputo usare quella prudenza necessaria per distinguere i beni imperituri da quelli apparenti.Il forte richiamo a ciascuno di noi può venire da domande semplici,ma che sono importanti per la nostra vita:chi sono io?Donde vengo?Dove vado?Che ci sto a fare sulla terra?E' importante la risposta.

 




                         




                     168 LA CHIESA CATTOLICA ORTODOSSA ED I GIOVANI IN ITALIA

Spesso nelle aule scolastiche dove ho insegnato,veniva del tutto spontanea a molti giovani la domanda su chi sono e a chi appartengo.''Sono un Arcivescovo Ortodosso  era la  mia risposta più semplice''.''Io sono un Cristiano ,Cattolico'',mi sentivo rispondere,come se l'essere Ortodosso non implicasse i due sopramenzionati aggettivi.Un altro soggiungeva:''Io sono credente,credo in Dio,ma non nella Chiesa e nelle sue istituzioni,nei preti,c'è troppo potere,dominio e poco servizio''.Un altro ancora diceva:''Che differenza c'è tra voi Ortodossi e noi che riconosciamo il Papa come supremo Pastore''Venerate la Madonna,i Santi,avete la Confessione?etc...
Naturalmente,come è intuibile pensare,questa è ignoranza bella e buona.Di chi è la colpa?Dei giovani?Forse in parte è vero,ma una buona fetta di colpa è del Clero,che nella migliore delle ipotesi,salvo alcune eccezioni,volutamente ignora le Chiese Ortodosse che hanno sempre conservato la purezza della fede e dottrine.Prima si parlava di eretici ora si parla di scismatici,di fratelli separati,ai quali si vuole bene e che devono tornare all'ovile,sotto l'unico Pastore,il Papa di Roma.Giovanni Paolo II ha detto bene asserendo che la Chiesa deve respirare con due polmoni,Oriente ed Occidente e questo mi sembra giusto soprattutto perchè i lontani dal Signore abbiamo una valida testimonianza.Ma è Roma che deve tornare all'Ortodossia!Riflettiamo ora sulla problematica giovanile.Si parla tanto di gioventù bruciata e purtroppo dobbiamo constatare che è vero,per fortuna però vi sono oggi tanti giovani sani che hanno sete di Dio e di verità.Dobbiamo saziare questa sete perchè non sarebbe fatale,sembrerebbe un paradosso l'essere lontani da Dio e combatterlo,vedi la conversione di Saulo di Tarso,quanto dirsi suoi seguaci ed essere indifferenti,tiepidi,quasi apatici.Lo Spirito Santo ammonisce:''Poichè non sei ne caldo ne freddo incomincerò a vomitarti dalla mia bocca''.Parole tremende! Occorre quindi spiegare con il buon esempio e la parola di noi Vescovi,Sacerdoti,Monaci,laici impegnati che cosa implica l'essere Ortodosso.La secolarizzazione che ha investito la Chiesa latina dopo il Concilio Vaticano II,senza dubbio,ha procurato lo smarrimento di tanti giovani,i quali,non avendo certezze,ideali,punti fermi,sono approdati attraversi impervi e pericolosissimi sentieri,presso mete lontane ed opposte all'unica vera meta Gesuì Cristo.La Famiglia è la prima cellula della società,oggi purtroppo scardinata,distrutta dalle separazioni dei genitori,dai divorzi,spesso la Casa è un'albergo perchè padre e madre hanno molto da fare al di fuori dell'ambito domenistico.Non c'e' più dialogo tra genitori e figli,non c'è tempo per stare insieme,ed allora questi giovani cercano quei valori che non hanno trovato nelle sette,nella droga,nell'edonismo e nel materialismo in genere.La messe è molta ma gli operai sono pochi,dobbiamo pregare il Padrone della messe perchè mandi tanti operai.Dobbiamo educari i giovani ad una esatta gerarchia dei valori,alla differenza specifica tra ciò che è verità di fede e perciò immutabile e ciò che è disciplina e può mutare nel tempo,da quanto è ortodosso e da quanto è eterodosso.Si deve essere sempre rispettosi e tolleranti delle convizioni altrui,sia all'interno del Cristianesimo,sia all'esterno nel confronto con altre Religioni,non bisogna però,mai avere paura della Verità  che va predicata anche sui tetti.Mi rendo conto che le difficoltà pastorali sono enormi.Dobbiamo combattere molti nemici ed il nemico numero uno è spesso la superbia che è spesso nel nostro animo insieme alle altre miserie umane.Un altro nemico può trovarsi all'interno dell'Ortodossia,fra diverse giurisdizioni:forse è l'invidia cosa del tutto insensata.Lavoriamo tutti per l'avvento del Regno di Dio e per la santificazione delle anime,quindi è assurdo combattersi.Un'altra difficoltà è costituita dai Latini,i quali affermano che sono loro i veri detentori dell'Ortodossia.Infine c'è il diavolo che si annida con le sue legioni nei meandri infiniti di questo mondo,dove molte anime sono lontane da Dio ed al Sommo Bene preferiscono il dio piacere,il dio denaro,etc...Mi ritengo fortunato,in certo modo nell'affrontare la pastorale giovanile,essendo da molti anni docente di materie letterarie,filosofiche e giuridiche.A scuola avviene il primo impatto.Magari inizialmente è una semplice curiosità sulla mia appartenenza alla Chiesa Ortodossa poi seguono i primi colloqui,dai quali nasce un interesse sempre crescente.Spesso mi sento ripetere:ignoravo completamente quanto ora apprendo da lei...Con vera gioia mi accorgo che molti giovani sono interessati alle cose di lassu' specialmente nell'Ortodossia.Essi chiedono:''Maestro dove abiti?''A noi il compito alto e nobile di abitare la via unica e sicura del Signore che è Via,Verità e Vita.O giovane stanco,illuso e disilluso dove vai?Dove cerchi il tuo Maestro?Egli è dentro di te,non cacciarLo mai via ! Egli bussa alla porta del tuo cuore con Sant'Agostino ti ripeto:''timeo Dominum transeuntem''(temo il Signore che passa).Rallegrati,sii felice accanto al tuo Maestro,hai le somme certezze,lontano da Lui,senza di Lui,sei perduto.Tu, o giovane,sei la primavera della vita!,che è uno dei massimi doni del Creatore,hai l'altissimo compito di lavorare e collaborare nella Chiesa,secondo il carisma donatoti,alla realizzazione della Gerusalemme terrena,nell'attesa della Gerusalemme celeste,Unico Corpo ed Unica Famiglia nel Cristo Gesu' Signore Nostro.


                                             





                                           


                                                 167 IL MIO TERZO PASTORALE

Sono Vescovo e come tale devo pascere le mie pecore come fa ogni Pastore.Ho il Pastorale liturgico,o quello da passeggio,diplomatico,ma in quanto uomo,in quanto Monaco,ho il terzo Pastorale:è una semplice scopa che mi aiuta fisicamente nel fare ginnastica e sudare,mi aiuta spiritualmente perchè mi fa capire il valore della fatica,anche fisica.Non me ne vergogno,anzi,ne sono tanto orgoglioso e sono contento di poterlo adoperare tutti i giorni in casa,nel cortile,per strada.Ciò mi fa pensare e riflettere sul Pastorale liturgico,che è vero,significa comando,potere,ma il comando del Vescovo è semplice servizio alle anime che il Signore ha voluto affidare a questo povero peccatore,Successore degli Apostoli.Allora il mio Pastorale serve a guidare le anime a Nostro Signore Gesu' Cristo,serve per salvarle e  proteggerle dai nemici visibili ed invisibili.Signore Gesu',Primo,Eterno ed Universale Pastore guidami Tu perchè io a sua volta,possa guidare le anime a Te Padre di Misericordia ed Amore.Infondi in me il tuo Amore di Padre perchè possa profonderlo in tutti coloro che mi si avvicineranno.


                                                           



                                                       

                                                            166 L'OBBEDIENZA 

Non solo ciascuno di noi deve obbedire al proprio Superiore,al proprio datore di lavore ma reciprocamente con dolcezza ed amore perche' regni fraterna armonia,pace e tranquillità.Strettamente parlando l'obbedienza è uno dei tre voti che Monaci,Frati,Religiosi e Religiose in genere emettono all'atto della professione religiosa.L'obbeddienza diceva un giovane Religioso è la mia somma penitenza perche' si deve obbedire sempre al Superiore anche quando ti vieta di operare il bene perche' in lui si deve vedere l'immagine del Signore al quale un giorno si dovrà rendere conto.Oggi si parla di obbedienza ragionata,di consapevolezza e ciò è del tutto sbagliato,l'obbedienza va eseguita ''senza ma e senza se'' perchè si è promesso al Signore nel giorno della propria totale consacrazione il totale abbandono a Lui,la rinunzia alla propria volontà per aderire completamente alla sequela di Cristo.Certamente la rinuncia totale alla propria volontà e libertà dataci dal Signore è il totale rinnegamento a se stesso per eseguire giorno per giorno quanto il Signore vuole mediante il nostro Superiore.L'obbedienza perfetta è un continuo martirio e quindi una palese testimonianza del Cristiano che ha lasciato tutto compresa la propria volontà per aderire a Cristo Signore.I Santi sono stati e sono vero specchio di obbedienza,si sono fatti plasmare dall'alto comprendendo la necessità del totale abbandono alla volontà di Dio.La disobbedienza voluta e cercata è causa di profondi mali,non solo per se stessi ma per l'intera comunità dove uno vive ed opera.La virtù dell'obbedienza ingloba la virtù dell'umiltà,della mansuetudine e da un totale equilibrio ad ogni persona che temprata ed esercitata nella continua rinuncia della propria volontà può comprendere tante cose ignote a chi non sa e non vuole obbedire.Ciecamente e liberamente,messo da parte l'io che alberga sovrano nel nostro animo si aderisce ad un'altra volonta per svuotarsi completamente di se ed essere veramente liberi della libertà dei figli di Dio.Chiaramente bisogna essere chiamati per poter rinunciare totalmente e continuamente alla propria volontà e non essere più schiavi di se stessi ed essere alla totale sequela di Cristo.Ecco il vero discepolo del Signore,un vero figlio di Dio che ha saputo capire l'invito del suo Maestro.Crocifissi con Cristo in lui saremo glorificati e premiati in Paradiso.









                                                             165 LA POVERTA'


Tutto il popolo cristiano dovrebbe vivere come i primi cristiani della comunita' di Gerusalemme in comune tutto e distribuendo secondo i propri bisogni.Purtroppo l'uomo nel tempo si e' allontanato da questo bello ideale ed allora i monaci hanno seguito l'insegnamento del Signore,lasciando tutto e distribuendolo ai poveri.Il Monaco,il Frate,il Religioso o la Religiosa emettendo il voto di poverta' non e' capace di possedere nulla e tutto e' in comune,abito,abitazione,cibo etc,rinuncia totale a qualsiasi ricchezza,in comunita' nessuno puo' dire questo e' mio,ma ore e' in mio uso.La proprieta' e' in comune a tutta la comunita' e nessuno puo' arrogarsi il diritto a qualsiasi possesso.Attenzione pero' perche' anche il religioso,potrebbe sbagliare,pur non possedendo nulla ma desiderando qualcosa potrebbe essere ricco indebitamente.La poverta' ha un valore inestimabile e ci ricorda che tutto e' dono di Dio per servircene quel tanto necessario,il resto e' superfluo e va agli altri.Osservando quanto succede nel mondo contemporaneo e' evidente che vi sono tante stonature e profonde disparita':una parte dell'umanita',il superfluo ed un'altra buona parte non ha letteralmente il necessario per vivere.Quale progresso ci puo' essere? Le disuguaglianze sono vere e proprie ingiustizie e gridano vendetta al cospetto di Dio.Siano i cristiani fulgido esempio nell'offrire agli altri il di piu'.Il Sacerdoto diocesano,cioe' secolare,sia in occidente sia in oriente non ha emesso nessuno voto,pero' e' bene che dia l'esempio di poverta' non tenendosi il superfluo,ma lo strettamente necessario,lo facciano pure i semplici laici,cristiani impegnati perche' sappiamo che tutto dobbiamo lasciare non accumuliamo per noi,non serve ma quello che abbiamo offriamolo a chi ha bisogno ed e' in seria difficolta.Siamo poveri sulla terra per avere un tesoro in cielo.



                              

                                         




                                       

















                                        164 LA CARITA' VIRTU' DIFFICLE (2)


1) Deus caritas est et qui manet in caritare in Deo manet et Deus in eo.Amor diffusivum sui est.

2)Dio Creatore=creazione atto  d'amore; Dio Redentore=redenzione atto d'amore;Dio Vivificatore e Santificatore=santificazione atto d'amore.

3)Chiesa-Sacramenti-soprattutto l'Eucarestia atto d'amore.

4)Genitori cocreatori con Dio:atto di amore.

5)Perdono=atto d'amore

6)L'amore di Gesu'  Cristo,capo del corpo mistico della Chiesa si riversa nelle membra e l'amore delle membra fra di loro si riversa impropriamente nel Capo

7)Amore di Dio e del prossimo= compendio di tutta la vita cristiana che sulla terra si esplicita in modo imperfetto,ma un giorno sara' perfetto nell'altra dimensione.

8)Ora la Carita' ci spinge a portare gli uni i pesi degli altri.

9)Amore e' dono di se' all'altro ,come Dio ha offerto se' stesso all'umanita' ,l'umanita' deve offrire se stessa a Dio.Dio ha assunto al natura umana affinche' l'uomo assumesse quella divina (Atto di Amore) Tutte le leggi,i comandamenti le Virtu'  cristiane ci richiamano ad un unico concetto Amore,il nostro  cammino,la nostra vita intera deve essere Amore.

10)Il mondo,la carne,il demonio ci suggeriscono un'amore apparente che in realta' e' egoismo.Bisogna andare controcorrente,umanamente e' difficile,direi impossibile,ma nell'ottica del vero seguace di Gesu' Cristo e' doveroso,e' possibile,nonche' naturale e spontaneo,sempre con l'aiuto divino.Un giorno saremmo giudicati dall'amore.

                                               






                                             163 LA CARITA' VIRTU' DIFFICILE

1:Dio e' Amore e chi rimane nell'amore rimane in Dio e Dio in lui,poiche' l'amore si espande,si allarga,si diffonde,si propaga,mai rimane nel proprio guscio,ma è insito nella propria natura,riempie abbondantemente gli altri di se'.

2:La Creazione è appunto un vero e proprio atto d' amore del Padre eterno che riempie lo stesso universo da Lui creato di esseri inanimati,animati e razionali quale l'Uomo che costituisce Re del suo operato.

3:Purtroppo l'uomo,la creatura piu' intelligente vuole essere simile a Dio,forse inconsapevolmente superiore allo stesso Dio,percio' l'egoismo umano,che e' purtroppo la risposta negativa all'amore infinito di Dio e' castigato e sappiamo quali sono le conseguenze del peccato(morte terrena,fatica nel lavoro,combattimento contro le passioni disordinate,la donna partorira' nel dolore).

4:Ecco la redenzione da parte di Dio che e' sempre un atto di amore nei confronti dell'uomo.Gesu',la seconda persona della Santissima Trinita' si incarna,assume carne umana e diventa Uomo perche' l'uomo,nonostante il peccato,venga deificato.Gesu' dona tutto se stesso per amore dell'umanita' decaduta,muore in Croce,offrendo per noi il suo preziosissimo Sangue ed assumendo su di se tutti i nostri peccati.

5:Dio,Spirito Santo,vivifica e santifica le nostre anime,assistendoci sempre nel cammino cosi' difficile della nostra vita terrena.

6:La Chiesa,i Sacramenti e soprattutto il Sacramento dell'Eucarestia e' un vero atto d'amore.I 12 Apostoli,con Maria uniti nel cenacolo il giorno di Pentecoste,ricevono lo Spirito Santo che con i suoi 7 doni infonde forza e coraggio a dei poveri pescatori che saranno le Colonne portanti della Chiesa fondata dallo stesso Gesu' Cristo.Tutti e 7 Sacramenti esprimono l'amore infinito di Dio per noi e soprattutto il rendersi cibo per la nostra anima e' il dono piu' bello e piu' bello che il Signore poteva elargire a tutti noi.

7:E' un atto di amore che i genitori siano cocreatori con Dio di un nuovo essere umano.Allora meditiamo  sull'importanza dei genitori nell'essere i collaboratori di Dio e nel prepararsi ad un compito cosi' arduo.

8:Il perdono da parte di Dio nei nostri confronti e' sempre un atto d'amore  che noi dobbiamo sempre  imitare nei confronti del prossimo.

9: E'  l'amore di Gesu' Cristo capo della Chiesa,si riversa in tutte le nostre membra ,e l'amore delle membra fra di loro si riversa impropriamente sul  Capo.

10: Allora possiamo ben comprendere l'amore di Dio e del prossimo compendio di tutta la vita cristiana,che sulla terra si esplicita in modo imperfetto,un giorno sara' perfetto nell'altra dimensione.

11: La Carita',quindi,come afferma l'apostolo,ci spinge a portare gli uni i pesi degli altri.Esaminiamoci su questo punto cosi' importante nella nostra vita spirituale,altrimenti non coglieremo mai i frutti dei nostri sacrifici;qualora non avessimo capito questo punto della nostra vita cristiana saremmo solo,come dice San Paolo,un cembalo squillante e niente piu'.

12: Amoro e dono di se' all'altro.Come Dio ha offerto se stesso all'umanita'.l'umanita' deve unire se stessa a Dio.Dio ha assunto la natura umana perche' l'uomo assumesse quella di Dio.Sono un atto d'amore tutte le Leggi,i Comandamenti,tutte le Virtu' cristiano ci richiamano ad un unico concetto: AMORE,il nostro cammino,la nostra vita intera deve essere Amore.Soltanto cosi' scompaiono le divisioni e sia un corpo solo ed un'anima sola possedendo un cuore Cristocentrico.

13: Il mondo,la carne,il demonio ci suggeriscono un amore apparente,un surrugato dell'amore che in realta' e' egoismo.Bisogno andare controcorrente,umanamente e' difficile,direi impossibile,ma nell'ottica del vero seguace di Cristo e' doveroso,e' possibile,nonche' naturale e spontaneo,sempre con l'aiuto divino.Un giorno saremmo giudicati sull'amore.



                                                           

                                                             



                                                            162 GLI ANGELI

Sono esseri che trascendono la nostra natura umana,quindi al di sopra della nostra.Ognuno di loro appartiene ad una precisa schiera ed ognuno ha un compito preciso affidatogli da Dio.Si tratta di essere sovraumani,celesti,puri spiriti senza traccia di materia.(a tal proposito nel Medio eva si discuteva da parte dei teologi sul sesso degli Angeli,cosa del tutto assurda!)E' verità di fede che ciascuno di noi è affidato ad un Angelo e quindi ognuno di noi ha accanto il suo Angelo Custode.''Angelis suis mandavit de te ut costodiant te in omnibus viis tuis'' Il Signore ha mandato gli Angeli perchè ciascuno di noi sia custodito nel suo cammino ,cosi canta la Chiesa Latina in una delle ufficiature riguardante gli Angeli.Sappiamo di alcuni di loro il nome e la precisa missione:Raffaele è nominato nel Vecchio Testamento come ''medicina di Dio'' ricordiamo l'episodio di Tobia.Michele è il capo delle schiere angeliche fedeli a Dio contro lucifero e gli angeli ribelli.Chi come Dio ?Contro la loro superbia e ribellione.Infine Gabriele che annuncia a Maria il compito di diventare Madre di Dio se Ella lo vorrà.Tra noi e Dio c'è questa specie di Essere che hanno il compito di essere suoi Messaggeri come suona il verbo greco:annunziare,essere Messaggero.Sta a noi essere con loro rispettosi e invocare il Loro aiuto nei momenti difficili del nostro terreno cammino,essi sono il nostro aiuto e sostegno,non siamo soli,l'invisibile è accanto visibili e bisognosi del Loro aiuto,della loro protezione.Amiamoli !

                                                     




                                                         


                                                            161 LA SPERANZA

E' una delle tre virtù teologali che riguardano Dio essa però interessa essenzialmente il presente nella prospettiva dell'avvenire,cioè i beni futuri celesti ed in minima parte quelli terreni alquanto limitati.Anche la mitologia dice che la Speranza è ultima a morire,ultima dea ed il Poeta afferma che la speme,ultima dea,fuggi i sepolcri.Nel pensiero cristiano c'è una più completa e perfetta visione.IN TE DOMINI SPERAVI ! (in te Signore ho sperato !)La Speranza nel nostro prossimo è molto relativa e spesso effimera,illude e delude,sia a livello materiale che spirituale,morale ed affettivio.Osserviamo la speranza dei genitori nei confronti dei lori figli e qualche volta si può rovesciare la visione :i figli nei confronti dei genitori. Quante delusioni dei fidanzati,degli amici,di coloro che speravano nell'appoggio,nell'affetto,nella nostra vocazione nella nostra felicità,tutto finito,tutto volatilizzato,speranza perduta,inesistente.Se qualche sprazzo di speranza a volte appare all'orizzonte,attenzione è solo un raggio di luce divina che può inondare l'umano.Non attendiamoci nulla da questa terra,dagli uomini,rimarremmo spesso delusi e a mani vuote.In te,Signore,ho sperato,mai sarò confuso ! Questa è una speranza fondata sulla roccia non sulla sabbia,rendiamocene conto ! Saremo veramente felici,vale la pena attendere,sperare e sperare sempre,Iddio non verrà mai meno alle sue promesse,canteremo vittoria e ci accorgeremo di non aver sperato invano,anche se,a volte,non realizziamo quanto desideriamo.Il Signore dice: le mie vie non sono le nostre vie,basta capire soltanto che Dio ci ama.

                                                 

                                               


                                                  160 ALIMENTI DELLO SPIRITO



1) I Sacramenti: Penitenza,Eucarestia.

2)Preghiera,Divina Liturgia.

3)Sacra Scrittura,Padri della Chiesa,Vita dei Santi.

4)Vivere alla presenza di Dio: riempirsi di Cristo  per dare agli altri per essere luce del mondo e sale della terra.

Nemo dat quod non habet = Nessuno può dare ciò che non ha

5)Rigore con sè stessi,indulgenza verso gli altri: con l'aiuto della preghiera,comprensione,amore.

6)Testimonianza del Cristiano,specialmente Ortodosso.

Santità di vita: del Sacerdote = padre spirituale,padre nella carne,doppia paternità e figliolanza.

7)Virtù: obbedienza-umiltà; dolcezza e gioia cristiana.

8)Combattimento spirituale: egoismo,demonio,mondo.

9)Tutto è vanità,vita breve,morta certa,giudizio.



                       
                               
                                                     

                                                        159 LA MONTAGNA     

La montagna ci fa riflettere su tante cose che riguardano la nostra persona.Anzidutto la  limpidezza,l'aria pura che respiriamo ci suggerisce che anche noi nel nostro intimo dobbiamo essere puri,limpidi,trasparenti.Le altezze della montagna ci richiamano le altezze spirituali alle quali dobbiamo sempre anelare.La salita della montagna non è mai facile,occorre tenacia,coraggio,forza e perseveranza.Lo stesso dicasi per quanto riguarda le cose spirituali.La varietà poi dei colori,degli alberi e di tutto ciò che spontaneamente cresce ci dice che l'opera del Signore è bella,varia e stupenda e quindi ci invita inevitabilmente a lodare e benedire il Signore.La scalata della montagna non è facile,è dura e richiede senz'altro sacrificio,ciò ci richiama la scalata dello spirito nell'acquisizione difficile,ma non impossibile delle virtù cristiane.Ringraziamo il Signore perchè sempre ci offre l'occasione e l'opportunità di riflettere sulla Sua bontà.sulla Sua immensa misericordia,offrendoci cosi' tanti mezzi di salvezza.Sta a noi usufruirne essendo sempre pronti e disponibili nel creare le condizioni per una nostra piena adesione alla Sua volontà.
          
                                                     







                                                    158 IL MATRIMONIO (2)

Si pensa che la vocazione e chiamata sia solamente al Sacerdozio e alla vita consacrata (monaco,frate,religioso/a in genere),invece anche il Matrimonio è una vocazione,sarà la più comune,ma trattasi sempre di una vocazione.L'uomo e la donna lasceranno padre,madre etc... e si uniranno corpo ed anima e saranno due in una sola carne,amandosi e rispettandosi a vicenda e  portando l'uno i pesi dell'altro.Questo Sacramento è preceduto da un periodo più o meno lungo di fidanzamento come prova,si direbbe il noviziato del Matrimonio per conoscersi meglio e vedere,se è del caso,di unirsi per tutta la vita,osservando diritti e doveri civili,nonchè religiosi,morali.Purtroppo oggi,facendo anche grande festa ci si sposa con tanta faciloneria e ci si separa o diverzia con altrettanta faciloneria non badando alle brutte conseguenze per se stessi e per i figli.Oggi si convive pure con tanta facilità e non si pensa di ricevere la Benedizione del Signore perchè ciò che Dio ha congiunto Dio non separi.Nella Chiesa latina se c'è stato vizio di consenso,ovvero violenza fisica/morale,inganno si può chiedere al relativo Tribunale Ecclesiastico il riconoscimento di nullità,mentre l'annullamento riguardo il vero e proprio Matrimonio,nel caso di morte presunta dopo dieci anni uno dei due coniugi,il sopravvissuto si sposa e si presenta poi il primo coniuge perchè non deceduto come sembrava,allora il Matrimonio si annulla,altrimenti sarebbe bigamia.Le Chiese orientali ammettono impropriamente il divorzio per ben due volte,ne è competente il Vescovo caso per caso,pur ammettendo che ciò che Dio ha congiunto l'uomo non separi,tuttavia quando viene meno completamente il dono di sè all'altro,anima e corpo,il Sacramento non esiste più e quindi si è liberi per celebrare un secondo Matrimonio.Sappiano gli Sposi la responsabilità loro nel contrarre Matrimonio sia religiosamente che civilmente.
                     
                                         










                                                  158 IL MATRIMONIO (1)

Come si sa è uno dei sette Sacramenti che la Chiesa amministra ai propri fedeli,consci della grande responsabilità che viene assunta.Purtroppo non sempre i nubendi mostrano di essere preparati a quanto comporta mettere su famiglia e sono assenti per quanto concerne diritti e doveri che tale Sacramento comporta,sia religiosamente che civilmente.Oggi più che mai si nota ed è altamente palese a tutti l'instabilita del nucleo familiare,tra gli sposi spesso non c'è vero amore,quanti litigi seri che poi inequivocabilmente portano alla separazione,al divorsio etc.Quante sono le infedeltà dell'una e dell'altra parte.Non si comprende più il sacrificio,l'abnegazione,il voler portare l'uno i pesi dell'altro e con tanta superficialità e facilmente si prendono certe decisioni affrettare,frutto di immediato impulso.La certezza di una stabilità coniugale non c'è più anche se da parte di alcune coppie si offre un modello di vita cristiana sana e fondata sulla roccia,tuttavia nelle maggiori coppie non c'è sintonia ma la discordanza anche per  motivi futili,regna sovrana e mette a repentaglio,non solo la  vita coniugale ma anche e soprattutto quella dei figli che,non avendo una testimonianza cristiana,civile ed umana da parte dei propri genitori,approdano a lidi poco o per nulla ortodossi facendosi ammaliare da facili ed invitanti situazioni che spesso lasceranno il segno indelebile nel loro terreno cammino.Non c'è più seria preparazione,impegno costante nel decidere il percorso di vita,lo sposo e la sposa che poi saranno il padre e la madre dei propri figli sono tante volte in balia delle onde di un mare alquanto instabile e burrascoso.Anche per il Matrimonio ci vuole una verace vocazione,una chiamata alla missione di sposi e di genitori.Le lacune sono infinite ed è un vero guaio dover sopperire a tante inefficienze.La Famiglia ha un grandissimo valore ed è la prima cellula della società e della Chiesa,da essa provengono i futuri cittadini,da essa provengono le vocazioni sacerdotali e religiose,da essa provengono coloro che dovranno reggere la cosa pubblica,da essa proviene ogni sorta di bene,purtroppo anche di male che certamente non aiuta la comunità civile e la comunità religiosa.L'uomo non divida ciò che Dio unisce,ecco l'indissolubilità del Matrimonio;gli sposi devono stimarsi,rispettarsi,amarsi,portando gli uni i pesi degli altri,mettendo Gesù Cristo in messo a loro,poichè senza di Lui nulla  si può fare.Dobbiamo convincerci di alcune verità professandole e praticandole.




                                           


                                          157 IL  SACRAMENTO DELL'ORDINE 

Nostro Signore Gesu' Cristo nell'Ultima Cena,prima della sua Passione,Morte e Resurrezione ha istituito uno dei sette Sacramenti,il Sacramento dei Sacramenti per eccellenza,perchè mediante il Sacerdozio,Egli il Sacerdote per antonomasia,ha voluto perpetuare nel tempo e nello spazio quel suo unico,sommo Sacrificio della Croce.Ha detto: sarò sempre con voi fino alla fine dei secoli.Ha scelto il pane,non simbolo ma piena realtà del  suo Corpo.Certamente gli Apostoli  non erano eterni nel tempo ed allora il  potere dato da Gesu'  agli Apostoli viene trasmesso da loro ad altri scelti per essere dispensatori dei divini Misteri.I Vescovi sono gli immediati successori degli Apostoli e da secoli questa catena è ininterrotta,non si spezza mai,è continua perchè il  potere dato da Gesu' ai dodici si potesse trasmettere all'infinito perchè il Popolo Santo di Dio potesse usufruire dei doni cosi' grandi elargiti da Lui a tutti noi peccatori,anche il Vescovo è peccatore ma ha la Grazia di stato conferitagli il giorno della Consacrazione.L'Ordine Sacro è  un Sacramento che imprime un carattere indelebile e fa del Vescovo un  unto del Signore per eccellenza.Il  Vescovo non può essere dappertutto ed è allora coadiuvato dai Presbiteri e dai Diaconi (di origine Apostolica)che l'aiutano nello svolgimento del Sacro Ministero e sono la Sua ''longa manus''.Ma si ricordi bene che il Presbitero ed il Diacono se non sono in piena comunione con il Vescovo,se non gli sono ubbidienti,docili,non dispensare i Sacri Misteri,non possono essere la  parola del vescovo che a sua volta è l'eco della parola del Signore.Ugualmente Presbitero e Diacono non possono esercitare il Loro Ministere se sospesi a '' divinis '' o ridotti allo stato laicale.Bisogna stare bene attenti: ''chi disprezza voi,disprezza me'' dice il Signore.Il Popolo Santo di Dio ha l'obbligo,e più che obbligo deve sentire il bisogno,la necessità di pregare,aiutare il  proprio Pastore perchè sia illuminato da Dio ,perchè conduca una vita santa e sia di esempio ai suoi preti e diaconi.Tutte le Chiese che poi sono l'Unica,Santa,Cattolica ed Apostolica Chiesa fondata da Nostro Signore siano membra vive,partecipi corresponsabili,attive nel ricreare un'atmosfera di serenità,gioia ed amore.Una Nazione sarà santa,progredita,civile a condizione che abbia un Clero degno dell'abito che porta,del compito che ha e di ciò che rappresenta.Il Vescovo si chiama Pontefice perchè è un ponte tra Dio e l'umanità nonostante sia uomo con i suoi limiti e le sue debolezze ed è colui che porta la luce di Cristo,è colui che ci ascolta e che vuole guarire le nostre ferite soprattutto quelle dello spirito.Bisogna aiutarLo a portare la Croce delle Sue responsabilità,come padre e pastore,come amico e guida,perchè a sua volta formi un Clero che compartecipi alle Sue responsabilità e che capisca il bene che si può e si deve fare a tante anime assetate di amore e di giustizia,grande ed alta,nonchè nobile è la responsabilità del Vescovo,più grande e più alta in un certo senso è quella di tutte le altre membra del Popolo Santo di Dio che devono aiutare nella formazione dei nuovi Pastori tutti coloro che sono preposti a questa causa.Rallegriamoci quando abbiamo realizzato qualcosa per il Regno di Dio la Salvezza e Santificazione delle anime.Lo stesso discorso vale per i Presbiteri ed i Diaconi.


                                                   




                                                        


                                                      156 L'ORDINE SACRO 

Gesu' Primo Eterno e Sommo Sacerdote ci ha lasciato prima gli Apostoli e poi i loro successori i Vescovi,i quali avendo la pienezza del Sacerdozio,sono Maestri di verità,reggono e governano la Chiesa ammaestrandola e santificandola nel nome del Signore.Non essendo essi dappertutto hanno i loro collaboratori i Presbiteri,che sono inviati dagli stessi Vescovi ed a loro nome amministrano i Sacramenti ai fedeli,predicano,istruiscono,in comunione sempre  con i propri Vescovi ed insieme ai Diaconi di Istituzione Apostolica (Diaconia significa servizio) formano la gerarchia ecclesiastica,che non è potere,ma servizio e se potere c'è deve essere solamente quello spirituale.Vescovi e Sacerdoti,nonchè Diaconi devono condurre una vita santa per essere luce del mondo e sale della terra,purtroppo oggi come ieri si assiste ad episodi poco edificanti.Il Popolo Santo di Dio deve pregare ed aiutare Vescovi e Sacerdoti sotto ogni aspetto,soprattutto spirituale con il bene della preghiera e la collaborazione attiva nell'ambito della propria parrocchia.Si deve massimo rispetto ai Sacri Ministri del Signore soprattutto perchè hanno il potere datogli nella Sacra Ordinazione.Di cambiare pane e vino nel Corpo e Sangue di Cristo.Il Sacerdote è colui che ci accompagna dalla  nascita alla morte,sempre ma soprattutto nelle realizzazioni piu' importanti della nostra vita.Siamo loro riconoscenti perchè sono i medici delle nostre anime! Il Sacerdozio è un dono molto grande e di alta responsabilità,ma con la Grazia di stato tutto è possibile ed il Sacerdote può essere il degno rappresentante di Gesu' Cristo.Aiutiamo quindi i Sacerdoti per l'avvento del Regno di Dio,la salvezza e santificazione delle anime.Maria Regina degli Apostoli aiuti e protegga tutti i Sacerdoti assieme ai Vescovi ed ai Diaconi.


                             





                           155 L'EUCARESTIA IL DONO DELL'AMORE DIVINO (2)

E' il Sacramento dei Sacramenti per eccellenza sul quale convergono gli altri e tutto orbita intorno ad esso.E' stato cosi' infinito e grande l'Amore di Dio verso tutta quanta l'umanita che non solo per essa si è incarnato ed ha sparso il suo Sangue benedetto ma come eterno pegno di Amore ci ha lasciato nei suoi mirabili disegni e nella sua Divina Onnipotenza se stesso come Sacramento d'Amore.Quale dono più grande poteva farci il Signore ?Dobbiamo essere non solo stupiti ma alquanto grati. Egli si fa cibo per noi istituendo questo mirabile Sacramento e dicendo agli Apostoli ed ai loro successori i Vescovi:fate questo in memoria di me ! Memoria nella lingua ebraica non significa ricordo come nel nostro idioma,ma presenza reale.Ecco Dio con noi,in mezzo a noi.E noi dobbiamo essere pronti a questo grande Atto d'Amore ed avere sempre la  gioia di poter sempre ricevere Lui stesso,Corpo,Sangue,Anima e Divinità.Il peccato ci proibisce di poterlo ricevere,ma il Sacramento della penitenza assieme al nostro dolore si purifica e ci rende atti ad accostarci a questo celestiale banchetto.!Che meraviglia per noi poveri mortali,peccatori ed indegni di tanta premura divina.Gesu' è  il medico della nostra Anima,e nostro conforto,il nostro  sollievo,il nostro tutto.Riflettiamo  su questo grande Sacramento,rendiamoci conto di questo unico grande dono.Egli si offre,si  da tutto a noi perchè ci vuole tutti suoi.Non stiamo lontani da Lui perchè indegni,anzi  la nostra indegnita ci deve far capire che abbiamo sempre bisogno di Lui e dobbiamo essere lieti di riceverLo perchè è la nostra guida,il nostro sostegno.L'accostarsi a Lui significa vivere con Lui.Certamente dobbiamo sempre pensare chi si va a ricevere e quindi avere slancio e prontezza per una testimonianza vera che non sia ostentazione,ma profonda convinzione dell'atto che si compie nel ricevere questo  dolce Ospite della nostra anima. Convinciamoci sempre piu' che non solo abbiamo estremo bisogno di questo cibo salutare prezioso ma che nostra vita intima con Lui sempre presente nel nostro essere composto di anima e di corpo.




                        



                           155 L'EUCARESTIA IL DONO DELL'AMORE DIVINO(1)

Il primo atto di amore divino è quello della Creazione,l'altro quello della Redenzione e delle fondazione della Chiesa,assistita fino alla fine dei secoli dal Santo Spirito.Ma quello che stupisce ed estasia l'umanità è il dono di Se Stesso da parte di Dio all'uomo.Se facendo,naturalmente,un paragone molto zoppiccante,si dice che l'amore di una creatura umana è il dono di se al proprio simile,quale stupore,quale meraviglia ci deve toccare sapendo che il creatore si da completamento in cibo alla creatura.Dovremmo veramente essere consapevoli dell'immensa ricchezza della quale potremmo essere proprietari.Il divino si mescola,si da all'umano,perchè esso stesso sia divinizzato,trasformato.Rendiamoci contro della continua metamorfosi che l'Onnipotente opera in noi.Perchè farsi incantare da false sirene,perchè lasciarsi trascinare da effimeri richiami del demonio,del monto e della carne ? Dice Gesù Cristo nel Vangelo,è la Sua Parola: ''Qui manducat meam Carnem ebibit meum Sanguinem habet vitam aeternam et Ego resuscitabo eum in novissimo die.''Chi mangia la  mia Carne e beve il mio Sangue ha la vita eterna ed Io lo risusciterò nell'ultimo giorno.Meditiamo attentamente queste Sante Parole.E' Dio che si dona completamente a noi,è Dio che bussa insistentemente alla porta del nostro cuoro,alla porta della nostra mente.Apriamo questa nostra Porta.I Vescovi ed i Sacerdoti,nonchè i laici tutti dobbiamo attentamente e profondamente meditare sul bene infinito di Dio che si fa nostro Cibo e Bevanda spirituale.Un richiamo forte va a noi Vescovi e Sacerdoti che siamo più fortunati degli angeli stando all'Altare del Signore ed avendo un potere datoci dall'alto che nessuno ha,trasformare,si capisce mediante l'invocazione del  Santo Spirito,il pane nel Corpo di Cristo ed il vino in Sangue di Cristo.E' del tutto acclarato che il Vescovo, il quale presiede la Divina Liturgia,assieme a tutto il Presbiterio e tutto il Popolo Santo di Dio è la Chiesa Corpo Mistico di Cristo,sappiamo che ciascuno di noi è membro vivente di questo Corpo.Come si fa ad affermare ciò quando tanta parte dei fedeli non si accosta al Sacramento dell'Amore,quando il corpo non è vivificato,illuminato da Gesù Cristo?E' quindi un gravissimo errore non accostarsi frequentemente all'Eucarestia,esserne lontani con la scusa che bisogna prima digiunare e fare penitenza.Ma è un'eresia stare lontani dal Medico ,Medicina della nostra anima che è Gesù Cristo stesso.La partecipazione alla Divina Liturgia è incompleta,anormale! Ciò che vieta di accostarsi alla Santa Eucarestia è il peccato,specialmente grave,ma Gesù ha pensato pure a questo.Pentiti e contriti è bene accostarsi al Sacramento della Penitenza,quanto è necessario e salutare.E poi vi è il digiuno eucaristico per chi può osservarlo(eccetto anziani,bambini e malati),nonchè il pensiero e la seria preparazione con la riflessione e la preghiera,pensando e sapendo chi si va a ricevere.Sicuramente da Tabernacoli viventi,avendo Gesù Cristo dentro di noi,saremo ostensori viventi per gli altri,saremo più rispettosi verso noi stessi e gli altri perchè portiamo Cristo dentro di noi,e se Cristo è con noi,chi sarà contro di noi?La Comunione frequente è cosa bella e grande.La Domenica è il giorno del Signore,è Pasqua e noi per celebrare ogni domenica la Pasqua dobbiamo ricevere l'Autore della vita,il Medico per eccellenza,che risana i malati,tutti noi.Allora è spontaneo dire e raccomandare sempre e dovunque di accostarsi al Sacramento dell'Amore.Sicuramente avremo tanta forza e coraggio per affrontare le innumerevoli difficolta della vita terrena.Mangiamo Gesù Cristo per essere sempre lo splendore vivente del Padre.Noi Vescovi,noi Sacerdoti invitiamo,sproniamo i nostri Fedeli ad accostarsi alla Mensa del Signore.Cosi' avremo reso un buon servizio alla Chiesa intera e saremo Apostoli dell'Amicizia divina.Nessuna paura,nessuna titubanza e tantomeno nessun rispetto umano.Non vergogniamoci di quello che siamo:i seguaci di Gesu' Cristo,gli Unti del Signore;con Lui,per Lui ed in Lui avremo la vita in abbondanza.


                                                  


                                               





                                                   154   L'OLIO DEGLI INFERMI   

Ne parla chiaramente San Giacomo affermando: chi è malato venga unto.Si è unti per guarire,quindi non è un Sacramento che si riceve nell'ora dell'agonia soltanto,ma quando si è malati onde guarire,certamente anche alla fine della nostra vita terrena.Ogni Sacramento ha un elemento naturale di cui l'uomo si serve per nutrirsi come l'acqua,il pane,il vino,l'olio.Non bisogna aver paura quando il Sacerdote va in una casa per amministrare tale Sacramento.Scorrettamente si pensa che c'è qualcuno che sta morendo,l'occasione era data dal fatto che almeno nella Chiesa latina,prima del concilio Vaticano II era chiamata Estrema Unzione,quindi questo aggettivo improprio ha creato la suddetta confusione nei fedeli,mentre è il Sacramento degli Infermi per eccellenza e si può ricevere più volte nella vita. Esso quindi serve essenzialmente per guarire dalla malattie dell'anima e del corpo,è una bella e salutare medicina amministrata dal Vescovo o dal Sacerdote,anzi nella Chiese Orientali,dove è possibile è amministrato da sette Sacerdoti tanto è la sua importanza.


       
                                         

                                          



                                           153 LA CONFESSIONE O PENITENZA

A chi rimettete i peccati saranno rimessi a chi li riterrete saranno ritenuti.Quante volte devo perdonare?Sette volte?Settanta volte sette,sempre !Dio è  padre di Misericordia e di Amore,perdona sempre ed attende il figlio che ha sbagliato,deviato dalla retta via.Bisogno essere pentiti dopo un serio esame di coscienza e chiedere sinceramente perdono,pur sapendo che la nostra debolezza ci farà probabilmente cadere nella colpa,ma almeno c'è la buona volontà per ricominciare sempre.Dio sa,conosce le nostre forze e debolezze,quindi ci darà le grazie necessarie e quella  forza per risorgere.La Chiesa docente nei primi secoli imponeva pesanti e lunghe penitenze mentre oggi è più clemente ma ciò non significa che non dobbiamo scontare i nostri peccati con la penitenza della nostra vita,accettando tutto ciò che ci costa ed è una Croce,del resto la Croce è la  nostra salvezza.La confessione non solo va fatta quando vi sono peccati che impediscono l'accesso alla Santa Comunione ,ma va fatta spesso per purificarci dai nostri peccati anche leggeri e progredire nel cammino della perfezione cristiana.E' consigliabile avere un Confessore fisso ed insieme un Padre Spirituale in modo che possa conoscere bene i nostri preghi e difetti e possa  darci i consigli appropriati alle nostre necessità.Dobbiamo  combattere contro  i nostri vizi,gli istinti disordinati per essere sempre  in amicizia con Dio che è l'unico e vero Medico delle nostre anime.Bisogna  pregare per i Sacerdoti perchè siano santi,illuminati e sempre disponibili per le nostre necessità spirituali e veri dispensatori dei Divini Misteri. Il Sacramento della Penitenza si chiama Sacramento dei morti perchè ridona la vita e la grazia a chi era spiritualmente morto.Bisogno accostarsi con fiducia a questo Sacramento e spesso perchè bisogna fare il lavaggio spirituale dell'anima per essere puliti dinanzi al cospetto del Signore.

