Breve Storia della Chiesa Ortodossa d’Italia

La Chiesa Cristiana in Italia che professa la vera fede Ortodossa esiste fin dal tempo apostolico, ne abbiamo testimonianza dagli Atti degli Apostoli (Atti 22, 16 – 30) e dalla Lettera ai Romani ( 1, 1 – 15 ) in cui l’Apostolo Paolo scrive ai cristiani di Roma e delle altre città italiane da lui evangelizzate.
Paolo ha ordinato i primi due Vescovi di Roma: Lino e Cleto ( o Anacleto ).
Pietro ordinò il terzo Vescovo di Roma: Clemente, forse per benigna concessione di Paolo che era il primo Vescovo di Roma e di Italia, essendosi Pietro affiancato all’Apostolo delle Genti durante il suo secondo viaggio in Italia.  Resta però il fatto concreto e vero che il fondatore della Chiesa di Roma è Paolo e non Pietro, come la falsa storia vorrebbe farci credere.
Ci sono stati dei Papi Eretici: Vittore, Zeferino, Callisto, Marcello, Liberio ecc…  che appoggiarono, difesero, predicarono e propagarono l’Eresia Montanista (dov’è l’infallibilità?), ed altre eresie….(“Histoire de l’eglise” di Wladimir Guettèe – tomo 2 pag.10-15 e seguenti).
Papa Onorio I fu accusato di eresia monotelista dal concilio sesto ecumenico trullano.
Ma la maggior parte dell’Italia era nata Ortodossa, ed è rimasta Ortodossa anche dopo lo scisma d’Occidente del 1054 in cui la Chiesa di Roma si staccò dagli altri quattro patriarcati Ortodossi d’Oriente fino al 1595.
Nel 1595 il cardinale Antonio Giulio Santoro la soppresse con inganno e violenza sottomettendola alla Chiesa Romana e mettendovi a capo un ex vescovo ortodosso divenuto cattolico romano, un certo Germano Kouskonaris: ne rimangono vestigia nei cosiddetti Uniati di Grottaferrata, della Calabria e Sicilia, cioè cristiani di rito orientale ma ormai sotto la romanità (“Chiesa Romana e Rito Greco”, di Vittorio Peri, Ed. Paideia, Brescia, pag. 188 e seguenti).
 Per ben oltre 4 secoli l’Ortodossia rimase assente, o meglio impedita nelle sue funzioni.
Tra la fine del 1800 e l’ inizio del 1900, l’Ortodossia ebbe di nuovo ospitalità in Italia con la presenza di giurisdizioni straniere come quelle di Russia e Costantinopoli, che inviarono in Italia alcuni sacerdoti per assistere i loro studenti e diplomatici. Ma erano realtà straniere e per stranieri, che moltiplicatesi nel corso del 1900, portarono grandi disagi, divisioni e problemi non indifferenti. Non era però ancora la Chiesa Ortodossa d’Italia che riprendeva l’esercizio delle sue funzioni, ma una miscellanea di sovrapposte e confuse giurisdizioni straniere.
Il Vescovo Antonio De Rosso, di beata memoria, insieme ad alcuni sacerdoti e laici la ricostituì giuridicamente e canonicamente l’8/11/1991 con atto notarile registrato il 21/11/1991 al n°2972 degli Atti Pubblici in Latina.  Il secondo Concilio Europeo della Metropolia Bulgara per l’Europa Centrale ed Occidentale con Atto prot. n°255 A del 23 dicembre 1993 ha accolto sotto la sua protezione ed in Comunione Sacramentale e di preghiere la Chiesa Ortodossa d’ Italia come Diocesi e il Vescovo Antonio come Vescovo di Ravenna e d’Italia.
Il 6 ottobre 1995 durante la sua sessione ordinaria, con Atto n°264, il Santo Sinodo del Patriarcato di Bulgaria, sotto la presidenza del patriarca Maxim, all’unanimità, ha posto definitivamente la Diocesi Autonoma di Ravenna ed Italia “sotto la protezione della Metropolia Bulgara per l’Europa Centrale ed Occidentale”.
Il 1° luglio 1997, con Decreto n°190, il Santo Sinodo del Patriarcato di Bulgaria, sotto la presidenza del patriarca Pimen, nella sua seduta plenaria ha concesso l’autonomia alla Chiesa Ortodossa d’ Italia, che a quella data è presente su tutto il territorio nazionale con parrocchie e comunità.
In tale data il Vescovo Antonio De Rosso è stato elevato alla dignità di Metropolita col titolo di Metropolita di Ravenna e d’Italia della Chiesa Ortodossa in Italia. Egli è divenuto anche membro di diritto del Santo Sinodo del Patriarcato di Bulgaria.
La Chiesa Ortodossa in Italia con tale atto può reggersi nel suo interno con completa autonomia regolata da uno Statuto approvato dal Santo Sinodo stesso.  Pertanto essa può eleggere e consacrare i suoi vescovi.
 Il 10 gennaio 2009 è stata consacrata a L’Aquila a Cattedrale della Santa Croce, al termine di lunghi lavori di restauro che hanno interessato l’antico tempio, che è così diventato la nuova sede vescovile della Chiesa Ortodossa in Italia. Da tale data è stato conferito al Metropolita Antonio, con delibera del Santo Sinodo, anche il titolo di Arcivescovo di L’Aquila.
Il 20 febbraio 2009 il Metropolita Antonio si è addormentato nel Signore, dopo lunga malattia, occupandosi della Chiesa sino all’ultimo.
Il 16 marzo 2009 Mons. Basilio Grillo Miceli è stato eletto nuovo Arcivescovo di Ravenna e di L’Aquila e Metropolita d’Italia.
Attualmente è Arcivescovo di tutto il Lazio e Metropolita Primate d’Italia.