                                                           





                                                              152 LA CRESIMA

E' il secondo dei sette Sacramenti che conferma il primo infondendo nel Cristiano i 7 doni dello Spirito Santo (Sapienza,Intelletto,Consiglio,Fortezza,Scienza,Pietà e Timor di Dio)si usa il Santo Myron(insieme di oli e di odori consacrati dal Vescovo per gli Orientali il Grande e Santo mercoledi,per i Latini la mattina del giovedi Santo).Per gli Orientali può amministrare la cresima qualsiasi sacerdote essendo impartita lo stesso giorno del Battesimo,per i Latini è amministrata dal Vescovo e ultimamente da un suo delegato non necessariamente Vescovo,ma semplice prete.E' un Sacramento anche esso che imprime un carattere,quindi si riceve una volta sola,ci rende tempio dello Spirito Santo e rafforza la fede ricevuta nel Santo Battesimo.I Padri della Chiesa,specialmente Orientali parlano delle Divine Energie che in Occidente sono appena scoperte,infatti qui,nella Chiesa Romana si parla  dello Spirito Santo come grande sconosciuto e ultimamente vi sono grandi passi a riguardo,mentre per l'Oriente è normale e regolare pensare e mettere in evidenza la terza persona della Santissima Trinità,che,come ben sappiamo regge e governa la Chiesa,nonostante le nostre infedeltà,le nostre mancanze anche da parte del Clero,Vescovi,Sacerdoti e consacrati.La  Chiesa va avanti perchè fondata e retta dal Signore,nonchè  sostenuta da tanti pilastri che sono i Santi di ieri,oggi e domani.Certi di questa verità non dobbiamo scoraggiarci e pensare che per le tante crisi all'interno della Chiesa perirà ma vivrà fino alla fine dei secoli perchè non è un istituzione umana,ma prettamente Divina che ha nel suo seno l'elemento umano di cui si serve come strumento,come fonte per istruire,reggere e santificare tutti i membri impregnati dell'elemento divino.Siamo qui in terra Gerusalemme terrestre in funzione della celestre Gerusalemme che non avrà  mai fine.Il cresimando è illuminato e pieno dello Spirito Santo quando il Vescovo o il Sacerdote imparte tale Sacramento e quindi non bisogna mai contristare lo Spirito che è in noi che fa parte integrante della nostra persona.
              

                                                           
                                                         




                                                     




                                                             151 IL BATTESIMO


E' il primo dei sette Sacramenti sia in Oriente che in Occidente.Egli ci toglie il peccato originale trasmessoci dai nostri progenitori e quello attuale se già adulti. Battezzare significa immergere ed il battezzando vieno immerso tre volte nel  nome della Trinità: Padre,Figlio e Spirito Santo. Cosi' faceva nel primo millennio anche la Chiesa Romana che poi ha preferito cambiare versando l'acqua benedetta per tre volte sul capo del battezzando. Certamente il Battesimo è valido,ma,secondo me,imperfetto.Le Chiese orientali amministrano i tre Sacramenti di iniziazione cristiana  (Battesimo,Cresima ed Eucarestia) tutte e tre insieme,mentre la Chiesa Romana ha cambiato,non solo separando i tre Sacramenti,ma amministrando prima l'Eucarestia poi la Cresima che è intimamente unita al Battesimo. Un' altra osservazione da fare è che  in Oriente il Celebrante dice:il servo di Dio .../... è battezzato nel nome del Padre,del Figlio e dello Spirito Santo contrariamente alla Chiesa Romana che dice :Io ti battezzo nel  nome del Padre,del Figlio e dello Spirito Santo. Per la Chiesa Ortodossa è lo Spirito Santo che operta ed il Celebrante è uno strumento solamente.Pertanto il Battesimo purificandoci dal peccato ci rende figli di Dio e ci offre il dono della Fede che deve crescere come cresce fisicamente il bambino che insieme all'adulto deve conservare ed aumentare questo dono.Il Battesimo imprime un carattere indelebile e quindi si riceve una volta sola. Si ha un solo Battesimo,una sola Fede come giustamente afferma  l'Apostolo Paolo.Si chiama pure Sacramento dei morti perchè dalla morte e schiavitù del peccato ci porta a vita nuova,si risorge con Cristo.Ministro del Battesimo è il Vescovo,anche il Sacerdote e nella Chiesa Latina pure il Diacono.Ministro Straordinario di tale Sacramento è qualsiasi cristiano in caso di estrema necessità può battezzare con l'acqua benedetta dicendo: io ti battezzo o  il servo di Dio è battezzato nel nome del Padre,del Figlio e dello Spirito Santo. I Protestanti battezzano l'adulto e non il bambino perchè dicono che la persona per diventare cristiana deve essere consensiente e consapevole.La Chiesa Romana e tutte le Chiese d'Oriente sostengono che i genitori cristiani hanno il diritto e il dovere di battezzare da piccoli i propri figli perchè come si occupano della loro salute fisica a maggior ragione si devono occupare di quella spirituale assieme ai padrini e alle madrine ed offrire ad essi la ricchezza della Grazia.Se poi d'adulto l'interessato vuole cambiare religione o non essere cristiano malauguratamente può abiurare la federe trasmessagli dai Padri.Essere veramente figli di Dio non è poca cosa,forse ci pensiamo poco e non diamo importanza a questo Sacramento che è il primo fondamentale passo per una vita cristiana.Quale dignità ,quale onore per noi!Oltre la nascita della vita terrena dovremmo festeggiare ogni anno la data del nostro Battesimo,quando per la prima volta siamo stati chiamati cristiani.Il Signore guidi i nostri passi da veri Suoi figli.




                                                     

                                                              150 LE STAGIONI

Come la primavera è il risveglio della natura assopita,cosi' i ragazzie ed i giovani sono la primavera della società e della Chiesa.Sono la speranza della propria famiglia,il futuro di un paese che deve sorreggere la formazione e la crescita di questi alberelli che a loro tempo produrranno fiori e frutti.Consideriamo attentamento questo primo ciclo dell'essere umano e facciamoci carico ognuno delle proprie responsabilità.L'estato è il tempo del caldo dei frutti che sono maturati e che ci nutrono,cosi' l'età matura dell'essere umano è il prodotto della formazione e preparazione ricevuta in antecedenza.Maturità vuol dire assennatezza,sogni realizzati,e tutto ciò che può offrire l'uomo che ha saputo bene prepararsi a tale meta.La persona che ha raggiunto,non solo la maturità anagrafica,ma quella morale ed intellettuale,è pronta a contribuire in tutti i modi alla prosperità ed al bene della famiglia e della società.L'autunno arreca tristezza nel vedere gli alberi spogli,un clima quai freddo,ma ancora buono,cosi' è  l'autunno dell'uomo,non c'è più l'energia di  prima,le forze pian piano vengono meno,ma si è ancora in grado di lavorare in tutti i sensi,si produce ancora,ma con minore ritmo ed energia,c'è però la gioia di avere i nipoti e di solito si è rispettati da chi è più giovane per  l'esperienza di vita vissuta e che quindi incute rispetto ed onore.L'invero presenta uno spogliamento generale  della natura ed un assopimento tale da non offrire segni di vita.L'uomo è al tramonto della sua esistenza terrena e deve pensare alla vera patria celeste.San Paolo diceva:'' Quando ero giovane andavo dove volevo,ora da vecchio vado dove non voglio andare e dove mi conducono''.E' legge naturale che il chicco di grano il quale germoglia,cresce ed ha il suo frutto,poi muore,cosi' la parte materiale dell'uomo,non il suo Spirito che è  immortale.Facendo queste semplici e reali constatazioni tutti dobbiamo vivere quaggiù ogni giorno come se fosse l'ultimo della nostra vita terrena.




                                                        





                                                              149 IL MILITARE

E' una persona che deve osservare una rigida disciplina e deve essere pronto ad eseguire gli ordini dei superiori,quindi è rispettoso ed obbediente,ligio al proprio dovere,insomma deve possedere una ferrea volontà.Si tratta,se vogliamo,di un qualcosa di terreno e passeggero.Noi cristiani sappiamo che quando riceviamo il Sacramento della Santa Cresima diventiamo e siamo soldati di Gesù Cristo.Egli è il Nostro Supremo Comandante e non solo Gli dobbiamo rispetto osservando la massima disciplina,ma eseguiamo gli ordini con Amore e Consapevolezza.Col peccato,non solo disobbediamo alla Sua Legge,ma rechiamo tanto male a noi stessi ed ai nostri Fratelli essendo tutti noi un unico Corpo e Membra vive di Gesù Cristo.La nostra condotta deve essere spartana,rigida e convinta nell'essere quanto Egli ci comanda,non con altezzosità,ma con tanto Amore.Non vergogniamoci di essere Soldati del Signore e combattere per il Suo Regno contro tutti i nemici visibili ed invisibili,E' un regno di pace,di giustizia, di Amore Infinito.E' un onore per tutti noi professare la Fede Cristiana, non con ostentazione,bensi' con convinzione e piena coerenza.Siamo soldati figli di tanto Padre,siamo pronti a combattere ed eseguire gli ordini di tanto Generale,l'Unico,Grande,Sommo Capo. Occorre da parte nostra prontezza,fiducia e Amore.


                                                         









                                                               148 IL TEATRO

Tutti noi sul palcoscenico della vita terrena siamo attori e recitiamo la nostra parte, più  o meno lunga,ma brevissima rispetto all'eternità.Bisogna vedere che cosa recitiamo e come recitiamo.In teatro si recitano tragedie che hanno una fine poco simpatica,le commedie invece hanno una fine lieta. Le azioni cattive compiute dagli uomini sono tragedie che toccano da vicino l'umanità poichè in svariati modi rappresentano le gravi malattie spirituali.Nella commedia si possono in qualche modo rispecchiare le conquiste delle virtù  che bisogna superare per essere non solo uomini coerenti,ma per dimostrare che la virtù in genere è una conquista di buona volontà.Nel tempo ciascuno di noi recitando la propria parte impara tanto e si arricchisce di tante esperienze sia in positivo che in negativo.E' vero il proverbio che asserisce: ''sbagliando si impara''. E' riprovevole l'indifferenza,il non volere affrontare i problemi che inevitabilmente il quotidiano vivere ci offre.Esercizio di prove continue ci irrobustisce e rinfranca,ci fa capire tante cose per noi utili ed inevitabili.Allora comprendiamo che tutti sul palcoscenico di questo mondo recitiamo la nostra parte,con l'augurio e la speranza che sia un bene per noi stessi e per gli altri.

                                                     








                                                           147 LA FAMIGLIA

Cellula e perno  principale ed essenziale della Chiesa e della Società è, senza alcun dubbio, la Famiglia.Essa è stata voluta da nostro Signori nei Suoi mirabili disegni perchè il genere umano in forma ordinata si moltiplicasse e riempisse la terra.La famiglia è sempre benedetta dal Signore quando è nei parametri della sua legge che è soprattutto Amore.Oggi,purtroppo,dobbiamo constatare in moltissimi casi lo sfascio della medesima poichè non si costruisce sulla roccia,ma sulla sabbia e quindi crollano i valori,crollano gli ideali e si è al completo sbando,per cui non si capisce nulla,tutto è permesso,tutto è nella cosidetta modernità percepita come progresso.In verità è tutto apparenza,è tutto protagonismo dell'uno o dell'altro coniuge,per cui i figli crescono in forma del tutto errata ed a loro volta saranno i continuatori di questo totale disordine che certamente non è un bene,ma segna la società tutta e la Chiesa intera con un marchio,oserei dire,indelebile perchè stanno scomparendo i valori cristiani e civili sulla base onde costuire il bello,il buono,il saggio,siamo completamente fuori binario,tutto è lecito,tutto è permesso,perchè si è senza Dio,e quindi senza il suo Amore.Come educare la gioventù di oggi?E' un problema assai grande per coloro che hanno tale responsabilità,per coloro che sono preposti ad offrire le direttive che devono o almeno dovrebbero condurre a qualcosa di costruttivo.Allora uomini e donne,sposi e spose ritornate alla fonte viva e vera che offre quanto di sapiente,bello,sano avete bisogno perchè possiate educare i vostri figli nel timore e nell'amore del Signore perchè al di fuori di Lui  non c'è vita,non c'è salvezza,siate piccola Chiesa,che fa parte di tutta la Chiesa,di tutta la Famiglia umana



                                                     


                                                           
                                                     146  LE VACANZE 
                                       
Vacanza significa assenza di ogni attività,pausa,sospensione per meritato riposo che permetta la  ripresa di energia in attesa del ripristino delle attività precedente. Il riposo del corpo deve generare nuovo vigore morale e spirituale pensando un pò più del solito a tutto ciò che riguarda lo spirito.Il tempo libero,il riposo per noi deve essere vantaggioso e non dispersivo,inutile o addirittura peccaminoso.Ogni cosa va fatta a suo tempo senza sprecare energie utili alla nostra persona,sia spiritualmente che materialmente.Un meritato riposo,una distrazione lecita e direi opportuna,costituisce serenità e tranquillità per lo spirito preoccupato per tutta la problematica quotidiana.Dobbiamo saper usare il tempo libero perchè sia per noi tutti motivo di arricchimento e non di impoverimento. Ci la nostalgia di un maggiore contatto con tutte quelle persone e cose che ci aiutino nella crescita dello spirito per un maggiore contatto con Dio Nostro Padre Amoroso e Compassionevole.Allora le vacanze siano per noi motivo valido per occuparci maggiormente del nostro spirito,anzichè sciupare il tempo in distrazioni inutili se non peccaminose.

                                         







                                             145 PELLEGRINAGGIO AI SANTUARI

Si organizzano spesso Pellegrinaggi verso i Santuari dove per un verso si nota il raccoglimento,il silenzio,la preghiera,ma su un altro fronte attorno ai Santuari,a volte anche dentro si svolge un certo commercio che sicuramente non offre un buon esempio.Quando si va ad un Santuario si deve soprattutto arricchire il nostro spirito di tante cose che portano e devono portare al Signore,altrimenti diventa un gita per divertirsi e distrarsi,che è un'altra cosa.Ciò non esclude che ci possa essere inglobata una visita di carattere culturale e storico.E' vero che i vari souvenirs comprati aiutano a mantenere il Santuario,ma ciò non è la cosa primaria ed essenziale.Bisogna ben comprendere che in questi luoghi si va per attingere forza e coraggio nel cammino spirituale di ciascuno di noi.Il silenzio e l'ascolto devono poi portarci alla pratica delle cose che abbiamo ascoltato. I Santuari sono un valido aiuto per rinnovarci nello Spirito,sono fonte di luce per camminare nelle tenebre di questo mondo cosi' tanto travagliato.La devozione che ci ispirano i Santuari è mezzo validissimo di riflessione,un aiuto per chi è debole,per il viandante rifugio,per chi cerca Dio la chiave per aprire la porta del cuore e della mente.






                               144  L'UOMO CAPOLAVORO DEL CREATORE   

PRIMA INFANZIA

Un giorno vidi una madre che contemplava nella culla la creatura donatale dall'Onnipotente e buon Signore. Sapessi quale gioia sprizzava dagli occhi di quella donna,ed io sorpreso mi fermai a lungo su quella fotografia naturale.Quale prodigio e quale miracolo! Da due semi quasi insignificanti quale essere viene al mondo! Stupenda cosa,dissi e riflettendo su quel quadro pensai ai tanti bimbi che ogni momento vengono al mondo,alle tante madri gioiose e radiose che contemplano la loro creatura. Vorrei che fossero tutte Madri come Maria con il suo e nostro Gesù.Ahimè! La strage degli innocenti si ripete in ogni angolo della terra e quanti angioletti vanno in paradiso.Da giovane studente lessi in un cimitero sulla tomba di un bimbo questa epigrafe: in un giorno ,nacque,pianse e mori'.Ed io aggiungo: volò in cielo. Penso ai tanti bambini che l'egoismo umano non fa nascere,nega loro la vita,nega loro di realizzare su questa terra la missione assegnata loro dal Padre.O società crudele ed ingiusta che privi i tuoi figli del raggio di sole,che rattristi i tuoi componenti,come non avere un rimorso ? Come non sentirsi depauperati di tanta ricchezza,semplicità ed innocenza?E i bambini sequestrati,seviziati,cosa possono dire alla nostra cosidetta civiltà progredita?Come possiamo stare tranquilli?Dio offre un dono all'uomo ed egli lo rifiuta.Una volta era una disgrazia,quasi un castigo divino non avere figli ed oggi invece non si vogliono di proposito,si rigetta il sacrificio,l'abnegazione,cui si preferisce l'egoismo e l'edonismo,adducendo a scusa che oggi è difficile mantenere un figlio e che la società corrotta lo rovinerebbe.Il Cristiano sa che i figli sono una benedizione ed accetta con amore quanti il Signore vorrà mandarne.La società invecchia perchè,diminuendo le nascite,le nazioni non hanno speranza di continuazione.Genitori pensate bene siete i collaboratori del divin creatore. Coraggio !

SECONDA INFANZIA: Le difficoltà cambiano ma naturalmente ci sono sempre per i genitori,per i figli e per gli educatori.E' l'età scolare nella quale il bimbo o ragazzo apprende a leggere e scrivere. Quanti sono i ragazzi che restano analfabeti per colpa dei genitori e della stessa società.Ragazzi che in pieno XXI sec. lavorano come piccoli schiavi ed imparano a delinquere già in questa tenera età.ahime ! Quanti perdono l'innocenza e vengono invischiati nella rete del peccato,quanti vengono ingannati da sedicenti persone che usano loro violenza.E' un quadro della situazione,raccapricciante.Quanti genitori separati,divorziati,quante famiglie distrutte ed i poveri piccoli innocenti,spesso figli della colpa,devono pagare amaramente ciò che i genitori,gli educatori e la società tutta ha loro offerto tanto fango,tanta miseria ed invece di ammirare e seguire la luce,questi poveri ragazzi hanno davanti a loro soltanto tenebre.Prima che sia troppo tardi,prima che la società intera se ne accorga ed il rimedio arriverà tardivo,si corra velocemente ai ripari.Vi sono tanti ragazzi orfani materialmente che hanno bisogno di aiuto,di conforto e sussistenza e vi sono tanti altri ragazzi orfani moralmente,hanno i genitori ed è come se non l'avessero,sono abbandonati a se stessi o per poca sollecitudine degli educatori o perchè gli adulti sono in altre faccende affaccendati.Come fare? Meditiamo su questo grande problema che attanaglia il nostro tempo.Svegliamoci dal sonno perchè la società di domani è quella voluta dagli adulti oggi.Ricordiamo Gesù che cresceva a Nazareth in età,sapienza e grazia dinnanzi a Dio e dinnanzi agli uomini.Tutti noi siamo autenticamente responsabili.

ADOLESCENZA: E' l'età più delicata nella quale l'educatore con molto  tatto,delicatezza  ed assidua assistenza deve seguire il giovanetto. Si forma il fisico e si forgia lo spirito.E' la molle cera che viene modellata,sostenuta e protetta da chi deve offrire buon esempio,testimonianza,infondere coraggio,fiducia in Dio,in se stessi e nel prossimo  per poter affrontare con tenacia le varie difficoltà di ogni grado ed ordine. L'adolescente è un sognatore,un'entusiasta ma anche un lunatico,un critico,un facilone,a volte triste,specialmente quando la sua infanzia è stata piena di difficoltà e priva di amore.E' l'ora nella quale si forma il carattere,la propria personalità,anche se spesso nel cammino della vita materiale e spirituale inciampa,cade,si fa male ed è allora il momento nel quale bisogna infondere in lui quella fiducia perduta per raddrizzare l'alberello che forse sta prendendo una cattiva piega.Bisogna subito intervenire perchè poi potrà essere un pò tardi e tutto sarà inutile.E' l'anti primavera della vita,gli orizzonti sono vasti anche se poi con il tempo si ridurranno.E' precipuo compito dell'educatore tenere in perenne equilibrio l'adolescente cui sorride la vita.Naturalmente dipende dal tipo di società ed ambiente il risultato di quanto in questo tempo l'interessato ha potuto immagazzinare e quindi far proprio,per poi,a sua volta,realizzarlo.E' il tempo di semina per chi aspetta dai propri figli risultati,a volte inaspettati.Bisogna guidare i propri figli nell'esplicazione delle loro tendenze perchè in loro si realizzi non quanto desiderano i genitori,anche se giustissimo,ma quello che ognuno di loro sogno per il bene proprio e della società.Avanti,allora,educatori,il vostro compito è altissimo e nobile!

MATURITA'

Sia l'uomo come la donna,raggiunta la maturità fisica e si spera anche quella intellettuale e spirituale,non solo desiderano affermarsi nella socità ma i due anelano al frutto del loro amore,arriva la crisi della paternità e della maternità,certamente un'unione sterile normalmente non è soddisfacente.Ci si accorge di ciò in tarda età quando non ci sarà più rimedio.Alcuni ricorrono all'istituto dell'adozione che quasi sempre supplisce quanto non è potuto avvenire naturalmente.Si è pieni di risorse qualora si ha una personalità attiva e desiderosa di realizzarsi. La cosa ottimale è quando si realizza ciò che si è desiderato e voluto nella vita,altrimenti si vuole dai figli quanto non si è potuto avverare per se stessi. E' l'età della piena attività,delle tante esperienze fatte e si guarda al futuro con meno entusiasmo ma con molta concretezza.Certamente il coniuge ed i figli occupano buona parte della propria giornata,oltre naturalmente al proprio quotidiano lavoro.Le  preoccupazioni aumentano e si comincia a capire come la vita è breve,è bella e va vissuta nel migliore dei modi.Si iniziano a fare i primi bilanci delle proprie realizzazioni,si pensa alle cose positive e negative,si vuole fare sempre di più.Ma attenzione: i figli guardano i propri genitori come modelli da seguire o da allontanare,tutto dipende dal comportamento di un padre e di una madre.Un giorno benediranno o malediranno forse che li ha posti in questo.Grande è la responsabilità dell'uomo e della donna di mezza età.

LA SENILITA'

Si ritorna bambini,si vive di ricordi,ecco perchè nonni e nipotini stanno bene insieme,è l'inverno dell'esistenza terrena.Non si ha il passato vigore,sia fisicamente che moralmente.Chi ha condotto una vita onesta e dinamica rimane tale in qualche modo e sa abbastanza destreggiarsi,il fannullone e chi poco di buono ha realizzato,naturalmente giace nel suo triste passato.Gli anziani hanno bisogno di stare in mezzo ai giovani,sia per rivivere in loro il proprio passato,sia per stare su e non abbattersi.L'anziano deve amare ed ascoltare il giovane,il quale,a sua volta,deve essere da lui amato,consigliato,incoraggiato.Se vi è questa bella comprensione la vita dell'anziano sarà dolce e la fatica della sopportazione di tanti dolori sarà meno amara.Il giovane deve comprendere che anche a lui un giorno toccherà la stessa sorte.Ci deve essere armonia tra la primavera della vita e l'inverno della vita.Il giovane deve ascoltare i consigli dell'anziano ed avvalersi della sua passata esperienza ed allora si può dire con il salmista:''quanto è bello e soave che i fratelli stiano insieme''.Spesso,purtroppo,non è cosi.Gli stessi figli abbandonano in un angolo o in casa di riposo i propri genitori,parenti ed amici. Non ti scordar di me perchè gli altri,un giorno,a loro volta,non si scordino di te o veneranda senectus(anzianità)rughe e capelli bianchi insegnino al mondo quanta strada deve ancora fare il cosidetto universo civile,per fortuna spronato da tanti esempi di Cristiani Santi.










                                                            143 I DUE ORFANI

Essere orfani è cosa molto triste da non augurare neanche al peggiore nemico. Conosco una persona che purtroppo è un orfano bianco perchè la mamma che gli sta accanto è del tutto assente,sembra un fantasma e la inimaginabile realtà dei fatti è il rifiuto costante del figlio che ha generato  e che ha portato in seno. Per qualsiasi figlio la mamma è tutto nella propria esistenza. Questo angelo ha le ali tarpate, non può,non riesce a volare nel marasma infinito e deleterio di questo povero mondo.Per sua fortuna con l'intelligenza donatagli da Dio ha capito che si deve aggrappare a Lui che è per noi tutti Padre,Madre(c'è Maria) e la fede nel Signore ha tamponato tutto il suo vuoto,tutta la sua sofferenza che da sempre c'è stata c'è ci sarà nella sua  terrena esistenza.Il Signore gli ha inviato una persona che lo ama e lo amerà sempre e capisce la sua sofferenza,anch'essa si è fatto carico della sua sofferenza. Come sono grandi e belli i disegni di Dio ! Questo suo novello padre,madre,nonno,zio,amico etc ringrazia il Signore per avergli dato in dono questo orfano bianco. E' una persona che è rimasta orfana di padre e di madre alla tenera età di nove anni e mezzo ! Essi si completano a vicenda, si aiutano e si comprendono, ma l'uno soffre ed ama nell'altro. Uno è orfano spiritualmente e moralmente l'altro lo è fisicamente fin da ragazzo. Come è bello e soave questo connubio avendo messo in mezzo Gesù Cristo,ciascuno dei due è punto di riferimento dell'altro,camminano insieme perchè arrivino bene e presto alla meta tanto agognata.O Signore Gesù Cristo,figlio di Dio ed amico degli uomini,proteggici e custodiscici sempre,guida questi tuoi due Orfani terreni verso la Patria Celeste,la nuova Gerusalemme,ti ringraziamo infinitamente Signore !












                                                       
                                                 142 IL PADRE SPIRITUALE 

Ciascuno di noi,Chierico o Laico, è bene,opportuno,necessario,doveroso avere un Padre Spirituale.Come tutti noi abbiamo un medico per la salute del corpo,cosi' dobbiamo avere un medico per  la salute dello spirito.E' importante aprirsi completamente a Lui,senza vergogna o reticenza,perchè in tal modo potra offrirci le  medicine opportune per guarire non soltanto da ogni malattia spirituale,ma soprattutto per progredire nel cammino spirituale.Bisogna anzitutto pregare lo Spirito Santo che ci illumini nella scelta,poi,una volta fatto questo passo,bisogna essere sinceri al massimo e docili nell'obbedirgli,anche quando non ci aggrada.E' importante seguire ciecamente la nostra guida,pregare per lui sforzandosi con costanza e perseverenza perchè l'Altissimo lo illumini sui consigli che dovrà offrirci.Deve essere,come  diceva Santa Teresa d'Avila,Santo e dotto,uomo di preghiera e di vita interiore elevata per poter guidare la nostra anima all'Unica Fonte di ogni bene.Sarebbe auspicabile che fosse il nostro Confessore  perchè cosi' si puo avere il quadro completo della nostra situazione spirituale e seguendoci negli anni,fermo restando che l'ultima decisione è della persona interessata,tuttavia dovrà tenere in gran conto i consigli del proprio Padre Spirituale sempre,anche nelle cose buone e belle,poichè sappiamo che il demonio,grande avversario di Dio e nostro,potrebbe trarci in inganno.Allora noi,dopo Dio,dobbiamo avere fiducia illimitata nel nostro Padre Spirituale e sempre essergli obbiedienti.Soltanto cosi' non sbaglieremo e percorreremo la giusta via che tutti noi desideriamo. Il Signore ci assista fornendoci un Santo Padre Spirituale per il bene della nostra anima,teniamo in gran conto cio'.Lo Spirito Santo guidi l'anima del Direttore e del Diretto perchè la Chiesa intera sia ossigenata della Santità di tante anime.











                                         

                                        141 L'INFERNO C'E' PER CHI LO VUOLE 

Dio Padre d'Amore e di Misericordia giammai permettte che un anima si danni.Egli ha lavato con il suo Sangue i nostri peccati e attende sempre tutti a braccia aperte,non permette che nessuno si danni,stia lontano da Lui perchè ama tutti,anche il peccatore più incallito. Dobbiamo renderci conto che la  misericordia del Signore è illimitata.Egli è Padre, sempre ci attende tutti,vuole che confidiamo in Lui,che riponiamo fiducia illimitata in Lui e ce lo fa capire in tutte le maniere,tutte le occasoni sono buone per ritornare a Lui.Riflettiamo su questa grande verita,sull'Amore Infinito e sulla Misericordia Infinita di Dio. Nessuna creatura ci ama come il Nostro Creatore,non sprechiamo i doni del Signore,cerchiamo la consapevolezza,la certezza del Suo Perdono,sempre,sempre.Abituiamoci a quest'ottica,nelle fede cristiana. Dio è Amore e Misericordia.Tutti noi,chi più  chi meno,siamo poveri peccatori e come il pubblicano non osiamo alzare lo sguardo al cielo,ma nello stesso tempo imploriamo insistentemente il perdono per le nostre continue fragilità ed egli ci farà alzare da terra e ci abbraccerà e farà tornare la pecorella smarrita all'ovile. Non stanchiamoci di credere fortemente nella divina misericordia.Il Signore ci attende sempre ed a Lui dobbiamo andare con tutta la fiducia di figli,sta a noi volerci salvare perchè Dio è sempre pronto ad accoglierci,non esitiamo andiamo per essere da Lui deificati,trasformati.Sorgi fratello mio,e cammina,in fretta c'è colui che ti attende   in Paradiso, l'Inferno non è per nessuno di noi!    





                                                     











                                                                140 I BAMBINI 

Essi sono su questa terra gli Angeli visibili che noi adulti dobbiamo amare e custodire con tanto rispetto ed attenzione. Sono il dono più bello che il Signore può fare ad una famiglia ed all'intera società. Come non essere pieni di gioia nel  vederli, nell'osservarli ? Sono la semplicità e la purezza incarnata ,sono il raggio di luce di Nostro Signore, sono il tesoro che tutti gli Educatori devono custodire in preziosi vasi di vetro.Dobbiamo sempre proteggerli,difenderli dalle insidie di essere dalla fama innominabile che carpiscono il  loro candore e ne fanno una loro vittima. Tutti siamo responsabili della loro vita, della loro crescita,in modo particolare i genitori,i sacerdoti,i maestri,il cui compito è incommensurabilmente altissimo e ne dovranno, un giorno non lontano, rendere conto a Dio. Il Signore Iddio custodisca,protegga sempre e dovunque tutti i bambini  ed illumini gli Educatori dando loro il dono di una grande saggezza.
                                                                         










                                                                     139 LE RELIQUIE DEI SANTI

Esse si devono venerare perchè sappiamo che tutti i Santi e principalmente Maria Santissima, sono nostri potenti Intercessori presso Dio. Il nostro atteggiamento deve essere l'attingere al Loro esempio le virtù Cristiane che Essi hanno esercitato e che noi,a sua volta,dobbiamo esercitare. La sacralità delle loro Reliquie, siano esse ossa o vesti,devono ispirarci devozione e rispetto. Ma la devozione ed il rispetto devono comportare la massima serietà nella loro autenticità e mai servirsi di cose false per ottenere un lucro. Ciò è cosa grave e non gradita a Dio,anzi richiama biasimo e vituperio. Quindi bisogna accertarsi al massimo della loro autenticità, diversamente saranno causa di mancato rispetto per gli altri,specialmente per coloro che sono lontani dal Sacro e quindi dalla Chiesa. Occorre pure da parte del Clero spiegare ai Fedeli perchè esistono le Reliquie e perchè si venerano altrimenti si può rischiare l'idolatria e richiamare false concezione offerte da posizioni sbagliate. Non scherziamo con le cose Sacre, ma usiamo la massima serietà e competenza, nonchè offrire la massima conoscenza ai Fedeli. Siamo noi tutti le membra vive di Nostro Signore.












                                                                                   138 MISSIONE

Ciascuno di noi indistintamente viene su questa terra per compiere una specifica missione affidataci da Nostro Signore,dopodichè si ritorna al Padre da dove veniamo. Quindi in special modo tutta la Chiesa è missionaria, noi tutti siamo degli inviati per diffondere il Regno di Dio ed essere gli annunciantori della buona novella,della Parola del Signore.Per adempiere tale compito dobbiamo ben prepararci onde essere i veri messaggeri di Dio e non fermarsi mai come gli Apostoli ed in particolare Paolo. Diffondere con la parola  e con l'esempio gli insegnamenti del Nostro Grande ed Unico Maestro costitutisce il principale nostro compito e dovere.Dobbiamo essere Missionari,in Famiglia,nella Scuola,nel Lavoro,con i vicini e con i lontani. Gli Apostoli evangelizzano attivamente ed ovunque perchè Cristiani si è sempre in ogni circostanza della vita, non solo in momenti particolari. Dobbiamo convincerci di questo ed agire di conseguenza per essere teofori, colonne su cui poggiare l'insegnamento del Signore che è Unico: Amore del Dio e del Prossimo.













                                                                                  137 IL LAVORO


Si dice che il lavoro nobilita l'uomo,ma qualche volta lo rende simile  alle bestie.In conseguenza del peccato l'uomo lavora  con fatica,col sudore della sua fronte.Guadagnarsi il pane onestamente è dell'uomo retto,mai bisogna vergognarsi del lavoro,purchè sia onesto,non certamente quello compiuto dal delinquente,dal ladro, il lavoro va retribuito secondo un diritto acquisito,purchè il lavoratore lo compia rettamente perchè può essere ladro il datore di lavoro che non offre la giusta paga,come può essere ladro chi non compie il lavoro secondo quanto stabilito.Il lavoro,oltre ad offrire il guadagno per poter vivere dignitosamente da la possibilità di occupare il tempo e rendersi utile per se stessi,per la propria famiglia e per l'intera società,sia intellettualmente che moralmente.Non lavorare impigrisce e la pigrizia porta al vizio ed il vizio è peccato che offende Dio il prossimo e se stesso.Il lavoro purifica la nostra anima e ci permette di essere attivi nell'acquisto della virtu' e nell'allontanamento dal vizio.Bisogna capire tutto questo,altrimenti si vive e si fa vivere male.Il lavoro crea tante cose belle di cui possiamo usufruire.Teniamo in allenamento il nostro corpo e la nostra mente onde riceverne dei salutari benefici.

                                                   








                                                                                 
136 L'ERRORE


Sbagliare è umano ma perseverare nell'errore è diabolico.Cio' significa che noi dobbiamo correggere sempre piu' la nostra condotta che a piccoli passi deve cambiare comportamento con una continua metamorfosi che si espleta nell'acquisto della virtù. E' duro il combattimento,non è facile cambiare.Qualcuno dice : sono fatto cosi,questo è il mio carattere.E' un ragionamento sbagliato,la pianta che sta per curvarsi verso terra puo' essere benissimo raddrizzata se vi si pone subito rimedio,attendere tanto senza preoccuparsi potrebbe essere troppo tardi.Dobbiamo sforzarci di cambiare la nostra condotta,il nostro modo di agire per nulla consono alla vita di un cristiano e di un cittadino onesto.Chi ha tempo non aspetti tempo ed il Signore ci offre il dono del tempo per migliorare vieppiu' e certamente non per peggiorare.Dio vede la nostra buona volontà,i nostri sforzi che devono essere sempre protesi al cambiamento in meglio.Dobbiamo essere armati di buona volontà,altrimenti si può diventare abulici e poi le conseguenze potrebbero essere irreparabili,non culliamoci,ma agiamo con responsabilità e piena consapevolezza tenendo presente che è possibile cambiare e sbagliare il meno possibile.                        
          
ilità e piena consapevolezza tenendo presente che è possibile cambiare e sbagliare il meno possibile.                                  


                                                     






                                                     135 LA  TEMPESTA

Certamente la tempesta materiale può recare danni immensi di ogni genere che si possono dire castigo dell'umanità,ma vi è un'altra tempesta quando nel mare della nostra anima le acque sono agitate. Si tratta dell'equilibrio,della pace ed armonia dell'anima.Quando il peccato ci assale con la nostra diretta condiscendenza assistiamo ai pericoli che può provocare , a volte irreparabili.La coscienza umana è fuori controllo e si è in balia della tempesta e perche ci sia quiete e le acque non siano più agitate dobbiamo considerare quanto è grande la misericordia divina.Non dobbiamo spaventarci quando dentro di noi si fa buio,può essere anche una dura prova che il Signore permette nei nostri confronti per fortificarci ulteriormente.Dobbiamo piuttosto essere sempre pronti e preparati per affrontare la tempesta che si placherà con la nostra preghiera,con la fiducia illimitata in Dio,con la nostra pazienza,attendendo la benedizione del Signore per lo scampato pericolo.Quello che noi dobbiamo fare è non spaventarci,non scoraggiarci perchè il Signore è sempre accanto a noi e ci libera da ogni pericolo,da ogni male. Quando abbiamo superato la prova siamo contenti perchè Cristo trionfa ed il bene supera il male e si è nuovamente nella gioia che il Signore soltanto può darci.













                                                           134 IL DOLORE

Nell'umana esistenza il dolore è spesso presente e affligge l'uomo come conseguenza del peccato.Per il Cristiano è un valido mezzo di purificazione e di santificazione per avvicinarsi a Dio.Sia il dolore fisico che quello morale e spirituale richiedono coraggio,forza e pazienza.Il dolore non è fine a se stesso,ma mezzo valido,passaggio obbligatorio per andare incontro alla gioia del Signore.Spesso ci si lamenta con il Signore perchè il dolore bussa alla nostra porta,è vero che ci vuole tanto coraggio nell'accettarlo,ma dobbiamo piuttosto chiedere a Dio di darci la forza per accettarlo.I Santi erano come noi,ma pian piano non solo sono riusciti ad accettare il dolore,ma addirittura l'hanno chiesto per purificarsi dai propri ed altrui peccati.Guardiamo allora al loro esempio per essere presto come loro.Il mondo non riesce a comprendere il valore del dolore e si lamenta,a volte sbraita contro Dio . Nell'ottica della fede cristiana cerchiamo di cambiare mentalità e mostrare a noi stessi la capacità di sopportazione,la radicalità del nostro essere discepoli del Signore.La Via che conduce a Lui è molto stretta,ma vale la pena percorrerla.


                                                       









                                                         133 LA DISPONIBILITA'

Essere sempre pronti a tutte le evenienze nei confronti del prossimo significa non essere egoisti,ma sempre dono di se stessi agli altri,non per farsi lodare,ammirare,perchè la lode terrena lascia il tempo che trova.Dio che legge nella mente e nel cuore dell'uomo sa come si muove ed agisce.Essere sempre disponibili per amore senza tornaconto è la cosa più bella e più santa perchè il Signore ci insegna l'amore per i fratelli senza aspettare la ricompensa,senza tornaconta,cosi' di è il riflesso diretto di Dio,la luce che illumina,è un camminare insieme perchè si è comunità,famiglia e veri credenti in Cristo.Pensare agli altri più che a se stessi costituisce la base dell'essere cristiani e quindi figli di Dio e fratelli.  Siamo circondati da tanto egoismo,da persone bugiarde e doppie che fanno credere quelle che non sono,invece la limpidezza,la  sincerità e la lealtà sono il biglietto da visita di chi ama,ha fede e spera in un mondo migliore perchè intriso di Amore,quello vero,puro e santo.Guardiamoci da comportamenti che sono invisi a Dio e comportiamoci sempre come volessimo che gli altri facessero nei nostri confronti.







                                                                



                                                             

                                                                     132 LA FESTA 

Quante e quante feste di fanno in questo mondo,ma tante hanno un carattere sbagliato,spesso si fa festa creato disordine,sia per il corpo sia per l'anima.Non si puo' dire festa peccando in tanti modi,ciò costituisce poi tristezza e crea vuoto nell'anima.Siamo Cristiani,ma ci comportiamo paganamente,facciamo cose che non hanno nulla a che fare con ciò che riguarda l'agire del Cristiano.Fare Festa significa essere in pace con Dio,essere nella via giusta,lodare e benedire il Signore.La vera Festa non è quella che porta confusione,baldoria,ma ordine,serenità,pace.Festa significa meritato riposo,giusto divertimento,distrazione dagli impegni quotidiani per acquistare nuovo vigore e lavorare con tanta dedizione,attenzione e preparazione.La Festa deve edificare,mai distruggere.






                                                         






                                                                131 I POVERI

Spiritualmente siamo tutti poveri e dobbiamo cercare gradualmente di arricchirci conquistando con vero sacrificio quanto concerne le virtu' cristiane.E' vero che bisogna occuparsi della povertà spirituale ma non bisogna occuparci della povertà spirituale,ma non bisogna trascurare quella materiale perchè l'uomo,essendo composto di anima e di corpo,perchè ci sia piena armonia è necessario occuparsi dell'uno e dell'altro. Dice Gesu' che i poveri saranno sempre accanto a noi. Noi Cristiani dobbiamo offrire loro il di più che abbiamo,basta a noi il necessario che altri non hanno.Abbiamo l'indifferenza,preoccupiamoci dei dimenticati,degli ultimi,di coloro che la società non calcola per nulla.Dobbiamo servire gli altri per amore di Dio ed il prossimo ed essere a posto con la nostra coscienza.Nel giorno del giudizio finale saremo giudicati sulle opere buone compiute nell'avere servito il prossimo sofferente,immagine di Cristo.Non è proibito possedere,essere ricco,ma è proibito l'accumulo di ricchezze per se,rendiamo invece partecipi gli altri dei doni elargiteci da Dio. Diamo ai nostri fratelli nel bisogno quanto vorremmo che gli altri dessero a noi nel bisogno !
                                                                 

                                                             









                                                                    130 I FIORI

Sappiamo come in natura esistono tanti fiori belli e profumati,anche ciò è un dono di Dio all'uomo.E' bello osservare il nostro giardino e quello di qualche nostro amico con tante qualità di fiori,che spettacolo ! Il Signore nel giardino del nostro cuore deve poter osservare tante qualità di fiori: le virtu' che con tanta fatica e lavoro costante e quotidiano cerchiamo di acquisire.Il prezzo di questa acquisizione è alto,ma vale la pena spendere tutte le nostre energie per acquistare tali fiori,innafiamoli,coltiviamoli,teniamoli sempre a bada,è importante per noi.Gli altri devono poter sentire questo profumo che si diffonde sempre piu' ed è la ricchezza del nostro orto.Cerchiamo di essere buoni coltivatori,instancabili,perchè,non solo noi ma tutti gli altri possano usufruire di questo profumo che è dei figli della Chiesa ,sposa di Gesu' Cristo.




                                                     








                                                                 129 LA LUCE (2)

Dove c'e' luce o del sole o di una lampada elettrica o ad olio ci si vede e ci si muove e si può lavorare. La luce per antonomasia è il Signore che illumina e rischiara le nostre coscienze,la nostra mente,il nostro cuore.Anche noi possiamo e dobbiamo essere luce,non per emanazione propria,ma per divina trasmissione agli altri.Per poter trasmettere questa luce dobbiamo abbondandemente possederla e la strada ce la insegnano i Santi che erano creature come noi,limitate nel tempo e nello spazio,cagionevoli di miserie,ma che hanno saputo con un costante combattimento,possedere quella luce emanata dal Signore e che rischiara tutto e tutti.Il mondo purtroppo giace nelle tenebre ed è cieco,non capisce certi valori che sono i cardini dell'esistenza umana e del vivere cristiano.Allora per andare verso la luce,per possederla e per poi trasmetterla agli altri è necessario abbandonare certi parametri,certe ottiche ed entrare nell'ottica della fede cristiana che offre tutti quei mezzi ed accorgimenti onde poter percorrere la strada della luce per stare poi nella luce.Certamente bisogna combattere con coraggio e perseveranza,con decisione e serenità,con con convinzione,il Signore farà il resto,ci verrà incontro e sarà il Nostro Unico Grande Baluardo.








                                                            128   LA PAZIENZA

E' proverbiale la pazienza di Giobbe,il quale,provato da Dio in tutti i modi,ripete sempre per ogni bene sfumato: Dio me l'ha dato Dio me l'ha tolto,sia benedetto il Signore ! Possiamo fare un elenco sterminato di Santi che hanno esercitato in modo eroico ed esemplare tale virtù.Noi siamo spesso insofferenti e buttiamo all'aria ogni cosa,la collera ci assale e non siamo capaci di sopportare minimamente noi stessi e soprattutto gli altri. Facilmente ci arrabiamo per ogni evento non consono al nostro modo di pensare e di vedere diamo la colpa agli altri,come se noi fossimo la ragione personificata. Non è un comportamento civile e tantomeno cristiano perchè quello che pretendiamo ad ogni costo o desideriamo per noi stessi dobbiamo comprendere che è la stessa cosa nei confronti del prossimo. Non vogliamo capire questo per puro egoismo,per puntiglio e quindi è normale tante volte sopraffare gli altri perchè a tutti i costi vogliamo vincere,vogliamo far capire agli altri che noi dobbiamo comandare e che tutti devono allinearsi ai nostri ordini.Dobbiamo alquanto correggerci e metterci sempre nei panni degli altri ricordando che non dobbiamo mai fare agli altri quello che noi non vogliamo assolutamente che sia fatto a noi stessi.Dobbiamo portare gli uni i pesi degli altri cosi adempiremo la legge del Signore.La pazienza poi richiede molto equilibrio a tutti ed oltretutto ci reca tanto bene,poichè la persona collerica,irritata,impaziente ad ogni piccola cosa non vive bene e può essere facilmente squilibrata.Tutti,ma soprattutto parte dei giovani vogliono tutto e subito,dimenticando di agire come la formica laboriosa che silenziosamente lavora per poi godere del frutto della fatica impiegata per un periodo di tempo piuttosto lungo.Cosi ogni persona può usufruire una certa serenità e pace conquistata con costante pazienza.Le difficoltà,i dolori e sofferenze si devono affrontare con quello spirito spirito di preparazione e prontezza,con fortezza per poterle superare in tempo opportuno,adeguatamente ed essere di esempio a chi da noi aspetta un segnale forte e coraggioso. La prontezza ad ogni evenienza ci offre l'occasione per essere disponibili a quanto il Signore vuole da noi.Non si turbi il vostro cuore,con la pazienza si conquista il cuore degli altri da portare al Signore.Re pacifico,paziente per eccellenza nei confronti di peccatori.












                                                                 127 AGHIOLOGIA

Oggi più che mai,in questo mondo moderno nela quale la gerachia dei valori è completamente capovolta ed il mondo del cosidetto progresso civili offre prototipi del tutto antitetici alla Legge Divina è veramente necessario parlare di santità.Lo studio della vita dei santi deve farci riflettere sulle parole pronunziate dal grande S. Agostino: si isti et istae ,cur non ego? Se ci sono riusciti costoro,uomini e donne,che erano e sono come me,perchè non ci devo riuscire anche io?Allora lo studio e la riflessione su questi eroi e martiri della Chiesa non è assolutamente vano,ma preziono ! Quante sfaccettature,quanti lati diversi e variegati offrono a tutti noi queste persone ! La Santità è di tutti e per tutti,nessuno escluso.San Paolo afferma che tutti corrono nello stadio ma uno solo riceve il premio,nel campo spiritutale non è cosi,è tutto capovolto,tutti possono correre e ricevere il premio.La santità è per tutti ed in ogni momento anche un qualsiasi delinquente potrà dare una vera svolta alla propria vita.Chi sono i Santi ? Sono coloro che vengono da grande tribolazione,coloro che hanno combattuto una buona battaglia,che hanno offerto testimonianzia con il martirio della loro vita,crocifiggendo le passioni ed esercitando in grado eroico le virtù cristiane.Anche noi possiamo e dobbiamo iniziare al più presto questa bella avventura per essere un giorno in paradisio con il Nostro Signore.Impariamo da questi campioni,imitiamo questi nostri modelli per cantare in eterno le lodi al Divino Creatore.Reputo lo studio di questa disciplina della massima importanza e sono certo che susciterà un grande interesse.














                          126.IL MASSIMO AMICO:DIO I GRANDI AMICI:I SANTI

Tutta la creazione è lo splendore di Dio che per suo infinito amore è l'artefice dell'Universo,compreso l'uomo,suo capolavoro.Egli rende partecipi noi,esseri limitati nel tempo e nello spazio,della sua Grandezza.Egli Illimitato,Onnipotente,Sapiente etc. ci ha dato un'anima immortale per essere,dopo questo viaggio terreno,nell'eterno e divino Amore con Lui.Tutte le cose di questo mondo sono state fatte perchè l'uomo se ne servisse a suo vantaggio e si preparasse per la dimora eterna.L'amicizia con Dio,quindi,è comprensibile che è immensa,immutabile ed eterna.Noi abbiamo un Padre premuroso,amabile,misericordioso,tutto pieno di amore per noi anche se spesso siamo figli ingrati e ci allontaniamo da questo Unico Grande Amico.Stiamo però certi che Egli,nonostante i nostri disordini,è sempre pronto a perdonarci ed abbracciarci come padre di misericordia e di amore.Riflettiamo sulla grande fortuna che abbiamo.Gli uomini,nostri simili,spesso ci tradiscono,ci feriscono,ci abbandonano,magari li abbiamo beneficati,sono considerati i nostri migliori amici e poi....sorpresa,non solo ci abbandonano ma ci recano del male,ci trattano da fratelli ingrati.Ecco perchè la Sacra Scrittura afferma:''Maledetto l'uomo che confida nell'uomo.Chi trova un vero amico trova un tesoro''.E' difficile,spesso impossibile,che le creature non ci voltino la faccia.Nonostante tutto,ci sono dei veri Amici in mezzo agli uomini.Sono i Santi,uomini vicino a Dio,amici di Dio e del prossimo.Ad essi noi dobbiamo volgere il nostro sguardo,da essi dobbiamo farci guidare perchè sono coloro che subiscono grandi tribolazioni e con l'aiuto di Dio sanno lottare,sanno amare,e sanno trasmettere agli altri lo splendore del Padre,spesso perduto ed offuscato con il peccato e di conseguenza si è nelle tenebre.I Santi sono i veri nostri amici.Essi sanno soffrire,sanno lottare,sanno amare,perchè uniti a Dio fonte di ogni bene.Operiamo allora come Loro nel tempo e nello spazio.Gli esempi sono miriadi di ogni categoria e condizione sociale,Da essi impariamo la vera amicizia con Dio e con il prossimo.Da essi impariamo come divinizzare l'umano,che il Signore illumina,conserva e benedice.Ecco il binomio di cui bisogna tener conto nel nostro cammino terreno.Dio,il Massimo Amico,i Santi Grandi Amici.





                                                 


                                                      125.CAMMINARE INSIEME


Nella Chiesa di Gesù Cristo il posto preminente di ogni cristiano,Chierico e Laico,è sempre e dovunque nella comunità e per la comunità. L'individualismo deve essere bandito.Ciascuno di noi non vive ed agisce per se stesso,ma per la comunità dove sono le membra vive di Cristo,che è il Capo. La nostra comunità deve possedere il senso ecclesiale che è l'Assemblea dei Credenti.Il Vescovo,il Sacerdote,il Diacono,il Consacrato,la Consacrata,qualsiasi posto occupi,cosi anche il laico deve comprendere che non vive ed agisce per se stesso,ma in funzione comunitaria,secondo i propri compiti e le proprie mansioni. Guai al solo ! Anche l'Eremita non si isola dagli altri per vivere e pensare a se stesso,ma è proteso verso il bene degli altri nella preghiera e nel lavoro della propria solitudine voluta e cercata.Come nel nostro corpo ciascun membro è in funzione esclusiva dell'altro cosi tutto il nostro essere è per gli altri e con gli altri. Dobbiamo sapere mettere ordine in noi stessi per comprendere pienamente questa nostra importante realtà.Ogni frutto del nostro lavoro in qualsiasi campo è una crescita per tutto il corpo di Cristo.E' l'amore donante e ricevente di un membro nei confronti dell'altro che essendo in piena sintonia ed armonia,canta e suona nel concerto della vita diffondendo una dolce e riposante melodia. Dobbiamo camminare insieme prenderci per mano perchè l'unione fa la forza e canta sempre vittoria contro i nemici di Dio e nostri.Cosi tutti insieme eleveremo quel perenne canto di lode e di ringraziamento al Nostro Creatore,Redentore e Santificatore a quel Dio Uno e Trino che ci ama teneramente ed immensamente.Cantiamo al Signore il canto nuovo della nostra gioia per essere Cristiani ed appartenere al Grande Unico Amico Gesù Cristo.Ecco,diciamo con il salmista. ''quanto è dolce e soave che i fratelli vivano insieme.A lui ogni Gloria ed Onore!".






                                                      124. TUMORE DELL'ANIMA


Oggi più che mai persone di ogni età, ceto sociale e condizione economica purtroppo muoiono per il male del secolo chiamato tumore. Spesso è colpa dello stello uomo che inquina l’aria per meschini profitti, il terreno che coltiva e se stesso col fumo, con l’alcol e con la droga. Il Signor Iddio ha creato tutto bene con un ordine meraviglioso e spettacolare. La creatura ha inquinato quello che il Creatore nella sua bontà ed infinito amore ha fatto per il bene dello stesso. E’ bene quindi porre rimedio, ricorrere ai medici e alle cure necessarie per ovviare a questo grande male fisico che miete tante vittime. Ma c’è anche e soprattutto un male molto più grave che è il tumore dell’anima il quale spesso procure tante e tante metastasi che possono portare alla morte e Dio non voglia, alla morte eterna. Quale preoccupazione ha l’uomo nei confronti del peccato che produce tanti tumori? Ricorriamo al medico Gesù Cristo ed ai suoi aiutanti che sono i Vescovi ed i Sacerdoti. Assumiamo le medicine che ci prescrivono come la preghiera, la frequenza alla Divina Liturgia ed ai Sacramenti, all’esercizio della pazienza, alla fuga delle occasioni e quant’altro serve per tenerci lontani dal peccato e vivere nella grazia e nell’amore del Signore. Riflettiamo su questo grande problema, ricorriamo a Maria, salute degli Infermi perché con la sua potente intercessione il Signore guarisca le tante piaghe della nostra anima e del nostro corpo. Vivere in buona salute anima e corpo significa essere sereni, servire il Signore nella gioia di veri figli di Dio e disponibili sempre per i nostri fratelli. Che Dio, nostro Padre, ci curi da ogni male e ci sia soprattutto la nostra piena disponibilità ad una pronta e stabile guarigione.






                                                            123. LA DELUSIONE



E’ triste, doloroso, avvilente, scoraggiante, inatteso, l’atteggiamento diverso, diametralmente opposto a quanto era prima, probabilmente tutto rosa e fiori, tutta gioia, dolcezza e disponibilità, ora indifferenza, disinteresse! Forse tu pensavi che l’amico ti potesse sostenere, aiutare, consolare. Invece devi capire che l’amicizia dei tuoi simili è molto relativa, non duratura e tante volte traditrice. L’Unico Grande Amico è Gesù Cristo del quale ti puoi fidare ciecamente.




                                                           



                                                              122. I MIEI SENSI



1 Gli occhi: vedono purtroppo tante cose brutte, lo scempio della natura, le cose oscene, le furbizie degli uomini nel sopraffare il prossimo più debole, mentre sono fatti per ammirare lo spettacolo della natura i monti, i mari, le foreste, gli animali di ogni specie, i fiori, il cielo, la luna, le stelle, il sole, la luce, e l’immensità dell’universo. Che desolazione invece vedere tanta violenza, tanta caparbietà, tanto egoismo. Perché non innamorarci delle bellezze del creato?

2 Le orecchie: dall’ascolto costante della Parola di Dio potremo apprezzare il dono di Dio: la fede, dall’ascolto della buona musica si potrà rallegrare il nostro cuore, dall’ascolto di coloro che sanno più di noi possiamo imparare tante cose per la nostra salute spirituale e fisica; dall’ascolto del canto degli uccelli possiamo lodare e benedire il Creatore. Non diamo retta ai cattivi discorsi, alle calunnie, a coloro che vogliono denigrare il prossimo. Ascoltiamo anche con le orecchie spirituali la voce del Signore!

3 Il naso: dall’odorato possiamo respirare bene, i nostri polmoni carnali e quelli spirituali sapranno servirsi del buon odore, non solo dei fiori, ma di quelle virtù cristiane che emanano il buon odore di Cristo. Il cattivo odore spirituale proviene dalla fogna del peccato, che deve essere purificato dalla salutare medicina del Divino Medico Nostro Signore.

4 la lingua: essa è stata fatta per parlare e parlare bene anzitutto per lodare, benedire e ringraziare il Signore, per dire cose buone ai nostri fratelli, non per mormorare, dare dei giudizi che non ci competono puntando sempre il dito sugli altri mentre i Santi ci insegnano a puntarlo su noi stessi. La lingua può uccidere moralmente e spiritualmente il prossimo e tante volte ci rendiamo responsabili di tante situazioni negative. Dobbiamo state molto attenti, mai dire male degli altri, parlarne bene e scusare sempre.

5 le mani : sono un dono di Dio che fa parte del nostro corpo, il Signore ce le ha date per lavorare e non per fare del male al prossimo. Il Vescovo ed il Sacerdote con essere benedicono il popolo e consacrano il corpo del Signore. Sono membra che possono operare per il bene proprio ed altrui. Ogni dito ha il suo preciso compito perché il Signore ha fatto bene ogni cosa!


Rimani con noi Signore
Ogni giorno le difficoltà della vita potrebbero fare buio sulla nostra mente, nel nostro cuore ed in tutto l’animo perché i nemici di Dio oscurano o cercano di oscurare la luce donata da Gesù Cristo. Sono momenti difficili che spesso determinano il nostro rapporto con Dio ed il prossimo. Chi può aiutarci è solamente Dio ed il nostro prossimo che è in piena sintonia con Dio. Chi rischiara il nostro cammino, chi ci sostiene è Lui Nostro TUTTO.







                                                       121. L'UOMO ICONA DI DIO


L’uomo, re del creato e fatto ad immagine del Creatore e Signore del cielo e della terra, con molta probabilità, non si rende conto della sua dignità. Nell’ottica cristiana il pensiero del mondo non corrisponde del tutto, anzi è agli antipodi. La nostra Religione ci insegna che la nostra persona è un’unità psicofisica composta di anima e di corpo. L’anima è immortale dal momento che esiste la creatura umana, il corpo subirà la corruzione per effetto del peccato, ma un giorno risorgerà glorioso e si unirà all’anima per cantare in eterno le lodi del Signore. Il Cristiano vede nel prossimo l’immagine di Dio e quella propria, quindi non agisce per semplice filantropia nei riguardi del prossimo, ne per essere lodato ed ammirato dagli altri, ma solamente perché vede Cristo nel sofferente, nel malato, nel povero, in colui che è in difficolta di qualsiasi genere e specie. Come è bello e soave vedere nel fratello il volto di Dio stesso. Allora si impone il rispetto per ogni persona, per il proprio e altrui corpo, tempio vivente dello Spirito Santo. Come non rallegrarsi per la meravigliosa storia dell’uomo tanto terreno, ma nello stesso tempo tanto celeste, perché divinizzato da Dio fattosi Uomo come noi. Gli altri devono vedere in noi l’immagine vivente del Signore che sprigiona gioia e pace, luce e amore in un mondo che ha dimenticato i giusti valori rifugiandosi nell’effimero e nel vacuo. Possa essere l’umanità intera lo specchio del Signore.




                                                               120. L' IPOCRISIA




L'atteggiamento di Gesù, mite ed umile di cuore, nei confronti dei Farisei, è stato molto duro: sepolcri imbiancati, razza di vipere, questo popolo mi onora con le labbra, ma il loro cuore è lontano da me. Farsi credere dagli altri quello che non si è, disprezzare gli altri, lodare ed incensare se stessi è la cosa più brutta che un uomo possa fare ed è sicuro olezzo di superbia e di invidia. Dobbiamo affermare che gli altri sono migliori di noi ed essere convinti di ciò, invece spesso diciamo che noi siamo migliori degli altri. Non sappiamo dove sta di casa l'umiltà, dobbiamo essere trasparenti, leali, sinceri, mai farci credere dagli altri quello che non siamo. Ogni creatura umana ha i suoi pregi e difetti, anche il più grande peccatore! Non giudichiamo mai gli altri, ma con tanto rispetto e carità aiutiamo gli altri a crescere spiritualmente, cresceremo anche noi assieme a loro. Ciascuno di noi, Clero e Laicato, dobbiamo essere quel che veramente siamo dinanzi a Dio ed al prossimo e non quel che pensiamo di essere o magari di voler essere. Se qualcosa di buono c'è in noi è opera esclusivamente divina e della sua Grazia, noi senza di Lui non siamo capaci di nulla, ringraziamo e glorifichiamo il Signore che ci aiuta, ci sostiene e ci governa. Tutti i Santi e soprattutto Maria Santissima, ci insegnano sempre che bisogna puntare il dito contro noi stessi e mai contro gli altri. Non giudicate e non sarete giudicati! Pregate per gli altri, amatevi, fossero pure i peggiori nostri nemici. Questo ci insegna e vuole da noi il Divin Maestro, tanto amore perché il cristianesimo, nella sua essenza e sostanza, è nient'altro che amore di Dio e del prossimo! "Da questo vi riconosceranno che siete miei discepoli, se vi amate gli uni gli altri." La Divina Provvidenza è sempre pronta a perdonare e ci attende sempre a braccia aperte. Dio si è incarnato, si è fatto uomo per divinizzare il medesimo. Coraggio, impariamo dal Signore l'umiltà nel riconoscere quello che veramente siamo ognuno di noi nella comunità dei credenti.



                                                     


                                                          119. IL CORAGGIO


L'atleta, la persona intraprendente, chi ha carattere, insomma chi è tutto d'un pezzo, ha coraggio che indice di forza e di ferrea volontà. Nella mente e nel cuore dell'uomo molteplici sono le tempeste che si abbattono, svariate sono le difficoltà e le sofferenze e chi è abulico, apatico, indifferente e melenso non sa e non vuole affrontare quanto può succedere ai comuni mortali. Chi invece è temprato nel continuo e costante esercizio di lotta sa di cantare vittoria perché è pronto a tutto. Il coraggio è un'arma potente contro tutti i nemici visibili ed invisibili e nello stesso tempo tempra e forma l'uomo, soprattutto l'adolescente ed il giovane che si incammina verso la realizzazione dei propri sogni. Il coraggio è sicuramente nemico della pigrizia, della persona inconcludente, dell'eterno indeciso, di colui che trovandosi ad un bivio importante della propria vita non sa o non vuole scegliere. La persona coraggiosa può anche sbagliare, ma sbagliando si impara e prima o dopo qualcosa di buono e di concreto si realizza. Non dobbiamo quindi avere paura del coraggio, ma dobbiamo abituarci a farcelo amico, sia nelle cose materiali, sia soprattutto nelle cose spirituali. Certamente il cristiano sa benissimo e deve comprendere che ogni azione coraggiosa è il duplice prodotto dell'aiuto divino e della personale ed umile collaborazione. O tu che dormi, svegliati ed affronta con ambedue le mani e con coraggio il dono della vita che Dio ti ha offerto per cantare vittoria ed essere veramente un vero uomo, una vera donna, orgoglioso ed orgogliosa di essere figlio e figlia di Dio!

 

 

                                                        118. PATROLOGIA



I Padri della Chiesa ci offrono un alimento spirituale per il passato, il presente ed il futuro. È opportuno quindi approfondire i loro insegnamenti per farne il nostro pane spirituale . Ogni padre della Chiesa di regola nel suo ambito, ha difeso, arricchito e presentato un patrimonio di origine Divina, tocca a noi saperci cibare di questo prezioso alimento, tocca a noi custodire questi tesori. L'opportunità che viene data mediante corsi di teologia che inizieremo con il nuovo anno accademico sia di sprone ed incoraggiamento per uno studio serio ed accurato orientato a nutrire lo Spirito così da essere pronti ad ogni battaglia spirituale. Ciò vale per tutti, ma in modo particolare per chi aspira al Sacerdozio e alla vita monastica. Porgo a tutti gli studenti i miei migliori auguri per questo nuovo anno accademico, che sia veramente proficuo! Intraprendere lo studio dei padri della Chiesa, sia d'Oriente che d'Occidente, è cosa buona, bella e giusta. Non solamente per chi aspira al Sacerdozio o alla vita monastica, ma anche per qualsiasi cristiano la Patrologia, dopo la Sacra Scrittura, è un’ inesauribile fonte di ricchezza.
Una volta esistevano i testi del Migne in latino e greco e quindi lo studio dei medesimi era riservato a pochi, agli studiosi, oggi per fortuna non è più così, chiunque abbia una cultura media potrà con semplicità attingere a questa fonte. Gesù Cristo ha fondato la Chiesa, gli Apostoli sono stati i suoi diretti collaboratori, così come oggi e fino alla fine dei tempi lo saranno i Vescovi successori dei medesimi e i Padri sono i pilastri della Chiesa, coloro che con la propria sana dottrina hanno illustrato e reso facile per noi tutti la Parola di Dio. Gesù Cristo mediante la Divina Rivelazione ci ha reso facile il compito della nostra comprensione dei Divini Misteri.

 



SECONDO VOLUME



117. LA PENTECOSTE

 
 
Questo giorno così importante e solenne segna inequivocabilmente la nascita della Chiesa voluta da Gesù Cristo, suo fondatore e capo. È l'opera continua dello Spirito Santo che governa ed assiste la Chiesa, nonostante l'indegnità di parte dei suoi ministri e del suo popolo. La storia secolare ed ultramillenaria della Chiesa ci fa comprendere come veramente noi uomini siamo semplici strumenti da cui il Signore indegnamente si sia servito.  Essendo noi membra vive del Capo, Egli, si fa per dire, ha bisogno del nostro aiuto, delle nostre mani per completare l'opera di creazione, redenzione e santificazione del suo popolo. Mediante i sette doni dello Spirito Santo noi possiamo operare nella chiesa con Cristo e per Cristo perché il suo disegno d'amore si realizzi. Le nostre miserie, le nostre mancanze mettono in risalto la nostra pochezza e la Sua grandezza. Il cammino dell' umanità segnato da eventi storici ora lieti, ora tristi, ci suggerisce come l'umano ed il divino sono così armonicamente intrecciati e come il fuoco dello Spirito del Signore tocca i cuori di ciascuno di noi, spesso impegnati in cose che non riguardano né il divino né l’ umano, in quanto immagine viva del Creatore, ma addirittura l'opposto di quanto ogni uomo dovrebbe cercare. Lo splendore divino che oggi irradia la nostra mente ed il nostro cuore deve farci ben riflettere perché tutta la nostra vita sia una lode perenne al Creatore e perché tutte le membra dell'unico corpo della Chiesa siano vive e non separate. Il Signore guardi sempre i nostri passi sui sentieri dei pascoli ubertosi, sui colli dell'abbondanza della grazia e della Divina Misericordia. I Santi ci precedono nel cammino verso nostro Padre trascinando con l'esempio e la parola moltitudini di persone, anche noi siamo chiamati dal Signore per costruire un regno di pace e di amore sulla terra e prepararci al viaggio della Celeste Gerusalemme. Lo Spirito Santo raddrizzi le nostre menti, tocchi i nostri cuori, ci dia slancio continuo verso la meta prefissata. Tutto ciò sia il nostro programma.
 

 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

116. FESTA  DI  TUTTI  I  SANTI

 

La Chiesa, Madre e Maestra delle nostre anime, dopo averci fatto riflettere sui Misteri principali della nostra  santa Fede, dalla preparazione della venuta del Signore alla sua gloriosa e Santa Passione e Resurrezione, nonché alla discesa dello Spirito Santo su Maria Vergine e gli Apostoli, pone la nostra attenzione su una schiera innumerevole di creature che hanno veramente seguito Gesù Cristo, Vero Dio e Vero Uomo, mediante lo sforzo continuo dell’ esercizio delle virtù cristiane. Giustamente sono posti tutti alla nostra attenzione perché possiamo anche noi, creature come loro, con le stesse difficoltà, fare altrettanto. È una scuola di vita di cui dobbiamo profittare se vogliamo progredire nel cammino spirituale; certamente è irta di difficoltà e stretta  è la strada che conduce al Signore, perché la fragilità umana è grande, ma più grande è la potenza divina.

 

 

 

115. SACRA SCRITTURA  - SANTI PADRI  - VITE DEI SANTI

 

E’ questo un trinomio mirabile, salutare e prezioso. Se vogliamo crescere spiritualmente, se vogliamo essere veramente Cristiani, veri figli del Signore, dobbiamo conoscere per poter amare Dio nostro Padre ed i nostri fratelli. La Sacra

La Sacra Scrittura è parola del Dio vivente che vale per ieri, oggi e domani, per sempre. Le parole del Signore non passeranno mai. I figli delle tenebre, le Sette ci superano  spesso nel conoscere, a modo loro, la parola di Dio e noi siamo inerti, pigri ed indifferenti verso un sì grande tesoro che non sappiamo apprezzare, siamo digiuni, ignoranti e non sappiamo come rispondere, oppure giudichiamo senza cognizione di causa. Clero e Fedeli tutti dobbiamo renderci conto a che cosa spesso rinunziamo, facciamoci plasmare dalla Parola di Dio per poterlo meglio servire ed amare.

La Sacra Scrittura è il testo più stampato e più diffuso; c’è da augurarsi che sia il testo più letto e meditato. Per affrontare i nemici della nostra fede, non solo un Chierico, ma anche un Laico deve essere debitamente preparato. Perché tanti sbandamenti, tante crisi, perché tanti tradimenti? Una sola è la causa: siamo Cristiani di nome, alla acqua di rose, spesso ci vergogniamo della nostra fede cristiana che dovremmo e dobbiamo professare con tanta dedizione ed impegno. La parola di Dio sia sempre sul nostro tavolo di studio, sul nostro comodino vicino al nostro capezzale.

Una seconda fonte cui attingere a piene mani il nostro donarci al Signore sono i Santi Padri, le colonne della Chiesa, coloro che ci hanno propinato quella medicina offerta dall’ Unico Grande Medico che è il Signore. Sono i Padri della Chiesa d’ Oriente e d’ Occidente che con la loro perspicace santità di vita vissuta e testimoniata ci hanno trasmesso tesori immensi cui noi dobbiamo essere debitori riconoscenti. Questi giganti della Cristianità ci insegnano la strada maestra  per andare a Lui con fiducia.

Una terza fonte alla quale attingere limpida acqua è l’ Agiografia. Le vite dei Santi sono una mirabile miniera di testimonianza di vita vissuta all’ ombra dei nostri Misteri principali della fede. Conoscere le vite dei santi ci sprona vieppiù ad imitarLi, a seguirLi, magari in modo diverso, ma sempre nella pratica delle virtù cristiane, poiché ogni stella è a sé e differente dall’ altra.

I Santi erano e sono creature come noi, imperfette come noi, ma hanno avuto coraggio e forza e con testardaggine sono riusciti, col tempo e con tanta fatica, ad essere veri eroi, coll’ aiuto della grazia di Dio.

La Chiesa si regge anzitutto sull’ assistenza continua dello Spirito Santo e poi sui pilastri che sono i Santi di ieri, di oggi e di domani. Leggere le vite dei Santi ci recherà un enorme bene e ci avvicinerà sicuramente a Gesù, fonte di ogni Santità. Allora siano per noi tre libri superpreziosi: la Sacra Scrittura, i Santi Padri,                 l’ Agiografia. Il Signore Iddio ci aiuti a camminare secondo tali insegnamenti: sono le nostre potenti armi contro ogni spirituale nemico.

 

 

 

 

 

 

114. ANNIVERSARIO DELLA PRIMA APPARIZIONE DI MARIA SANTISSIMA A FATIMA

 

 

 

Quale gioia, quale esultanza oggi ricordando l'incontro della nostra Madre con tre umili pastorelli! Nostra Madre si serve dell' umiltà, della semplicità per debellare i superbi, per richiamare al timore e all' amore del Signore noi tutti. Ciò è consolazione, ma anche triste constatazione del richiamo di Maria fatto a noi tutti peccatori, lontani da Dio e dai fratelli, onde essere veramente suoi figli. Il richiamo costante della nostra Madre è il solito binomio: preghiera e penitenza. Soltanto così ci salveremo ed avremo veramente frutti di grazia e di benedizione. La Madre è sempre con noi, anche se siamo figli ingrati e poco riconoscenti. Oggi è pure la festa della Madre e possano tutte le madri avere a modello Maria, possano i figli amare, rispettare, onorare, ascoltare la propria madre. Il Signore ascolti la nostra implorazione, ci custodisca e ci benedica, sia sempre al nostro fianco per poter lodare, benedire, ringraziare ed implorare, tramite Maria, la sua Paternità. Senza di lui siamo orfani e dispersi nel deserto di questo povero mondo. Amiamo il Signore per amare il prossimo, soltanto così la nostra vita sarà più gioiosa, più allegra e felice. Impariamo ad essere veri figli di tanta Madre e di tanto Padre. Lottiamo per vincere calpestando il mondo, la carne ed il demonio. Così operiamo mediante il Pane della Grazia, mediante i richiami di Maria, nostra vigile Madre. 

 

 

113. MEMENTO (RICORDATI)

 

 

 

 

 

1) Gesù Cristo che ci amò immensamente, è la nostra unica salvezza e forza. 

 

2) Agisci sempre alla presenza di Dio e non fare agli altri ciò che non vorresti che gli altri facessero a te. 

 

3) Non rimandare mai a domani ciò che puoi fare oggi. 

 

4) Non puntare mai il dito sugli altri, ma su te stesso, così hanno fatto i Santi e tu dovrai sempre fare perché devi farti Santo. 

 

5) Approfondisci la Sacra Scrittura, che è Parola di Dio, medita, rifletti, leggi le Agiografie per avere dei modelli. 

 

6) Il tempo è prezioso ed è dono di Dio, di cui dobbiamo servirci per la sua gloria e per il bene dei fratelli. 

 

7) Ricorda sempre i Novissimi: Morte Giudizio, Inferno, Paradiso e sarai lontano dal peccato.

 

8) L' amore di Dio e del prossimo è l'essenza del Cristianesimo.

 

9) Servi il Signore nella gioia. 

 

10) Maria, nostra Madre, ti guidi a Gesù Cristo. 

 

11) Ed infine: chi sono io? Donde vengo? Dove vado? Che ci sto a fare sulla terra?

 

 

 

Prega per me! Ti benedico.

 

 

 

 

 

 112.  FEDE  POPOLARE

 

Nella bimillenaria storia della Chiesa sappiamo bene come spesso Dio, attraverso i suoi santi, si riveli ad anime semplici del popolo che spesso non sono culturalmente dotate come tanti luminari in campo teologico e scientifico. Il richiamo al Sacro, alla gerarchia di valori, agli ideali veri viene fatto ai lontani, che poca dimestichezza hanno col sacro, ai vicini perché abitudinari e spesso indifferenti al sacro. Tutti abbiamo estremo bisogno di conversione, di cambiamento del nostro quotidiano. I cristiani, seguaci di Cristo, dell'Unto e dello Scelto per eccellenza, devono riempirsi di Lui, devono essere Tabernacolo Vivente per essere subito dopo Ostensorio Vivente, per mostrare con la propria vita agli altri, che indifferenti stanno a guardare, l'amore di Dio Padre di misericordia. Sappiamo che la Divina Rivelazione si è conclusa con la morte di San Giovanni Evangelista, il Teologo, ma attraverso il tempo, il Signore Iddio richiama l'umanità redenta col Suo Sangue prezioso, mediante messaggi, attraverso Maria, sua e nostra Madre, attraverso i Santi, nostri fratelli esemplari. Si serve di loro per dirci che dobbiamo pregare e fare penitenza. Come ben sapete, è l'eterno ritornello che ci ripete il mondo celeste perché il terrestre cammini sulla via tracciataci dal Creatore. Sappiamo come il popolo umile e semplice corre per recepire questi messaggi, a volte in forma poco ortodossa, quasi come ascoltare un oracolo, dimenticando o a volte accantonando i tesori della Parola di Dio, del Vangelo e della Sacra Scrittura in genere. È compito preciso e precipuo della gerarchia ecclesiastica osservare, correggere, istruire, guidare e sorreggere la devozione popolare con la plurisecolare prudenza, discrezione, equilibrio che compete ad una Madre. Un proverbio popolare asserisce: "Vox populi, vox Dei" e tante volte la voce del popolo è la voce di Dio che si rivela agli umili ed ai semplici, a coloro che spesso nella società non contano, ma che possono essere portatori di messaggi che oltrepassano il tempo e lo spazio. Dio ci parla attraverso segni e persone che umanamente possono essere poco significativi e che spesso il mondo disprezza. Il Signore può bussare alla mia porta, alla tua porta, così, semplicemente. Il grande Sant'Agostino afferma: "Timeo Dominum transeuntem", temo il Signore che passa. Dobbiamo aprire il nostro cuore a Lui perché - è ancora Agostino che parla - "inquietum est cor meum donec requiescat in Te", il mio cuore è inquieto finché non riposa in Te. Anche il fenomeno del Santissimo Crocifisso di Teano, per alcuni cosa seria, per altri illusione ottica, per altri pura fantasia, potrebbe essere un forte richiamo di Gesù, attraverso un uomo, oggi Santo, che ha sperimentato in sé per tanti anni la passione di Cristo: San Pio da Pietrelcina. La pietà popolare accorre con entusiasmo, si pensa al soprannaturale, al miracolo. Dinanzi al volto di Cristo Crocifisso e dinanzi al volto di una santa creatura come il Santo Padre Pio non possiamo fare altro che pregare, meditare ed ascoltare nell'intimo della nostra coscienza. Secondo il mio modestissimo parere, dobbiamo metterci alla presenza di Dio ed operare così nel nostro quotidiano perché se Dio è con noi chi potrà essere contro di noi? Concludo con la bellissima preghiera del pellegrino russo: "Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore".

Iddio ci benedica e faccia risplendere il Suo Volto su di noi!

 

 

 

111.  LA  PAURA

 

È normale che i bimbi, i ragazzi facilmente si impauriscano per un nonnulla, ma è altrettanto vero che non pochi adulti insicuri, incerti ad ogni piè sospinto si facciano coinvolgere alquanto dalla paura che incute timore, timidezza ed insicurezza. A volte questa sensazione non ha titolo d' esistenza, sia nelle cose spirituali che materiali, invece quando veramente, specialmente gli adulti, dovrebbero possederla, si tirano indietro. Bisogna senz'altro aver paura dei nemici visibili ed invisibili come il demonio che lavora inesorabilmente e costantemente contro i figli di Dio, il mondo costituito da tutte quelle persone amiche del diavolo e quindi nemici di Dio, della sua Chiesa e di quanto concerne l'instaurazione del regno di Dio in noi. Poiché il Signore nostro Gesù Cristo è Padre, fratello, amico, medico nostro, la paura deve allontanarsi dal nostro animo, dal nostro cuore e dalla nostra mente. Forti dell'amore di Dio possiamo affrontare ogni pericolo, superare ogni difficoltà, combattere qualsiasi nemico ad ogni livello. Allora rinfrancati, incoraggiati, assicurati dal Creatore, Signore e Re dell'Universo, possiamo stare tranquilli e camminare senza che il pericolo di ogni genere ci tocchi e ci sorprenda. Così non dobbiamo aver paura perché sappiamo da chi, come e quando siamo guidati e sorretti per poter infondere agli altri, incerti, dubbiosi, quel coraggio e quella forza, elementi prettamente necessari per ciascuno di noi così deboli, così limitati per accorciare le distanze tra l'umano e il divino, tra il temporale e l'eterno, tra il terrestre ed il Celeste. È una certezza matematica che ci offre il Signore con la sua vicinanza, col suo amore smisurato di Padre e verso noi suoi figli, sue creature.

 

 

110. L A   P I O G G I A

 

 

Il Signore fa piovere sui giusti e sugli ingiusti, per cui buoni e cattivi hanno da Dio gli stessi benefici. La pioggia è un dono divino per l'uomo e per tutto ciò che a lui serve: irrigazione dei campi, purificazione dell'aria, riserva nei pozzi, perché uomini, animali e vegetali se ne possano servire. Quando c'è scarsità di pioggia o addirittura siccità, siamo in crisi. Dio - dice la Scrittura - ha fatto ogni cosa buona a servizio dell'uomo, purtroppo l'uomo trasforma, distrugge l’opera divina a suo esclusivo svantaggio: ora i ghiacciai si sciolgono, il calore alterandosi  aumenta, il quadro della situazione è drammatico e l'uomo non ha capito che si autodistrugge. Le alluvioni, i nubifragi, una volta rari, ora sono più frequenti e disastrosi per opera prettamente umana; la scarsità o addirittura l'assenza delle piogge determina danni incalcolabili e l'uomo non si accorge della sua lenta ed irrefrenabile rovina. Consideriamo inoltre che questo bene, come tanti altri, è gestito male, vedi la dispersione e l'inquinamento delle acque. È possibile che l'uomo così intelligente, così industrioso, non si accorga per nulla dell’ inesorabile male che arreca a se stesso? Una volta nelle nostre chiese si pregava per ottenere dall'alto piogge benefiche e salutari, oggi la cattiveria umana, in un certo senso, permette disastri ambientali dovuti alla negligenza. Dovremmo pertanto renderci conto che l'ordine stabilito da Dio non può essere per nulla mutato dalla creatura umana, per cui dobbiamo persuaderci di mettere ordine nella nostra coscienza per operare rettamente finché abbiamo tempo. Domani potrebbe essere troppo tardi!

 

 

 

109. L A   P R O C E S S I O N E

 

 

Per noi cristiani la processione non è, senz’ altro, che una manifestazione esterna di fede. Portando per le strade un ‘ icona del Cristo, della Madonna o di qualsiasi Santo e degli Angeli (per i Latini a volte si tratta di statue) il nostro atteggiamento, sia del Clero, come del popolo tutto, dev’essere di serietà, raccoglimento, silenzio, soprattutto preghiera, alternata alla banda musicale che suonerà brani che invitano alla devozione e non alla distrazione. Le processioni non si devono abolire, ma correggere, perfezionare: non si tratta di una passeggiata nella quale molti, compresi membri del Clero, parlano, fumano e mangiano: costoro hanno sicuramente sbagliato e compiono atti indicati in altri momenti e in altre situazioni. Chi ci osserva, specialmente gli scettici, i miscredenti e gli indifferenti, giudicano le nostre processioni una pagliacciata, una messa in scena, non quello che veramente deve essere per edificare chi ci osserva e chi è tiepido. Deve invece stimolare alla preghiera, a non vergognarci nel mostrare agli altri, senza ostentazione, la nostra fede professata coerentemente. Poi in alcune zone d’ Italia si spara tanto pensando di onorare il Santo in questo modo errato, si spendono tanti soldi che si potrebbero impiegare in un modo più cristiano e civile. C’è quindi tanto da correggere e da lavorare , soprattutto da parte del Clero che deve avere il coraggio di essere chiaro con i propri fedeli ed offrire testimonianze pratiche, non chiacchiere: sappiamo che il loro esempio trascina e che il pesce puzza dalla testa. Intelligenti pauca (alla persona intelligente bastano poche parole). Ripeto, bisogna correggere tanto e subito cominciando da noi stessi per ridare fiducia e coraggio al prossimo, incerto, dubbioso e poco credente, spiegando bene che i Santi sono nostri celesti Patroni e Protettori presso l’ Altissimo e che dobbiamo sforzarci di imitarli, mettendo al primissimo posto Dio, ricordando pure che le grazie ed i miracoli sono operati da Dio soltanto, per intercessione dei Santi.

 

 

108.  R A M I   S E C C H I

 

 

Dando uno sguardo alla campagna nel tempo invernale e vedere gli alberi senza foglie è una desolazione, sembra ovunque vedere la natura morta, privata di vegetazione e di vita. Sappiamo però che fra gli alberi che hanno vita ci sono anche ormai quelli secchi, morti, così è fra noi e nella Chiesa. Quando noi cresciamo spiritualmente emettiamo i germogli delle virtù cristiane che a suo tempo daranno i loro frutti e dopo questa primavera verrà l’ estate del cristiano adulto, che può e deve essere luce ai fratelli vicini e lontani, mentre i rami secchi non offrono nulla di bello e di buono, però Dio nostro Padre di misericordia e di amore fa piovere la pioggia sui giusti e sugli ingiusti, attende sempre il figlio lontano, ingrato e non consapevole di tanto Padre Amoroso. Si potrebbe dire che è la storia di ciascuno di noi che spesso ci facciamo attrarre da false sirene promettenti mari e monti e poi rimaniamo con in mano un pugno di mosche, insoddisfatti, prostrati e tristi. Il Cristiano deve vivere nella gioia e nella serenità, nonostante le inevitabili tribolazioni, perché sa che accanto a lui c’è il Signore che è nostro Amico, nostro Padre, nostro Medico. Ricordati che sei figlio di Dio e come tale amato da Lui, ricordati della tua alta, immensa dignità. Se sapessi il dono di Dio… ciò che è detto alla samaritana è detto a ciascuno di noi, il regalo più grande, più bello e quindi il più ambito è e deve essere Gesù Cristo. A Lui gloria ed onore sempre!

 

 

107.  MARIA REGINA DEGLI APOSTOLI

 

 

Nel Cenacolo dove erano riuniti gli Apostoli assieme a Maria, scende lo Spirito Santo, profondendo su di loro i Suoi doni. Nasce così la Chiesa. Gli Apostoli sulla terra non sono soli, c’è una Madre, la Madre: Maria. Ella, Madre dell’ Eterno Primo e Sommo Sacerdote, è Madre di tutti i Sacerdoti che, come gli Apostoli,  hanno il compito di annunciare Cristo nel mondo. Ciò deve essere di grande conforto ad ognuno di noi, perché questa Madre ci conosce bene, sa i nostri bisogni, le nostre debolezze, i nostri desideri. Come figli che muovono i primi passi, così siamo noi che affrontiamo ogni giorno le fatiche del nostro non facile apostolato in mezzo a tanta gente lontana da Dio e magari indifferente. Maria ci dà la forza ed il coraggio di affrontare la lotta contro ogni nemico: demonio, mondo e carne. Sa benissimo che siamo deboli e che spesso ci lasciamo trascinare dalla pigrizia e forse dall’ indifferenza, e Dio non voglia, dal tradimento; dobbiamo essere luce del mondo e sale della terra, ma per agire in questo modo dobbiamo attingere alla Fonte materna di Maria tutti i suggerimenti necessari. Sicuramente Ella farà sempre con noi come alle nozze di Cana: fate quello che Egli vi dirà. Ai piedi della Croce c’ era Maria e l’ Apostolo Giovanni che ha rappresentato e rappresenta tutti noi Ministri del Signore. La Croce deve essere amata ed onorata da ogni Sacerdote, la Croce deve essere portata con amore perché gli altri capiscano che senza di essa non c’è salvezza. La Croce però non è fine a se stessa, bensì mezzo per andare alla luce, quella luce portata da Cristo mediante la sua gloriosa Resurrezione; e se Cristo, capo della Chiesa è Risorto, noi sue membra risorgeremo con Lui giorno per giorno. Se ciò si avvera in noi, Suoi Ministri, le altre membra del popolo santo di Dio saranno vive. Maria è nostra Madre perché Madre di Gesù Cristo Capo e Fondatore della Chiesa: siamo orgogliosi di questa nostra Madre, portiamola nel nostro cuore, ci assisterà sempre e, siamone certi, con Lei canteremo vittoria! Certe crisi, certe basse maree saranno superate perché Maria, protendendoci le sue mani, ci solleverà da certe angustie. Ricordiamoci allora che questa nostra Regina è sempre attiva ed operante, con Lei saremo sicuri ed ogni tempesta sarà sedata, ogni cuore sarà felice e tranquillo per poi incontrare i fratelli con maggiore slancio ed amore. Maria, tutti siamo tuoi figli, ma penso che noi in particolar modo abbiamo un posto privilegiato, siamo i Ministri del tuo beneamato Figlio, proteggici e difendici, aiutaci per salare e santificare noi stessi e gli altri fratelli.

 

 

106. L A P R O T E Z I O N E


 


 

 

Tutti noi, creature umane, dalla nascita alla morte cerchiamo ed abbiamo bisogno di protezione, sia sotto l’ aspetto umano che sotto l’ aspetto spirituale. Anche il delinquente, il reprobo cerca ed ha bisogno di protezione, anche la mafia protegge, ahimè! Il bambino ha bisogno della mamma, lo sposo della sposa, l’ anziano del giovane. Tutto ciò è naturale. La protezione spirituale è più profonda, più difficile, più importante, più interessante. Anzitutto è Gesù Cristo il Grande Protettore, il nostro Unico Grade Sostegno, ma il Signore si serve dei nostri simili per aiutarci nel cammino spirituale. Ecco il Vescovo, il Sacerdote che mediante il Sacro Ministero protegge, guida ed assiste la nostra anima. Egli deve essere illuminato dal Signore per capire la nostra personalità, le nostre doti, i nostri difetti, per aiutarci a correggerli e progredire nel cammino così erto e difficile. Com’è importante guidare un’ anima! S. Teresa la Grande diceva che il Confessore e Padre Spirituale, oltre che santo deve essere dotto. La preghiera del protettore e del protetto è un’ arma invincibile e sicura. Dobbiamo saper trarre profitto del tramite che il Signore ci offre mediante il nostro Protettore che poi deve essere nostro amico, colui che ci deve sempre seguire ed al quale dobbiamo aprire il nostro cuore. Egli deve ben conoscere i nostri pregi e difetti, deve ben capire qual è il nostro difetto predominante al quale si aggrappano tutti gli altri come un’ infinita catena. Per combattere e vincere bisogna essere costanti e perseveranti, affidandoci al nostro Protettore spirituale che con la sua saggezza, il suo rigore saprà condurci all’ Unico Grande Protettore Nostro Signore  

 

 

105. L A P E R S E V E R A N Z A

Tutti siamo animati da buone intenzioni, spesso ci proponiamo cose belle e buone da realizzare con tanto entusiasmo e slancio e partiamo in picchiata pensando di essere sempre così. Purtroppo l’ esperienza ci insegna che non sempre è difficile la partenza, ma il viaggio fino in fondo è fatto da pochi. La stanchezza, lo scoraggiamento, le difficoltà di vario genere ci fermano, avendo paura di andare avanti, di perseverare nel cammino intrapreso. Chi pone mano all’ aratro e guarda indietro non è atto al Regno dei cieli, ci ammonisce così il Signore. Non è impraticabile l’ inizio, ma la continuazione paziente, attenta e precisa che a molti viene meno. Mentre per una gara materiale e temporale molti corrono, ma uno solo arriva e vince il premio, nel campo spirituale tutti possiamo correre, gareggiare e vincere, tutti possiamo essere i primi. Allora via i facili entusiasmi, si mediti bene prima quanto si vuole realizzare, dove si vuole arrivare e poi s’ inizi il cammino che deve condurci, a costo di qualsiasi sacrificio, alla meta prefissataci. Per questo c’è bisogno di carattere, di essere forte personalità, ferma, non tentennante ed indecisa, ma sapere chiaramente e coscienziosamente cosa si vuole fare e dove si vuole arrivare. In tal modo si è veri uomini e vere donne tutti di un pezzo, abolendo i ma, i se e i forse, essendo veramente decisi nel costruire quanto sotto la Divina e Paterna Protezione siamo e vogliamo essere capaci. La volontà ferrea è indice di perseveranza e promessa della realizzazione di un fine, di una meta. Non voltiamoci né a destra, né a sinistra, ma con la migliore compattezza possibile camminiamo rettamente senza farci assalire dalla paura di difficoltà insormontabili; crediamo nella potenza divina, abbiamo fiducia in noi stessi per un mondo nuovo e migliore, offrendo agli altri la nostra edificante ed incrollabile perseveranza. 

 

104. L’ I R A


 

 

È uno dei sette vizi capitali che non fa stare tranquilli noi stessi ed il prossimo che sta accanto a noi. Dentro la persona che ha spiccatamente questo vizio non alberga la pace e la serenità, vi è un fuoco divoratore che falcidia ogni buon pensiero ed ogni retta intenzione. Essa porta sicuramente alla violenza fisica e morale e danneggia se stessi e gli altri. Oggi siamo in una società in cui domina la violenza che spesso può portare ad atti inconsulti sui quali ci informa tutti i giorni la televisione, sconcertandoci e a volte aizzando tante persone a gesti sconsiderati, rovinando famiglie intere per l’ assoluto prevalere dell’ uno sull’ altro. Certamente questo vizio arretra la società e tanto più la vita cristiana. La debolezza umana in genere, l’ assunzione di bevande alcoliche e l’ assunzione di sostanze stupefacenti sono la rovina, il disfacimento di tanti giovani e meno giovani di oggi. Come fare per arginare tale sventura? Tutto parte dalla famiglia che è e dovrebbe essere la prima cellula costituente della società e della Chiesa intera; purtroppo assistiamo quotidianamente ad episodi poco edificanti e poco ortodossi, per cui è inevitabile il disfacimento, lo sgretolamento di certi valori primari e prioritari che l’ uomo di oggi non considera affatto. Si assiste così ad un continuo arretramento della nostra società ed il cosiddetto progresso è del tutto e solamente apparente. Bisogna tornare a considerare e fare propri quei valori perduti o messi da parte che costituiscono il perno portante di ogni nostro cammino. Siamo purtroppo impotenti di fronte a questi continui fenomeni di distruzione, non abbiamo né il coraggio né la forza di agire ed assistiamo inerti all’ inesorabile crollo di certi valori. Non bisogna essere pessimisti, ma con tanta pazienza dobbiamo ben comprendere che l’ ira non ci conduce da nessuna parte, anzi ci distrugge, ci dequalifica senza una valida contropartita, ma col baratro davanti. Dobbiamo allora con tutte le nostre energie, con tutte le nostre forze reagire per una società più giusta, per un mondo più bello così come l’ ha creato Dio e non come l’ uomo l’ ha reso, purtroppo tanto irriconoscibile, tanto brutto, tanto indefinibile. Dobbiamo alacremente combattere per ristabilire il precedente ordine, per dire basta ad ogni tipo di violenza come la guerra che è l’ estrema espressione dell’ uomo, peggio delle bestie, senza ragione e senza cervello, soprattutto senza Dio, dimenticato, messo da parte al posto di tanti idoli insignificanti, insidiosi e distruttori. Costruiamo allora la pace nella dolcezza, nella mitezza e nell’ amore dei veri figli di Dio.

 

 

103. L A P I G R I Z I A


 

 

È un vizio che ci rende abulici, cioè fiaccando la nostra volontà difficilmente ci riprendiamo e ripetendo atti di pigrizia siamo portati all’ inazione. Essa non ci fa essere intraprendenti, rimandiamo sempre a dopo, a domani quello che potremmo fare oggi; e a lungo andare non combiniamo un bel niente nella nostra vita. Già al mattino, non essendo solleciti, pronti nell’ alzarci, incominciamo male la giornata, la nostra intraprendenza è zero e la missione che dobbiamo compiere sulla terra per mandato espresso del Padre non si realizza, un torpore invade il nostro animo e tutto per noi è pesante, difficile, impossibile, così è inevitabile essere nel continuo e quasi perpetuo letargo. È inutile ogni sprone fraterno, ogni richiamo diventa pesante, ogni nostra azione è tragica e coll’ andar del tempo diventa una brutta e cronica malattia. Come rimediare a tanto male? Bisogna svegliarsi, armarsi di buona volontà per rendersi forti ed efficienti in ogni circostanza della nostra vita e dimostrare a noi stessi che ce la possiamo fare, dobbiamo chiedere al Signore l’ aiuto per una nostra metamorfosi, saremo irriconoscibili e capaci di agire per il bene nostro e dei nostri fratelli che attendono il nostro aiuto, il nostro incoraggiamento, la nostra solerzia efficace e duratura, perché nel tempo che il Signore ci concede possiamo ben operare e recare frutti di ogni bene. Dobbiamo convincerci che ciò è possibile per tutti noi e perché possiamo e dobbiamo rendere un mondo migliore nell’ intraprendenza, nell’ industriarsi e nel ben operare. La benedizione del Signore conforterà i nostri atti affinché riusciamo a dimostrare il nostro vigore, la nostra ferrea ed indomita volontà a far capire alle nuove generazioni che l’ inerzia genera vizi, allontana da Dio e dai fratelli e fa trionfare il male, magari non voluto, ma procurato dal nostro modo di operare. La forza che il Signore ci infonderà cambierà il nostro cammino e ci farà essere veri figli di Dio. Allora fiducia in Dio, in noi stessi e nei fratelli sarà il trinomio della nostra intraprendenza, dimostrando a noi stessi che il bene è possibile se con vera convinzione cambiamo il nostro modo di operare, non stando alla finestra a guardare, ma rendendoci conto che possiamo e dobbiamo lavorare nella vigna del Signore. Dio ci renda forti coll’ armatura della fede!

 

 

 

102. L A   P A R T E N Z A 

 

 

Partire è come, in un certo senso, morire perché si lasciano persone a noi care e si nota la distanza fisica, essendo attaccati, uniti agli altri. Tutta la nostra vita è una partenza ed un arrivo, sebbene temporaneo. Siamo comunque legati gli uni agli altri non solo per vincoli di sangue, ma per ideali simili, vedute vicine e tante altre cose che ci accomunano, sia nella gioia che nel dolore. È vero che oggi le distanze, a livello anche globale, possiamo dire che sono molto accorciate per i mezzi di locomozione di comunicazione, però essendo l'uomo composto di anima e di corpo, di spirito e di materia, mancando la vicinanza fisica si è tante volte tristi e nostalgici per il prossimo futuro reincontro. Pensate agli sposi, ai genitori nei confronti dei figli, ai fidanzati, agli amici che costituiscono sempre un cuor solo ed un'anima sola e così si soffre quando si è lontani, si gioisce quando si è vicini. Se ci facciamo caso, finché siamo racchiusi nel tempo e nello spazio è un partire ed arrivare continuo per svariati motivi: di studio, di lavoro e per ogni altra cosa che comporta la vita terrena e do ciò ne siamo pienamente consapevoli. Invece comprendiamo poco o non ci rendiamo conto dell'ultimo viaggio senza ritorno che un giorno non lontano tutti dovremo fare. La valigia per questo viaggio è diversa da tutte le altre ed è particolare. Si tratta della valigia del nostro operato buono o cattivo, tutto il resto per forza di cose dovremmo lasciare perché non ci servirà. Allora prepariamo la bene questa valigia che ci servirà per tutta l'eternità e non preoccupiamoci di quella passeggera. Ascoltiamo quindi nel nostro intimo quanto ci suggerisce il nostro Padre amoroso.

 

 

 

101. L'  O S P E D A L E 

 

 

È questo un luogo di sofferenza, dolore, attesa, pazienza. Qui si capisce quanto siamo deboli, limitati e cagionevoli di ogni malattia. Qui vivono ed operano due categorie di persone: i medici ed infermieri, e i pazienti. I medici e gli infermieri, consci del loro compito, della loro missione, non solo devono essere preparati, ma devono comprendere che il loro lavoro è una vera e propria missione, se poi sono credenti devono vedere nel malato l'immagine di Cristo sofferente e quindi essere consapevoli che nei fratelli curano le piaghe, le malattie delle membra di Gesù Cristo. La loro missione è alta e nobile, il loro compito è delicato e quindi devono lavorare con uno spirito di dolcezza, di pazienza, soprattutto di amore di vera e sincera predisposizione. Da parte dei pazienti occorre fiducia e tanta preghiera perché siano assistiti dal Signore coloro che assistono noi. Purtroppo l'ospedale riserva sorprese non sempre belle. C'è chi guarisce e torna a casa, c'è invece chi non guarisce o addirittura qui termina la propria vita terrena. Siamo tutti nelle mani del Signore, Egli sa tutto e se ci chiama dobbiamo tornare a Lui, altrimenti stiamo qui sulla terra per continuare la missione che a ciascuno di noi ha affidato. Noi tutti dobbiamo avere tanta fede, speranza nei beni futuri, tanta carità ed amore per i fratelli, perché soltanto così ci riconosceranno veri discepoli del Signore ed affretteremo l'Avvento del Suo Regno. Il Signore Dio benedica e custodisca tutti, illumini il nostro cammino per essere sempre nelle vie del nostro amato Padre. 

 

 

100. L A M E N Z O G N A


 

 

Satana, padre della menzogna, nemico di Dio e degli uomini, lavora alacremente per strappare tante anime all’ amicizia del Signore e noi con tanta facilità ci lasciamo ingannare e spesso siamo coinvolti in intrecci così tanto ingarbugliati e complicati da non crederci. Siamo continuamente tentati e ciò costituisce un’ arma potente per il nemico. Si dice che le bugie hanno le gambe corte perché prima o poi ogni nodo viene al pettine e noi siamo sconfessati dalla verità dei fatti. Noi adulti, non avendo l’ innocenza dei bambini che si possono definire bocca della verità, pecchiamo a volte gravemente perché la bugia costituisce una buona base per stravolgere l’ identità di ogni azione e comportamento. La bugia è un atto di superbia, di invidia, di sopraffazione e manomissione di ogni atto. Non pensiamo che mentendo possiamo non solo mettere in cattiva luce una persona, ma proprio rovinarla per sempre. Dobbiamo essere attenti perché il Signore ci insegna di affermare la verità asserendola col “sì sì, no no”, senza alcuna via traversa. Voler stravolgere le cose vuol dire non essere limpidi e ciò costituirà per le altre persone che ci conoscono e ci frequentano la mancanza prima parziale e poi piena nei nostri confronti. La sincerità è una bella dote, la bugia porta doppiezza e tanti problemi che potranno essere di danno e totale svantaggio per noi stessi e per gli altri. Solamente nel caso che non siamo in dovere di non dire le nostra cose agli altri possiamo tergiversare o mentire poiché il nostro interlocutore non ha diritto di sapere le nostre cose, ma quando gli altri, i superiori, i familiari ne hanno diritto, è nostro precipuo dovere dire tutta la verità, perché non si devono nascondere le cose e bisogna dire chiaramente com’è la situazione così nuda e cruda senza parentesi e tentennamenti. La limpidezza, la schiettezza, l’ assoluta sincerità comporta tanta pace e serenità fraterna e vale la pena averla, possederla perché così conquisteremo gli altri e li condurremo verso il Signore. Egli guidi i nostri passi illuminandoci e facendoci crescere con questa prospettiva essendo noi suoi figli e fratelli agli altri; solamente così una comunità cristiana potrà offrire agli altri i frutti genuini in una prospettiva del tutto spirituale e cristocentrica.


 

99. I L C O N F O R T O


 

 

Spesso la creatura umana tanto debole e magari tanto sensibile si scoraggia, si chiude in se stessa. Allora è proprio il momento di chiedere a Dio il conforto, magari per mezzo di un’ altra creatura umana che sa capire, che s’ immedesima nell’ altro, che ama. Il conforto è un bisogno della natura umana e come noi vogliamo essere confortati, a sua volta, noi dobbiamo fare con gli altri, senza tentennamenti, senza curiosità, senza interesse. C’è chi mi tende una mano ed io devo afferrare questa mano per soccorrere immediatamente, per essere di aiuto ad un’ altra creatura, per sorriderle e dirle: ti voglio bene, ti amo, sono a tua disposizione. Tutti noi siamo esseri fragili, bisognosi di conforto e sostegno, la nostra religione cristiana ci dice di amarci, di venire incontro con tutti i nostri mezzi, sia spiritualmente che materialmente, così esercitiamo le opere di misericordia e se comprendiamo gli altri, a sua volta, anche noi saremo compresi, rispettati ed amati. Il Signore sarà il nostro conforto, il nostro sollievo, ma Egli vuole che anche noi facciamo ugualmente col nostro prossimo.

 

98. L A M A L A T T I A


 

 

Tutti, chi più chi meno, siamo malati fisicamente, a volte per nostra esclusiva causa, a volte per agenti esterni e quindi ricorriamo al medico del nostro corpo, ci curiamo con medicine, diete ecc., e giustamente facciamo attenzione perché possiamo al più presto guarire e vivere floridamente. D’ altra parte il corpo serve ed aiuta l’ anima a vivere meglio spiritualmente, essendo l’essere umano composto di anima e di corpo. Si può dire che altrettanto curiamo l’ anima e facciamo attenzione per le sue malattie? O siamo tanto negligenti, incuranti, apatici, freddi? La malattia, purtroppo cronica, della nostra anima, è il peccato, e la medicina, vero rimedio, sono i Sacramenti, la preghiera, e l’ unico medico curante è Nostro Signore; non c’è altro rimedio, ce lo suggeriscono i Santi e la Storia della Chiesa ci è sempre maestra. Dobbiamo andare con frequenza dal nostro Medico, il Signore, dobbiamo assumere le medicine dell’ anima con una frequenza costante, altrimenti rischiamo la morte della nostra anima. E a che serve preoccuparsi di tante cose se poi si perde l’ anima? I sette vizi capitali sono il cancro dell’ anima, che pian piano corrodono e fanno morire, allora bisogna ben guardarsi per vivere una vita di grazia, sana e serena, perché lontana dal peccato. Non bisogna quindi rimanere inerti, ma combattere alacremente la battaglia delle battaglie che costituisce il fulcro della nostra vittoria; è un onore per tutti i cristiani farsi scudo contro il male con le armi che il Signore ci offre, perché consapevoli dei malanni a cui possiamo essere soggetti. Tanto male potrebbe essere debellato mediante la nostra continua vigilanza per essere contro il diavolo, principe di questo mondo e dobbiamo fare pulizia contro tutto ciò che c’è in noi di cattivo: la confessione frequente, assieme al Pane Eucaristico ci fanno meglio debellare la malattia che indebolisce la nostra anima. La sobrietà, la vigilanza, la fortezza, ci aiuteranno a superare ogni cosa, soprattutto il vizio predominante che ciascuno di noi porta con sé e che trascina tutti gli altri vizi come degli anelli che formano un’ infinita catena. Il malato vuole e deve guarire, anche senza illuderci, se sappiamo che per tutta la nostra vita le malattie spirituali e morali vogliono sempre assalirci. Siamo sempre pronti, Dio è con noi e alla fine saremo vittoriosi se vogliamo guarire. Il superare se stessi costituisce per l’ uomo la più grande vittoria che mai abbia potuto realizzare. È vero che lo spirito è pronto e la carne è debole, ma con nostro Medico Gesù Cristo guariremo!

 

97. N E L    N O M E    D I   M A R I A


 

 

Se è vero che oggigiorno le riviste mariane si contano a migliaia, è pur evidente che di Maria non si è parlato abbastanza, né per l’ avvenire gli argomenti si potranno esaurire. “De Maria numquam satis”. S. Alfonso era solito dire: chi prega si salva, chi non prega si danna, verità incontestabile questa, che fa eco ad un’ altra della massima portata: amare la Madonna è piena garanzia, non soltanto di salvezza, bensì di santificazione. Infatti, con tutto il rispetto e la venerazione dovuta ai Santi, per guadagnarsi il Paradiso non è necessario essere devoti di questo o di quell’ altro Santo, ma è indispensabile avere una solida devozione verso la Vergine. Così ha disposto la Sapienza Eterna, ne sono valida testimonianza migliaia di Santuari sparsi in tutto il mondo. La società sente il bisogno impellente di pace ed è in continua ricerca di un qualcosa che possa colmare il vuoto prodotto da lusinghiere sirene, da utopistiche soluzioni basate su principii errati. La problematica sì prolissa e complessa del secolo in cui viviamo, spesso non trova ulteriori soluzioni, per cui assistiamo all’ insoddisfazione, al cinismo di molte persone, specie nel ceto intellettuale. Come spiegare tutto questo? La causa primaria è il capovolgimento, aprioristicamente inteso, della gerarchia dei valori: il materiale subentra allo spirituale, l’ umano al soprannaturale, il terreno all’ eterno. È il predominio del transeunte sull’ immanente che sciupa tutto l’ ordine e causa ogni male. Il progresso economico, scientifico, tecnico, di per sé dovrebbe facilitare la vita spirituale; se la realtà ci dimostra il contrario, tutto dipende dalle convinzioni che l’ uomo si forma per tradizione, per connivenza e per adeguata istruzione. Quante cose si conoscono e si ammirano, ogni uomo dà la sensazione di un quarto d’ enciclopedia ambulante, ma ciò che più di ogni altra cosa dovrebbe interessare, ciò per cui siamo venuti al mondo e per cui viviamo, si misconosce. Non c’è che una soluzione: Maria!Essa  attende sempre a braccia aperte tutti i suoi figli per accompagnarli in questo pellegrinaggio terreno fino ai colli eterni. Questa tenera Madre ci ama di un amore mai realizzato da creatura umana. In Lei troveremo la soluzione di tutti i nostri mali, delle incertezze, troveremo soprattutto la Via, la Verità, la Vita. Bella la devozione popolare mariana, ma più avvincente se aliena da fanatismo e pure esteriorità, impregnata soprattutto d’ amorosa coerenza ai principii di pietà filiale. Non arrossiamo mai del nome della nostra Mamma, anzi adoperiamoci colla parola e coll’ esempio perché questo Santo Nome sia benedetto, onorato e glorificato, memori di quella frase della Sacra Scrittura che la tradizione cristiana indica come profezia della Madonna: “qui elucidant me vitam aeternam habebunt (Quelli che mi onorano/coloro che parlano bene di me, avranno la vita eterna). O Maria, guarda questa povera umanità, simile ad una canna sbattuta dal vento di tanti nemici che vogliono strapparla al regno del tuo Immacolato Cuore. Tu sei sostegno, fortezza e guida della generosa gioventù che apre la mente ed il cuore a svariati e molteplici orizzonti. Tu sei la sapienza e il lume degli studiosi, il conforto degli orfani e delle vedove, la serenità e la pace per i vecchi. Per tutti la stella fulgida di un radioso cammino.

 

96. L A M E T R O P O L I

 

Si sa che l’ aria della megalopoli non è pura, ma tanto inquinata, soprattutto per il traffico intenso dei mezzi di locomozione, per la mancanza relativa di vegetazione, di alberi che facciano respirare. Le distanze sono di un certo spessore, anche se le metropolitane sono un mezzo veloce per spostarsi da un posto all’ altro della città. Il rumore, a volte assordante, la fretta per arrivare al posto di lavoro, a scuola o per fare qualche commissione, spesso necessaria, rendono le persone abbastanza nevrotiche e tolgono quella pace e tranquillità per vivere nel migliore dei modi. Le grandi città offrono cose più negative che positive. A prescindere dalla cattiva respirazione per ovvi motivi già citati, la corruzione ed il vizio in genere regnano sovrani e quindi la conseguenza è che non si vive una vita sana, sia sotto l’ aspetto materiale, sia sotto l’ aspetto morale e spirituale. Le tentazioni alla spinta verso il male sono numerose e sia l’ uomo che la donna, soprattutto i giovani, rischiano di condurre una vita malsana, poco edificante. Il Cristiano in genere spesso si adagia e si adatta, pochi sono coloro che vanno controcorrente e che radicalmente sanno testimoniare e professare con coraggio la propria fede. Anche il Clero ha la sua parte poco edificante e spesso, invece di costruire, distrugge; invece di testimoniare segue certe sirene che non hanno nulla a che fare con quello che deve essere un Sacerdote, un consacrato. Ecco cosa offre la Metropoli. Tanti giovani si rovinano, si perdono dietro a tanto fango e marciume. E gli Educatori cosa fanno? Rimangono inerti, forse si lamentano e borbottano, ma non reagiscono, si fanno trascinare da una moda distruttiva dei valori eterni, immutabili che il Signore ci ha insegnato e che noi sovente calpestiamo col nostro modo di agire poco edificante e per nulla consono alla nostra professione di fede. È difficile e duro cambiare condotta, purtroppo ci siamo resi conto che così non va e non può andare. Noi tutti Cristiani, Clero e Laicato, dobbiamo convincerci che sta a noi prendere posizione netta, specifica, senza tentennamenti, altrimenti grande sarà la nostra responsabilità, non solo verso i nostri fratelli di fede, ma per l’ intera umanità che attende da noi un segnale, una risposta concreta per offrire certezza, speranza in un mondo che ha perso del tutto quei valori fondamentali della nostra vita intera. Iddio illumini i nostri passi per i sentieri tracciatici da Gesù Cristo.

 

95. I L M O N A C O – I L C O N S A C R A T O I N G E N E R E


 

Il Religioso o la Religiosa è una persona che ha recepito alla lettera il bellissimo invito del Signore: “Chi mi vuol seguire lasci padre, madre, fratello, sorella prenda la sua croce e mi segua.” Chi vuole essere vero discepolo di Gesù Cristo rinuncia al mondo, alle ricchezze e a se stesso e sarà veramente premiato in questo mondo e nell’ altro. I tre voti di povertà, castità e ubbidienza costituiscono il fondamento essenziale e principale della vita religiosa dedicata esclusivamente a Dio ed all’ amore del prossimo. Tutti i fondatori di Ordini religiosi, Congregazioni ed Istituti hanno avuto un carisma particolare, per cui i discepoli potessero spendere la propria vita per il Regno di Dio, la salvezza e la santificazione delle anime. Mentre in Occidente abbiamo tre fondamentali tenori di vita: contemplativa, mista ed attiva, in Oriente non esistono Ordini Religiosi, Congregazioni etc., ma esiste il Monachesimo nella triplice forma: eremitica, per cui il monaco vive da solo anche nella foresta; cenobitica: vita comunitaria (preghiera, lavoro, studio); idioritmica, cioè mista: il Monaco può avere contatti all’ esterno del Monastero e praticare anche forme di vita attiva, scuola, predicazione, apostolato in genere. I Monasteri sono fari di luce divina, parafulmini della giustizia divina in un mondo secolarizzato e lontano da Dio perché il contatto diretto con Dio nella preghiera, nello studio, nel lavoro costituisce un valido aiuto, una sicurezza per la società. Purtroppo dobbiamo constatare che il fumo di Satana alberga in diversi Monasteri, Conventi ed Istituti in genere dove la secolarizzazione, il modernismo, il materialismo hanno la maggiore, per cui c’è crisi di vocazioni e nello stesso tempo non si conduce una genuina vita evangelica e non si offre alcuna testimonianza della propria consacrazione. Ci si lamenta che le vocazioni diminuiscono, ma nulla si fa per coltivarle, in famiglia, a scuola, in Parrocchia. Non si capisce che tutti i consacrati, più dei semplici fedeli, devono andare contro corrente ed essere considerati pazzi dal mondo, non al passo con i tempi. Bisogna ben comprendere che non c’è cosa di più attuale, moderno, adeguato che Gesù Cristo e la Sua Divina Parola; allora bisogna avere il coraggio, la forza della costanza e della perseveranza, non molla

 

re mai e dire a se stessi: “Chi ha posto mano all’ aratro e guarda indietro non è adatto per il Regno dei cieli.” Riflettiamo: tutta la Chiesa deve contribuire aiutando e favorendo le vocazioni, nonché sostenendo con la preghiera e con l’ amore fraterno chi è chiamato da Dio ad esserGli vicino, di più.

 

94.  I M I R A C O L I D I G E S Ù

 

 

 

Cos'è il miracolo? È un evento straordinario che si realizza al di fuori di ogni forza e possibilità umana e che di solito è per guarire le malattie dello spirito e del corpo, oppure per sovvenire ad altre necessità dell'uomo in forma provvidenziale. Il primo miracolo operato da Nostro Signore è quello delle nozze di Cana, per intervento diretto di Sua Madre Maria. È molto significativo questo, perché ci fa riflettere sulla potente intermediazione di Maria che continua nel tempo e nella storia del Corpo mistico di Cristo. Dice Maria a Gesù suo Figlio: “Non hanno più vino!” Gesù per far capire che la sua ora non è arrivata, risponde a Sua Madre: “Donna che c'è fra me e te?” Questo per sottolineare che Maria pur essendo Sua Madre, è sempre una creatura, sebbene eccelsa. Il miracolo avviene e l'acqua è mutata in vino con grande rallegramento dei commensali. Maria, attraverso il tempo dice al Signore di noi: non hanno più vino, il vino della Sua Grazia, del Suo Amore; non hanno la forza, il coraggio di essere Cristiani, si vergognano di essere tali. La vita pubblica di Nostro Signore è costellata di continui miracoli che devono costituire l'ossatura della fede dei discepoli. Gesù chiede alla persona prima di essere guarita se ha fede e poi avviene il miracolo: Donna la tua fede ti ha salvato, vai e non peccare più. Allora possiamo ben comprendere come ad ogni guarigione corporale sia intimamente connessa quella spirituale. L'uomo, unità psicofisica, deve essere sano nel corpo, ma anche e soprattutto nello Spirito. Questa problematica è strettamente connessa a ciò che rende l'uomo libero nello Spirito per poter lottare contro le forze avverse. La guarigione dei dieci lebbrosi, per esempio, ci offre due importanti riflessioni: la gratitudine che è venuta meno (uno solo torna indietro a ringraziare il maestro) e poi la necessità di confessare le proprie colpe ad un ministro del Signore: andate, mostratevi ai Sacerdoti. L'umiltà del centurione nel dire a Nostro Signore: non sono degno che Tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola ed il mio servo sarà guarito, c’ insegna che dobbiamo avere un atteggiamento di piena sottomissione al Creatore, noi sue creature, e praticare tali virtù nei confronti del prossimo. Spesso, tanti altri miracoli operati da Gesù, come la guarigione del cieco nato, che è malato anche nello Spirito, quello dell'emorroissa, la liberazione dai demoni, ci insegna che Egli è la Somma Potestà, il Sommo Bene che permette il male, le tentazioni, perché noi possiamo ricavarne il bene. Il miracolo dei miracoli per eccellenza è l' Eucarestia. Lo stesso Signore che per grande amore verso l'umanità, non solo offre il Suo Corpo ed il Suo Sangue, sulla Croce, ma offre se stesso in modo mirabile e perpetuo tramite i Suoi Ministri e s’ immola continuamente sull'Altare. Il coronamento di tutti i miracoli operati da Gesù nella sua vita terrena e che opera nel tempo, è proprio la Santissima Eucaristia. Durante venti secoli di Cristianesimo, sia in Oriente che in Occidente, sono avvenuti dei miracoli eucaristici. Per sintesi ne cito soltanto due: il miracolo di Lanciano e quello di Bolsena. A Lanciano un Monaco Basiliano Sacerdote, mentre celebra l'Eucaristia è assalito da un forte dubbio circa la presenza reale di Gesù Cristo nelle Sacre Specie che Egli, mediante lo Spirito Santo trasforma in Corpo e Sangue di Gesù Cristo. Sarà vero? Ed ecco quel Pane trasformarsi in Carne: ancora oggi si può andare a Lanciano e constatare questo grande miracolo. A Bolsena si tratta di un prete polacco che ha gli stessi dubbi durante la celebrazione. Ed ecco insanguinarsi il Corporale che ancora oggi si conserva nel Duomo di Orvieto. Se perciò il miracolo dei miracoli è l'Eucaristia, lo strumento attivo di questo miracolo è il Vescovo, Successore degli Apostoli, il quale non potendo essere ovunque, ha come collaboratore il Presbitero, cioè il Sacerdote. Allora si capisce l'importanza di avere numerosi e santi Sacerdoti, uomini deboli, miseri come tutti gli altri esseri umani, ma che Dio ha chiamato ad una grande ed alta missione: quella di essere suoi Ministri e dispensatori dei misteri divini. Occorre pregare e lavorare favorendo ed aiutando le vocazioni al Sacerdozio perché siano tante e sante: di questo ha bisogno il Popolo santo di Dio. Allora si capisce il rispetto e la venerazione che si deve avere per il Sacerdote, non per la povera persona in sé, ma per quello che rappresenta. Oggi il materialismo e l'edonismo, la superficialità, la disunione delle famiglie, non favorisce del tutto il processo vocazionale, specialmente in Occidente, dove l'uomo è preso da mille preoccupazioni che non riguardano l'essenziale. Purtroppo la diminuzione delle nascite, la corsa all'effimero, l'amore sfrenato verso il dio denaro capovolgono certi valori e quindi è del tutto sfasata la gerarchia dei valori, mancano gli ideali nobili e belli che dovrebbero coinvolgere tutti, ma soprattutto i giovani, primavera della vita e speranza del prossimo futuro per una società più bella, più sana e più giusta, per una civiltà dell'amore che riconosca tutti fratelli e figli dello stesso Padre. L'Eucaristia oltre ad essere il miracolo per eccellenza, è il dono più grande che Dio abbia potuto fare all'umanità.

 

 

93. F E S T A D E I L A V O R A T O R I

 

 

Guadagnerai il pane col sudore della tua fronte. È un castigo, frutto del peccato, ma è un segno di purificazione, di redenzione ed anche di collaborazione da parte dell'uomo. San Benedetto, Patriarca del monachesimo occidentale, nella sua saggia regola dice: “Ora et Labora”, prega e lavora. Anche se lo dice al Monaco, vale per ogni cristiano che deve condurre la propria vita nella preghiera e nel lavoro intellettuale e manuale. Giustamente la Chiesa romana ha posto come Protettore dei lavoratori San Giuseppe, Sposo di Maria Vergine, il Falegname, onde far capire che ogni lavoro, ogni incombenza eseguita nel nome del Signore e per amore di Dio e dei fratelli è opera buona, è preghiera con la quale poterci santificare. Ogni persona con il lavoro di qualsiasi genere ha una missione da compiere su questa terra. Bisogna però essere onesti sia da parte del datore di lavoro, che non deve per nulla sfruttare il lavoratore, sia da parte del lavoratore, che deve operare con coscienza, onestà e capacità, nonché serietà, non togliendo il tempo dovuto al compito da espletare. Quasi sempre si lavora in gruppo, assieme ad altre persone, spesso c’è invidia, gelosia, superbia, mentre bisogna imparare dall’esempio buono degli altri ed allontanare l'esempio cattivo senza mormorare, parlare male perché si fomentano discordie, contese ed ogni genere di litigi. Bisogna operare con retta intenzione nel nome del Signore, con serenità, pace ed amore. Soltanto così il Signore benedirà il nostro lavoro e tutto sarà realizzato nella gioia di ciascuno e di tutti.

 

 

 

 

92.  L A   F I L O C A L I A

 

 

Amore per le cose belle, oggi più che mai ha perso valore perché spesso si dicono cose belle quelle che hanno la semplice parvenza di bello, ma in verità sono effimere, anzi l’ opposto del bello. Quando si è lontani da Dio si perde facilmente il gusto di ciò che è la bellezza promanante dallo stesso Creatore, e si dà spazio a tutto ciò che i superficiali considerano di un certo valore. L’ attrito tra il vero bello e l’ effimero costituisce la battaglia dell’ uomo. 

 

91.  L A   F I A C C O L A

 

 

Per vedere, per camminare tutti abbiamo bisogno della luce naturale o artificiale e senza di essa non possiamo lavorare, agire etc… E’ una semplice constatazione di fatto che non sempre ci convince quando si tratta della luce dello spirito, spesso brancoliamo nel buio perché manca la nostra fede, manca la fiaccola delle fiaccole che è Gesù Cristo. Spesso ci barcameniamo, andiamo a tentoni e quasi ciechi ci avventuriamo per una strada insicura, che non ha sbocco alcuno e quindi cadiamo nel baratro, nelle tenebre e nell’ ombra di morte. Non ci siamo accorti che stiamo sbagliando e che il percorso che stiamo facendo è del tutto sbagliato e può condurre alla perdizione. La fiaccola per poter camminare e quindi vedere bene è il Signore, dal quale noi tutti dobbiamo essere illuminati e rischiarati. Senza questa non si va da nessuna parte e quindi saremo non solo inoperosi, ma in uno stato di costante pericolo. Una volta che questa luce ci ha ben inondati, allora possiamo e dobbiamo essere luce per gli altri. La fiamma dell’ ardente carità coinvolgerà tutti i Cristiani ed anche gli altri per essere un solo popolo, una sola nazione, una sola, l’ unica Luce alla quale noi tutti dobbiamo guardare e che ci deve trasformare, cambiare in membra vive di Cristo. Tutti dobbiamo e possiamo avere questa Fiaccola accesa per essere veramente luce del mondo e rischiarare l’ umanità redenta dal Signore e vivificata col nostro piccolo contributo mediante la sua Grazia. 

90.  L'   E D U C A T O R E

 

I genitori, i maestri, i professori, i Sacerdoti e tutti gli educatori in genere hanno una grandissima responsabilità dinanzi a Dio ed agli uomini perché sono essi in prima persona che preparano, educano i futuri cittadini, i futuri cristiani che dovranno far parte come membra vive del Corpo di Cristo. Occorre molta prudenza, ma soprattutto ed in ispecie molto equilibrio perché c'è il momento in cui bisogna saper dire di no ed il momento in cui saper dire di sì. Ci vuole fermezza e carattere, ma nello stesso tempo duttilità e dolcezza per formare e forgiare l'educando che come cera viene modellato dall’ educatore.

È opportuno e necessario ricordare all'educatore che ciascun educando ha una propria personalità, un proprio carattere da rispettare e comprendere. È sbagliato forgiare tutti con lo stesso stampo, alla stessa maniera. Per uno basta uno sguardo, una parola, per un altro è necessario un dolce rimprovero, per un altro ancora un forte e sonoro rimprovero. Bisogna poi ascoltare l'educando, percepire le sue aspirazioni, i suoi pregi e difetti, onde correggere, incoraggiare e forgiare secondo le tendenze, le virtù di ciascuno. Il compito dell'educatore è nello stesso tempo bello e difficile, richiede impegno, dedizione, amore, nella consapevolezza dell’ alta missione che si compie. Oggi tutti gli educatori  devono rendersi conto che non bisogna lasciar correre facendo credere che tutto sia lecito fare. Dobbiamo noi adulti, tramite la nostra esperienza, offrire l'esempio, la testimonianza di chi ha a cuore l'avvenire dei giovani, sereno e tranquillo, perché, come diceva il filosofo Aristotele, possano crescere belli e buoni ed essere a loro volta esempio vivente alle altre generazioni per una società più sana, per una Chiesa più credibile e per un costante richiamo ai lontani, agli assenti, a coloro che non credono più in certi valori, che costituiscono l'essenza della persona, in una società rivolta tutt'altro che al bene ed al bello. Siamo allora noi costruttori indefessi di un mondo nuovo, di una civiltà nuova, di una Chiesa richiamo a se stessa verso il cammino della santità e richiamo ai lontani che non hanno ancora capito il bello, il bene e tutto ciò che rende l'uomo felice perché è formato secondo i divini voleri!

 

 

 

89.  L A    D I S F A T T A

 

 

Nella vita bisogna saper perdere: è la superbia che spesso incita alla vittoria, al dominio sugli altri, a credersi qualcuno che vale, che conta, mentre gli altri sono inetti, incapaci, si rassegnano. La disfatta non è rassegnazione, non è  perdita; anche una battaglia non vinta è una vittoria perché ti insegna l’ umiltà, la stima verso gli altri, il farli contare. L’ egocentrismo è il male più grande della nostra società; se poi pensiamo alla dottrina cristiana si capovolge tutta la situazione. Essa c’ insegna l'altruismo, la comunità, il sociale e quindi lo spogliamento continuo di noi stessi. Come siamo lontani dal pensiero evangelico! Non ci basta quanto abbiamo, ma sempre vogliamo prevalere sugli altri, c'è una lotta continua per la supremazia; invece bisogna saper perdere, anche nelle cose buone e lecite perché l'amore, quello vero, ci insegna a non chiuderci in noi stessi, a non essere narcisisti, ma a pensare a coloro che stanno peggio di noi, che hanno difficoltà e problemi più grandi dei nostri. Bisogna avere quella consapevolezza che spesso ci manca per giudicare noi stessi nella verità. Questa è la vera vittoria che vince il mondo, questa è la vera supremazia sugli altri: quando gioiamo per gli altri. Non ci ha insegnato questo Nostro Signore? Non c'è discepolo superiore al Maestro! Questa è la nostra fede, questa è la nostra verità, questa è la massima che deve essere sempre presente al nostro cuore, alla nostra mente di Figli di Dio.

 

 

88.  E L E M O S I N A R E   L’ A F F E T T O  !

 

 

Quanto è triste, desolante, umiliante e scoraggiante chiedere affetto e comprensione! Nessuno ti comprende, forse ti capisce male, oppure è indifferente al tuo bisogno d’ essere compreso, ascoltato, amato! Purtroppo è così, tutti ti sono vicini, tanti si dicono amici, ma è tutta apparenza, falsità, tornaconto o curiosità! Triste è questa realtà, ma è così, tutti ti sono vicini, sembrano di esserti vicini, ma solo quando hai e dai loro. Quando però tu sei nel bisogno, nella malattia, nel dolore, nessuno ti è vicino, nessuno ti pensa, anzi si allontana subito per scrollarsi di dosso il peso che puoi essere tu. O Signore, che triste constatazione, non per niente nel tuo Libro Sacro c’è scritto: “Chi trova un amico, trova un tesoro.”  E’ difficile l’ amico vero, sincero, disinteressato ed altruista. Solo di te, Signore, mi posso sicuramente fidare, gli uomini spesso ti illudono e ti deludono. Signore, sii Tu la mia consolazione, il mio aiuto, il mio rifugio! Confido in Te!

 

87.  UNA  DONNA  –  UNA  MADRE  VICINO  A  MARIA

 

 

Una figura di donna mi si è avvicinata, quanta sicurezza mi ha dato, quanta fiducia, perché ha saputo attingere da Maria, Madre di Gesù e Madre Nostra. L’ umiltà della serva del Signore ha conquistato il cuore di questa donna che trasmette serenità, luce ed amore. Il Diavolo fa la sua parte, a volte scoraggiandola, scombussolandola, ma a sorpresa subito si riprende e cammina, diffondendo a chi le sta intorno serenità, pace e soprattutto il senso di Dio, dal quale dipendiamo e senza il quale nulla siamo capaci di fare. Signore, Dio mio, aiuta, consola, fortifica questa Donna, Madre e Sorella, perché possa sempre spandere fra tutti il Tuo profumo, l’ odore di Cristo che deve permeare il nostro cuore e tutto il nostro essere. Fa’, o Signore, che sull’ esempio di questa tua umile e semplice discepola, tante altre donne seguano il suo esempio di amore concreto e cristocentrico operante nella Chiesa e nella società di oggi così provata dal maligno, così lontana dal nostro comune Padre,  perché tutti riacquistino il senso della vera vita in Cristo, con Cristo e per Cristo. Signore, proteggi e difendi questa Donna da ogni insidia e fa’ che sia la forza risorgente per tante anime così lontane da Te. Benedici ed assisti Lei, la sua Famiglia, i suoi amici, i suoi nemici per      l’ Avvento del tuo glorioso Regno di pace e di Amore. Alleluia!  

 

 

86.  LA DOMENICA GIORNO DEL SIGNORE

 

Dice il comandamento del Signore: ricordati di santificare le feste!

La domenica è giorno del riposo per ritemprarsi fisicamente e per rinfrancare lo spirito, ricordandosi in modo particolare del Signore con una preghiera più intensa, con la partecipazione sentita alla Divina Liturgia, accostandosi alla Santa Eucaristia previa Confessione sacramentale. Così, con tutta la forza attinta nella Casa del Signore, pregando insieme a tutta la Comunità, portando Cristo nella nostra anima si può essere ostensorio vivente per i fratelli ed autentici testimoni di vita cristiana. La domenica anche lo svago può costituire una distrazione, un riposo per il nostro spirito, invece anche i cristiani trascorrono il giorno del Signore in tutt’ altre cose che distraggono lo sguardo da Dio e dissipano lo spirito. Si pensa a cose vane e fallaci, se non addirittura ci si abbandona al peccato, quando per tanti è un giorno come un altro senza dare tanta importanza. Altre Religioni ci danno esempio di maggiore attenzione ed osservanza e ci insegnano quello che noi spesso non osserviamo, fatta eccezione per alcuni lavori come il medico, il ferroviere, il cameriere che obbligano ad una presenza anche domenicale. In altri casi dobbiamo invece astenerci dal lavoro, perché è peccato e offendiamo Dio non osservando la sua Legge; e poi se amiamo veramente il Signore è cosa logica astenersi da qualsiasi lavoro materiale ed intellettuale. Onoriamo nostro Signore osservando i suoi comandi, essendo ligi alla pratica cristiana del riposo settimanale. Molti non osservano questo comandamento per il guadagno o per indifferenza ed apatia o perché pensano che non sia necessario. Iddio benedica e protegga gli osservanti, mentre illumini gli altri perché possano convincersi della necessaria e logica osservanza.

 

 

 

 

 

85.  LA CHIAMATA DEL SIGNORE

 

 

 

Nella vigna del Signore non c’è età, né condizione sociale per lavorarvi. Chi è chiamato alla prima ora, chi alla terza, chi alla nona e chi all’ undicesima.  Dal Vangelo sappiamo che dal primo all'ultimo tutti hanno ricevuto la stessa ricompensa. E’ vero che l' uomo è inglobato nel tempo e nello spazio, ma il Signore, nei suoi mirabili disegni, opera al di fuori per immettere nel tempo e nello spazio quanto voluto o permesso da Lui. “Temo il Signore che passa” -  diceva Sant'Agostino, Padre della Chiesa. Il Signore bussa alla porta del cuore per dire: “Vieni e seguimi!” Al giovane ricco che gli chiese che cosa dovesse fare per ottenere la vita eterna, Gesù disse di osservare i Comandamenti. “Ma - replicò il giovane – li ho osservati da sempre”.  “Allora lascia padre, madre, fratello, sorella, moglie, ricchezze,  prendi la tua croce e seguimi, così avrai il centuplo sulla terra e la vita eterna nell'altra dimensione”. Il giovane si rattristò.  Iddio chiama a tutte le ore della nostra vita terrena, non è la quantità che ha valore dinanzi al Signore, ma la qualità. Si può raggiungere la stessa meta anche nell'autunno del nostro cammino terreno, essendo Monaco anche per poco tempo. Chi rinuncia a tutto consacrandosi al Signore, lasciando le ricchezze col voto di povertà, la carne col voto di castità e la propria libertà col voto di obbedienza, negli anni che Dio gli concede può realizzare la santità di vita richiesta da Lui. Chi con piena facoltà mentale, buona salute fisica e disposizione morale bussa alla porta del Monastero, deve essere accolto per essere esaminato e provato se veramente cerca Dio, come dice san Benedetto, a prescindere dall'età e dalla condizione sociale. L'Archimandrita e la Comunità monastica un giorno dovranno rendere conto a Dio per un ingiusto rifiuto del candidato che vuole consacrarsi a Dio e vuole lavorare nella vigna del Signore. Occorre pregare molto per offrire a chiunque, se chiamato dal Signore, la possibilità di fare una scelta radicale, anche se non alla prima ma all’ undicesima ora. Il Signore attende con pazienza la risposta! Riflettiamo bene su queste cose così importanti per la nostra e altrui vita. Dio ci benedica e rivolga sempre il Suo sguardo su di noi!

 

 

84. IL  CALENDARIO  DA  TAVOLO

 

Ogni giorno giro una pagina, oggi è già domani e questo giorno, questa ora, questo minuto è già passato. Mi è sembrato ieri aver aperto il primo foglio di questo calendario ed oggi è già trascorso più della metà dell’ anno. Come fugge il tempo! Tu, creatura umana, ricorda che sei rinchiusa nel tempo e nello spazio; tu, essere limitato, ricorda sempre che il tempo fugge, così i tuoi anni, così la tua vita. Rifletti, pensa, medita: Iddio ti ha fatto questo regalo, come l’ hai accettato? Come l’ hai usato? Sappi che un giorno non lontano il Creatore ti chiederà conto del tempo che tu hai usato e come l’ hai impiegato! Giorno del Giudizio, tremendo giorno! Allora il calendario da tavolo si fermerà per sempre, non potrà più essere voltato, ma sappi: nemmeno la tua vita, il tuo operato!                                                                   

 

Signore, aiutami ad usufruire del tempo che mi hai dato per lodare, ringraziare Te, per amare Te ed il mio prossimo. Gesù mio misericordia! 

 

83. I  MEZZI  DI  COMUNICAZIONE  SOCIALE

 

 

In quest’ ultimo secolo dell’ era cristiana l’ uomo ha inventato cose meravigliose e belle: dopo il giornale e la radio abbiamo la televisione, internet, i media sociali. Il mondo ci sembra rimpicciolito, le notizie corrono veloci da un punto all’ altro della terra con una rapidità che una volta potevamo sognare. Ciò è positivo ed interessante, come del resto il cellulare. Ma in che modo l’ uomo si serve di questi mezzi che          l’ aiutano nell’ apprendimento e nel lavoro così velocemente? Interroghiamo noi stessi, la nostra coscienza, per riflettere seriamente sull’ uso che facciamo di questi mezzi. Il Signore illumina l’ uomo che con intelligenza certamente non crea, ma inventa. Sappiamo che spesso questi mezzi modernissimi non aiutano l’ uomo per colpa del medesimo, anzi lo conducono nel fango, nella fossa. Bisogna imparare il buon uso con preparazione, attenzione e predisposizione, specialmente da parte degli educatori.  Genitori, professori e sacerdoti hanno una grande responsabilità, devono con tenacia e convinzione inculcare nei ragazzi e nei giovani quella responsabilità che li rende liberi nella scelta oculata dei programmi. Certe trasmissioni non solo creano dipendenza, ma infondono nell’ animo di tante persone idee errate che portano inesorabilmente alla rovina senza rendersene conto. Occorre quindi vigilare, specialmente i direttori responsabili devono creare le condizioni adatte ad educare le persone nella formazione intellettuale sana ed equilibrata; deve prevalere il senso della rettitudine perché si apprendano cose belle e buone, non lordure, non cose che conducono al male, ma al bene dell’ uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio. Coloro che inculcano negli altri, soprattutto ragazzi e giovani, idee poco ortodosse, sappiano che sono responsabili dei loro misfatti e ne dovranno rendere conto a Dio. La violenza che regna sovrana nei mezzi di comunicazione sociale è una spia attendibile che ci dice cosa si dà in pasto al pubblico spesso impreparato e facilmente adescabile. Tutti dobbiamo chiederci cosa facciamo perché questi mezzi siano al vero servizio dell’ uomo, per la sua crescita intellettuale sana, per il miglioramento della sua vita e non per peggiorarla col vizio e con tutto ciò di negativo che ne consegue. Che il Signore guidi tutti nel migliore uso di questi mezzi!

 

82. LA CALUNNIA (2)

 

 

È un peccato grave perché mette a repentaglio l'onore e l'onestà di una persona e noi Cristiani non dobbiamo fare agli altri quello che non vorremmo fosse fatto a noi. L'egoismo, il voler primeggiare sugli altri è la causa primordiale del nostro calunniare e mettere in cattiva luce il prossimo. Condannare un innocente significa che noi siamo lontani da Dio, che siamo ipocriti ed incensiamo e lodiamo noi stessi a scapito degli altri. Dice il Signore: “Non giudicate e non sarete giudicati.” Invece di parlare male degli altri, facciamo un serio e profondo esame di coscienza e sicuramente siamo noi da biasimare e non gli altri. Dobbiamo sempre parlare bene degli altri o tacere, e se qualcosa di riprovevole dovessimo vedere negli altri, preghiamo per loro. L'amore di Dio e dei fratelli ci insegna ben altro! Una società ed a maggior ragione i cristiani sono credibili e trascinatori a Cristo quando sanno amare, portando gli uni i pesi degli altri. Diciamo al Signore: rimetti i nostri debiti, ma noi dobbiamo saper perdonare i torti degli altri, qualora ci fossero, e non farci prendere da antipatia perché sbaglieremmo.

 

81. LA VITA

 

 

È il dono più grande di Dio che noi dobbiamo rispettare, proteggere ed amare dalla concezione fino alla morte. Purtroppo non è così. L'aborto praticato anche da tanti cristiani che si dicono tali, ma non lo sono, è una sconvolgente realtà. La vita va difesa, aiutata e protetta. Un' altra grande ferita è trattare in modo disumano e per nulla cristiano i disabili e gli  anziani, coloro che offrono a noi il modo di esercitare la pazienza. Vi sono figli che per brama dell'eredità trattano male i genitori o li relegano in una casa di riposo per sbarazzarsene al più presto. Dov’è l'umanità, dov'è il senso cristiano della vita? È un grande valore spesso sottovalutato non solo dai miscredenti, ma anche da parte di tanti che si professano seguaci di Cristo. Chi non stima la vita naturale, tantomeno stimerà quella spirituale e quindi è un mercante di morte sotto ogni aspetto. Gli indifesi, cioè i bambini e gli anziani, devono essere maggiormente protetti da tutti noi che in certo qual modo siamo sani e che un giorno non lontano potremmo aver bisogno. Una particolare attenzione va rivolta ai medici, tanto responsabili dell'esistenza umana, sia al suo albore, sia al suo tramonto. Ricordino costoro che grande è la loro responsabilità dinanzi a Dio.

80.  LA  CALUNNIA

 

 

Non giudicate e non sarete giudicati, fate del bene a coloro che vi odiano e pregate per loro. Eccetto il dovere di ufficio che ce l’ impone, come il genitore verso i figli, il professore nei confronti degli alunni, il giudice ecc., nessuno ha il diritto di giudicare l’ altro. Soltanto il Signore è giusto Giudice, ed un giorno saremo giustamente giudicati dinanzi al suo tremendo Tribunale. Anche se fosse vero quello che diciamo del nostro fratello, non è carità cristiana propagandare i difetti e le debolezze altrui, ma da veri cristiani dobbiamo aiutare il prossimo con la preghiera e se possibile col consiglio fraterno e disinteressato. Se poi parliamo male degli altri per invidia, astio, rancore, la cosa è ancora più grave perché siamo spinti dallo spirito del male, dal demonio, ad agire contro il fratello, il quale, ignaro di tutto, è giudicato male, deriso, vilipeso, condannato. Bello l’ episodio penitenziale di S. Filippo Neri nel dare la penitenza ad una donna che aveva calunniato: “Spenna una gallina per strada e poi raccogli le piume sparse! Impossibile. Così è difficile ridare l’ onore tolto a quella persona che hai ingiustamente vilipeso.” I Santi puntavano e puntano il dito contro se stessi, riconoscendosi sempre peccatori e non giudicando nessuno. Noi invece puntiamo spesso il dito verso gli altri e siamo felici nel condannare. Gesù non vuole questo, impariamo sempre alla Sua Scuola. Ci benedica e ci protegga sempre!

 

 

79.  LA  PREGHIERA

 

 

I Santi giustamente affermano che la preghiera è il respiro dell’ anima, per cui si rende sempre indispensabile. Il Signore ci ha insegnato la bellissima preghiera del Padre Nostro, la quale è e dovrebbe essere per tutti noi cristiani il programma della nostra vita. Il Signore è dovunque e quindi in ogni momento possiamo rivolgerci a Lui con cuore sincero e contrito. Ma Egli ci ha anche detto: dove due o più sono riuniti nel mio nome, là ci sono Io. La preghiera comunitaria è superiore a quello individuale, è il Corpo Mistico di Cristo che si rivolge all’ Altissimo. La preghiera vocale è  l’ alfabeto dell’ iniziazione cristiana al colloquio col proprio Signore. Ma la preghiera per eccellenza è il colloquio diretto con Dio, come facciamo quando parliamo con un nostro simile che vediamo fisicamente, mentre non vediamo il Signore, ma lo sentiamo nel nostro intimo, per cui dobbiamo essere sempre pronti all’ ascolto ed al colloquio. Sia la nostra vita un inno di lode e gloria al nostro Creatore! Sia la nostra preghiera un rivolgersi del Padre al Figlio, da peccatori quali siamo. Sia ogni nostra azione una preghiera, perché l’ ascolto e la parola siano sempre ininterrotte. Questa continua comunicazione tra cielo e terra costituisce un legame che non si spezza, una catena strettamente legata fra Dio e l’ uomo.  

 

78.  IL  CIMITERO

 

È un luogo santo e sacro dove riposano le ossa dei nostri cari in attesa della Resurrezione, perché il corpo glorificato si congiunga all’ anima e goda dell’ eterna visione beatifica. Noi edifichiamo Cappelle, monumenti, portiamo fiori, accendiamo lumi. Sono tutte cose che lasciano il tempo che trovano e quindi non importanti. Se vogliamo veramente bene ai nostri cari dobbiamo anzitutto pregare per loro, suffragare  le loro anime, fare del bene ai bisognosi, ma soprattutto dobbiamo cambiare la condotta della nostra vita e loro sicuramente saranno contenti di noi. Quindi bando all’ esteriorità e alle cose futili, dobbiamo puntare sulla sostanza, su tutto ciò che è veramente efficace; quindi correggiamo la nostra condotta. Essi pregano per noi, ci aiutano e ci proteggono, e noi di conseguenza dobbiamo pensare a loro non portando al cimitero fiori o ceri, ma volendoli veramente bene nel modo sopracitato. Un giorno non lontano anche noi saremo cittadini e stabili abitanti del Cimitero. Rispettiamo questo sacro luogo e teniamolo pulito, perché lì ci sono i nostri cari.

 

 

77.  LE  CAMPANE

 

 

Esse suonano solitamente nelle Chiese per chiamare a raccolta i fedeli onde pregare nella Casa del Signore uniti in assemblea perché, come dice il Signore, dove sono due o più riuniti nel mio nome, là ci sono Io, quindi il luogo per eccellenza dove si prega è la Chiesa. I rintocchi delle campane a festa ci ricordano che bisogna santificare la festa, il giorno del Signore, oppure possono suonare a rintocchi lenti ricordandoci che dobbiamo suffragare un nostro fratello tornato al Padre. I campanili e le loro guglie, nelle grandi città, come nei piccoli centri, ci ricordano la presenza particolare del Signore, sono un richiamo per noi tutti riguardo l’ amministrazione dei Sacramenti. Le campane suonano per tutti, grandi e piccini, ricchi e poveri, sconsolati , afflitti, gioiosi, intellettuali ed ignoranti. Dio è presente ovunque e comunque, ma in modo particolare nella Chiesa ove noi tutti ci rechiamo per pregare insieme, per essere un cuor solo ed un’ anima sola come i primi cristiani ci hanno insegnato. Ò’ ascolto del suono delle campane sia per tutti noi un richiamo della voce del Signore che parla al nostro cuore attraverso questo mezzo. Il loro suono all’ alba ci fa ringraziare e lodare il Signore perché incomincia un altro giorno della nostra vita terrena. A mezzogiorno i rintocchi ci dicono di pregare, così la sera quando il buio ha il sopravvento sulla luce. Tutto è dono gratuito di Dio a noi e noi dobbiamo ogni giorno, col suono delle campane, lodare, ringraziare e benedire Dio, nostro Padre Amoroso.

 

76.  L’ APOSTOLO  PAOLO

 

Paolo, Apostolo per antonomasia, al di fuori del Collegio dei Dodici, ma parte integrante. Apostolo dei Gentili, pur essendo Giudeo, peregrinante.

2) Storia della sua conversione. Saulo persecutore dei Cristiani (Stefano) diventa Apostolo del Cristianesimo.

3) La debolezza dell’ uomo è forza perché questa è attinta dalla sorgente che è Cristo stesso. Non è affatto un uomo politico.

4) Paolo è felice di comunicare il Vangelo, annunziarlo, quindi è sempre attuale e vale per noi tutti Cristiani. Pensiamo che Egli evangelizzò nel periodo imperiale romano e quante difficoltà incontrò, così noi oggi in un mondo materialista, consumista, edonista razionalista.

5) Difficoltà tra cultura semitica ed ellenistica (giudei – greci)

6) Omnia possum in eo qui me confortat!

7) Gesù unico Salvatore e Signore di ogni uomo e donna (Io sono di Paolo, io di Apollo , etc. ) Io sono di Gesù Cristo.

8) Non conformatevi alla mentalità di questo secolo (capovolgimento della gerarchia dei valori).

9) All’ Areopago in Grecia (altare al dio ignoto) “quel Dio che non conoscete ve lo predico io, è Gesù Cristo.”

10) Inno alla Carità

 

11) Attualità dell’ insegnamento paolino e nostra radicale conversione.

 

75.  I L   P A T E R   N O S T E R

 

È preghiera:

 

1)    La più sicura - perché composta da Gesù, che è:     a) la stessa Sapienza

                                                                              b) nostro avvocato

                                                                              c) colui che esaudisce

2)    La più retta - perché c’ insegna a chiedere quello che veramente è il nostro bene

3)    La più ordinata - perché ci fa preferire:     a)  i beni spirituali ai materiali

                                                                     b)  i beni celesti ai terreni

4)  la più devota - perché fondata sulla carità :  a) di Dio

                            .                                               b) del prossimo

                           - perché è breve 

5)   la più umile - perché : a) nulla ci fa presumere dalle nostre forze

                                           b) tutto ci fa aspettare dal Signore

 

Quanto ai vantaggi:

I)                  E’ rimedio contro tutti i mali

II)                E’ mezzo efficace per ottenere tutti i beni

 

III)        Ci fa familiari di Dio  

 

74.  I    B A M B I N I

 

 

Essi sono su questa terra gli Angeli visibili che noi adulti dobbiamo amare e custodire con tanto rispetto ed attenzione. Sono il dono più bello che il Signore può fare ad una famiglia ed all’ intera società. Sono la semplicità e la purezza incarnata, sono il raggio di luce di Nostro Signore, sono il tesoro che tutti gli educatori devono custodire in preziosi vasi di vetro. Dobbiamo sempre proteggerli, difenderli dalle insidie di esseri dalla fama innominabile che carpiscono il loro candore e ne fanno una loro vittima. Tutti siamo responsabili della loro vita, della loro crescita, in modo particolare i genitori, i Sacerdoti, i maestri, il cui compito è incommensurabilmente altissimo e ne dovranno un giorno non lontano rendere conto a Dio. Il Signore Iddio custodisca, protegga sempre ed ovunque tutti i bambini ed illumini gli educatori dando loro il dono di una grande saggezza.

 

 

73.  SANT' ANDREA  APOSTOLO

 

PONTE FRA CHIESA D'ORIENTE E D'OCCIDENTE

 

 

Andrea, in greco ἈíäñÝáò (Andréas), denominato secondo la tradizione ortodossa Protokletos o il primo chiamato (Betsaida 6 a. C. - Patrasso 30 novembre 60), fu un apostolo di Gesù Cristo, venerato come Santo dalla Chiesa Cattolica Romana e dalla Chiesa Cattolica Ortodossa. Andrea era il fratello di San Pietro. Quasi sicuramente il suo nome, derivante dal vocabolo greco andreia, virilità, valore, come altri nomi tramandati in greco, non era il nome originario di questo Apostolo, in quanto nella tradizione ebraica o giudaica il nome Andrea compare solo a partire dal II - III secolo. Il Nuovo Testamento ricorda che S. Andrea era figlio di Giona o Giovanni (Matteo 16, 17 -Giovanni 1,42). Egli era nato a Betsaida, sulle rive del lago omonimo in Galilea. (Gv. 1,44). Assieme al fratello Pietro esercitava il mestiere di pescatore e la tradizione vuole che Gesù stesso lo avesse chiamato ad essere suo discepolo, invitandolo ad essere per Lui “pescatore di uomini” cioè “pescatore di anime”. Agli inizi della vita pubblica di Gesù occupavano la stessa casa a Cafarnao (Marco 1, 21-29). Il Vangelo di Giovanni ricorda che Andrea era stato anche discepolo di Giovanni Battista che per primo gli ordinò di seguire Gesù, continuatore della sua opera (Gv. 1, 35-40). Presto entrambi i fratelli divennero discepoli di Cristo. Andrea fu il primo a riconoscere in Gesù il Messia e lo fece conoscere al fratello (Gv. 1, 41). In un' occasione successiva, prima della definitiva vocazione all'apostolato, essi erano definiti come grandi amici e lasciarono tutto per seguire Gesù (Lc. 5, 11; Mt. 4, 19-20; Mc 1, 17-18). Nei Vangeli Andrea è indicato essere presente in molte importanti occasioni come uno dei discepoli più vicini a Gesù (Mc.13,3; Gv 6,8;12;22)  ma negli Atti degli Apostoli si trova solo una menzione marginale della sua figura (At 1,13).

Eusebio di Cesarea ricorda nelle sue “Origini” che Andrea aveva viaggiato in Asia Minore ed in Scizia, lungo il Mar Nero, come del resto anche sul Volga e sul Kiev. Per questo egli è divenuto patrono della Romania e della Russia. Secondo la tradizione egli fu il fondatore della sede episcopale di Bisanzio (Costantinopoli) dal momento che l'unico Vescovato dell'area asiatica che era già stato fondato era quello di Eraclea. Nel 38 su questa sede gli succedette Stachys. La Diocesi si svilupperà successivamente nel Patriarcato di Costantinopoli. Andrea è riconosciuto come Santo Patrono della sede episcopale. La tradizione vuole che Andrea sia stato martirizzato per crocifissione a Patrasso in Acaia (Grecia). Dai primi testi apocrifi, come ad esempio gli Atti di Andrea citati da Gregorio di Tours nel Monumenta Germaniae Historica, si sa che Andrea venne legato e non inchiodato su di una croce latina (simile a quella dove Cristo era stato crocifisso), ma la tradizione vuole che Andrea sia stato crocifisso su una croce di forma detta Croce decussata a forma di X e comunemente conosciuta con il nome di “Croce di Sant'Andrea”. Questa venne adottata per sua personale scelta, dal momento che egli non avrebbe mai osato eguagliare il Maestro Gesù nel martirio. Questa iconografia di Sant'Andrea appare ad ogni modo solo attorno al X secolo, ma non divenne comune fino al XVII secolo. Proprio per il suo martirio S. Andrea è divenuto anche patrono di Patrasso.

 

Atti e Vangelo di Andrea

 

Gli scritti apocrifi che compongono gli atti di Andrea, menzionati da Eusebio di Cesarea, Epifanio di Salamina e da altri, è compreso in un gruppo disparato di Atti degli Apostoli che vengono tradizionalmente attribuiti a Lucio Carino. Questi atti risalgono al III secolo e assieme al Vangelo di Andrea appaiono tra i libri rigettati dalla Chiesa nel Decretum Gelasianum di Papa Gelasio.

 

Le Reliquie

 

L'evento più importante per la storia della Cattedrale e della città di Amalfi fu l’ arrivo delle reliquie del corpo di Sant'Andrea. Secondo il Pirri la fonte che rievoca la traslazione del corpo di Sant'Andrea sarebbe stata scritta da Matteo De Alaneo, Arcidiacono della Cattedrale, per ordine dell' Arcivescovo Filippo Augustariccio (1256-1294). Diversamente la pensa lo Strazzullo, che identifica l'autore della fonte con Matteo Garofalo, arcidiacono amalfitano e poi Vescovo di Aversa, vissuto negli stessi anni dell’Augustariccio. Il Cardinale amalfitano Pietro Capuano nel 1203 ebbe l'incarico da Innocenzo III di assistere in qualità di legato pontificio il corpo di spedizione della quarta crociata e di favorire l'unione con la Chiesa ortodossa. Il 24 giugno 1203 i crociati stabilirono il loro campo nei pressi di Costantinopoli, riscontrando da subito tanta ostilità da parte dei Bizantini che fu subito guerra. Ma la città il 12 marzo 1204 capitolò. Il Cardinale Capuano non partecipò agli scontri, poiché intanto, precedendo l'esercito, aveva raggiunto la Siria per preannunciarne l'arrivo. Ma avvisato dagli ambasciatori degli avvenimenti, tornò a Costantinopoli per cercare di portare l'ordine fra i due eserciti. A Costantinopoli gli imperatori bizantini erano soliti conservare importanti reliquie, affinché non cadessero nelle mani degli infedeli. E fu proprio qui che il Capuano fece il suo incontro con il corpo di Sant'Andrea, protettore di Amalfi. Invitato nella Basilica dei Santi Apostoli dai sacerdoti del luogo, rubò le reliquie del Santo, conservandole con altre che gli erano state date in dono dall'imperatore stesso. Nella primavera del 1206 gli amalfitani fecero ritorno in Italia e con loro giunsero le reliquie. Oltre a quella di Sant'Andrea, il Pirri afferma che probabilmente furono portate ad Amalfi anche le reliquie di San Giacomo, San Gregorio Magno, San Giorgio, San Macario e di altri Santi, oltre che una Santa Spina ed una parte della Santa Croce. Il Cardinale, dopo aver dato notizia al Papa dell'accaduto, ordinò che venissero costruiti a sue spese il transetto e la cripta del Duomo di Amalfi dove egli avrebbe voluto conservare le reliquie del Santo Protettore della Città. Il Capuano, che fino a quel momento aveva tenuto per sé il suo segreto, ne parlò allo zio Arcivescovo Matteo e al popolo, che accolse la notizia con grande entusiasmo. La traslazione fu celebrata l’ otto maggio 1208. Da Conca dei Marini, dove secondo la Translatio S. Andreae sarebbe stata custodita l' urna, parte un grandioso corteo di navi ed innumerevoli barche. Dal porto si svolse una processione tra la folla: l’ urna fu trasportata fino alla navata centrale del Duomo dal Cardinale Capuano e da tre Arcivescovi scalzi. Le reliquie furono messi in due urne distinte: il capo fu conservato in un’ urna di marmo con la scritta “Corpus S. Andreae” in un luogo della cripta conosciuto solo a pochi e infatti dimenticato nel corso del tempo

(l’ urna sarà recuperata solo nel 1603 durante i lavori di rifacimento della struttura); il resto delle spoglie fu sepolto, chiuso in una cassetta d'argento sotto l'altare e ricoperto con una pesante lastra di marmo che presentava al centro un foro o fenestrella, simile a quella che nei sepolcri pagani era destinata alle libazioni di olio e di vino. Essa consentiva ai fedeli di introdurre nei sepolcri dei Santi i brandea, fazzoletti che erano poi conservati come preziose reliquie. Il documento iconografico più antico della traslazione di Sant'Andrea ci è offerto da un codice liturgico membranaceo conservato nel Museo Diocesano di Salerno, dove al foglio 72 ci sono 6 minuscole ma nitide lettere miniate che illustrano l'evento secondo quanto raccontato nella Translatio S. Andreae.

Il codice illustrato di Mons. Arturo Capone risale al 1400 ed è di fondamentale importanza perché ci offre le immagini più antiche, benché sommarie, della Chiesa e della Cripta. Un altro documento rappresentante la traslazione è il dipinto attribuito ad Aniello Falcone presente nella cripta che, oltre a raffigurare la Chiesa prima della trasformazione barocca, rievoca il primo miracolo compiuto per intercessione del Santo il giorno della traslazione: un bambino che assisteva alla processione, dal matroneo cade da quell'altezza fino al pavimento, rialzandosi però senza riportare alcuna ferita.

Sofronio Eusebio Girolamo scrisse che le reliquie di Andrea vennero portate da Patrasso a Costantinopoli per ordine dell'imperatore romano Costanzo II nel 357 e vi rimasero sino al 1208, quando vennero portate ad Amalfi. Nel XV secolo la testa di Sant'Andrea fu portata a Roma, dove venne posta in una teca in uno dei quattro pilastri principali della Basilica di San Pietro.

Nel settembre 1964, come gesto di apertura verso la Chiesa Ortodossa greca, Paolo VI consegnò un dito e parte della testa alla Chiesa di Patrasso.

 

 

La tradizione rumena

 

La tradizione rumena vuole che Sant'Andrea sia stato uno dei primi a portare il Cristianesimo

nella Scizia minore, (l'attuale Dobrogea, una regione rumena) al popolo locale dei Daci, antenati dei rumeni.

Ippolito di Antiochia nel suo “Sugli Apostoli” in Origene nel III libro dei suoi Commentari sulla Genesi, in Eusebio di Cesarea nel suo “Storia della Chiesa” e presso altre fonti come “Il martirio di Usard” scritto tra l' 845 e l’ 865, Sant'Andrea viene citato come pellegrino in questa regione. Tre sono i toponimi e numerose antiche tradizioni e favole sono riconducibili a Sant'Andrea, molte delle quali possono vantare un substrato precristiano. Esiste anche una caverna dove si ritiene che egli abbia alloggiato. La misteriosa tradizione, per cui si racconta che egli fosse solito battezzare nel villaggio di Copuzu, è anche collegata da molti etnologi con il fenomeno delle campagne di cristianizzazione legate agli Apostoli.

 

Ucraina

 

Il primo cristianesimo in Ucraina ricorda che l’ Apostolo S. Andrea avrebbe viaggiato nel sud

dell’ Ucraina, lungo il Mar Nero. La leggenda vuole che egli abbia percorso il fiume Dnieper ed abbia raggiunto la località che in seguito sarebbe divenuta Kiev, dove venne eretta una croce sul sito dove abitualmente S. Andrea risiedeva, profetizzando la nascita della città all’ insegna del Cristianesimo.  

 

La leggenda scozzese

 

Alla metà del X secolo Andrea divenne Patrono della Scozia. Molte leggende volevano che le reliquie di S. Andrea fossero state traslate con poteri soprannaturali da Costantinopoli al luogo attualmente denominato S. Andrea. Due sono i manoscritti scozzesi più antichi: uno è raggruppato assieme agli scritti di Jean Baptiste Colbert e venne donato a Luigi XIV di Francia ed attualmente si trova nella Biblioteca Nazionale di Parigi, l'altro è contenuto nel Messale Harleiano nella biblioteca di Londra. Questi documenti ricordano che le reliquie di Sant'Andrea vennero portate da Regolo al Re dei Piti Oengus I Mac Fergusa (729-761). L'unico Regolo conosciuto dagli storici, il cui nome è tutt'oggi ricordato dalla torre di S. Rule, fu un monaco irlandese espulso dall'Irlanda con San Colombano. La sua vita sarebbe da collocarsi tra il 573 ed il 600. Vi sono buone ragioni per credere che le reliquie facessero originariamente parte della collezione del Vescovo Acca di Hexham e che vennero da quest'ultimo portate ai Piti da Hexham, dove venne fondata una sede episcopale sul luogo detto di Sant'Andrea.

 

Sant'Andrea e la parrocchia di Luqa (Malta)

 

Le prime notizie relative a questa piccola Cappella a Luqa, dedicata a S. Andrea, risalgono al 1497. La visita pastorale del delegato pontificio Pietro Dusina afferma che questa Cappella conteneva tre altari, uno dei quali era dedicato a Sant'Andrea. A quel tempo molti pescatori vivevano a Luqa e questa potrebbe essere una delle ragioni per cui Sant'Andrea venne scelto come Santo Patrono della Città. Sant'Andrea è santo patrono in Scozia, Russia, Romania, Grecia, Amalfi e Luqa.

Come sappiamo Andrea e Pietro sono fratelli, ambedue chiamati da Gesù ad essere pescatori di uomini, ambedue Apostoli, primi Vescovi in Oriente.

Pietro verrà a Roma, Andrea verrà in Occidente, fanno parte dei Dodici, fanno parte dell' Unica Chiesa Indivisa, purtroppo oggi divisa da secoli.

                  

 

                                                                             + Basilio I

 

                                                                              Metropolita Primate d'Italia

 

 

72.  LA DISPERAZIONE

 

 

In un mondo dove la corsa spasmodica quotidiana richiede ritmi particolari e si è spesso stressati, non esiste quell’ armonia e quella serenità che ciascuno dovrebbe avere per condurre una vita all'insegna della serenità. La problematica di oggi è così ingarbugliata e molteplice da esasperare gli animi. La corsa per la realizzazione di certi valori effimeri e passeggeri spesso costituisce un assillo per molti, tanto da essere un punto di partenza per arrivare ad un punto di esasperazione. E ciò vale sia per i non credenti che per i cristiani anche praticanti che perdono la fede: non confidano più in Dio e sprofondano nella disperazione e tante volte compiono degli atti inconsulti fino a togliersi la vita. Tanti si domandano se costoro si salveranno o meno. Non siamo sicuri neanche di Giuda se si sia salvato o dannato poiché in un attimo si può chiedere perdono a Dio e si è salvi. La Chiesa prima proibiva il funerale religioso a tutti coloro che si erano suicidati, non perché sapeva della loro dannazione - solo Dio può sapere ciò e ricordiamoci che è sempre Padre di misericordia e di amore - ma perché non avevano lasciato a noi un buon esempio togliendosi la vita, che è un gran dono di Dio. Si suppone che oggi esista un cristianesimo più adulto e di conseguenza comprenda che solo Dio può giudicare ciascuno di noi essendo a sua completa dipendenza. Ciò che appare agli occhi degli uomini quasi sempre è diverso agli occhi di Dio. Noi siamo sempre pronti a giudicare, a condannare e a tirar fuori sentenze, ma sbagliamo. “Le mie non sono le vostre vie” - dice il Signore. Allora convinciamoci del giusto giudizio di Dio; a noi rimane solo il dovere di pregare per chi è nel bisogno, per chi è nell'angoscia, nel dolore e nella sofferenza, nella disperazione. Dobbiamo essere i soccorritori nel nostro piccolo perché quando i nostri fratelli stanno per trascorrere un momento difficile, bisogna essere pronti e disponibili per evitare poi il peggio. Tutti siamo in pericolo  e quello che oggi capita ad un nostro fratello potrebbe succedere a noi. Allora cerchiamo di essere pronti e soccorrere in tempo un nostro fratello. Il Signore vede e sa quanto è disponibile il nostro animo, il nostro cuore.

 

 

 

71.  L'ATTESA

 

 

Tutta la nostra vita terrena, dalla nascita alla morte, è un' attesa. Naturalmente si attendono eventi lieti, gioiosi, purtroppo vi sono spesso eventi poco simpatici o addirittura che ci ripugnano. Siccome la terra è una valle di lacrime, gli eventi tristi vanno per la maggiore. Quale può essere, anzi deve essere l'atteggiamento del credente? Certamente diverso da quello del miscredente, ma non basta! Il sigillo delle virtù teologali, fede, speranza e carità, che deve essere impresso nel cuore di ogni credente, fomenta serenità, pace ed accettazione di eventi di sofferenza, di dolore fisico e spirituale. L’ attesa di eventi tristi si alterna ad eventi lieti fino al culmine della gioia che è l'attesa di Dio, Nostro Padre, nella celeste Gerusalemme. Questa è l'ultima e la prima attesa della nostra vita, la più bella, la più importante, quella per cui lavoriamo per tutta la nostra esistenza terrena. Pensando a questa, tutte le altre attese di ogni genere sono inezie, quasi insignificanti: noi tutti figli di Dio attendiamo questo nostro Padre amoroso, misericordioso e clemente. La presenza continua di questa attesa ci deve trasformare, ci deve far capire che siamo sempre ed ovunque figli di Dio e che quindi possiamo ripetere col Serafico Padre San Francesco: “Tanto è il bene che mi aspetto che ogni pena mi è diletto.” Allora in attesa della grande Attesa siamo tutti pronti con l'entusiasmo di bambini che attendono con gioia il premio e che hanno quella pazienza così tenace, così solida da emanare una luce immensa per trascinare gli altri insieme a noi alla celeste, Santa Gerusalemme, con Dio, in Dio e per Dio.

 

 

 

70.  L’AVARIZIA

 

Questo vizio capitale rende infelici tante persone che pensano impropriamente di essere felici accumulando a più non posso tante e tante ricchezze inutili. Poveri illusi, un giorno non lontano rimarranno delusi perché si renderanno conto che è perfettamente inutile e deleterio il loro operato. Bisogna procurarsi il necessario per vivere e il dipiù offrirlo e distribuirlo con amore ai fratelli bisognosi. L' avaro è un grande egoista, tornacontista e spesso accumula ricchezze sfruttando ingiustamente gli altri. Non pagare la giusta mercede all'operaio è grande peccato al cospetto di Dio, sciupare i beni senza farne partecipe il fratello bisognoso è grave e non ci rendiamo conto che noi sciupiamo tanti beni di cui il fratello nostrano o del terzo e quarto mondo potrebbe benissimo usufruirne. Essere tirchio, pensare solamente a se stesso, non occupandosi dell'altro, non è civile, né tantomeno cristiano. Ma ci rendiamo conto che dobbiamo lasciare tutto e che il nostro lavoro di accumulo non serve proprio a nulla? Poveri tapini i ricchi avari di cui Gesù disse: "E' più facile che un cammello passi per la cruna di un'ago che un ricco entri nel Regno dei cieli." Non è proibito possedere ricchezze, ma bisogna vedere come si usano, se si è altruisti o egocentristi, cosa quest' ultima pericolosa perché non porta la salvezza e quindi riflettiamo anche perché il desiderio smodato di possesso è cosa disdicevole ed è come essere ricchi. Ciò che costituisce la ricchezza spirituale è il distacco forte da quella materiale, quindi è importante stare lontano dalle cose che possediamo o che vorremmo possedere, essendo consapevoli che è la ricchezza spirituale quella che conta, il possesso della virtù, l'amore alle cose divine, per essere vicini a Dio ed al prossimo! Ci accompagnino le cose celesti che valgono, non ciò che è fugace e passeggero perché non ci offre l'opportunità di dare con amore, senza ristrettezze, ma con tanta generosità, pur senza gratificazione umana: basta solo quella divina per essere felici già su questa terra.

 

 

 69.  SANT’ANDREA APOSTOLO

 

 

 

È uno dei 12 apostoli chiamati dal Signore, che con tanta semplicità ed entusiasmo segue le sue orme. Come quasi tutti gli altri è martirizzato e muore a Patrasso su una croce diversa da quella del Signore, a X, denominata appunto la croce di Sant'Andrea. Non è il patrono degli ortodossi, ma il titolare della cattedra di Costantinopoli, dove risiede il Patriarca Ecumenico, il primus inter pares fra tutti i Primati delle giurisdizioni ortodosse. Possiamo asserire che Andrea è il primo seguace di Gesù Cristo, è colui che risponde seriamente all'invito del Signore fino alla morte ed alla morte di croce. Due considerazioni sono da farsi: noi tutti cristiani siamo chiamati, mediante il Battesimo, ad essere figli di Dio e questa figliolanza ci impone delle precise responsabilità per non essere chiamati figli indegni. L'altra considerazione è quella che concerne la chiamata speciale sacerdotale e religiosa in genere; e come Andrea, il Sacerdote, il Vescovo, il Monaco, il religioso in genere è crocifisso a se stesso per la radicale rinunzia da fare circa una famiglia da formarsi, circa i beni a sua disposizione (ciò non vale per i preti diocesani), circa la disposizione della propria libertà. Allora tutti, come semplici cristiani e quindi seguaci del Divin Maestro, devono capire cosa significa la sequela di Cristo, ancora in modo più profondo Vescovi, Preti e religiosi. Andrea, come tanti altri Santi nella storia della Chiesa d'Occidente e d'Oriente (laici e chierici), oggi ci dice quanto disse a lui nostro Signore: lascia tutto, vieni e seguimi, vieni e vedi. Così dobbiamo fare noi, è la cosa più bella e salutare. 

 

 

68.  AMICIZIA

 

Parola meravigliosa, poco compresa e molto sfruttata. Chiunque si spaccia per amico, ma spesso è tuo nemico, è un tornacontista, un affarista, un egoista: purtroppo il mondo è pieno di siffatte pseudoamicizie. Amicizia è dono di sé all'altro, e comprensione, è compartecipazione nella gioia e nel dolore, nel bello e nel cattivo tempo. Amicizia è  amore vero, è sentire con l'altro, anche con idee diverse, diverso carattere, diversa personalità; è stare accanto all'altro, che ha come me pregi e difetti, che sbaglia e che compie cose belle ed a volte  meno belle. Dio veramente ti ama e ti è amico, ci sono creature che amano veramente altre creature, sebbene molto rare. Ringrazio il Signore se hai trovato un vero amico, non perderlo mai, è il tuo tesoro inestimabile, fidati di lui, apriti ed amalo. 

 

 

 

67.  LA VEDOVA

 

Quante donne sono vedove, alcune sole, altre con più figli da crescere, mantenere ed educare ed in tal caso devono supplire in qualche modo la figura paterna venuta meno. La Sacra Scrittura parla della donna forte e coraggiosa che sa affrontare le difficoltà della vita e che sa brillantemente superare gli ostacoli che le si pongono lungo il cammino tanto difficile della vedovanza. La personalità della vedova è così singolare da essere ammirata dalle altre donne e dagli stessi uomini. Certamente il Signore conceder le grazie e gli aiuti necessari per sopperire alle necessità di tale stato e nella storia della Chiesa abbiamo dei fulgidi esempi. C'è un'altra schiera di vedove, definite pure bianche, perché la morte dei loro mariti non è fisica, ma spirituale, morale e spesso si vivono delle vere e proprie tragedie, situazioni ingombranti e poco simpatiche verso le quali la Chiesa e lo Stato dovrebbero avere maggiore attenzione. Spesso, invece, sia religiosamente che civilmente, queste donne sono dimenticate  e per nulla aiutate in tutti i sensi ed in tutte le direzioni. Non è giusto che non ci si curi di loro, come se non esistessero, purtroppo anche da parte del clero c'è una certa noncuranza; ricordiamoci che di questo dovremo, fra le altre cose, rendere conto a Dio. Sarebbe opportuno che esse, le vedove provenienti da ambedue le parti, si aggregassero, si coalizzassero per avere voce in capitolo, per far capire il loro dramma ed essere presenti nella Chiesa e nella società come persone degne di attenzione e di cura. 

 

66. LE VOCAZIONI SACERDOTALI

 

Il sacerdote è, come afferma Paolo apostolo, il dispensatore dei divini misteri, il Ministro del Signore che guida il popolo sacerdotale al Signore. Senza di lui non c'è Eucaristia e nemmeno gli altri sacramenti, senza di lui il popolo santo di Dio non ha una guida sicura. Dobbiamo pregare per le vocazioni sacerdotali, dobbiamo coltivarle, dobbiamo aiutare i sacerdoti, sia materialmente che spiritualmente: ecco la responsabilità dei genitori, del parroco e dei sacerdoti in genere. Una parrocchia, un paese che ha tanti candidati al sacerdozio significa che ha lavorato bene, usando una giusta pedagogia che fomenta ed aiuta le vocazioni. Certamente il seminarista,  il futuro sacerdote è un uomo con tutti i suoi pregi e difetti, ma se c'è un germoglio di vocazione bisogna coltivarlo e ricordarsi bene  di formare prima l'uomo, poi il cristiano e per ultimo il candidato al sacerdozio, il quale deve essere conscio della missione a cui è chiamato e quindi saper combattere contro il demonio, il mondo e se stessi. Nonostante la limitatezza e debolezza umana, il sacerdote deve offrire alle anime a lui affidate quella testimonianza necessaria da uomo di Dio perché gli altri apprendano da lui come amare il Signore ed i fratelli. Bisogna farsi forti per la grazia di stato che il Signore dà a ciascuno di noi, particolarmente ai Vescovi  ed ai Sacerdoti. Se nella vita del clero c’è presente questa verità, si supererà ogni difficoltà ed ogni Sacerdote sarà lampada splendente ai passi di ogni fedele.

 

 

65. L'  U M I L T À

 

 È una virtù cristiana pressoché sconosciuta da molti, ma conosciutissima da parte dei Santi che hanno imparato bene la lezione da Gesù mite e umile di cuore. È vera umiltà il riconoscersi quello che si è davanti a Dio ed il prossimo, nonché davanti a se stessi. Noi umani siamo fonte di miseria e di peccato, se qualcosa di buono c'è in noi è opera esclusivamente divina e quindi non ci dobbiamo gloriare di nulla, non dobbiamo essere altezzosi, egoisti, arroganti e sopraffare gli altri. Spesso pensiamo di voler dominare il prossimo, di avere il comando di chissà che cosa, non comprendiamo che siamo dei tapini, buoni a nulla. Mai ci dobbiamo autoincensare, lodare con tanta compiacenza, poiché chi si loda s'imbroda; anche coloro che comandano devono possedere una buona dose di equilibrio e devono aver saputo prima obbedire. La sottomissione non è schiavitù, ma servizio, è lasciare il posto agli altri. Chi vuol essere il primo, dice Gesù, sia l'ultimo, non nella apparenza, bensì nella piena consapevolezza di una realtà. Come siamo lontani da l'umiltà di Maria, da l'umiltà di tutti i Santi e dall’esempio così edificante del pubblicano del quale parla il Vangelo!

 

 Umiltà però non significa eclissare le proprie doti, le capacità che si possono avere per mettersi al servizio degli altri, ma è pieno riconoscimento che ogni nostro dono proviene gratuitamente dall’ alto. Dobbiamo convincerci che siamo semplicemente degli strumenti nelle mani del Signore, delle pedine spostate qua e là secondo i divini voleri ed i misteriosi disegni del Creatore nei confronti di noi povere creature. Allora non bisogna guardare dall'alto in basso gli altri e giudicarli spietatamente; pensiamo seriamente alle nostre colpe, ai nostri difetti, a quanto di bello e di buono possiamo costruire con l'aiuto di Dio. L'umiltà è spirito di fede, speranza e fiducia in Dio e nel prossimo, carità perfetta che allarga le braccia e lenisce ogni dolore ed ogni lacrima. Dobbiamo saper amare l'umiltà rendendoci ultimi e sapendo stare con gli ultimi, condividendo ogni cosa. Il Divin Maestro ci aiuti tutti ad essere riconoscenti al suo insegnamento per poterlo imitare nella nostra pochezza. 

 

 

64. IL MISTERO DELLA SALVEZZA ETERNA DELL'UMANITà

 

Dio Padre Creatore, il Figlio Redentore, lo Spirito Santo Amore, tre in uno, si amano e per questo mistero sovrabbondante d' Amore, essendo l'amore diffusivum sui, è creato l'uomo ad immagine e somiglianza dello stesso Dio. Allora la creatura umana è un riflesso del Creatore, è lo splendore dell' Onnipotente Signore, ma a sua volta l'uomo è, per volere divino, re del Creato, tutto ciò che lo circonda è a suo completo servizio perché la Sapienza divina vide tutto quanto aveva creato prima dell'uomo, buono. Tutto il dramma della storia umana è racchiuso in un solo vocabolo: superbia, che vuol dire orgoglio, presunzione di superiorità della creatura nei confronti del Creatore. Dio ha lasciato l'uomo libero di scegliere quale strada imboccare e percorrere. Purtroppo l'uomo, volendo, per così dire, fare concorrenza alla grandezza divina, ha scelto il pieno allontanamento da Lui. Ecco allora la malattia congenita nell'uomo, ecco la ferita aperta che avrà per sempre tristi conseguenze. Ma l'amore di questo grande Padre è immenso ed invia sulla terra il suo Figlio Unigenito per togliere l’ uomo dal fango in cui era caduto, ed innalzarlo a sé per divinizzare l'umanità e renderle la primitiva dignità perduta. Pensate quale grande mistero: la Divinità assume la natura umana, quella originaria, quella che non era stata ancora macchiata da nessuna colpa, per restituire all'uomo la perduta dignità. L' Eterno per far questo in modo naturale si serve di una Donna, la più eccelsa, la più bella fra le donne: Maria, novella Eva. E come per una donna venne nel mondo la morte, così per un'altra Donna venne la Grazia, la salvezza. Nella pienezza dei tempi viene il Messia, il Promesso: per liberare l'umanità dalla schiavitù e dalla morte quale prezzo paga l' Umanità di Gesù! Diventa l'Uomo dei dolori, l'Uomo trasfigurato perché avvenisse in noi quella metamorfosi dello splendore divino perduto e poi riacquistato. La storia della Salvezza è la più grande ed alta, la più bella è nobile storia umana. Dalla Culla al Calvario, dalla predicazione alla Resurrezione, alla discesa dello Spirito Santo su Maria Santissima e gli Apostoli, dalla nascita della Chiesa e dalla sua storia bimillenaria possiamo affermare quanto grande, potente, sapiente ed amorevole è Dio, quanto immenso deve essere lo stupore dell'uomo che nel suo microcosmo deve guardare e protendersi sempre verso il macrocosmo divino. “I cieli narrano la gloria di Dio e l'opera delle Sue Mani annunzia il firmamento”, così possiamo affermare col salmista e dobbiamo inchinare il nostro capo a tanta munificenza. Dio vuole sicuramente tutti salvi e ci attende nel Suo Regno di pace e di amore. Si è rivelato a noi, ci ha lasciato il suo insegnamento e dobbiamo essere certi della parola del Signore che è l'unica a non deludere mai. Ciò deve alimentare ed aumentare la nostra fede, rendere incrollabile la nostra speranza, infuocare la nostra carità lodando e benedicendo Dio con l'universo, cielo terra e mare, perché cresca in noi Dio stesso. Cos'è allora il Paradiso? E’ Dio stesso e stare con Lui è la nostra somma felicità, nient'altro. “Ci hai fatti per Te ed il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te”, così ha affermato un Padre della Chiesa, Sant'Agostino. Rifulga e sia presente in noi questa consapevolezza perché Dio è con noi ed in noi. Egli sa bene che siamo deboli e miseri e per questo è sempre Padre di misericordia e di amore, disposto sempre a perdonare quando noi, ricorrendo a false sirene, ci allontaniamo da lui. è necessaria per noi tanta confidenza in Lui. Egli ci aspetta sempre a braccia aperte, ci vuole accanto, bussa alla nostra porta. Sta a noi aprire, anzi spalancare questa porta chiusa alla grazia, chiusa al divino che prima era in noi e poi si è quasi impallidito o scomparso: ecco che egli ci riporta al primitivo splendore, ci dà in abbondanza quanto avevamo perduto prima. Siamo spesso come i discepoli di Emmaus, scoraggiati, avviliti, oppressi e delusi. Ma quando tutto sembrava perduto, ecco una luce rifulgere sui nostri passi, sul nostro cammino così incerto: è Lui che ci viene incontro, che attende paziente il nostro ritorno. Come il cervo anela alla fonte, come il passero al proprio nido, così l'anima mia, o Signore, anela a Te, ha estremo bisogno di Te, Dio vivente e santo, Dio di ogni consolazione! L'anima redenta da Cristo è rinnovata e trasmette parte dello splendore divino a chi l’ avvicina. Ecco i Santi: uomini e donne come noi che hanno capito, con tanto sforzo e sacrificio, l' Amore di Dio e lo hanno trasmesso ai fratelli. Quest’  amore è immutabile, completo e totale, non fa differenze o simpatie. Dio ama ciascuno di noi con lo stesso Amore che c'è fra Padre e Figlio nello Spirito Santo, per cui siamo un tutt'uno con la divinità ed è assurdo oltremodo sapere che l'uomo sia lontano da Dio, lo rifiuti, perché il Padre vuole la felicità del figlio come un albero innestato che porta buoni frutti. Non è immaginabile e tantomeno pensabile essere nell'eternità senza di Lui e lontano da Lui. Mi è tanto logico pensare che solamente la pazzia umana può sostituire il rifiuto di Dio e quindi creare quello che si chiama inferno, cioè un'infelicità eterna perché Dio e la Felicità Eterna. Egli vuole salva tutta l'umanità da Lui creata, redenta ed amata. Com’ è possibile rifiutare l'invito di tanto gran Padre? A te uomo la risposta! è l'argomento più importante dell’ esistenza terrena che passa velocemente ed ogni giorno si muore nel tempo per vivere nell'eternità, ma un' eternità beata. Ecco il problema dei problemi, ecco la nostra riflessione continua, semplice e serena sul tema che deve far parte vitale del nostro essere, la preoccupazione vitale, essenziale che deve sempre avere la precedenza su tutti e su tutto, non dimentichiamolo! Tutta la Teologia cristiana, cattolica e apostolica, ortodossa deve porgere la massima attenzione sull'Amore di Dio verso l'uomo, sul farsi trasportare da Lui. I Santi bruciavano e bruciano d'amore per il Signore, farsi infiammare da Lui significa essere il Suo Specchio, il Suo Splendore e se talvolta, a causa dell'umana miseria, l'opacità dello specchio non offre all'altro lo splendore di Dio, dobbiamo noi essere i primi a fare una profonda pulizia perché ritorni il primitivo splendore, perché brilli la luce per coloro che vivono nelle tenebre e nell'ombra di morte. La notte dello Spirito è stata sempre per i Santi la prova più dura sulla terra, ma è necessaria per essere vivificati e forgiati nell'amore del Padre, è importante passare attraverso la grande tribolazione per essere poi veramente i prediletti ed amati dal Signore. Perché avere timore? Perché chiudersi? Apriamo, spalanchiamo le porte del nostro cuore e della nostra mente a Dio Padre, Signore della Vita perché ci sia per noi la vera vita, ci sia l'ossigeno della Sua Grazia, della Sua Amicizia. Come non essere presi da tale anelito? Come non gioire, esultare per l’ attesa di sì gran Padre? Sta a noi essere docili, essere pronti al richiamo di tanto Amore e Misericordia! O Signore, ci hai fatti per Te ed il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te. Allora vogliamo la gioia, la pace e la felicità? Solo Lui ce la può offrire, solo Lui è la salvezza, la Vita, la Verità e la Via. Dobbiamo stare molto attenti a false offerte di felicità di altre fonti che arrivano dal demonio, nemico numero uno di Dio e dell'uomo. Nel dramma umano, che lungo la storia continua spietatamente il suo cammino e  che mina all'interno l'uomo senza che egli stesso se ne accorga, tutta la forza su cui poggiarsi è solamente Gesù Cristo ed è quello che l'uomo deve capire, convincendosene del tutto. Secondo il mio modesto pensiero, l'inferno c'è per l'uomo che lo vuole veramente, che rifiuta Dio sempre, anche quando ha sbagliato ed il Padre sarebbe pronto a perdonarlo ed a riabbracciarlo. Sia la nostra scelta Dio nostro Padre, anche se figli ingrati, ma pieni di fiducia in Lui. Così soltanto vince l' Amore del Signore Creatore, Redentore e Santificatore e la creatura sarà la lode perenne di Colui che è AMORE.

 

63. LA TEMPESTA

Chiunque sta navigando e si trova nella malaugurata  situazione di pericolo, dovendo lottare con i flutti del mare per il naturale istinto di conservazione della propria vita, è in una situazione tragica. Egli, se credente, si rivolge al Signore e chiede con tutta la propria forza d’animo,  la salvezza. Signore salvami, aiutami, sto annegando, sto morendo! Certamente se questa salvezza è nei mirabili disegni di Dio, si salva. è importante la salvezza fisica, ma più importante quella spirituale, quante volte la nostra anima è in serio pericolo e noi per nulla lo avvertiamo, forse non attribuiamo quella importanza che si deve e ci lasciamo trascinare in balia delle onde. Perché non vogliamo capire che stiamo per perire? Lontano da Dio non c’è salvezza! Siamo naufraghi e non chiediamo aiuto all’Unico Grande Salvatore Gesù Cristo, le onde possono inghiottirci senza accorgercene e noi inerti, pigri, indifferenti, stiamo a guardare, oppure tante volte ci rivolgiamo a pseudo salvatori, a chi non ci può aiutare, ma addirittura ci trascina nel profondo del mare tanto burrascoso. Tutti navighiamo nel mare dell’incertezza, dello scoraggiamento, della fragilità umana e possiamo affondare senza poter riemergere. è importante imparare a navigare per non trovarci impreparati, ma sempre pronti ad ogni ostacolo perché al soffio dei venti le onde marine non ci inghiottino. Salvaci, Signore, non farci perire, ma prendici per mano per essere al sicuro nella tua barca e poter navigare tranquilli senza paura, senza incertezza perché Tu sei con noi e ci accompagni da un mare all’altro.

 

 

62. IL TIMORE DI DIO VERA NOBILTA’

Noi poveri uomini teniamo tanto ai titoli nobiliari ed anche noi Ecclesiastici, ai nostri titoli, ma è tutto fumo, tutto passa, vanità di vanità, tutto il mondo è vanità. Quanta pompa, quanto fumo! E poi… Poi, hai me! Vuoto completo, l'anima si sente povera afflitta, non ha in se una vera ricchezza, vogliamo essere serviti riveriti, io, io, io sono. Che cosa? Un povero tapino e nient’altro! Noi Vescovi, prima della firma poniamo una croce che all’origine era un tau derivante dal greco tapeinòs, tapino, poveraccio. Tutti siamo poveracci. Onori e cariche non ci devono insuperbire ma ci devono far riflettere sulla responsabilità che il Signore, mediante i Nostri Legittimi Superiori, ci da per compiere la nostra missione, per realizzare il bello, il santo, il buono, tutto il resto non vale niente, riflettiamo su questa grande verità, non allarghiamo a ruota come fa il pavone, ma, in piena sottomissione ed umiltà, pensiamo a quello che veramente siamo dinanzi al Signore, non a quello che vogliamo far credere di essere ai nostri simili. è il timore santo di Dio che deve essere nel nostro cuore e nella nostra mente, vivendo alla presenza del Signore con i nostri difetti e con qualche pregio datoci dal Signore. Dobbiamo essere nobili d’animo, non titoli servono ma la nostra completa Cristificazione, il nostro vivere in Lui, con Lui e per Lui. Il Signore Iddio benedica i nostri propositi e ci custodisca.

 

61. L’UNITA’ DELLA CHIESA DI CRISTO

E’ un tema attualissimo, importantissimo e scottante per tutti coloro che si professano Cristiani e che quindi tali vogliono essere. La Chiesa fondata da Gesù Cristo ed assistita dallo Spirito Santo è o almeno dovrebbe essere un solo corpo formato da tante membra, di cui la testa è Nostro Signore. Nei duemila anni e più di Storia del Cristianesimo e quindi della stessa Chiesa attraverso i secoli, assistiamo a varie divisioni, spaccature, incomprensioni e quant’altro abbia potuto ferire e ferisce questo Corpo sia in Oriente che in Occidente. L’egocentrismo e la superbia dell’uomo hanno sempre prodotto e producono immancabilmente disastri immani. Il Cristianesimo, così diviso e frantumato, quale testimonianza di fede e di amore può offrire a coloro che non sono cristiani, ma che magari vorrebbero esserlo? Nessuna! Purtroppo!...

Allora  noi tutti dovremmo ben meditare le parole di Gesù al Padre: “Come Io e Te siamo una cosa sola, così anche loro, i miei discepoli, siano.” Spesso cerchiamo il ostro tornaconto, non è ciò che vuole il Signore. Ci guardiamo in cagnesco, quasi ci odiamo, mentre ci è chiesto l’amore, l’amore, si intende nella verità, senza compromessi, si, si, no, no! Da diversi anni qualcosa sta muovendosi, c’è un certo dialogo, inesistente in antecedenza. C’è ogni anno l’Ottavario di preghiere e di incontri dal 18 al 25 Gennaio. Secondo me, tutto l’anno è importante che preghino insieme le varie Confessioni Cristiane, che si conoscano meglio e che quello che ci unisce, è tanto, specialmente tra Cattolici Romani e Cattolici Ortodossi, vale pure per altre Confessioni, sia un punto di partenza per discutere su ciò che, purtroppo, ci separa ancora. è necessario, però, che nelle nostre discussioni, tavole rotonde o altro, sia presente Nostro Signore Gesù Cristo. Egli e non altro sia il perno, il cardine del nostro confronto e del nostro dialogo. Dopodichè esaminiamo ciascuno di noi la nostra condotta, la nostra Amicizia con Dio e con prossimo. Convertiamoci per poter essere veramente trainanti verso il Nostro Capo, il Signore, e suonare magari sinfonie diverse, ma convergenti nella piena armonia. Questo è quanto mi auguro che possa avvenire nella Chiesa di Cristo, a questo ogni anima innamorata di Dio e della Chiesa deve tendere. 

 

60. STORIA MONASTICA

 

 

I primi cristiani conducevano una vita veramente evangelica ponendo i loro beni in comune, portando gli uni i pesi degli altri e quindi ubbidendosi a vicenda e vivendo la castità matrimoniale e quella verginale per chi voleva osservarla. I consigli evangelici pertanto erano dai più osservati, memori sempre di quanto Gesù affermò al giovane che voleva condurre una vita perfetta. Egli sente dirsi da Gesù di osservare i comandamenti, cosa che pare già facesse, ma “Se vuoi essere perfetto” - ribadisce il Signore – “vendi tutto ciò che hai, dallo ai poveri, vieni e seguimi”. Il giovane si rattrista, la storia si ripete in tanti giovani di questo secolo. Una vita ascetica condotta dalla comunità degli Esseni fu conosciuta probabilmente da Giovanni Battista. Ma è Antonio che, colpito alla lettera dalla frase evangelica già enunciata, lascia tutto e si ritira nel deserto per condurre vita eremitica e più si addentra, maggiormente tanti discepoli lo seguono. Così dicasi di San Paolo I eremita. Iniziatore della vita cenobitica è San Pacomio, il quale istituisce grandi Lavre, sia per uomini che per donne, e sotto la guida dell' abate del monastero si conduce una vita di lavoro e di preghiera. Basilio il Grande organizza i monasteri in città ed istituisce la Basiliade, dove vi sono scuole, ospedali, eccetera. Ecco che si va ordinando la vita monastica nella triplice forma: eremitica (da solo), cenobitica (vita comunitaria perfetta), idioritmica, per cui i monaci lavorano all'esterno del monastero e all'interno sempre seguendo e praticando i consigli evangelici di povertà, castità e obbedienza, nonché mantenendo la stabilità nel proprio monastero. In Occidente abbiamo forme di vita monastica con Colombano, Eusebio, eccetera, ma il Patriarca del monachesimo occidentale è San Benedetto che con la sua regola, molto equilibrata, getta le fondamenta per una schiera di monasteri e monaci che saranno nei secoli luce per la fede e faro di civiltà. Poiché l'uomo, anche il consacrato, è debole, mutevole e misero, si hanno nei secoli varie riforme monastiche della vasta famiglia benedettina. Basta accennarne alcune: quella dei Cistercensi, dei Camaldolesi, dei Silvestrini, dei Vallombrosani, eccetera. Nella Chiesa latina in ordine cronologico abbiamo prima i Canonici regolari (Lateranensi, Premostratensi), poi i monaci (con le varie riforme su accennate), seguono gli Ordini mendicanti (Francescani, Domenicani, Carmelitani, Trinitari, Mercedari, Servi di Maria eccetera. Da ribadire che mentre i monaci conducono una vita contemplativa e risiedono in monastero o cenobio o Abbazia, i Frati dimorano in convento e conducono una vita mista di contemplazione e di apostolato, mentre i Chierici Regolari, le varie Congregazioni moderne e gli Istituti secolari conducono una vita attiva di apostolato. Tutto questo variegato panorama di vita consacrata ci dice come si può seguire il Signore in svariate forme a seconda della chiamata, l’ importante è lavorare per la propria e altrui santificazione e per il regno di Dio. Le varie regole del Monachesimo, dell'Ordine, della Congregazione  o dell'Istituto a cui ciascuno appartiene, sono mezzi idonei per realizzare tale ideale.

Allora è interessante conoscere le varie forme di vita consacrata per sapere quali sono le vie che aiutano a realizzare quanto ci prefigiamo e quanto soprattutto il Signore vuole da noi. Studieremo le varie tappe e forme di vita consacrata sia in Oriente che in Occidente per avere una conoscenza proficua su questa grande ricchezza che possiede la Chiesa, nostra Madre, sia in Oriente che in Occidente.

 

59. LA TRISTEZZA

 

 

Quante persone, quante cose, quanti avvenimenti rendono triste e malinconica una persona! Quante sono le cause materiali, morali, affettive, spirituali che portano la mente ed il cuore di una persona al buio totale, alla depressione, allo scoraggiamento. A volte siamo tanto indifferenti, tanto piccini e meschini, basterebbe però poco per ridare il sorriso al prossimo, per offrirgli almeno serenità e pace; si potrebbe dare anche gioia e felicità, almeno una parvenza. Quanto egoismo regna in noi! Come siamo lontani dall'amore di Dio quando non sappiamo darlo al nostro simile. O anima triste, affannata, desolata, depressa e scoraggiata, alza la tua testa in alto, fissa gli occhi al cielo da dove la rugiada e la manna scenderà per coprirti di quella consolazione che gli altri non sanno o non vogliono darti. Canta, suona e danza perché Cristo Signore è con te e se Egli è con te, chi potrà essere contro di te? Abbi fede, giubila ed osanna al tuo Signore e Creatore!

58. A TUTTI VOI GIOVANI

 

Lodate e benedite, ringraziate il Signore per il grande dono della vita fisica e spirituale. Voi, primavera della vita, grande speranza della società e della Chiesa, riflettete bene sul grande compito che vi attende, per la missione alta e nobile cui il Creatore vi ha destinati e che dovrete realizzare nel migliore dei modi. Siete come snelli e leggeri alberelli ed avete estremo bisogno di un appoggio vitale per crescere bene e prepararvi a formare nel prossimo domani una società più giusta e coscienziosa, soprattutto timorata di Dio. State lontano dalla droga, dal fumo, dall’ alcool, da tutto ciò che può allontanare da Dio. La ragazza o il ragazzo sia per ciascuno di voi una persona da rispettare in tutti i sensi e non un semplice oggetto da usare. Imparate a conoscere e ad amare il compagno o la compagna della vostra vita se vi sentite chiamati al matrimonio, onde formare una famiglia sana e cristiana, accettando i figli che Dio vorrà mandarvi come una grande benedizione. Siate educatori di voi stessi per essere un domani veramente genitori ed educatori dei vostri figli. Se qualcuno di voi sentisse una particolare chiamata del Signore per essere tutta la vita a suo servizio, come suo ministro e dispensatore dei divini Misteri, non abbia paura, coltivi questa particolare vocazione con la preghiera e la direzione di un padre spirituale. Vale veramente la pena consacrarsi al Signore o da sacerdote o da Monaco, oppure abbracciando ambedue le vocazioni. Al servizio del Signore si sta bene e si vive felici anche nel dolore e nelle difficoltà. Non sprecate gli anni più belli della vostra vita in cose del tutto futili, ma impiegate il vostro tempo nello studio e nel lavoro, che è preghiera se compiuto bene, così da amare Dio nel prossimo che si serve. Siate sempre l' aurora fresca e vellutata, le sentinelle sempre pronte al minimo cenno di Colui che regge e governa l'universo. Il Signore Iddio volga il suo sguardo su tutti voi, figli amatissimi, vi illumini, vi protegga e vi benedica per offrire all'intera società e alla chiesa tutta la freschezza ed il buon odore delle vostre virtù cristiane.

 

57. LA SACRA SCRITTURA

E’ il Libro dei Libri per eccellenza ed è composto da più libri, infatti: ta Biblia, dal greco, significa i libri, divisi in due parti: Vecchio e Nuovo Testamento. Vi sono libri storici, sapienziali, allegorici etc… Sono libri ispirati e quindi Parola del Signore .  Tante verità sono racchiuse in essi ed hanno valore eterno, quindi immutabile. I Testi della Sacra scrittura sono tanto diffusi, ma poco e niente conosciuti. Tanti Cattolici Romani e tanti Cattolici Ortodossi ne ignorano il contenuto o hanno una conoscenza del tutto superficiale, non consona ad un Cristiano e quindi ad un credente.  I  Testi Sacri sono basilari per la nostra vita, punto di partenza e di arrivo, necessario ausilio per il nostro cammino. Tanti non sono interessati e pensano che la Sacra Bibbia sia un romanzo, una storiella da raccontare ai bambini o ai sempliciotti. Non è così! Il mondo della riforma protestante ci insegna, a modo suo, che la conoscenza approfondita è molto importante, cosa che noi Chiesa d’Oriente e d’Occidente non  facciamo. Occorre da parte del Clero e dei Fedeli uno sforzo costante di buona volontà per capire la Parola di Dio. Siano preparati i Docenti e disponibili nell’ascolto i Discenti, diversamente, le  Sette avranno il sopravvento, essendo grande la nostra ignoranza ed indifferenza. Per capire e vivere quanto il Signore ci insegna tramite i libri ispirati della Sacra Scrittura occorre seria preparazione da parte di chi ci insegna, piena disponibilità da parte di chi impara. Punto di partenza è lo studio della Parola di Dio per poterla poi vivere nella vita quotidiana come testimonianza cristiana. Se non si conosce non si può amare e se non si ama ogni nostra azione soffre di indifferenza, apatia e disinteresse come se non ci appartenesse il tenere in gran conto quanto il Signore ci insegna. Questa insensibilità potrebbe essere la nostra rovina, andando alla deriva come una nave senza nocchiero, come un discepolo senza maestro. Occorre la massima sollecitudine da parte nostra specialmente da parte degli educatori in genere, ma soprattutto da parte dei Vescovi e dei Sacerdoti che hanno il dovere di pascere il gregge loro affidato. Prima si conosce e poi si apprezza, si stima e si ama, se ciò è vero per quanto riguarda le creature in genere, quanto più per le cose che riguardano il Creatore? Non dormiamo più, vigiliamo su noi stessi e sui nostri figli, sulle nuove generazioni che tanto hanno bisogno del nostro aiuto, supportiamole con slancio e determinazione perché esse, primavera della vita, siano i nuovi germogli germinati dall’amore materno e paterno di chi ha offerto la propria vita per l’Amore di Dio e dei Fratelli.  

 

56. STORIA DELLA CHIESA

La Chiesa, fondata da Gesù Cristo, ha oltre duemila anni di storia.  è molto interessante conoscere profondamente come attraverso i secoli si è sviluppata, tale storia comprende l’umano ed il divino che si realizza in ogni creatura umana, figlia di Dio. Lo Spirito Santo che guida tutta la Chiesa attraverso il tempo e lo spazio, opera meravigliosamente in tante anime che sono lo splendore di Dio nel Corpo Mistico di Cristo, sono i Santi che in tutti i tempi  hanno offerto testimonianza di vita Cristiana con il loro esempio e la loro parola. Non bisogna meravigliarsi se nel Clero, Vescovi, Preti etc…e nel laicato ci siano stati, ci sono e ci saranno, purtroppo, degli esempi poco edificanti. Gesù ha scelto Dodici e purtroppo fra essi c’era Giuda che continua la storia poco edificante contro Gesu Cristo e la sua Chiesa, c’è il Demonio molto attivo che lavora sempre contro la Luce Divina, Egli insieme al mondo rappresenta le tenebre, il male, il peccato, anche presso i battezzati, i figli di Dio che non vogliono essere con Lui. La debolezza umana è fonte indirettamente di salvezza, per cui si può affermare: “o felix culpa!(o felice colpa)” la Chiesa è lacerata da divisioni che disgraziatamente continuano nel tempo, è tutto frutto della ferita del peccato, del nostro egoismo. Nonostante tutto, lo Spirito Santo conduce la Chiesa che vivrà fino alla fine dei tempi, come Gesù, il Fondatore, ci ha promesso. Allora è appassionante e vivificante studiare le varie tappe della Chiesa militante per non fermare mai il nostro combattimento spirituale che sarà fino alla fine della nostra vita terrena.

 

55. TEOLOGIA MORALE

è una disciplina molto delicata che riguarda i comportamenti umani secondo l’osservanza della Legge Divina, naturale impressa nel cuore di ciascuna persona. Il peccato ha sconvolto il piano divina e l’uomo è diventato schiavo di se stesso, così è venuta a crearsi una problematica molto complessa. Ogni atto umano che contraddice la legge divina è un allontanarsi automatico da Dio Nostro Padre. Egli, nonostante tutto, è sempre per noi Padre di Misericordia e di Amore, perdona sempre, attende sempre. La Teologia morale non riguarda sempre la proibizione di atti contrari alla legge Divina, ma comprende cose positive, non basta evitare il male, è necessario operare il bene e se questo bene non si realizza si ha veramente un Vulnus, una ferita che è insanabile a volte, per il nostro spirito. è importante imparare l’equilibrio, non vedere in ogni cosa il peccato, si creano gli scrupoli che costituiscono una vera e propria malattia, non si vive sereni, si è agitati e ciò coinvolge chi ci circonda e nemmeno si deve essere lassi, tutto è lecito e viene scusato, niente offende Dio e la nostra coscienza. Bisogna percepire il senso del male, della colpa che non ci tranquillizza. E l’indifferenza? Anch’essa è una grave colpa; Quia nec calidus, nec frigidus es, incipiam te evomere ex ore meo, poiché non sei né caldo né freddo, incomincerò a vomitarti dalla mia bocca, dice Spirito Santo. L’equilibrio e la discrezione devono guidare i nostri comportamenti perché le nostre azioni possano piacer a Dio. C’è poi la casistica morale che può riguardare tutti, ma in  modo particolare i Sacerdoti e quindi gli aspiranti al Sacerdozio, riguarda la Direzione Spirituale e la Confessione, cose tanto delicate che possono decidere sul cammino spirituale di un’Anima. Tutto ciò, in sintesi, riguarda lo studio della Teologia morale

 

 

 

54. LA PEDOFILIA

“Chi scandalizza uno di questi bambini è bene che si metta una macina al collo e si butti nel profondo del mare.” Sono parole tremende pronunciate da Nostro Signore per queste persone che evidentemente arrecano un danno enorme alla comunità cristiana ed alla società. Certamente verso queste persone bisogna usare molto rigore perché non continuino ad arrecar male e perché sia di monito agli altri. Bisogna in qualche modo aiutarli per preservare i bambini da ogni male, ma nello stesso tempo bisogna usare ogni cautela per proteggere i più piccoli. Far perdere l’ innocenza ai fanciullo è cosa gravissima e quindi dobbiamo attentamente vigilare perché non avvenga il peggio. Bisogna custodire tanto i nostri bambini, rispettarli ed amarli secondo il cuore di Nostro Signore che ha detto: “Lasciate che i pargoli vengano a me.” Tutta la nostra attenzione sia verso i futuri cittadini che devono crescere in sapienza,  bontà e nell'amore di Dio e del prossimo. La nostra pronta vigilanza ed il nostro aiuto sia benedetto dal Signore.

 

 

53. LO STUDENTE

è un giovane che si prepara per offrire a se stesso e alla comunità un vero servizio dopo aver appreso tante nozioni ed approfondito nella disciplina scelta le complesse problematiche. Deve essere ben preparato ed atto nel contribuire al buon ordine della società ed alla realizzazione di certi ideali. Occorre una seria ed oculata preparazione, un impegno non indifferente. Egli si dedica ad un lavoro intellettuale, come l'operaio a quello manuale perché la comunità possa avere servizi adeguati. Egli non deve perdere tempo, ma dedicarsi allo studio con tutte le forze, ogni campo richiede preparazione e specializzazione. Certamente una volta terminato il ciclo degli studi non può pretendere di essere assunto nel settore per il quale è preparato, ma deve pazientare accettando quello che gli è offerto in quel momento con spirito di adattamento, per arricchirsi facendo tante esperienze, in modo da trasmetterle, a suo tempo, agli altri. Non sempre tanti giovani posseggono questo spirito di adattamento e spesso sono indolenti e pigri, non cercando un lavoro che possa almeno renderli autonomi. La pigrizia, il non far nulla, conduce all’ ozio ed al peccato. Allora i genitori, gli educatori di questi giovani devono sempre spronarli ad essere solleciti ed attivi, facendo loro capire che tutto è per il loro esclusivo bene. Purtroppo non sempre è così, sappiano che la loro è una grande responsabilità e ciascuno di noi deve assumersi la propria.

 

 

 

 

52. IL PIANTO

 

Si può piangere per dolore, sofferenza e quant'altro turba una persona. Certamente siamo in questa valle di lacrime ed è quindi tutto un pianto giustificato, ma a volte procurato da noi stessi in quanto costruiamo o ampliamo tante volte i nostri guai. Si piange anche per la gioia procurata dal prossimo o direttamente da Dio. è bello piangere, non solo per i nostri peccati, ma per la misericordia e l'amore infinito di Dio per noi. Certamente il pianto in qualsiasi momento della nostra vita procura emozioni che si riflettono sul nostro spirito e sul nostro fisico. Alcuni Santi avevano il dono delle lacrime perché comprendevano i doni immensi elargiti da Dio. Noi dobbiamo piangere i nostri peccati, le nostre miserie, la nostra pochezza dinanzi alla grandezza e onnipotenza divina. Non dobbiamo lasciarci condizionare dagli eventi transeunti di questo mondo.

Chiediamo al Signore di piangere soprattutto il nostro peccato perché è la più grande nostra disgrazia.

 

51. L' ESAME DI COSCIENZA

 

Ogni essere umano nelle proprie azioni può sbagliare, a volte di proposito, altre volte per debolezza. è giusto e doveroso che tutti noi alla fine della giornata ci esaminiamo sul nostro operato per vedere se abbiamo peccato contro Dio, il prossimo e noi stessi. La mancanza di questo esame, non solo facilita la reiterazione degli sbagli già commessi, ma quasi ci autorizza a perseverare nell' errore come se fosse una cosa del tutto normale e ciò, è a dir poco, diabolico perché la nostra coscienza non prova più rimorso alcuno.  E’ opportuno riflettere su questo tema così importante, altrimenti ogni cosa riprovevole diventa lecita. I Santi Padri ci invitano a meditare per fare pulizia nel nostro animo onde poter avere Cristo in noi e portarlo agli altri. Soltanto così, con la nostra coscienza pulita, possiamo dirci ed essere veri cristiani.

 

50.  l a   t e r r a

 

 

Essa è un dono di Dio all'uomo perché possa coltivarla e nutrirsi dei suoi frutti. Il contadino se ne occupa in modo particolare, ma noi tutti dovremmo essere un po' contadini, sia per ricreare nella fatica il nostro corpo, sia per capire chi in qualche modo contribuisce al nostro sostentamento e spesso non è capito ed è sfruttato. Dobbiamo capire che tutto ci viene dalla terra che noi spesso non rispettiamo, alteriamo la bontà dei frutti e mangiamo verdura, frutta e quant'altro inquinato che produce in noi conseguenze disastrose per la nostra salute. Spesso l'uomo per guadagnare di più altera le cose con effetti devastanti. Si tratta sempre di interrogare la nostra coscienza per capire se siamo a posto, se osserviamo la legge naturale che è legge divina. L'inquinamento è così disastroso da produrre malanni e la morte. Ci comportiamo da persone poco intelligenti, vogliamo cambiare l'ordine naturale, ci vogliamo sostituire a Dio ed ecco le conseguenze quali sono. Dobbiamo capire che qui siamo pellegrini che devono raggiungere la meta ed il nostro pellegrinaggio deve essere ordinato anche perché il Signore ci chiede conto del nostro operato. C'è posto per tutti e la terra da coltivare bene è per tutti, non usurpiamo i diritti altrui credendoci solo noi i detentori di tanti doni elargitici da Dio: dobbiamo essere sempre disponibili e mai rinchiuderci in noi stessi come un riccio. Soltanto così il nostro cuore gioirà, il nostro animo godrà di tanta serenità.

 

49.  l a   n o t t e

 

Il giorno formato da ventiquattro ore costituisce per l’ uomo una parte di lavoro ed un' altra di riposo. Si dorme e si riposa per ritemprare le forze onde poi riprendere con maggior lena le fatiche quotidiane. Tante persone lavorano la notte e tante altre però si divertono, vegliano spesso per motivi futili quando a volte c'è anche il peccato. C’ è però una terza parte che veglia nella preghiera e pensa a coloro che dormono o peccano. La notte è propizia per la riflessione, il raccoglimento e quant'altro aiuta nell’ essere uniti a Nostro Signore. Il tempo notturno, come anche quello diurno, è prezioso per l’ uomo perché aiuta lo spirito e costituisce una preziosa arma per combattere tutti i nemici. Nella notte le potenze umane riposano, si può ammirare il cielo, come tutte le altre bellezze della natura, con maggiore attenzione. Purtroppo nella notte gente distratta e poco presente a se stessa combina tanti guai e spesso fa male agli altri. Bisogna correggere la propria condotta per fare ogni cosa a suo tempo affinché non accadano spiacevoli  avvenimenti. Ogni nostra azione sarà esaminata da Dio nostro Padre e se non dovesse corrispondere alle sue leggi sono guai per l'uomo. Dobbiamo abituarci a compiere ogni nostro atto nell' orbita dell'ordine divino. Soltanto così saremo accetti al Signore e vivremo tranquilli.

 

 

48.  IL CARCERE

 

 

 

è un luogo di sofferenza e di dolore, di espiazione per gli sbagli commessi ed è anche penitenza per i propri peccati. Deve essere un luogo di riabilitazione, di pieno reinserimento poi nella società, in modo che la persona, dopo aver compreso di aver sbagliato, riprende il cammino della retta via. I responsabili di questo istituto di penitenza devono riflettere sulla responsabilità che hanno  e quindi agire di conseguenza. C'è anche il problema della vivibilità del carcere: è vero che è un luogo di espiazione, pur tuttavia bisogna che ci sia igiene, spazio vitale, insomma che pur nella penitenza si possa respirare e che la dignità della persona sia rispettata. Nel carcere ci sono i colpevoli, purtroppo anche tanti innocenti che non meritano alcun castigo. La giustizia deve essere più sollecita, non solo, ma coscienziosa, retta;  non si può condannare una persona per crimini mai commessi. Quale responsabilità  hanno quindi gli avvocati ed i magistrati! Si ricordino che un giorno dovranno rendere conto alla giustizia divina. Il carcere è una clausura forzata che per alcuni è giusto e doveroso, mentre per gli innocenti non deve esistere in alcun modo. è nostro dovere pregare, soprattutto per gli innocenti, ma anche per chi ha sbagliato, perché sia toccato dalla Grazia divina. Ricordiamoci che visitare i carcerati è un'opera di misericordia. Aiutiamo in ogni modo gli erranti, il Signore terrà conto del nostro soccorso materiale e spirituale.

 

 

 

47. L'ANZIANO

 

è una persona che ha lavorato e si è sacrificata per tanti anni a favore della famiglia e della società in genere, nonché per la Chiesa ed i fratelli, se credente. Ha diritto ad un meritato riposo e deve essere rispettato, assistito ed amato. Il giovane deve attingere dall'anziano l'esperienza acquisita negli anni e deve far tesoro di quanto gli suggerisce e consiglia. La storia ci insegna che l'uomo di una certa età può senz'altro aiutare i propri figli e nipoti per il loro bene e per il bene della comunità. L'anziano ritorna in un certo senso bambino, ecco perché sta bene con i nipotini e con i bambini in genere. Allora giovani, ricordatevi di comportarvi bene con coloro che hanno lavorato e sofferto per tanti anni della loro esistenza. Siano aiutati spiritualmente e fisicamente perché tu giovane ora puoi andare dove vuoi, da anziano ti condurranno altri dove tu non vorrai. L'uomo vicino al termine della propria vita terrena deve essere aiutato ad un felice transito dalla Gerusalemme terrena a quella celeste.

 

 

46.  CRISI MONDIALE

 

Oggi ci si preoccupa giustamente della crisi che stiamo vivendo e che riguarda tutto il globo terrestre. Questa crisi ha un duplice aspetto: materiale e morale, l’ una è riferimento all'altra. Se non c'è giustizia, se non c'è moralità, tutto è permesso ed i potenti del mondo ed anche i meno potenti hanno libero campo nel truffare, rubare per arricchirsi a scapito della povera gente. Tutto ciò crea inquietudine, inimicizie e guerre, compreso il terrorismo e non si sa dove si va a finire. Per sporchi ed illeciti guadagni tutto si può fare e gli stessi potenti e prepotenti ne subiscono le amare conseguenze. I valori civili, morali, spirituali sono capovolti ed è un vivere da animali irragionevoli. Pur non volendo essere pessimisti, si configura una catastrofe mondiale perché l'uomo sragiona e si sente il dominatore dell'universo: purtroppo non c'è più ordine nel creato e tutto il disordine è causato dallo stesso uomo che dovrebbe esserne il custode. Corriamo ai ripari finché siamo in tempo, altrimenti saranno guai di una portata irreparabile. La coscienza dell'uomo deve comprendere tutto il male commesso il nome del dio denaro che assolutamente non crea felicità, anzi è piena infelicità dei ricchi in un senso, e nell'altro dei poveri: la disperazione può bussare alla porta degli uni e degli altri. Se vogliamo un mondo migliore e l' uomo sano nel corpo e nell'anima, dobbiamo  lavorare seriamente per una nostra radicale trasformazione  civile e cristiana. Uniamo le forze per far cambiare rotta alla nostra barca che rischia di affondare. Il Signore benedica i nostri sforzi, aiuti i coraggiosi perché l'umanità risorga a nuova vita ed acquisti il primitivo vigore offertole da Dio mediante la sua Redenzione.

 

 

45. IL CHICCO DI FRUMENTO

 

Osserviamo il piccolo seme che, messo nella terra, muore per dare nuova vita a tanti altri chicchi che formano una spiga. Così avviene per quanto concerne il seme umano, dal quale viene una nuova creatura che crescendo diventa un essere già composto di anima e di corpo. Quale grande mistero la vita che solo Dio può dare con il contributo dei genitori! Ecco il frutto dell'amore di due esseri, uomo e donna che, con l'intervento dell'aiuto divino, moltiplicano la specie umana; la stessa cosa avviene in natura per tutti quanti gli esseri viventi. L'uomo, dotato di intelligenza e razionalità, non deve stravolgere i disegni divini. A volte ci prova, ma si ritrova nella sua grande incapacità e limitatezza e ciò dovrebbe fargli capire con umiltà  la sottomissione al suo Creatore e Signore. Dobbiamo rispettare e collaborare, in quanto creature, con il nostro Padre e Signore. Il chicco di grano darà il suo abbondante frutto se curato e coltivato. La nostra vita è rinnovata quando facciamo marcire e ridurre a nulla le nostre passioni disordinate, soprattutto il nostro inveterato egoismo. Dobbiamo armarci di tanta pazienza anche verso noi stessi per poter persistere nel combattimento arduo e costante perché dal chicco di grano possa sorgere una bella spiga.

 

 

 

44. LA PASSIONE DI NOSTRO SIGNORE GESU CRISTO

 

 

è un evento unico e singolare. Il Creatore diventa creatura, assume la natura umana per elevarla al rango divino, si fa obbediente fino alla morte ed alla morte di croce. In nessun' altra religione avviene questo, anzi si parla di un Dio lontano, mentre Nostro Signore nella sua umanità è uno come noi, eccetto il peccato. Per distruggere nella sua creatura questo cancro proveniente dalla superbia della stessa, si rende uomo umile, sta in mezzo a noi per ridarci la vita perduta ed essere nostro compagno, nostro medico, nostro amico, nostro tutto. è la più grande ispirazione compiuta a nostro favore, per il nostro esclusivo amore. Quale grande meraviglia e stupore, un Dio che si annienta, che soffre e muore sulla Croce, che da un obbrobrio prima, diventa poi l'albero della salvezza. Come siamo fortunati per l'amore di Dio dimostrato nei nostri confronti, noi poveri, miseri, quanta gratitudine dobbiamo avere. Ecco perché tutta la nostra vita deve essere un continuo inno di lode e di ringraziamento a Cristo Salvatore. Noi nel nostro piccolo, con le nostre sofferenze, con i nostri dolori dobbiamo partecipare alle sofferenze di Gesù Cristo perché siamo con Lui e con noi un unico e solo corpo, il corpo di Cristo!

 

 

 

 

 

 

43. LE BEATITUDINI

 

Sono un programma di vita cristiana dettato dallo stesso Nostro Signore sul monte chiamato il Monte delle Beatitudini. è un magnifico elenco di verità per coloro che amano veramente il Signore. Il Signore non promette ricchezze materiali e quanto il mondo ed il demonio ieri oggi e domani offrono, ma gioia, pace, serenità nel dolore, nella sofferenza, nella persecuzione per il Suo Nome. Il nostro atteggiamento deve essere di disponibilità nel compiere la volontà del Signore. Egli ci ha elencato le varie situazioni nelle quali dobbiamo assumere una decisa posizione nel dire sì e quindi operare di conseguenza. La nostra vita sarà quella che vogliamo, poiché ciascuno è artefice del proprio avvenire. Poiché noi Cristiani dobbiamo lavorare e prepararci per il Cielo, sulla terra la nostra esistenza deve rispecchiare quello che vogliamo essere dinanzi al Signore. Beati veramente coloro che ascoltano la parola del Signore e la mettono in pratica. Il Signore ci vuole nella gioia e continuamente regala la sua felicità, spetta a noi saperla accogliere per poi saperla possedere. La nostra tristezza, con Gesù si muterà in letizia, i nostri pensieri vicini a Dio subiranno un mutamento formidabile. è Cristo che regna in noi, è Lui solamente la salvezza. Si capisce che per meritare quanto è promesso bisogna tanto lavorare, patire e soffrire per essere veramente somiglianti a Gesù Cristo. Le Beatitudini a coloro che veramente  e radicalmente seguono il Signore si addicono, diventando parte integrante e viva del Corpo Mistico. Nel cammino della nostra vita terrena dobbiamo ben comprendere che essere con Cristo si canta sempre vittoria e si è sereni, in pace con Dio e col prossimo. Sforziamoci quindi nello specchiarci in questo prezioso panorama. Sono parole del Nostro Salvatore che devono segnare il nostro cuore e la nostra mente e nello stesso tempo ci devono aiutare nel proseguire un cammino di fede e di amore.

 

42. IL SECOLARISMO

 

 

Con la scusa dell’ aggiornamento, del passo con i tempi, di tante cose si dice che non sono essenziali. Clero e fedeli non si accorgono che si allontanano dalla Legge del Signore per seguire i dettami di un certo modernismo. Anche da parte di qualche Sacerdote si afferma che il Diavolo non esiste, è una favola o nella migliore delle ipotesi è il simbolo del male. Allora si segue una certa moda mondana. Si entra in Chiesa vestiti indecentemente, il Sacerdote celebra di corsa perché impegnato altrove, si ammettono tante cose contrarie alla morale cristiana in nome dell’ aggiornamento. I seminari sono vuoti, ugualmente le case religiose, non decollano le nuove leve. Si pensa che mitigando la disciplina le vocazioni siano tante. è sbagliato perché chi per vocazione sceglie il seminario o il monastero, convento ecc.,  deve essere conscio delle rinunce necessarie che dovrà inevitabilmente fare. Invece non è così. Si perde la sacralità e regna il secolarismo, la mondanità, con la scusa di poter avvicinare più facilmente le persone. Non è così, la gente si allontana perché non vede nel clero uomini capaci di trasmettere la luce divina. Riflettano i Vescovi ed i Superiori degli ordini religiosi e congregazioni religiose. Bisogna rinunciare al mondo per essere tutti del Signore, persone autentiche di vera fede cristiana perché possano dare agli altri quello che il mondo non può dare.

 

 41. IL CUORE UMANO

 

 

è la sede di ogni sentimento e di ogni movimento umano. Come è il motore vitale per il corpo, così è ugualmente per lo spirito. Da esso parte ogni passione, buona o cattiva che possa essere, in esso si intreccia ogni virtù e vizio, da esso parte il vero amore così come il disordine che attanaglia tante anime. Esso è un' arma a doppio taglio, dipende tutto dalla guida dell'uomo. Il cuore è sede di affetti e di gioia e dolore, batte per amore o per odio, finché batte c’ è vita, ma bisogna ordinare questi battiti per cause nobili e sante. Bisogna avere il senso dell'equilibrio perché esso non sia occupato da cose frivole ed inutili, ma pulsi per cose grandi e durature. Il cuore del cristiano deve essere rivolto a cose grandi e durature. L'amore che parte da esso deve irrorare l'animo umano di cose degne ed utili a se stessi ed al prossimo. Il cristiano deve ardere d’ amore di Dio, deve bruciare come il ferro nel fuoco perché Dio possa plasmarlo a suo piacimento. I Santi tutti erano, sono e saranno infiammati da questo Amore che lascia un segno indelebile in ciascun ed in tutti, purchè ci sia un grande anelito e slancio.

 

 

 

 

 

 

40.  LA SAPIENZA

 

Non vogliamo parlare della sapienza effimera del mondo, ma della sapienza divina che è nell’uomo timorato del Signore. L’uomo veramente sapiente non attinge dal mondo, bensì da Dio e tutte le sue azioni sono impregnate del sigillo del timore di Dio. Egli agisce continuamente alla presenza del Signore e nessuna azione offende minimamente alcuno. Il vero sapiente è umile ubbidiente, caritatevole, paziente, dolce ed accondiscendente, si capisce nel bene. Egli non si adira, ma agisce con saggezza, non dimenticando mai l’insegnamento del divin Maestro. I Santi ce lo hanno insegnato offrendoci lezioni indimenticabili ed ineccepibili per noi che siamo tanto lontani dall’agire secondo i dettami cristiani. Il nostro tornaconto, il nostro egoismo ci suggerisce di sopraffare il prossimo, di tenere in gran conto noi stessi lasciando gli altri nel dimenticatoio. Siamo perciò persone squallide, indegne del nome di cristiani, non comprendendo che così facendo ci allontaniamo da Dio e dai fratelli. Se vogliamo che il Signore stia accanto a noi dobbiamo adottare il metro di Dio che è ben diverso da quello degli uomini. Quante lacerazioni, divisioni, inutili cause e guerre che potremmo evitare se adottassimo la sapienza che il Signore sempre suggerisce a tutti noi ben sordi al suo continuo richiamo. Ci facciamo trascinare da falsi luminari, da maestri che ingannano il nostro animo, offuscano la nostra mente, abbruttiscono ed induriscono il nostro cuore, impassibili ai richiami dell’Eterno. La nostra non è per nulla sapienza, ma stoltezza che ci farà star male e ci condurrà alla perdizione. Il Signore è paziente e misericordioso, longanime, attende, attende sempre il nostro ritorno, è il Padre che sta a braccia aperte ed attende il figlio disperso perduto, ma che è pronto a ritornare, e pronto a cambiare completamente vita perché ha capito dovè la vera sapienza, dove c’è amore , pace e serenità, protezione col Manto di un Padre che ama ardentemente il figlio che si è allontanato, ma che ha compreso il proprio cuore, che ha sperimentato quanto è brutto essere lontano dalla fonte dell’amore e della gioia. Temiamo ed amiamo il Dio vivente perché possiamo veramente comprendere il principio della sapienza!

 

 

39.  CHI SEMINA NEL DOLORE RACCOGLIE NELLA GIOIA

 

La vita sulla terra è un continuo combattimento perché senza sacrificio, senza abnegazione non si costruisce nulla. Chiunque desidera realizzare un sogno nella propria vita, chi anela ad una meta sa benissimo che è un cammino molto difficile e che bisogna impegnare costantemente le proprie forze per ottenere un risultato. Ciò vale per ogni cosa e a maggior ragione nel campo spirituale. Chi semina un chicco di grano raccoglierà una spiga, chi fa fruttificare i propri talenti sa che avrà moltiplicate le proprie ricchezze e se dobbiamo proprio tenere ad una ricchezza infinita, ad una felicità senza tramonto dobbiamo soffrire nel dolore, nella fatica ed il Signore vedendo i nostri sforzi saprà ricompensare il nostro lavoro, il nostro sudore sarà asciugato perché abbiamo saputo lavorare ed abbiamo imparato ad amare ed a costo di ogni duro sacrificio siamo arrivati alla meta. E’ legge naturale saper acquistare giorno dopo giorno quanto vale la pena ed il Signore benedice, accetta la nostra buona volontà ed esaudisce secondo il suo Divin volere i nostri santi desideri di pace, di amore, libertà, serenità. Soprattutto i giovani oggi devono comprendere che assolutamente non si puo’ mai avere tutto e subito, ma bisogna pazientemente attendere mediante la fatica costante per poter raccogliere i frutti del proprio lavoro con cuore sincero e retta intenzione e poi secondo una gerarchia di valori perché qualcosa va preposta ad un’altra. Il dolore, la sofferenza spesso bussano alla nostra porta per avvertirci che sta a noi affrontare i problemi con pazienza e semplicità perché la realtà è una somma di intense fatiche che attraverso il tempo e lo spazio ci offriranno i frutti della gioia saputa conquistare. Per non trovarci a mani vuote dobbiamo operare mentre abbiamo il tempo a nostra disposizione perché altrimenti poi sarà troppo tardi e ci accorgeremo di non aver realizzato nulla di buono, di bello e di Santo. Seminiamo ora per raccogliere domani con gioia ciò che ci è costato tanta fatica, tanto sacrificio e vedremo poi che ne è valsa veramente la pena. Capiremo che dolore e gioia si abbracceranno perché l’uno non esclude l’altra, anzi deve necessariamente includerlo. Combattiamo la buona battaglia per vincere e conquistare i tesori inesauribili della divina bontà. Il Signore benedica il nostro cammino ed i nostri propositi.

 

 

38.  LA STORIA DI OGNI UOMO

 

La creatura umana, anzi ognuna ha la propria storia che nel bene e nel male rispecchia il complesso delle situazioni di ogni creatura intelligente e simile al creatore. Se ognuno di noi potesse raccontare il percorso della propria vita al proprio simile, sono certo che ognuno di noi si stupirebbe dell’altro e potrebbe sinceramente essere utile all’altro. In ciascuno di noi alberga la radice del male e del bene, sta a noi far crescere e diventare un albero quanto desideriamo, quanto vogliamo realizzare al fine di completare in noi ciò che manca e rendere edotto l’altro del nostro bene, delle cose buone che intendiamo realizzare perché l’umanità rassomiglia ad un grande concerto musicale nel quale ogni strumento, più o meno nobile, anche se incompleto per se stesso, contribuisce all’armonia complessiva della grande sinfonia del creato. Come non essere stupiti dinanzi alla bellezza che ogni creatura rispecchia nei confronti del proprio unico Creatore? Ecco quindi come in qualche modo bisogna ammirare i capolavori di Dio nel mondo.

 

 

37.  IL MONASTERO

 

E’il luogo per antonomasia dove si cerca il Signore, dove il Monaco viene inondato della luce divina che poi, a sua volta, trasmetterà al prossimo. Per tutti i Cristiani il Monastero dove si prega, si studia e si lavora è il posto nel quale attingere l’acqua viva della fonte inesauribile di immensa ricchezza spirituale. L’uomo o la donna, consacrato o consacrata interamente al Signore non è egoista, come di primo acchito potrebbe sembrare, tutt’altro, è altruista al massimo perché quanto riceve da Dio, e se conduce una vita veramente santa riceve tanto e poi tanto, tutto cio’ profonde a piene mani ai fratelli che hanno sete del divino, immersi in un mondo dove si lavora esclusivamente per l’effimero, per il transeunte e si è perso il senso vero dei valori eterni. Il Monaco deve far capire, non solo al lontano ed al miscredente, bensì al cristiano praticante, a colui che si affretta e si adopera per il prossimo che il Monastero non è un luogo dove ci si impigrisce, si pensa solamente a se stessi, invece proprio perché si ama il prossimo si sta, se chiamati, alla scuola del divino servizio, praticando una vita comunitaria esemplare da essere guida e sprone agli altri cristiani che hanno perso il vero senso dell’orientamento e che devono essere convinti da chi ha scelto una vita consona ad un cristiano. Bisogna che tutti si rendano conto dell’importanza di un Monastero, della sua grande ed unica utilità per la Chiesa e per il mondo intero. E’ necessario, opportuno e doveroso pregare per le vocazioni monastiche, fomentarle ed aiutarle con tutte le forze. La Chiesa avrà dei Santi che condurranno a Gesù Cristo tanta umanità bramosa della vera felicità che cerca sempre ed ovunque.

 

 

36.  LO SPIRITO SANTO ANIMA DELLA CHIESA

 

Gesù Cristo ha fondato la Chiesa e lo Spirito Santo l’assiste, la protegge, la conduce. La Chiesa è composta da esseri umani, i quali, nonostante la redenzione operata dal Signore conservano su questa terra le ferite del peccato che vengono volta per volta rimarginate tramite i Sacramenti, che sono segni efficaci della Grazia. Già col Battesimo e la Cresima lo Spirito Santo è in azione e noi si diventa Figli di Dio e Tempio vivente dello Spirito Santo che abita in noi. Se contristiamo ed allontaniamo da noi lo Spirito Santo ecco il Sacramento della Confessione o Penitenza che ci riconcilia con Dio e siamo nuovamente il Tabernacolo dello Spirito Santo che è in noi. Ecco l’Eucarestia, che è il Sacramento dei Sacramenti, dove abbiamo vivo e vero in Corpo, Sangue,Anima e Divinità lo stesso Signore che è nostro nutrimento e quindi nostro sostegno e forza. Ma perché il Popolo Santo di Dio riceva i Sacramenti c’è bisogno del Vescovo successore degli Apostoli, il quale demanda al Presbitero l’amministrazione dei sei Sacramenti, escluso il settimo, l’Ordine Sacro perché la Consacrazione di nuovi candidati è demandata ai Vescovi ed ogni Vescovo può ordinare Presbiteri e Diaconi. In ogni Sacramento amministrato c’è la presenza e l’opera attiva dello Spirito Santo. Sappiamo che la Chiesa è composta dall’elemento Divino e da quello umano, che è passibile di sbagli, di colpa, di peccato, ma lo Spirito Santo opera sempre nella Chiesa e nonostante le debolezze umane questa Chiesa fondata da Gesù Cristo è assistita sempre ed ovunque dallo Spirito Santo fino alla fine dei secoli. Come possiamo notare E’ evidente che noi, Corpo mistico di Cristo abbiamo la casa costruita sulla roccia, siamo in una botte di ferro, navighiamo su una nave sicura. Sta a tutti noi Clero e Laici, componenti dell’Unica Chiesa, Santa, Cattolica ed Apostolica essere sempre pronti sempre vigili e lasciare liberamente operare in noi lo Spirito Santo. Egli è la nostra grande forza, l’unico grande baluardo, il porto sicuro nel mare burrascoso di questo mondo tanto tenebroso. Lasciamo che questo Santo Spirito riscaldi i nostri cuori, illumini le nostre menti per camminare nelle sue vie. Santa Chiesa di Dio, sei bella, Santa, nobile e grande, in essa dobbiamo sempre vivere. 

 

 

35.   LA MADRE

 

Figura singolare ed unica è colei che ti ama più di ogni altra persona, ti ha portato nel suo seno, ti ha generato assieme a tuo padre ed ha sopportato ogni dolore e sofferenza unicamente per tuo amore. E’ una persona da venerare, rispettare ed amare. E’ lei col suo manto materno copre tutto, sa tutto di te anche per semplice intuizione ed è sempre pronta a sacrificarsi per te in ogni modo ed ovunque. Se così è una madre terrena, c’è un’altra Madre che veglia su di noi, che è stata la Corredentrice del genere umano, la novella Eva che ha salvato con Cristo suo Figlio  tutta quanta l’umanità. E’ lei che ci suggerisce di amare il Signore. E’ lei che ci richiama quando siamo lontani dalla Fonte dell’amore. E’ lei che ci incoraggia, ci soccorre e che, in una parola, ci ama e ci porge la mano per camminare sui sentieri della speranza e non cadere nel buio di una fossa, ma essere sempre inondati dalla luce divina per alzare lo sguardo al cielo e capire che sopra di noi c’è l’Amore, unico, vero ed eterno.

 

 

34.  IL MISTICO

 

Tutti possiamo correre nello stadio dello spirito e tutti possiamo vincere. E’ un cammino molto faticoso e difficile, ma vale la pena percorrerlo. Si inizia con l’abbattimento del peccato grave sgombrando la nostra anima da tutto ciò che impedisce alla grazia di Dio di sperare in noi, poi dal distaccamento vero dell’affetto al peccato per poter amare veramente il Signore. Si va incontro a tante lotte che comportano dolore, sofferenza a causa del demonio, del mondo e del nostro egocentrismo. Quando l’anima è in perfetta unione con Dio, si parla di nozze mistiche con lo Sposo, per cui la persona vive quaggiù, ma e come non esservi, poiché le cose temporali non interessano più e si è come tutti presi da Dio, si è cristificati, divinizzati. Si ama il prossimo come in una luce del tutto diversa che rischiara ogni persona ed ogni angolo.

 

 

33.  IL PROFESSORE

 

E’ colui che ha immagazzinato il sapere che, a sua volta, trasmette agli altri, ma è anche e soprattutto educatore delle coscienze giovanili, colui che modella i cuori e le menti delle nuove generazioni. Il professore deve amare l’insegnamento, deve saper trasmettere agli altri con tanta pazienza ed umiltà quello che egli sa. E’ una figura paterna, quindi un secondo padre che si cura della crescita dei suoi figli. Deve sempre aggiornarsi, deve essere attento e vigile e saper carpire gli umori, i bisogni di ciascun alunno. Colui che insegna è un missionario, non soltanto del sapere, ma della vita per poter formare il futuro cittadino. Deve lavorare con coscienza, retta intenzione e discernimento nel trattare gli alunni, i quali non sono affatto uguali, in dignità si, non nel carattere. L’insegnante sia l’amico, il confidente dei suoi alunni. Non si faccia soltanto temere, ma amare in modo da conquistare ogni alunno per poterlo guidare, sostenere e presentarlo poi alla società come uomo maturo che sa come agire. Tutto questo in piena sintonia con la famiglia.

 

 

 

32.  LA RICCHEZZA

 

 

Il Signore Iddio oltre i doni soprannaturali, preternaturali, ha dato all’uomo, doni naturali tali da poter condurre una vita quieta e tranquilla. Però l’uomo per il suo innato egoismo frutto del peccato vuole accaparrare troppo per sé, lasciando proprio niente al proprio simile, anzi oggi lavora e vive per accumulare ricchezze a non finire a scapito degli altri. Ecco l’idolatria delle cose di questo mondo, al posto di Dio c’è la smisurata ricchezza terrena e l’ uomo se ne è fatto lo scopo della sua vita, non pensando che ogni cosa posseduta è un dono di Dio per l’esclusiva causa del suo vivere. Invece costui cosa fa? Il denaro ed ogni altra ricchezza è lo scopo della propria vita e non lo guadagna onestamente, ma a scapito dell’altro ruba come se fosse normale amministrazione e non pensa ad altro. Così non sa e non vuole sapere che pecca doppiamente per la propria esclusiva rovina . Quale danno incalcolabile reca a se stesso ed agli altri. O misero e sciagurato non sai quale castigo ti aspetta! Così rimani solo con le tue ricchezze che non serviranno a nulla, dovrai un giorno non lontano lasciare tutto e cosa avrai in mano? Nulla di buono, il tuo comportamento è degno di condanna, chiedi a Dio, Padre di misericordia e di amore, perdono, cambia la tua vita, convertiti alla vera ed unica ricchezza: Gesù Cristo.

 

 

 

 

31.  LO STUDIO

 

Indubbiamente per conoscere bisogna studiare e per approfondire un argomento non basta l’erudizione, ma bisogna per quanto possibile all’intelligenza umana, essere dotti. Ognuno di noi, secondo la propria inclinazione si specializza in un determinato settore dello scibile umano, così tanto ricco e prolisso. Spesso una data disciplina si ha un superficiale apprendimento e si pensa di sapere quello che invece è soltanto una preliminare ed elementare conoscenza, siamo dei superficiali e ci atteggiamo a sapientoni manca tanto la serietà e quindi siamo impreparati e ci arrampichiamo sugli specchi illudendoci di conoscere una determinata disciplina. E’ vero che gli esami non finiscono mai e per tutta la vita c’è sempre da studiare per apprendere cose che ancora non conosciamo o pensiamo di conoscere. Ci vogliono tanti anni di studio per poter affermare di conoscere qualcosa. Ora se ciò è vero per quanto concerne le cosiddette discipline profane, quanto poi è altrettanto vero per quanto concerne il sacro? Noi Clero, Vescovi e Sacerdoti, il Laicato, Noi Chiesa, Assemblea dei Credenti, quale e quanta preparazione abbiamo per quanto concerne le cose Divine? Interroghiamo la nostra coscienza, spesso degli emeriti ignoranti  e quindi deficienti, perché manchiamo di tante cose. Come affrontare il nemico, come insegnare agli altri se noi siamo impreparati lontani dalla conoscenza e dall’approfondimento della Parola di Dio, dei suoi attributi, in una parola, ci manca quella sapienza che ci fa vivere le cose Divine , il soprannaturale, occorre studiare con tanta umiltà e con quella sete infinita per conoscere ed amare le cose infinite, eterne, intramontabili. Allora non atteggiamoci a saputelli, a maestri, perché è effimera, apparente ed insignificante la nostra preparazione. C’è bisogno di determinazione, costanza ed anche di silenzio per apprendere e fare nostre le cose intramontabili e che hanno uno spessore di sostanza, soltanto così, in qualche modo, anche incompleto, possiamo dire che il nostro studio, il nostro impegno è serio.

 

 

30.  LA FORMICA

 

Con pazienza certosina questa umile creatura lavora indefessamente perché sa che vi sono stagioni di magra e quindi con prudenza e laboriosità e si affatica. Tanti uomini agiscono come la formica non per essere previdenti, ma per accumulare spesso tesori denaro, ricchezze e poi? Chi invece si preoccupa degli altri di coloro stanno peggio di noi, è grande, perché come la formica ha lavorato per gli altri, si è sacrificato, perché ha amato, non a parole, ma con i fatti che sono tanto eloquenti. Anche spiritualmente dobbiamo essere come la formica, con pazienza ed in silenzio dobbiamo arricchire il nostro bagaglio di virtù cristiane per portare ovunque e sempre l’odore di Gesù Cristo.

 

 

29.  MARIA MADRE NOSTRA

 

Tutta bella sei o Maria, sei vestita di candore, sei Colomba nella roccia, sei la gioia del Signore. O Mamma Immacolata, bianca più di neve al sole, si compiace nel guardarti il nostro cuore. Maria è la lode perenne della creatura verso il Creatore. Si è giustamente detto : De Maria nunquam satis (su Maria non si dice mai abbastanza), si perché è la Creatura più perfetta ed in Lei troviamo la fonte inesauribile di ogni virtù. Si è pure detto che il culto alla Madonna abbia, a volte, potuto mettere in ombra quello di latria (adorazione) dovuto a Dio. Niente di più falso perché il vero culto di iperdulia (super venerazione),  la vera devozione a Maria porta inevitabilmente a Gesù, soltanto Lei è la via maestra, la via certissima per andare al Signore. Non è necessario essere devoti di qualche Santo per andare in Paradiso, ma è indispensabile l’amore alla nostra Comune Madre per santificarci, c’è lo dimostra la vita della Chiesa e dei suoi Santi, nonché il Divin Poeta: “qual vuol Grazia ed a Lei non ricorre, sua disianza vuol volar senz’ali”.  Maria è la degna dimora di Cristo e noi che siamo Vescovi, Sacerdoti, Monaci, Laici possiamo dire altrettanto? A nulla valgono le belle cerimonie, l’atto della nostra consacrazione mediante i voti, il nostro Sacerdozio, qualora il nostro cuore non sia cristocentrico. Mi domando cosa possa valere l’essere Teologo, filosofo, letterato, scienziato, buon amministratore, osservante della regola nei minimi particolari, qualora non vivo alla presenza di Dio, qualora il mio agire non è retto e, Dio non voglia, farisaico. Se disgraziatamente così fosse, la mia giornata sarebbe una continua recita, magari mi si potrebbe lodare come buon attore, ma certamente non sarei un uomo di Dio. Il mondo sempre, ma soprattutto oggi ha bisogno di Uomini di Dio, di fari di luce per dare Dio alle anime e le anime a Dio. Spesso ci si lamenta per come vanno le cose nel mondo e nella Chiesa, la colpa è nostra, di noi Cristiani, di noi anime consacrate. C’è crisi di vocazioni sacerdotali e religiose, la colpa è sempre nostra!!! A scuola, nei raduni, sui tram e perfino nelle piazze mi son trovato a discutere con diverse persone per difendere Sacerdoti e Religiosi, devo confessare che tutti hanno un fiuto particolare e sanno ben giudicare l’operato delle anime consacrate. Purtroppo tante anime si allontanano da Dio perché il Sacerdote il Religioso o la Religiosa non testimoniano Cristo, ma il proprio Io, se stessi. Non basta salmodiare più o meno bene, lavorare con maggiore o minore tecnica, ma bisogna che ciascuno di noi, ex intimo corde, possegga il Cristo, che sia Tabernacolo vivente, per essere ostensorio agli altri. Così era Bernardo di Chiaravalle ed ecco come si spiega perché fosse trascinatore instancabile di anime a Dio nel mondo e nel Chiostro, così tutti i Santi perché innamorati di Maria e Maria inevitabilmente porta a Gesù. Se vogliamo che i Giovani e gli adulti pensino di consacrarsi a Dio, dobbiamo essere noi la calamita con la nostra vita santa in foro interno ed esterno. Maria è Madre, questa Madre in diverse località ed in diversi momenti ha pianto, anche lacrime di sangue, ha richiamato le anime consacrate ed i Sacerdoti: siate testimoni del sangue di mio Figlio, del vostro fratello maggiore. Tremenda è la nostra responsabilità!!! Se abbiamo detto Sì al, Signore  sia un Sì irremovibile e totale, non prendiamo, per così dire in giro Dio: Deus non irridetur, dice il salmista. Siamo cristiani, siamo dei consacrati,  erto è difficile è il cammino, ma per crucem ad lucem e poi la vita non è che un lungo Venerdì Santo che precede la gloria della Resurrezione? Prepariamo una degna abitazione al Signore che viene, che vuole venire ad abitare con i figli degli uomini. Arduo è il nostro compito, difficile , ma non impossibile. Dio è con noi e se Dio è con noi, chi contro di noi? E poi la tutta bella e la tutta Santa Immacolata è la Madre che ci ama e che attende, attende tutti i suoi figli ovunque dispersi, ma attende da noi l’aiuto, la collaborazione perché l’avvento di Gesù non sia vano per tante anime e tanti cuori che aspettano la gioia e la felicità che solo Lui può dare. Si racconta di un anima che guardando l’effige della Madonna ripeteva spesso: “Monstra te essem Matrem “(mostrati di essere Madre), ma un bel giorno si sentì sussurrare all’orecchio :” Monstra te esse filium” (mostrati di essere figlio). Siamo certi che Maria svolge benissimo il suo compito di Madre, ma il nostro compito di figli, siamo certi di svolgerlo bene? O donna vestita di sole, abbagliaci, illuminaci con il tuo candore, insegnaci ad amare Gesù perché tutta la nostra vita sia un inno di lode al Creatore ed un richiamo ai tuoi figli ed ai nostri fratelli lontani.

 

 

28. IL PARROCO CELEBRANTE DEI MISTERI DELLA E NELLA COMUNITA’ CRISTIANA

 

La Parrocchia è una porzione di Chiesa che il Vescovo affida ad un Sacerdote perché possa curarla, custodirla, condurla soprattutto al Signore. Sappiamo che Egli è per tutta la nostra vita terrena accanto a noi, da quando diveniamo cristiani col primo dei sette sacramenti, il Santo Battesimo fino al riposo eterno del nostro corpo quando il Signore ci chiamerà a sé. Il Parroco allora è il Padre Spirituale di tutti i Parrocchiani che genera continuamente mediante i santi Sacramenti a loro amministrati. La Parrocchia è di tutti i Parrocchiani, è casa loro, il Parroco non solo anzitutto presiede la Divina Liturgia per mandato del Vescovo ed in comunione con il medesimo, ma organizza consiglia, aiuta, dirige, cammina insieme alle sue pecore come loro Pastore è un compito quello del Parroco difficile, delicato irto di difficoltà, pieno di sofferenze e dolori, ma anche di gioia e gratificazione, non solo da parte del Signore, che è la cosa più importante, ugualmente anche da parte degli stessi parrocchiani, così è vero servo del Signore ed il servizio reso ai fratelli è reso al Signore medesimo. Bisogna considerare che tutti siamo figli di Adamo ed Eva, tutti vulnerabili, limitati e peccatori, ma se tra i Fedeli ed il Parroco, Ministro di Dio, c’è il Padre di tutti in mezzo, non solo le cose si risolvono, ma vanno di bene in meglio. Tutti dobbiamo ragionare nell’ottica della nostra fede cristiana, tutti dobbiamo essere consapevoli di agire, non in forza del nostro tornaconto o dei nostri meschini interessi o per vanità, vanagloria, ma perché siamo innamorati di Dio. Dobbiamo agire per il bene comune, per la comunità e non perché vogliamo farci vedere belli, operosi. Se non agiamo con retta intenzione come se fosse l’ultimo giorno della nostra vita, è inutile il nostro operato. Partecipare alla Liturgia pregare insieme non deve soddisfare un semplice rituale ma deve essere partecipazione viva di tutto il nostro essere per attingere forza e coraggio dall’altare nel sostenere le difficoltà della vita quotidiana. La Parrocchia deve essere una grande Famiglia con un Padre che è il Parroco il quale certamente non è perfetto, come tutti noi, ma che dobbiamo sempre sostenere aiutare sotto ogni aspetto ugualmente dicasi tra fedeli bisogna essere un cuor solo ed un’anima sola come erano i primi cristiani e perché non possiamo esserlo anche noi, qui ora, nel XXI secolo del cristianesimo? Allarghiamo i nostri orizzonti, viviamo e comprendiamo insieme al Parroco l’Anno Liturgico, tutte le feste di nostro Signore, degli Angeli dei Santi per dare un vero e giusto senso alla nostra vita cristiana. Ci sia l’umiltà della nostra pochezza, della nostra limitatezza per comprendere veramente che tutto ciò che c’è di tutto buono in noi è tutta opera del Signore, ciò che ci può essere di cattivo ed auguriamoci che non ci sia mai, viene dal maligno. Affidiamo allo Spirito Santo che soffia dove vuole e quando vuole i nostri bei propositi ed invochiamo Maria Santissima Madre di Gesù e Madre della Chiesa perché ci illumini, custodisca, protegga e benedica. 

 

 

27.   IL PRESBITERO E L’EUCARESTIA

 

 

Nell’ultima Cena Gesù istituendo il Sacramento dell’Eucarestia, ha istituito il Sacerdozio perché è acclarato che non può esserci Eucarestia senza Sacerdozio. Grande ed alta è la Missione del Presbitero: essere dispensatore dei Misteri Divini. E’ vero che il Sacerdote ti accompagna dalla nascita alla tomba, ma per nutrire la tua anima, che ha bisogno per crescere del Pane degli Angeli, come è più del pane naturale che nutre il corpo, c’è vitale ed essenziale bisogno di chi, nonostante la sua pochezza e limitatezza, fa scendere sull’altare il Dio vivo e vero. “Il Sacerdozio si compie sulla terra, ma appartiene all’ordine delle cose celesti. Molto giustamente non l’uomo, non l’Angelo, non l’Arcangelo, non un’altra forza creata ma lo stesso Paraclito diede tale ordine, ispirando quelli che stanno ancora nella carne ad immaginare un ministero di Angeli. Quelli che abitano la Terra ed in essa operano sono rivolti ad amministrare le cose del cielo ed hanno ricevuto potere che Dio non concesse né agli Angeli, né agli Arcangeli” (San Giovanni Crisostomo). Convinti che Sacerdozio ed Eucarestia sono un’unica cosa, è praticamente impossibile la celebrazione Eucaristica senza Sacerdozio. Clero e popolo santo di Dio, quindi le Famiglie cristiane, consce dell’importanza della vita ecclesiale, incentrata attorno a Nostro Signore sempre vivo e presente in mezzo a noi devono sempre adoperarsi con un apostolato continuo perché esista la preparazione continua delle nuove leve dei Candidati al Sacerdozio. Tutti indistintamente possiamo e dobbiamo contribuire ad avere questa sensibilità, dal Vescovo al Sacerdote, dai Genitori agli studenti ed agli Operai. Dobbiamo vivere e sentire sempre la Vocazione per le vocazioni al Sacerdozio sotto un duplice aspetto: amare, sostenere sotto ogni forma i Sacerdoti, pregare per loro perché siano luce per gli altri, perché trasmettano agli altri la carica ricevuta da nostro Signore all’altare e a tutti coloro che si saziano con il Pane eucaristico. Il Presbitero deve avere una estrema confidenza con il Signore, deve vivere nel Santuario , colloquiare con Gesù Sacramentato per trasmettere la forza che riceve ai vicini ed ai lontani, a tutti coloro che non hanno compreso o che non hanno voluto comprendere l’Amore di Dio per noi. Il cuore del Sacerdote deve essere CRISTOCENTRICO, tutto deve ruotare attorno all’Eucarestia, se il Presbitero è convinto di ciò e vive il suo Sacerdozio sicuramente trascinerà le anime al Signore. Un giorno non lontano, quando il Signore lo chiamerà a sé gli dirà: Vieni servo buono e fedele perché hai saputo pascere le pecore che ti ho affidato. Allora se saremo convinti che l’Eucarestia è la nostra medicina, assumiamola spesso, non solo per guarire tutti i nostri mali, ma per vivere una vita veramente cristiana. Il Sacerdote è colui che ci conduce a Cristo , è così che la nostra vita cristiana potrà trasformarsi.

 

26.   LA TEMPERANZA

 

 

L’uomo  equilibrato è il vero sapiente, l’esagerazione è sempre madre del vizio e non è assolutamente un bene. Si deve essere temperanti nel corpo e nell’Anima per godere buona salute corporale e spirituale. La temperanza ci conduce alla virtù, ci fa vivere bene e ci insegna l’equilibrio, l’esagerazione anche nelle cose buone e lecite non ci aiuta a crescere. Il vizio è il prodotto della intemperanza, dell’eccessiva acquisizione anche di cose buone e lecite. Bisogna abituarsi alla sobrietà, al sostanziale e non al superficiale ed apparente. Sovente non siamo incisivi con noi stessi, non abbiamo piena consapevolezza per una piena responsabilità nel nostro agire. Nel mondo di oggi l’uomo tiene più all’apparenza che all’essere per farsi ammirare, lodare ed osannare, mentre bisognerebbe agire al contrario, tenere tanto all’essere, se uno è veramente quello che vuole dimostrare agli altri, viene di conseguenza. Ciascuno deve saper essere misurato in ogni cosa perché dimostra a se steso ed agli altri equilibrio, proprietà e coscienza delle proprie azioni. Ogni eccesso in ogni campo va condannato perché non serve all’uomo recando piu danno che vantaggio. Educati alla temperanza dobbiamo insegnare alle nuove leve, ai giovani, questa bella virtù cardinale che naturalmente li farà crescere ed avanzare nella società e nella Chiesa, essendo preparati a sapersi districare in ogni momento. O figlio di Dio ricorda che la temperanza aiuta nel camminare sui sentieri dello spirito ed essere veramente figli di si grande Padre.  

 

 

 

 

25.   LA FORTEZZA

 

Ciascuno di noi per costruire qualcosa di buono si deve armare di buona volontà, fermezza, coraggio per affrontare con forza tutte le difficoltà che la vita terrena sempre ed inevitabilmente ci offre. Non dobbiamo essere codardi, paurosi, inconcludenti, ma costanti, fervorosi, decisi, soltanto così supereremo gli ostacoli, sopporteremo dolori, sofferenze, contrasti. La nostra vita è costellata di spine che pungono  e se noi sapremo sopportare ogni giorno saremo sempre di più forti. L’uomo si forma continuamente accettando quanto di non facile va affrontando. Noi Cristiani potremo debellare tutti i vizi ed acquistare le virtù essendo tenaci, non pusillanimi, misantropi, ma coraggiosi, superando ogni critica, ogni ostacolo che si dovesse sovrapporre al nostro cammino verso la santità. Quindi non adagiamoci, non impigriamoci, ma con forte decisione affrontiamo l’ostacolo, il pericolo e saremo sempre superiori ad ogni nostro inciampo, si capisce, sempre ed ovunque con l’aiuto di Dio. Dobbiamo essere non come le vergini stolte, ma come quelle prudenti, sempre con le lampade accese in attesa della venuta dello sposo, Nostro Signore. Allora saremo veramente uomini e figli di Dio se saremo capaci con la nostra forza d’animo di andare oltre gli ostacoli, così potremo dire di cantare vittoria, con Gesù Cristo vinceremo sempre e realizzeremo il bene, con Satana ed il pensiero di questo mondo saremo sempre gli sconfitti. Coraggio allora e tanta grinta, dobbiamo saper combattere.  

 

 

24.   LA GIUSTIZIA

 

Si dice che la giustizia non é di questo mondo ed é vero in gran parte perché gli uomini vogliono e sanno imbrogliare per i propri sporchi interessi e quindi é possibile ingannare il prossimo per cui l'innocente risulta colpevole ed il colpevole innocente. Ciò può accadere purtroppo in questo mondo dove la giustizia é spesso calpestata, non però al cospetto del signore, al quale dovremo tutti rendere conto. Se noi Cristiani sopratutto non agiamo secondo coscienza si crea un mondo di ingiustizia che a sua volta crea odi, rancori e quindi guerre intestine e certamente l'amore non esisterà e saremo l'uno contro l'altro armati. Che brutta cosa! Nella politica, nel lavoro, in tutti gli scambi interpersonali si creano raggiri, menzogne e quant'altro può essere di inciampo all'armonico e quieto vivere, la violenza avanza ed emerge una guerra continua. Il Signore ci insegna altra cosa: un mondo di pace, di armonia e di reciproco aiuto nell'amore. Sembra che regni Satana su questa terra e che l'uomo abbia dimenticato il suo Signore. Non così si costruisce, si edifica, ma si demolisce, si creano barriere che conducono a brutte conseguenze. L'uomo giusto vive di fede ed é corazzato di amore, per cui le barriere vengono abbattute, la gioia cristiana regna e tutto é ordine e tranquillità. Siamo noi, poveri tapini, che abbiamo completamente capo volto quanto Dio ha costruito per il nostro esclusivo bene. Formiamoci un cuore nuovo, cambiamo la nostra mentalità sbagliata per non ingannare noi stessi ed il prossimo.

 

 

23.   LA PRUDENZA

 

 

         E' una delle quattro virtù cardinali che sono il cardine della vita cristiana Gesù afferma: “Siate semplici come colombe e prudenti come serpenti”.

La prudenza comporta non solo di evitare in ogni circostanza giudizi affrettati, ma anche il non proferirli. In un altro passo del Vangelo Gesù afferma: “Non giudicate e non sarete giudicati” Eccetto i Superiori, chi ha responsabilità, nessun altro ha il diritto di giudicare perché spesso noi usiamo malizia e vediamo negli altri il male che potrebbe albergare in noi. E poi talvolta siamo spietati perché spinti dall'invidia, dalla gelosia e dall'egoismo, e siamo facili nel puntare il dito sugli altri. Vediamo la pagliuzza nell'occhio del fratella e non la trave che é in noi. Nella favola greca c'é un personaggio che porta davanti i vizi altrui e quindi li osserva, mentre quelli propri stanno dietro le spalle e non si vedono. L'agire prudentemente comporta rispetto verso gli altri e più rigore verso se stessi, essendo indulgenti, magnanimi, misericordiosi se vogliamo che il Signore usi verso di noi lo stesso metro. La prudenza ci suggerisce de non fare il passo più lungo della gamba, occorre equilibrio e saggezza. Dobbiamo abituarci a praticare questa bella virtù che ci offre il senso della vita cristiana e ci consente di essere disponibili verso tutti.

 

 

22.   IL VOLTO DEL SIGNORE

        

 

In una metropoli, ma anche nei piccoli centri quanti volti vediamo, uomini e donne, bambini, giovani, adulti, anziani. E' così grande ed Onnipotente il Signore il quale ha fatto sì che ognuno di noi fosse completamente diverso dall'altro anche nel caso gemellare. Le persone sono alquanto diverse l'una dall'altra su tutto ed in tutto, quante diversità, variabilità e quante caratteristiche. Come non meravigliarsi? Come non ammettere l'esistenza in assoluto di un Dio Creatore e Fattore delle nostre fattenzze, sia nel corpo che nell'anima? Bisogna essere proprio insensati, stolti, privi di ogni ragionevolezza. In ognuno di noi dobbiamo comprendere che c'é tutto il Volto del Signore, in ognuno di noi traspare evidente la Sua Immagine, noi siamo impastati di divino e di umano, siamo la sua emanazione, siamo il risultato del Suo Amore Infinito.

Allora la condotta della nostra vita deve essere tutta improntata sulla Immagine divina, alla quale si deve rispetto ed amore. Non possiamo ignorare questa grande verità che ci deve essere di continuo richiamo del divino perché siamo fatti per il Cielo, anche se temporaneamente abitanti di questa terra, anch'essa emanazione diretta dell'amore divino. Riflettiamo bene su queste verità per far risplendere sempre più il volto del Signore in noi tutti.

 

 

 

21.   IL CREATO

 

 

L’Umanità intera, ma soprattutto noi Cristiani, dobbiamo lodare, ringraziare e benedire il Signore per gli innumerevoli e preziosi doni a noi offerti. Ammiriamo le tante meraviglie che ci circondano, dobbiamo essere riconoscenti e non possiamo non amare Dio che ci ha preparato queste bellissime ed incantevoli situazioni. Nel Libro della Genesi leggiamo che Dio creando quanto di buono c’è disse che tutto era retto. Come mai, oggi più che mai, noi siamo spettatori di tanta rivoluzione e scombussolamento se tutto è stato fatto per il nostro esclusivo bene? è molto semplice la risposta. L’uomo si è gettata la zappa sui propri piedi ed ecco perché l’ordine per colpa nostra si è mutato in disordine. Non siamo stati capaci di conservare ogni cosa che Dio aveva predisposto per il nostro esclusivo bene, invece di costruire abbiamo distrutto a nostro esclusivo svantaggio. Ecco l’inquinamento prodotto da noi stessi per l’inveterata disonestà del guadagno facile, non siamo gli osservanti delle leggi divine, anche noi Cristiani, anche noi Clero, la nostra coscienza è imbrattata dall’odio, dall’invidia e dall’egoismo. Se il primitivo ordine del creato non c’è piu è tutto a nostro esclusivo svantaggio. Il disordine della nostra anima produce il disordine del creato. Sono cambiate le stagioni, i veleni dati ad animali ed alla terra che dovrebbe produrre vantaggiosi frutti per l’Uomo costituisce invece la sua morte. Non rispettando il Creato non rispettiamo noi stessi e quindi è tutto programmato per la nostra rovina. Se da una parte si assiste ad un progresso tecnico e scientifico, dall’altra c’è un cancro che corrode la coscienza che è immoralità, quindi egoismo e quant’altro inquina il nostro essere spiritualmente e fisicamente. Non è questo il disegno di Dio, tutt’altro! Dobbiamo comprendere che manca la semplicità, la limpidezza, la trasparenza, siamo nel fango, in un mondo corrotto e corruttore, siamo, in una parola, lontani da Dio e dal prossimo. Spesso ci lamentiamo, non solo col prossimo, ma anche col Creatore non riconoscendo che siamo lontani da Dio e senza di Lui sappiamo solo combinare disastri. Perché tutto quanto ci circonda possa in qualche modo ritornare a primitivo splendore, dobbiamo fare una grande pulizia in casa nostra e rapportare diversamente la nostra vita nei confronti di Dio e del prossimo prima che sia troppo tardi! L’Uomo, Re del Creato deve assolutamente rispettare le leggi divine e conformarsi alla volontà del Signore, riconoscendo con umiltà la propria pochezza, la propria miseria. Si possa cantare col Salmista: “I cieli narrano la gloria di Dio e l’opera delle Sue Mani annunzia il firmamento”. Certamente oggi l’ecologia è importante e contribuisce all’ordine naturale, ma bisogna pensare all’ecologia spirituale ancora più importante, se vogliamo debellare ogni inquinamento, dobbiamo cercare di essere sani per servire il Signore nella gioia, affrettiamoci, potrebbe essere troppo tardi. Il primo passo è esserne convinti, poi occorre una completa e costante metamorfosi, noi Cristiani dobbiamo fare opera di convinzione tra noi ed anche tra i lontani da Dio. Soltanto così la natura intera potrà riprendere il primitivo splendore donatole dal Signore. 

 

20.   SIA FATTA LA TUA VOLONTA’

 

E’ una parte integrante del Padre Nostro, la preghiera per eccellenza insegnataci da Nostro Signore Gesù Cristo. Sappiamo benissimo che non è per nulla facile fare la volontà di Dio, ma se Egli ci ha insegnato ciò si vede che nell’ottica della pura fede e con la nostra più che ferrea volontà può essere  eseguita. Il Cristiano mai deve parlare di rassegnazione cristiana perché non deve esserci e sa molto di paganesimo. Noi spesso preghiamo il Signore e magari abbiamo tutte le buone intenzioni di eseguire la Sua Volontà, ma poi nella pratica pensiamo al nostro tornaconto, ai nostri desideri che tante volte non sono secondo il divino volere, anzi tante volte ci lamentiamo col Signore perché non ci ha esaudito, non ha acconsentito forse ai nostri capricci e diciamo che Egli si è dimenticato di noi. Come può un Padre simile abbandonarci? Il problema è un altro: diciamo di voler adempiere la volontà di Dio ma poi… seguiamo la nostra ed allora siamo angustiati, poco sereni. è comprensibile che tante volte eseguire la Divina Volontà significa Croce, sofferenza, patimento, ma che Cristiani siamo se non partecipiamo alla Croce di Cristo, vogliamo forse andare in Paradiso in carrozza? La via indicataci dal Divin Maestro è molto stretta, gli ostacoli sono tanti, ma la presenza di Cristo accanto a noi ci fa superare tutto. Signore non la mia volontà, ma sempre sia fatta la Tua!

 

19.   LA MONTAGNA

 

Quante belle idee, quanti buoni pensieri ci suggerisce la montagna ed eleva il nostro pensiero a Dio Sommo ed Unico Creatore. Solitamente in questo posto si respira a pieni polmoni e si é più rilassati lontano dal trambusto e dalla confusione della Metropoli. Quanti bei disegni naturali si possono ammirare, quanta bontà, dove gli uccelli possono spiccare il loro volo e liberi librare nell'aria. Ecco perché le anime innamorrate di Dio, l'eremita, l'anacoreta, il cenobita, il Monaco in genere ama la montagna e si sente vicino a Dio lontano da ogni rumore e confusione. Nel silenzio si é più intimi con Dio e più facilmente si ascolta la sua voce. Sulle montagne sono nati e si sono sviluppati tanti Monasteri sia in Oriente che in Occidente e poi attorno sono sorte tante abitazioni ed in seguito città. La montagna ci fa considerare lo sforzo che fa lo scalatore prima di arrivare alla cima, é soggetto a tante discese a valle, così noi per essere veri Amici di Dio quante volte abbiamo provato la scalata e siamo caduti e ricaduti, ma il coraggio e la tenacia ci devono far rialzare sempre per guardare la mete onde poterla raggiungere. E' bello e stimolante il programma della salita che richiede molta, ma molta fatica, ma una volta raggiunta la meta si é col cuore pieno di gioia e sereni potendo affermare decisi e con tanta umiltà: e stata dura, ma ce l'ho fatta!

 

 

 

18.   IL CANTO

 

Tutta la creazione canta ed inneggia al Creatore, ma l’uomo canta con consapevolezza, volontà ed entusiasmo. La prima lode umana deve essere rivolta senz’altro al Signore del cielo e della terra, poi ai propri simili ed infine a tutte le creature che vivono ognuno secondo il proprio ordine. Il canto, sappiamo bene, che è preghiera, ringraziamento ed esprime abitualmente i propri sentimenti dell’animo, si possono esprimere con tanta gioia, ma anche con tanto dolore. Di solito ciascuno canta cio che il proprio cuore detta e la voce si modula a seconda dei sentimenti che ciascuno ha e prova. è un ottimo mezzo di comunicazione reciproco. Cantare esprime quanto si vuole esternare e comunicare agli altri. I Canti possono essere edificanti e costruttivi come distruttivi, leggeri ed insensati e come afferma il Sommo Poeta “cio che detta il cuore vo significando” diamo agli altri cio che c’è in noi e se qualcosa di veramente costruttivo c’è sicuramente verrà recepito dagli altri ai quali può recare tanto bene. Le nostre corde vocali sono fatte per lodare e benedire il Signore nella gioia ed i nostri fratelli. Usiamo ogni dono di Dio secondo i dettami evangelici. Cantare aiuta il nostro spirito ad avvicinarci a Dio ed essere veramente i suoi annunciatori come Davide danzando cantava dinanzi all’Arca santa, possiamo essere noi gli Araldi del Gran Re e ricordare al mondo quanto è dolce e soave innalzare all’Altissimo la nostra supplica.

 

 

17.   LA VANAGLORIA

 

O nobile creatura umana, fattura di Dio, ti allontani dal Tuo Creatore e  Signore e ti dimostri figlio ingrato quando credi di essere chissà chi, addirittura stoltamente vuoi porti al posto di Dio! La vanagloria è tutto fumo di paglia, è un inutile pavoneggiarsi che lascia nel cuore un vuoto incolmabile. Non ricordi più di essere figlio di Dio e che con te ci sono una schiera innumerevoli di fratelli? Come puoi pensare di essere superiore ad un altro quando sei peggiore dello stesso? Tutto passa, tutto finisce e ti ritrovi in mano, si fa per dire, un pugno di mosche! Hai rinunciato alla profonda ricchezza dell’umiltà e della carità e tutto pieno di te stesso hai  disprezzato il tuo prossimo deridendolo e parlando male del medesimo. Che valore può avere la Preghiera che rivolgi all’Altissimo, non sarai ascoltato, ma Dio, Padre di misericordia e di amore, infinitamente paziente attende, attende sempre il tuo ravvedimento, la tua conversione perché possa tornare veramente a vivere, mentre ora sei morto alla grazia, alla comunione con Dio ed i fratelli. Tutto è vanità, solo l’Amore vero verso Dio ed i fratelli rimane, sia su questa terra che nella vita eterna. Riflettiamo attentamente coscientemente non sciupiamo il tempo che Dio ci concede, è tempo di grazia.

 

 

 

 

 

16.   GLI ESAMI

Laureati, diplomati quanti esami hanno dovuto sostenere per realizzare un loro sogno. Vi sono pure esami di altra natura per essere qualcuno nella vita, nel proprio lavoro, nella società. Davvero, come diceva uno Scrittore, gli esami non finiscono mai! è giusto del resto, che si venga esaminati per essere atti ad un determinato compito. Ma l’esame più importante di tutti è quello della nostra coscienza, quotidianamente dobbiamo esaminare il nostro operato e vedere se corrisponde alla divina volontà. Infine quando ritorneremo al Padre tutti dovremo essere esaminati secondo retta giustizia, gli uomini si potranno sbagliare, potranno ingannare, Dio no,è giusto Giudice, Padre di amore e di misericordia. Alla luce di questa grande realtà ciascuno di noi, non per paura, ma con piena consapevolezza e grande responsabilità agisca secondo il divino volere. Se noi riflettessimo seriamente su questo tema la nostra vita inevitabilmente cambierebbe e deve cambiare, penso che il segreto sia sempre ed ovunque vivere alla presenza di Dio e per questo dobbiamo avere l’abitudine di colloquiare con Lui, chiedere lumi ed aiuto sempre secondo il divino volere. Siamo suoi figli prediletti, rendiamoci conto di quello che siamo e non sprechiamo i tesori inesauribili di grazia che Nostro Signore ci offre.

 

15. IL PELLEGRINO

 

 

E' colui che vuole raggiungere una determinata meta attraverso varie tappe. Noi tutti siamo su questa terra dei pellegrini per antonomasia in vista della meta che ci attende. La nostra pur brevissima permanenza su questa terra deve essere per tutti noi un continuo richiamo alla missione affidataci da Dio e che dobbiamo espletare, qui dove tutto é provvisorio, transeunte e tanti nostri sogni sono del tutto effimeri e non hanno alcun senso. Non sprechiamo inutilmente il nostro tempo che é alquanto prezioso e di cui un giorno dovremo rendere conto a Dio. Noi spesso agiamo in funzione di una duratura e stabile permanenza in questo mondo. Commettiamo un grande errore. Cercate le cose di lassù e non quelle di quaggiù, ci ammonisce la Sacra Scrittura che é Parola del Signore. Siamo stolti e non sapienti, dobbiamo ben comprendere che non é quì la nostra patria, se lo pensassimo veramente non saremo affatto attaccati, abbarbicati alle cose che presto dovremo lasciare e saremmo più buoni, amanti maggiormente della verità e dell'amore, quindi ci sarebbe tra noi vera pace e le virtù cristiane sarebbero acquisite da tante persone. Noi parliamo bene, magari siamo persuasi di quelli che diciamo, ma le nostre azioni dimostrano il rovescio di quanto affermiamo. Dobbiamo ogni giorno correggere noi stessi per essere più credibili ed offrire una autentica testimonianza cristiana. Chiediamo la forza e la grazia a Dio Padre Onnipotente perche ci faccia capire il nostro terreno pellegrinaggio.

14.  IL GREMBIULE

 

Chiunque indossa un grembiule significa che è pronto a fare qualche servizio, ma soprattutto a servire. Gesù Cristo nell’Ultima Cena indossò il grembiule per lavare i piedi agli Apostoli e disse loro di fare altrettanto con gli altri discepoli. Non si tratta evidentemente di un servizio prettamente materiale, ma anche e soprattutto morale e spirituale. Si tratta della nostra predisposizione e prontezza nel servire gli altri, soprattutto il prossimo sofferente. Non sono venuto per essere servito, ma per servire! Quale grande esempio di umiltà Nostro Signore ci offre! Noi spesso, Cristiani, suoi discepoli, ci comportiamo diversamente, vogliamo essere serviti e riveriti, siamo egoisti, egocentrici, pensiamo soltanto a noi stessi, tutto deve orbitare attorno a noi, quando invece deve essere al contrario, altrimenti non abbiamo capito nulla del nostro essere Cristiani, dobbiamo riempirci di Cristo, avere un cuore Cristocentrico per dare agli altri quanto abbiamo ricevuto. Un esempio tanto bello è il Vescovo don Tonino Bello, soprannominato il Vescovo del Grembiule. Soltanto l’amore conquista il cuore e la mente degli altri, facciamo spazio a Cristo purificandoci del nostro amor proprio, facciamo silenzio per far parlare Cristo in noi, vero Dio e vero Uomo, morto per noi in Croce e resuscitato, anche a noi tocca la stessa sorte di Resurrezione! Alleluia!

 

13.   LA LUCE

 

Essa ci serve per vedere, per camminare, per agire sia quella del sole e del giorno, sia quella artificiale. Certamente la luce annulla il buio, le tenebre e tutto ciò che è insidia per il nostro corpo. E qual è la luce dell’Anima? Certamente è Dio luce suprema che con i suoi raggi infiniti penetra ovunque e dissipa ogni tenebra ed ogni nube. Dobbiamo amare la luce, anzi essere nella luce per essere luce agli altri. Il peccato è la tenebra dell’Anima e non ci fa vedere, ci rende tristi ed insopportabili agli altri, il peccato abbruttisce perché ci allontana da Dio e dai fratelli senza che ce ne accorgiamo perché Satana, il mondo e le nostre cattive inclinazioni ci costringono, se noi siamo deboli, a fare cose che non sono secondo i voleri divini. Quante persone non si accorgono che senza Dio, lontano da Lui manca la luce per vedere con l’ottica della fede, della speranza e della carità. Siamo e tante volte vogliamo essere ciechi e non ci accorgiamo che potremo arrivare al baratro. Se ci fosse tanta luce di Dio come il mondo sarebbe diverso, tutto trasformato, ma noi spesso non vogliamo saperne di questa nostra metamorfosi e non ci accorgiamo del male che rechiamo a noi stessi. è incomprensibile ma vero, sapere che c’è una fonte di luce che illumina ogni uomo e non servirsene, essere indifferenti ed apatici, sembrerebbe che non ci interessi e che stiamo bene nelle tenebre. Il mondo va certamente molto male perché manca l’irradiazione di questa luce dalla quale non ci facciamo inondare, i Santi non solo hanno ricevuto, accettato e fatta propria questa irradiazione, ma a sua volta hanno fatto si che circuisse coloro che le sono vicini. è impossibile non farsi coinvolgere perché questa fonte è trasmessa dall’Autore Unico e Supremo. Il nostro diretto coinvolgimento comporta senz’altro quello degli altri e noi oggi più che mai ne abbiamo bisogno, anzi dobbiamo vivere sotto questa luce per far capire agli altri, ai lontani, ma anche ai nostri fratelli nella fede si tanto indifferenti, che la fonte è Lui e così il nostro cammino sarà ricolmo ed irradiato dalla sua luce e quindi saremo lontani dai pericoli di ogni genere e nessun nemico potrà recarci alcun male. La luce porta vita, calore e gioia e quindi la nostra tristezza, il nostro pianto si cambierà nel gaudio del Signore Nostro Dio. Andiamo con fiducia al trono della grazia, alla fonte di ogni calore, al fuoco divino che deve bruciare il nostro cuore toccato dalla Mano del Signore. Dove  c’è luce o del sole o di una lampada elettrica o ad olio ci si vede e ci si muove e si può lavorare. La luce per antonomasia è il Signore che illumina e rischiara le nostre coscienze, la nostra mente, il nostro cuore. Anche noi possiamo e dobbiamo essere luce, non per emanazione propria, ma per divina trasmissione agli altri. Per poter trasmettere questa luce dobbiamo abbondantemente possederla e la strada ce l’insegnano i Santi che erano creature come noi, limitate nel tempo e nello spazio, cagionevoli di miseria, ma che hanno saputo con un costante combattimento, possedere quella luce emanata dal Signore e che rischiara tutti e tutto. Il mondo purtroppo giace nelle tenebre ed è cieco non capisce certi valori che sono i cardini dell’esistenza umana e del vivere cristiano. Allora per andare verso la luce, per possederla e poi trasmetterla agli altri, è necessario abbandonare certi parametri, certe ottiche ed entrare nell’ottica della fede cristiana che offre tutti quei mezzi ed accorgimenti onde poter percorrere la strada della luce per stare poi nella luce. Certamente bisogna combattere con coraggio e perseveranza, con decisione e serenità, con convinzione, il Signore farà il resto, ci verrà incontro e sarà il nostro Unico Grande Baluardo.

 

12.   LA GIOIA

 

 

Servite il Signore nella gioia! Essere cristiani non è musoneria, tristezza, ma gioia infinita perché si è figli di Dio, amici del Signore e fratelli nella fede riguardo i nostri simili. Dobbiamo essere orgogliosi di essere quelli che siamo e semmai dobbiamo piangere di gioia, allegria, serenità perché il Signore è con noi. La vita del cristiano che vive alla presenza di Dio deve per forza di cose essere all’insegna della gioia, è solamente il peccato la toglie perché lontani da Dio e dai fratelli si è tristi. Dobbiamo coltivare il senso di quella felicità che il mondo non può offrire, ma che con Dio si può avere ed è quella vera e duratura. Noi sulla terra abbiamo degli sprazzi di felicità offerti dal mondo, dal demonio e questi sono passeggeri, effimeri lasciano tanto amaro in bocca, mentre gli sprazzi di gioia piena e vera sono offerti da Dio, sono duraturi e ci fanno, senza dubbio, pregustare quella gioia eterna che sarà un giorno e per noi tutti il Paradiso, Egli stesso. Dobbiamo essere consapevoli di tanta ricchezza che, se vogliamo, possiamo possedere perché è quella cui dobbiamo anelare perché sappiamo benissimo per esperienza che purtroppo anche il prossimo più vicino e più amico ci tradisce, si allontana e quindi rimaniamo delusi ed illusi dopo aver sperato e creduto chissà che cosa. Come il santo Profeta e Re Davide danzava di fronte all’Arca Santa, così noi tutti Cristiani dobbiamo gioire nella casa del Signore, nel suo Santuario per poterci veramente chiamare figli di Dio. La gioia che traspare dal nostro volto deve infondere nell’animo dei fratelli quel coraggio per camminare insieme nella via del Signore. Dobbiamo essere luce in un mondo di tenebre e lampada ardente nell’amore verso i fratelli che hanno bisogno di luce e di calore e quell’amicizia che il mondo non sa offrire. Tutti abbiamo bisogno di essere coperti dal manto del Signore per la nostra pochezza, la nostra miseria, la nostra inutile superbia. Camminiamo nello splendore di Dio, saremo sempre gioiosi perché Dio è la vera, unica gioia per antonomasia, in assoluto.

 

11.  IL LAVORO

 

Dopo  la colpa originale commessa dai nostri progenitori si direbbe che il lavoro è un castigo per l’uomo, ma possiamo anche affermare che lo nobilita e lo purifica ed è altrettanto mezzo di sostentamento materiale, nonché liberazione dall’ozio. Il motto ideato proprio da San Benedetto Patriarca del Monachesimo Occidentale e da tutta la Famiglia Benedettina è stato ed è faro di civiltà e di benessere spirituale e materiale. “Ora et labora – prega e lavora” costituisce il vero bene spirituale e materiale dell’umanità. In questo momento di crisi, si direbbe, non solo europea, ma mondiale c’è tanta disoccupazione giovanile e non. La colpa è esclusivamente nostra, sia dei nostri governanti che di tutta la società. Bisogna formare bene la coscienza all’onestà, al senso del dovere, all’altruismo. Oggi si presenta uno scenario paradossale. Molti muoiono letteralmente di fame, altri stentano a condurre avanti la baracca, altri ancora, pochi in verità, sguazzano nel benessere materiale a svantaggio di molti altri non solo, ma hanno acquisito tante ricchezze rubando. Questo non è per niente progresso civile e tantomeno Cristiano, è egoismo puro, latrocinio, disonestà. Allora tutti dobbiamo riflettere compiendo scrupolosamente il nostro dovere ed essendo altruisti. La Famiglia umana è una grande comunità che lavora e vuole il bene degli altri. La nostra mentalità è errata. Poi, pur essendo in un periodo di crisi, quasi per tutti c’è lavoro. Il problema è che tanti giovani ed anche meno giovani non hanno per nulla spirito di adattamento e cercano il lavoro loro gradito, non essendoci bisogna accettare quello che c’è. Ci deve essere armonia ed equilibrio e soprattutto i responsabili della cosa pubblica devono saper governare ed essere a pieno servizio della comunità loro affidata e non al servizio del proprio tornaconto, della propria poltrona. Il lavoro c’è per tutti, i beni ci sono per tutti, bisogna cambiare il modo della gestione, bisogna avere coscienza perché la salute morale e spirituale del cittadino sia florida. Purtroppo non è così. Ciascuno di noi ha grande responsabilità dinanzi a Dio ed al prossimo per come agisce. Il nostro comportamento poco ortodosso, cioè retto, anzi eterodosso rischia di fare tanto male agli altri ed a noi stessi. Muoviamoci finchè siamo in tempo. Il Signore è paziente, usa tanta misericordia ed amore e noi non possiamo rimanere insensibili, indifferenti nel continuare  a condure una vita, a dir poco, disordinata. Svegliamoci dal sonno, alziamoci ed agiamo con timore ed amore alla presenza di tanto Padre.

 

10.   IL COMPLEANNO

Ogni anno ciascuno di noi fa festa ricordando quando é venuto al mondo per intervento del Creatore con la collaborazione dei nostri amati genitori.  E' un giorno nel quale più di ogni altro dobbiamo lodare, benedire  e ringraziare il Signore per questo dono e per averci resi Cristiani suoi seguaci e suoi figli. Nel medesimo tempo dobbiamo molto riflettere sul tempo che passa inesorabilmente e che continuamente diminuisce la nostra esistenza terrena. Non dobbiamo sprecarlo il tempo concessoci da Dio onde poter compiere cose belle gradite a Dio ed al prossimo, mentre purtroppo noi spesso ci comportiamo come se il Signore non esistesse, come se non ci fosse un Paradiso che ci attende, come se il prossimo non dovesse essere amata da noi perché egoisti, tornacontisti, arroganti e superbi. Bisogna cambiare continuamente mentalità ed agire da degni figli di tanto Padre. Gli anni che passano ci devono procurare maggiore saggezza, vera sapienza e l'acquisto di tante e tante virtù cristiane, non sprechiamo tutto nel fumo, nel nulla, acquistiamo i tesori che né i ladri possono rubarci, né la ruggine deteriorare, il nostro equilibrio ci insegna la ponderazione per vivere come il giusto di cui parla la Sacra Scrittura.

 

 

9.   INDIZIONE DELL’ANNO LITURGICO

(1 SETTEMBRE)

 

Un anno è terminato ed un altro inizia. Quanti avvenimenti lieti e tristi in tanti giorni!  Ringraziamo il Signore che nella sua bontà e misericordia ci ha elargito in abbondanza doni d’ogni genere e specie. Il tempo fugge, il passato non è più, il presente in un istante è gia passato, il futuro è nelle mani del Signore. Il nostro atteggiamento deve essere di piena apertura, accettazione dei momenti belli e meno belli della nostra esistenza. Siamo di passaggio in cammino verso l’eterna meta dove spazio e tempo non saranno più. La nostra vita deve essere sul piede di battaglia sempre pronti contro il nemico che ci vuole allontanare da Dio. La nostra protezione certa, sicura sempre è Dio Nostro Padre che ci accompagna in ogni nostra azione. Dobbiamo sempre accrescere la nostra fede, il nostro modi di pensare, troppo umano, deve cambiare perché siamo Cristiani e quindi discepoli e seguaci del Signore che ci chiede la collaborazione, in qualche modo siamo le Sue Braccia. Dobbiamo essere dei veri cristofori, cioè portatori di Cristo perché è nostro compito, nostro dovere e dimostra quanto amiamo il Signore ed i nostri fratelli. Ci preceda sempre nel nostro cammino la Stella mattutina Maria Santissima.

 

 

8.  LE RELIGIONI E LA PACE

 

 

 

Cicerone, filosofo pagano, asseriva: “potrete trovare una città senza mura, un popolo senza un capo, mai senza religione”. Come possiamo ben comprendere, il senso del divino è sempre insito nel cuore dell’uomo. Chiaramente è acclarato che la Fonte di ogni bene, il Principio di tutto è unico, per noi Cristiani c’è un Dio Creatore, Redentore e Santificatore. Vi sono però altre vie che si pensa conducano a Dio, all’Essere Infinito ed Eterno. Noi, pur condividendole, siamo rispettosi del cammino percorso da altre Religioni e siamo convinti che costoro, osservando le Leggi Divine, mi riferisco specialmente alle altre due Religioni Monoteistiche, Ebraismo ed Islamismo, Torà e Corano, si salveranno. Cristianesimo, Ebraismo ed Islamismo osservano i Comandamenti, riconoscono l’onnipotenza, l’onniscienza e  l’onnipresenza divina e quindi certamente riconoscono la paternità divina e  la fratellanza umana. Con questi presupposti è giusto, doveroso e conveniente che fra noi ci sia un dialogo, una base comune per difendere insieme certi valori comuni come la giustizia, la libertà e la pace. In un mondo così stravolto soprattutto per quanto concerne la gerarchia dei valori, è opportuno lavorare insieme perché sia valorizzata la dignità della persona onde la Religione non sia di inciampo, ma di aiuto sostanziale per camminare insieme e rendere migliore questo mondo assettato di Dio. Sia chiara testimonianza la comprensione e l’Amore all’interno di ciascuna Religione e fra le Religioni, comprese quelle che non hanno un credo monoteistico. In quest’epoca di un mondo così globalizzato, con la tecnica moderna per cui le notizie volano così velocemente da un capo all’altro della terra, è cosa bella e buona che l’informazione abbia da parte nostra un altrettanto riscontro positivo di risultati che possano avvicinare noi e gli altri a Dio ed al prossimo. Dobbiamo insieme costruire, edificare una società migliore ragionando a tavolino, pregando insieme perché i giovani siano edificati dal nostro comportamento ed a loro volta siano pronti ad assumere le proprie responsabilità. C’è una gioventù sana, purtroppo c’è una parte di gioventù bruciata che non promette bene ed alla quale bisogna rivolgere la nostra comune attenzione per salvarla da pericoli incombenti atti a distruggere i valori più importanti come la famiglia. Essa, come ben sappiamo, è il perno, la prima cellula della società, questo lento ed inesorabile declino non è per nulla a nostro favore e vantaggio, abbiamo bisogno estremo di uno scuotimento generale che soltanto uniti, in piena armonia potremo portare avanti. La Religione non deve essere assolutamente motivo di guerra, di divisione, ma di pace e amore. L’Uomo che combatte il proprio simile sia fisicamente che moralmente non è civile e tantomeno religioso. Si parla tanto di progresso nella scienza e nella tecnica ed è bene che ci sia, ma a nulla vale, sarebbe un progresso apparente se non fosse accompagnato dal progresso della pace e dell’amore fra i popoli. L’Unesco è un’istituzione benemerita, ma a nulla servirebbe se non fosse accompagnata e sorretta dalla tenacia dell’uomo nel voler realizzare e conseguire gli scopi che la stessa si prefigge. Coraggio allora, nel nome di Dio ricostruiamo quello che l’Uomo stesso ha distrutto o vorrebbe distruggere e che Dio ha posto sempre nel cuore e nella mente dell’uomo: la pace, quella interiore e quella esteriore che accompagni sempre l’uomo creatura nei rapporti col Creatore e con le altre creature umane. Ci siano esempio fulgido Francesco, Gandhi, Martin Luther King e tutta la schiera di innumerevoli giusti del mondo ebraico e musulmano. Pace sia sempre il nostro motto

 

 

 

 

 

7.   LA GIUSTA FOLLIA DELL’AMORE SI CONTRAPPONE ALL’INGIUSTA FOLLIA DELLE ARMI

 

 

 

Sin da ragazzo, alle elementari ti viene propinato sui libri il combattimento, la guerra, le armi, la violenza e poi nelle scuole medie e nelle superiori, Università. Ogni Stato, ogni Nazione spende un patrimonio per le armi e gli eserciti. Leggendo la storia dell’umanità si ha sempre presente la violenza, si insegna il predominio dell’essere umano sul proprio simile. Anche uomini di Chiesa non sono stati da meno ed hanno contribuito notevolmente nei secoli alla guerra, non alla pace, all’amore, all’aiuto fraterno. I mezzi di comunicazione sociale dovunque sono programmati in questo senso del tutto negativo. Non voglio essere pessimista, purtroppo la realtà è amara, triste, desolante. L’uomo, frutto d’amore della creazione proveniente dall’Amore Sommo, semina odio, perché tutto questo? Invece di essere figli della Luce siamo figli delle tenebre! è assurdo che ancora oggi, era del progresso della così detta civiltà(quale?) si impugnino le armi e si è l’uno contro l’altro armati. Prima di parlare di armi materiali bisogna che con senso di responsabilità, serietà e buona volontà parliamo al nostro cuore ed alla nostra mente e facciamo risvegliare quel tanto di buono che c’è in noi, che Dio Nostro Padre ci ha donato per convertire la nostra mentalità contro le armi dell’odio, del rancore, dell’egoismo, della sopraffazione. La nostra educazione non è per nulla civile e tantomeno cristiana. è diseducazione, disinformazione, è lontanissima da Dio e dal prossimo. Dobbiamo confessare e riconoscere la nostra pochezza, il nostro nulla e certamente così nulla di buono si può costruire. La guerra va fatta contro i nostri vizi, le nostre passioni sregolate, non contro il nostro simile, in tal modo si è lontani da Dio e dal nostro prossimo. Per secoli l’Umanità si è autodistrutta, annientata e vilipesa, spesso senza rendersene conto. Con le armi non si ragiona, si distrugge moralmente e materialmente. Diventiamo nemici acerrimi della guerra per essere veri costruttori nella pace, nella concordia, nell’armonia, soprattutto nell’amore. Per alcuni l'Amore é sconosciuto, per altri, come i Santi, l'Amore é la giusta follia! Finché l'uomo uccide, violenta, fa del male al propio simile, non può dirsi uomo, tanto meno civile e meno ancora cristiano. Condanniamo, vituperiamo, disprezziamo la follia ingiusta delle armi, sotto ogni aspetto, per impegnarci sulla scia dei Santi, a costruire la giusta follia dell'Amore, per essere sul piano divino, non su quello di Satana. L'Amore non é amato, impariamo giorno per giorno dellla nostra vita ad amarlo e farlo amare. In una parola, siamo i grandi Araldi dell'Amore nel burrascoso mare di questo mondo! Iddio ci aiuti e ci sostenga in questo nobile, giusto e santo Apostolato. 

 

 

 

 

6.  LA PAURA

 

 

E’ normale che i bimbi, i ragazzi facilmente si impauriscano per un nonnulla, ma è altrettanto vero che non pochi adulti insicuri, incerti ad ogni piè sospinto si facciano coinvolgere al quanto dalla paura che incute timore, timidezza ed insicurezza. A volte questa sensazione non ha titolo di esistenza, sia nelle cose spirituali che materiali, invece quando veramente, specialmente gli adulti, dovrebbero possederla, si tirano indietro. Bisogna, senz’altro, aver paura dei nemici visibili ed invisibili come il demonio che lavora inesorabilmente e costantemente contro i figli di Dio, il mondo costituito da tutte quelle persone amiche del diavolo e quindi nemici di Dio, della sua Chiesa e di quanto concerne l’instaurazione del Regno di Dio in noi. Poiché il Signore Nostro Gesù Cristo è Padre, Fratello, Amico, Medico nostro, la paura deve allontanarsi dal nostro animo, dal nostro cuore e dalla nostra mente. Forti dell’Amore di Dio possiamo affrontare ogni pericolo, superare ogni difficoltà, combattere qualsiasi nemico ad ogni livello. Allora rinfrancati, incoraggiati, assicurati dal Creatore, Signore e Re dell’Universo possiamo stare tranquilli e camminare senza il pericolo di ogni genere ci tocchi o ci sorprenda. Così non dobbiamo avere paura perché sappiamo da chi, come e quando siamo guidati e sorretti per poter infondere agli altri, incerti, dubbiosi, quel coraggio e quella forza, elementi prettamente necessari per ciascuno di noi così deboli, così limitati per accorciare le distanze tra l’umano e il divino, tra il temporale e l’eterno, tra l’accorciare le distanze fra l’umano ed il Divino, tra il temporale e l’eterno, tra il terrestre ed il celeste. è una certezza matematica che ci offre il Signore con la sua vicinanza, col suo Amore smisurato di Padre verso noi suoi Figli, sue Creature. 

 

 

 

 

 

 

 

5.  VIVERE LA FEDE IN CRISTO OGGI

 

Fides ex auditu, (la Fede proviene dall’ ascolto). Sì, è vero, bisogna conoscere, sapere per poter decidere, certamente però non si parla in questo caso di razionalità, ma di fede e la fede è un dono esclusivamente divino. Come ho fiducia in un’ altra creatura, nel prossimo e credo quanto mi dice, in forma alquanto più grande bisogna credere in Dio, abbandonarsi a Lui, avere illimitata fiducia. Come dice S. Paolo: oggi vediamo in enigmate, domani si squarceranno i veli e vedremo Dio faccia a faccia. E’ alquanto meglio avere la fede di Abramo, la fede di Giobbe e d’ altri personaggi del Vecchio e Nuovo Testamento come i miracolati da Gesù, anziché il dubbio dell’ Apostolo Tommaso. Beati coloro che pur non vedendo crederanno. Dice la Sacra Scrittura: iustus ex fide vivit (il giusto vive di fede)! Come oggi noi Clero, noi fedeli, cristiani in genere viviamo la nostra fede? Gesù ha affermato che basta avere fede come un granello di senape per spostare una montagna, e i Santi, gente come noi, operavano prodigi sempre coll’ intervento divino. Nel Battesimo il Cristiano riceve il dono della fede, ma spesso si cresce fisicamente e non spiritualmente e quindi si langue, preda del demonio, della carne e del mondo che offrono all’ uomo quello che posseggono: i falsi doni - edonismo, materialismo, razionalismo. Ecco perché oggi è capovolta la gerarchia dei valori, al posto di Dio c’è il dio denaro, il guadagno facile e quindi disonesto, si uccide con tanta indifferenza, pur di ottenere un’ effimera ricchezza. Un uomo di fede ha la coscienza retta e vive alla presenza del Signore. Oggi si dubita di tutto e di tutti ed ognuno costruisce un angolo con la propria religione, per il proprio dio e non si cura di allontanare le false divinità. Non si può vivere trastullandosi tra coloro che offrono false ricchezze. La Fede ha trascinato a Dio schiere di Santi, ha ricolmato di doni divini intere popolazioni e nazioni. Ciò che è impossibile all’ uomo è possibile a Dio, purchè ci sia da parte dell’ uomo una fiduciosa predisposizione, un assenso totale all’ Autore della vita, a Colui che fa piovere piogge benefiche sui giusti e sugli ingiusti. L’ uomo di fede capisce, anche nelle difficoltà, nelle prove, che i disegni di Dio sono diversi dai nostri. E’ necessario quindi operare un immediato ricupero della fede perduta, illanguidita, ed essere attivi nella ricerca, non indifferenti, per non incorrere in quelle tremende parole della Sacra Scrittura: quia nec calidus, nec frigidus es, incipiam te evomere ex ore meo (poiché non sei né caldo né freddo, incomincerò a vomitarti dalla mia bocca). Il Vangelo, che è Parola di Dio, spesso è controcorrente nei confronti del mondo che capovolge i valori divini, eterni ed immutabili.

 

4.  SOLITUDINE

 

Chi varca la soglia di una Certosa si accorge subito ed è incuriosito da una frase scritta in latino: “O beata solitudo, o sola beatitudo”, o beata solitudine, o sola beatitudine, perché nei Monasteri Certosini, come in  tutti quelli di stretta Clausura, maschili e femminili, vige rigorosamente la legge del silenzio. Nel silenzio Dio parla al cuore dell’uomo e la solitudine aiuta tantissimo questo processo per vivere a contatto più diretto con Dio ed amare i fratelli facendo penitenza, pregando e lavorando, ma questo tipo di solitudine è una scelta, è una vocazione e quindi rientra nel disegno di Dio e nella volontà dell’uomo chiamato a questa elezione. Purtroppo dobbiamo volgere lo sguardo ad un altro tipo di solitudine non voluta, non cercata da nessuno, ma obbligata dagli eventi umani.  Mi riferisco alla solitudine dei malati, degli anziani, dei poveri, degli abbandonati dalla società, dalla famiglia e dai cosidetti amici. è la solitudine di chi tende la mano al prossimo, non solo per un aiuto economico ma soprattutto per un aiuto morale, spirituale, affettivo. La cosa più triste è la solitudine di chi per una vita ha dato sempre ed ovunque al prossimo o parente carnale o amico, ma nonostante il costante e continuo dare, costui si è trovato solo ed abbandonato, senza affetti, senza comprensione,  senza un sorriso. è dura cosa riflettere su questo argomento così importante, però è la realtà di tutti i giorni che ti fa toccare con mano questa solitudine che mai vorresti, ma che quanto prima te l’aspetti bussa alla tua porta, magari da parte del tuo migliore amico, il più caro da cui non avresti mai immaginato simile comportamento. Brutta cosa l’egoismo e la superbia umana! Allora il Cristiano, uomo di fede, comprende, dopo le illusioni e le delusioni umane, che  l’essere stato abbandonato dagli uomini non significa che non ci sia alcuna soluzione. Dio, il Grande, l’Unico Amico bussa alla tua porta, apri subito e scopri il Suo Grande Amore per te, non ti abbandona mai, conosce le tue sconfitte, i tuoi pensieri, le tue lotte e le tue vittorie conseguite. Nella solitudine umana non voluta c’è la compagnia del tuo Dio e Signore.

 

 

3.  DORMIZIONE DI MARIA SANTISSIMA

 

Purtroppo questa importante Festa della nostra Madre Maria coincide con una data pagana: il ferragosto, per cui molta gente cristiana, anche praticante, è distratta dalle cosidette ferie ed ha altro cui pensare. Questa mentalità pagana è da condannare. Il ritorno al Padre di Maria in anima e corpo ci deve far riflettere su questa eccelsa creatura, Madre di Dio e Madre nostra. Ella, esempio  vivente del Corpo Mistico di Cristo, non solo ci ha offerto Suo Figlio come Redentore del genere umano, ma ci ha insegnato come amare il Signore. Ella è tornata in cielo, anima e corpo, per noi non è così, sappiamo che è frutto del peccato ritornare nella polvere, risorgeremo però! Anima e corpo sono tutto l’uomo, il corpo è al servizio dello spirito e ci permette di agire e lavorare per il Signore. Tocca a noi rispettarlo e non compiere azioni contrarie al nostro stato di figli di Dio. La parte materiale del nostro essere è tempio vivente dello Spirito Santo, per cui dobbiamo avere il massimo rispetto per il nostro corpo e quello dei nostri simili. Spesso il corpo è profanato e con i vizi contrari alle virtù si innesca un’operazione deleteria che non piace a Dio e fa male a noi stessi. Bisogna uscire dal guscio del nostro egoismo per spaziare nei sentieri infiniti dello Spirito.  L’uomo è un’unità psicofisica e come tale, anima e corpo deve lodare, ringraziare Dio, così come ha fatto in tutta la sua vita la nostra Madre  Maria. Purifichiamo il nostro corpo e la nostra Anima per essere veri amanti del Signore con carattere, con decisione perché tutto il nostro essere sia sempre una perenne lode al Signore.

 

 

 

2.  N O N    M A N A G E R    M A    P A S T O R E

 

L’ Apostolo Paolo afferma che il Sacerdote, Ministro del Signore, è il dispensatore dei divini Misteri. Compito principale ed essenziale del Sacerdote, per mandato del Vescovo, è celebrare l’ Eucarestia ed amministrare i Sei Sacramenti, nonché predicare la Parola del Signore con l’ esempio e con la parola. Egli è un martire per eccellenza con la sua costante testimonianza di vita cristiana. Come il Vescovo, per partecipazione e suo prolungamento ha l’ ufficio di reggere e governare, nonché santificare tutte le anime affidate al suo Ministero di Padre e di Pastore. Deve lavorare con zelo, umiltà, semplicità, deve essere l’ uomo della preghiera e del dialogo con tutti, specialmente con i giovani, primavera della vita, della Chiesa e della Società. Sempre disponibile all’ ascolto e al dialogo, all’ insegnamento delle cose celesti, deve riconoscere sempre la sua debolezza umana, ma nello stesso tempo deve essere forte per condurre le anime al Signore. Egli è un altro Cristo che deve stare in mezzo alla gente, visitarla nelle proprie case, pronto a servire gli ammalati, gli anziani, chiunque ha bisogno della sua presenza, del suo conforto, della sua parola, mai indifferente, collerico, ma dolce, mite e disponibile, in modo particolare quando una persona ha bisogno di lui per confessarsi, per essere diretta spiritualmente. Purtroppo la realtà è molto amara. Tanti e tanti Sacerdoti addirittura fissano sull’ agenda il giorno perché un penitente possa confessare i propri peccati o farsi dirigere spiritualmente tramite i buoni consigli che un Padre deve offrire ai propri figli. Sovente il Sacerdote dimentica di essere tale e si comporta come un professionista, un impiegato, un mestierante che pensa al proprio tornaconto con tanto egoismo e prosopopea. Il Sacerdote deve essere luce agli altri e lampada ai passi del cammino delle proprie pecore, a volte smarrite, uscite fuori dall’ ovile della Chiesa perché non seguite, abbandonate a se stesse.

S. Giovanni Maria Vianney, il Santo Curato d’ Ars è un esempio lampante di vero Sacerdote, apostolo del Confessionale, uomo di preghiera e di penitenza. Se vogliamo che i Fedeli stiano accanto a Gesù Cristo ed alla Chiesa, dobbiamo avere Santi Sacerdoti che con i loro pregi ed anche difetti sappiano essere pastori saggi ed illuminati, sempre pronti ad ogni richiesta, ad ogni richiamo di anime assetate di Dio, di verità, di pace che solo Dio può offrire, ma che si può avere tramite il Ministro di Dio che con la propria vita non è d’ inciampo e di ombra al fedele, anzi lo illumina, lo custodisce, lo educa con pazienza ed amore. Lo Spirito Santo infonda in tutti i Sacerdoti quel fuoco divino che nel giorno di Pentecoste ricolmò dei Suoi Sette Santi Doni Maria Vergine e gli Apostoli perché nella Chiesa intera una perenne Pentecoste divinizzi l’ umanità intera.

 

 

PRIMO VOLUME


1.  
TRASFIGURAZIONE DI NOSTRO SIGNORE GESU CRISTO

 

Trasfigurazione significa trasformarsi, cambiarsi. Noi figli di Dio, membra del Corpo di Cristo dobbiamo continuamente trasformarci per tutta la nostra vita terrena, poiché a causa del peccato si è offuscato alquanto lo splendore del Padre che era in noi. Col Battesimo e con la Cresima, con i Sacramenti della Penitenza e dell’Eucarestia questo splendore perduto si è riacquistato, ma ogni volta che abbandoniamo l’amicizia del Signore ritorna ad opacizzarsi. C’è bisogno di una continua metamorfosi in noi per trasformare la superbia in umiltà, l’odio nell’amore, l’impazienza nella  pazienza, l’ira nella dolcezza. Quanto cammino dobbiamo fare per essere vicini a Dio! è la conversione del Cuore e della mente che ci renderà candidi come la neve, il nostro modo di pensare e di agire deve cambiare, non dobbiamo lasciarci trascinare da false divinità. Il denaro, l’edonismo, il materialismo sono la rovina spirituale dell’umanità. Dobbiamo senz’altro andare controcorrente, contro la moda dei vizi di questo mondo per acquistare quelle virtù che rendono libero ciascuno di noi. Bisogna continuamente cambiare, rinnovare il nostro modo di pensare e di agire, bisogna fare il lavaggio del nostro Spirito per essere immacolati al cospetto del Signore. Per realizzare ciò è necessaria la Preghiera, la buona volontà e la perseveranza nel volere cambiare stile di vita. Dobbiamo piacere solamente a Dio, né a noi stessi, né ai nostri simili. Se piaceremo a Dio non solo saremo capaci di cambiare la nostra vita, ma anche quella di chi ci sta attorno e ci osserva. Riacquistiamo lo splendore primitivo offertoci da Dio  per presentarci un giorno a Lui con le vestigia divine, degni figli di tanto Padre.

 

 

 

 

 

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